Un passo indietro, una possibilità mancata. Bastano queste semplici e poche parole per inquadrare almeno gli ultimi tre anni della storia dei Grizzlies. Affermazioni che non derivano tanto dal cammino ai playoff in sè per sè, perchè è vero che arrivare a giocarsi la semifinale di Conference e perderla a gara 7 contro i Thunder e l'anno successivo perdere a gara 7 al primo turno con i Clippers, può essere visto tranquillamente come un passo indietro, ma è come è maturato il tutto, la vera fonte del problema. Infatti quella gara 7 dell'anno passato poteva anche essere 4-3 per i Grizzlies e si arrivava lo stesso alle Semifinali di Conference come l'anno prima, ma con tutta probabilità il percorso post season sarebbe finito lì di nuovo.
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sabato 27 ottobre 2012
Memphis Grizzlies e i passi... indietro
Un passo indietro, una possibilità mancata. Bastano queste semplici e poche parole per inquadrare almeno gli ultimi tre anni della storia dei Grizzlies. Affermazioni che non derivano tanto dal cammino ai playoff in sè per sè, perchè è vero che arrivare a giocarsi la semifinale di Conference e perderla a gara 7 contro i Thunder e l'anno successivo perdere a gara 7 al primo turno con i Clippers, può essere visto tranquillamente come un passo indietro, ma è come è maturato il tutto, la vera fonte del problema. Infatti quella gara 7 dell'anno passato poteva anche essere 4-3 per i Grizzlies e si arrivava lo stesso alle Semifinali di Conference come l'anno prima, ma con tutta probabilità il percorso post season sarebbe finito lì di nuovo.
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Francesco e Angelo Cerbone
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27.10.12
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martedì 23 ottobre 2012
Per i Wizards è il momento di uscire dall'anonimato
Negli ultimi quattro anni in quel di Washington non se la sono proprio passata bene, cestisticamente parlando. Serie prolungata di stagioni pessime, ma allo stesso contempo pochi segnali di ripresa vera e propria. Però il talento accumulato ultimamente nel roster, potrebbe cominciare a cambiare questa inerzia. Non un cambio radicale, ma bensì una possibilità di miglioramento comunque notevole.
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23.10.12
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giovedì 18 ottobre 2012
Jazz, il piano non è improvvisazione
I tempi bui nello Utah stanno per finire... forse. Tale affermazione non deriva dal roster attuale, per quello c'è ancora bisogno di aggiustamenti e di esplosioni di giovani, ma deriva dalla parte prettamente economica, quella del salary per intenderci. Questo perchè praticamente nessuna franchigia può vantare di avere tutto il roster in scadenza di contratto quest'anno (comprendendo anche le team option), fatta eccezione con Jeremy Evans e Marvin Williams, tra l'altro quest'ultimo ha una player option e decidendo di non esercitarla finirebbe anche lui nel calderone dei contratti scaduti. Ultimo anno buio, dunque...forse.
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18.10.12
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sabato 13 ottobre 2012
Gli Spurs: Non è ancora il momento dell'ultimo canto del cigno
Quando chiudi la regular season con un record di 50 W-16 L e la tua stagione si spegne contro gli energici e talentuosi giovani dei Thunder, il tuo obiettivo è senz'altro quello di provare a calcare la mano sul tuo gruppo ben amalgamato e trovare qualche giusta mossa per azzerare l'handicap verso i campioni della Western Conference.Questo presupposto è poi fortemente rafforzato se hai in squadra un paio di grandi star non più giovanissime su cui comunque vuoi continuare a puntare fino all'ultimo.
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Francesco e Angelo Cerbone
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13.10.12
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domenica 7 ottobre 2012
I Milwaukee Bucks e la fretta di arrivare all'anno prossimo
Monta Ellis vuole usufruire della sua player option ed uscire un anno prima dal contratto, così da guardarsi intorno da free agent. Una mossa saggia per il folletto ex Warriors per tanti motivi, tra i quali spicca soprattutto un motivazione: gli attuali Milwaukee Bucks. Sia chiaro l'impressione è che Monta voglia uscire anzitempo dal suo biennale da undici milioni annui perchè è alla ricerca del suo ultimo ricco e lungo contratto che qualche squadra in NBA sicuramente sarebbe pronta ad offrirgli, ma giocare in questi Bucks certamente ha dato una spinta importantissima nella sua scelta.
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7.10.12
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giovedì 4 ottobre 2012
La seconda possibilità dei Chicago Bulls
Nel momento stesso in cui ti accorgi che la tua primaria stella, tale Derrick Rose, si accascia al suolo per un infortunio tanto grave quanto sciagurato, ti rendi conto subito che la tua stagione sta per imboccare un vicolo cieco e non la strada giusta per la Finale. Nella mente di coach Thibodeau sarà passata tutta la bella stagione regolamentare, così come nella mente di tutti, soprattutto dei tifosi, si è prefigurata la fine della credibilità di una Chicago pronta per lottare fino all'ultimo.
