UN BENVENUTO A TUTTI ...

A tutti coloro che per caso fortuito o per ricerca specifica su tale sport sono capitati in questo spazio, uno spazio dedicato a noi amanti del basket, in particolare quello NBA , che ogni giorno è ricco di cambiamenti , novità e sorprese. Sono proprio questi gli elementi che ci proponiamo di approfondire per vivere il basket professionistico attraverso gli occhi di noi spettatori-tifosi semplicemente amanti della disciplina , non pagati per raccontare, ma spinti dalla passione e dalle emozioni che questo sport ci regala: tra buzzer beater , fadeway incredibili, schiacciate:
http://www.youtube.com/watch?v=eKkVzaM-L_k
e.....miracoli:
http://www.youtube.com/watch?v=k-KEolDa5i8
Non resta che augurarvi BUON DIVERTIMENTO !

Ah....se avete cinque minuti guardate questo stupendo filmato :
http://www.youtube.com/watch?v=Alcs2unpbWo

I New Jersey Nets riusciranno a vincere 10 partite quest'anno? (nella colonna destra il maxi sondaggio)

mercoledì 9 dicembre 2009

L'INFORTUNIO DI DANNY GRANGER : IL MOMENTO DI MIKE DUNLEAVY JR

Nella gara disputata contro i Los Angeles Clippers, gli Indiana Pacers, non solo hanno perso la partita ma hanno perso anche per un buon mese il loro uomo franchigia, il go-to-guy e l'unico realizzatore affidabile in questo momento nel roster: Danny Granger. Il ragazzo infatti, durante lo svolgersi del terzo quarto, ha sentito un forte dolore al piede che lo ha costretto ad abbandonare il campo. Il fastidio è stato causato da uno strappo del muscolo della fascia plantare del piede destro che non gli consente di pogiare bene il peso del corpo e quindi gli impedisce di giocare. Fortunatamente il problema è uno di quei malesseri che scompaiono col tempo senza dover ricorrere a terapie particolari, o peggio ad operazioni, ma solo a riposo assoluto per evitare sforzi che rallentino il decrescere dello strappo.

Gli Indiana Pacers ora devono affrontare un gran bel problema essendo una franchigia che non brilla di certo per risultati neanche con Granger in campo, e che ha come difetto principale proprio l'assenza di un secondo realizzatore che si prenda molte responsabilità. Se è vero che c'è sempre un lato positivo in ogni avvenimento, l'infortunio della stella dei Pacers apre lo spazio ad una sola lettura che non abbia risvolti negativi ovvero il fatto