Ma la passata stagione ormai è andata, il ricordo ci sarà sempre, ma è il momento per i Bulls di provare a ripartire usufruendo di quelle basi perfette createsi in casa negli ultimi anni.
Ma la passata stagione ormai è andata, il ricordo ci sarà sempre, ma è il momento per i Bulls di provare a ripartire usufruendo di quelle basi perfette createsi in casa negli ultimi anni.
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4.10.12
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domenica 30 settembre 2012
Il Barclays Center è solo l'inizio: la nuova era dei Brooklyn Nets
Nuova arena. Nuovo logo. Nuovo team. La squadra è ancora possibile di sostanziali modifiche l'anno prossimo (solo con manovre articolate però, il salary è intasatissimo) ma bisogna pensare a quest'anno e al risollevamento ben operato. L'importante aggiunta di elementi di spessore dona alla franchigia le potenzialità oggettive per cominciare a percorrere il cammino sulla retta via, almeno per rilanciarsi e portare i Nets a riprendere a sognare come succedeva 10 anni fa. Manca qualcosa per sentirsi al pari degli squadroni ma la strada intrapresa può portare in alto.
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30.9.12
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mercoledì 26 settembre 2012
La rinnovata fiducia attorno ai Dallas Mavericks
In quel di Dallas si tende a guardare il bicchiere mezzo
pieno anziché quello mezzo vuoto. Le partenze di Kidd e Terry, pesanti non solo
per la classe dei due ma soprattutto per l’amalgama perfetta con il sistema di
squadra e per l’utilità di emergere con le proprie giocate quando conta, hanno
lasciato spazio al nuovo che avanza.
Nella fattispecie a sostituire i due veterani sono arrivati
due giovani con comunque qualche annetto di NBA sulle spalle e le credenziali
per crescere e migliorare la formazione texana: Collison e Mayo.
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26.9.12
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domenica 23 settembre 2012
Work in progress per non essere il secondo team di L.A.: i Clippers
Pochi giorni fa Chris Paul, in un'intervista, aveva annunciato di essere contento di essere finito nell'altra squadra di L.A., i Clippers, motivando le sue dichiarazioni con una frase che può essere riassunta come "vincere ai Clippers sarebbe leggendario". Come a dire, è vero è sempre bello vincere, ma vincere con i Lakers è "ordinario" mentre con i Clippers sarebbe qualcosa da farti entrare nella storia.
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23.9.12
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mercoledì 19 settembre 2012
Houston riparte dai giovani
Man mano che proseguiva la stagione NBA, la strategia di Houston per il futuro si delineava sempre di più, rendendosi chiara agli occhi di tutti. Il pensiero base si poteva riassumere con una semplice frase: se si può portare a casa Howard proviamoci, altrimenti se davvero è così ricco questo draft, perché non ripartire con esso?
Alla fine i fatti hanno condotto alla seconda ipotesi quasi direttamente, vista la volontà tendente allo zero, del numero 12 a trasferirsi ai Rockets.
Alla fine i fatti hanno condotto alla seconda ipotesi quasi direttamente, vista la volontà tendente allo zero, del numero 12 a trasferirsi ai Rockets.
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19.9.12
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venerdì 14 settembre 2012
Miami a caccia del rep(H)eat
Correre. La chiave di volta per migliorarsi per Spoelstra è aumentare il ritmo, spingere ancor di più i contropiedi e sfruttare le transizioni. Il coach degli Heat ha voluto semplicemente precisare che per l'anno prossimo vuole giocare ancora di più all'offensiva, esaltando le possibilità di provare a tenere costante il gioco veloce. Ciò non implica lasciare la difesa un pò in avaria, ma difendere forte per poter ripartire con slancio immediato verso il canestro avversario.
E molte delle scelte, se non tutte, operate questa estate, sono finalizzate a questo obiettivo. A partire dalla volontà di crescere, muscolarmente parlando, di almeno 3 chili da parte di Chris Bosh, il primo segnale non velato di farlo giocare molto da 5, in linea con il corso tattico scelto. Non un'esagerazione che lo possa snaturare ma alcuni chili, forse anche qualcuno in più che lo rendano più forte agli urti/scontri in area.
E molte delle scelte, se non tutte, operate questa estate, sono finalizzate a questo obiettivo. A partire dalla volontà di crescere, muscolarmente parlando, di almeno 3 chili da parte di Chris Bosh, il primo segnale non velato di farlo giocare molto da 5, in linea con il corso tattico scelto. Non un'esagerazione che lo possa snaturare ma alcuni chili, forse anche qualcuno in più che lo rendano più forte agli urti/scontri in area.
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lunedì 10 settembre 2012
Costruire e vincere in contemporanea, la nuova scommessa dei Celtics
Durante la serie con Miami, l'ipotesi che potesse essere l'ultima volta degli original Big Three di Boston era quasi divenuta certezza con Garnett che pensava addirittura al ritiro e con la possibilità di ricostruire abbastanza velocemente con Ainge che aveva anche pensato di sacrificare qualcuno di importante per rivitalizzare la franchigia e darle nuovo lustro.Giocatori giovani dal gran potenziale, prime scelte da alto primo giro, a Boston si pensava di smettere di cavalcare i veterani e pensare al cambio comunque prima o poi atteso. Ma alla fine il progetto si è evoluto diversamente.
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10.9.12
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venerdì 7 settembre 2012
I Cavaliers dopo due anni di ricostruzione e quella "scommessa" persa
Quando si comincia a parlare dei Cavaliers e di quando erano contender, la prima cosa che viene in mente a tutti è solo LeBron James. Il grande "traditore" per tutti quelli che amano la squadra e volevano vincere qualcosa. Oggi però accanto al suo nome un'altra cosa alberga nella mente dei tifosi, le famose parole di un arrabbiato Dan Gilbert quando ha saputo che il suo 23 era andato a South Beach: "Vinceremo un titolo prima di James". Parole di amarezza tirate in ballo sempre, a suo tempo, trite e ritrite su giornali e articoli web e che oggi non possono che tornare in voga nella mente di tutti, tifosi Cavs e non. Perchè James il titolo l'ha vinto pochi mesi fa e perchè, come prevedibile, i Cavs al momento sono ben lungi dal poter ambire ad alzare il trofeo di campioni.
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7.9.12
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mercoledì 5 settembre 2012
La particolare situazione dei Detroit Pistons
C'è chi potrebbe definire la situazione di Detroit semplicemente come uno status di limbo tra l'elevazione/ la crescita e la possibilità di non riuscire mai ad uscire dal mezzo.
Il riassunto difatti sta proprio qui. Una più che buona squadra sulla carta sia per assortimento che per prospettiva, ma molto difficilmente collocabile ai piani alti tra gli squadroni che albergano nelle zone post primo/secondo turno playoff. Nello stesso contempo un team difficile da migliorare dall'esterno senza stravolgere il roster, a meno che non arrivi però il sostanzioso e sperato scatto dall'interno sia soprattutto in termini di crescita dei talenti in squadra che in termini di gioco, in primis nel girare il pallone e creare assist (nell'ultima stagione non proprio un dato idilliaco quello delle assistenze).
Il riassunto difatti sta proprio qui. Una più che buona squadra sulla carta sia per assortimento che per prospettiva, ma molto difficilmente collocabile ai piani alti tra gli squadroni che albergano nelle zone post primo/secondo turno playoff. Nello stesso contempo un team difficile da migliorare dall'esterno senza stravolgere il roster, a meno che non arrivi però il sostanzioso e sperato scatto dall'interno sia soprattutto in termini di crescita dei talenti in squadra che in termini di gioco, in primis nel girare il pallone e creare assist (nell'ultima stagione non proprio un dato idilliaco quello delle assistenze).
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5.9.12
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sabato 25 agosto 2012
Il ritorno di una contender: i Los Angels Lakers
In quel di Los Angeles, sponda Lakers, non si è mai nascosto che l'idea di cavalcare l'estro dell'uomo franchigia Kobe Bryant fino a che regge gli altissimi livelli di gioco è l'unica via che si vuole percorrere, che poi nella fattispecie coincide con la cosa più giusta da fare, sia per puntare a rimanere competitivi sia per onorare la carriera di un atleta che ha ancora tanto da offrire. Ma il piano quest'anno ha superato le aspettative più rosee. In primis, l'aggiunta di un altro veterano che può associarsi un pò al discorso fatto in precedenza su Bryant, Steve Nash. Il play è pronto a lottare per il titolo, è pronto ad offrire il suo solito contributo con la genialità che lo ha sempre contraddistinto, quella caratteristica che lo renderà sempre uno dei migliori, nonostante l'età che avanza.
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Francesco e Angelo Cerbone
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25.8.12
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martedì 21 agosto 2012
I Warriors possono già raggiungere i playoff?
" Se siamo sani (per tutta la stagione, ndr) possiamo raggiungere i playoff ", parole di Stephen Curry, il play dei Golden State Warriors, il nuovo leader, il nuovo go-to-guy, insomma parole del nuovo uomo franchigia del team. Curry ha ragione. Dopo anni di limbo e di gioco tutt'altro che schematizzato, in realtà nell'era Don Nelson definibile praticamente anarchico, c'è un progetto a lungo termine a Golden State.
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Francesco e Angelo Cerbone
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21.8.12
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sabato 18 agosto 2012
Il nuovo corso dei Magic
L'esigenza di Howard a cambiare, ha lasciato i Magic difronte ad una biforcazione.
Si poteva scegliere di impacchettare il lungo ed arrivare a qualche pezzo di rilievo, su cui lanciare subito le nuove basi senza però avere la sicurezza di trovare qualcosa di pregevole e duraturo, oppure ricostruire da zero con salary e scelte.
Facendo un piccolo passo indietro, troviamo prima l'assunzione del nuovo GM, poi la scelta del nuovo allenatore ed infine arriviamo alla famosa trade di questi ultimi giorni. Alla fine sottolineando come tutto il cambiamento sia una vera e propria tabula rasa su cui costruire con nuovi pezzi, la volontà è stata quella di perseguire la seconda strada della biforcazione. La strada che probabilmente porterà ad un'agonia iniziale, con alcune stagioni che verosimilmente saranno a vuoto in termini di risultati, guardando però sempre al futuro prossimo che potrebbe essere più che mai roseo e che si creerà con i free agent e le nuove stelle collegiali.
Si poteva scegliere di impacchettare il lungo ed arrivare a qualche pezzo di rilievo, su cui lanciare subito le nuove basi senza però avere la sicurezza di trovare qualcosa di pregevole e duraturo, oppure ricostruire da zero con salary e scelte.Facendo un piccolo passo indietro, troviamo prima l'assunzione del nuovo GM, poi la scelta del nuovo allenatore ed infine arriviamo alla famosa trade di questi ultimi giorni. Alla fine sottolineando come tutto il cambiamento sia una vera e propria tabula rasa su cui costruire con nuovi pezzi, la volontà è stata quella di perseguire la seconda strada della biforcazione. La strada che probabilmente porterà ad un'agonia iniziale, con alcune stagioni che verosimilmente saranno a vuoto in termini di risultati, guardando però sempre al futuro prossimo che potrebbe essere più che mai roseo e che si creerà con i free agent e le nuove stelle collegiali.
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18.8.12
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martedì 14 agosto 2012
L'affare dei Nuggets
Senza alcun dubbio la trade che ha portato Howard a vestire di giallo-viola è la trattativa spezza inerzia, quella che può cambiare gli scenari restituendo con prepotenza alla Lega una contender più che mai realistica. Anche con Bynum Los Angeles lo era, ma avere un cambia partita come Howard è avere una marcia in più, nonostante l'ottimo Andrew sia comunque considerabile il secondo centro della Lega per somma di fattori.
Ma la trade non ha cambiato solo le sorti di quelli di L.A., ha scompigliato anche un pò le carte, lasciando anche a Denver un bel arricchimento per il proprio roster.
I Nuggets hanno dato via delle scelte, hanno dato via il buon Afflalo e lo scorer Harrington ma hanno guadagnato un giocatore di grandissima caratura come Andre Iguodala.
Ma la trade non ha cambiato solo le sorti di quelli di L.A., ha scompigliato anche un pò le carte, lasciando anche a Denver un bel arricchimento per il proprio roster.
I Nuggets hanno dato via delle scelte, hanno dato via il buon Afflalo e lo scorer Harrington ma hanno guadagnato un giocatore di grandissima caratura come Andre Iguodala.
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14.8.12
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mercoledì 8 agosto 2012
Bobcats: finalmente si riparte nel modo giusto?
La storia di Charlotte in veste Bobcats non è proprio costellata di successi. Buone annate, una volta anche un progetto apprezzabile con un team da migliorare ma che aveva una base. Ma quando vedi che le cose non riescono proprio a fare il passo decisivo, quello che conta, spesso se non sempre, capisci che è il momento di voltar pagina e cambiare. Via negli anni i vari buonissimi giocatori che non riuscivano a fare la differenza come Stephen Jackson, Gerald Wallace, Raymond Felton, Emeka Okafor, Jason Richardson, Tyson Chandler e conseguenziali tentativi disordinati di ricostruzione.Scelte poco oculate, in particolare al draft (leggasi Kwane Brown, Adam Morrison) ed ecco che niente decollava. Ma ad oggi, sembra che che le cose comincino a prendere una nuova piega.
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Francesco e Angelo Cerbone
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lunedì 6 agosto 2012
L'era del dopo Nash
Gli ultimi 7 anni, la franchigia dell'Arizona è stata guidata dal mago del palleggio, dal maestro del passaggio, da uno dei playmaker più forti degli ultimi 20 anni, se non della storia. Quel giocatore capace di vincere 2 volte il premio di MVP, nonostante non fosse fornito di atletismo o capacità fisiche fuori dalla norma, cosa non riuscita neanche a Stockton, il re dell'assist all time.Ad oggi a Phoenix è arrivato il momento del cambio della guardia, in tutti i sensi, con la ricostruzione appena iniziata ed una nuova era che partirà con essa.
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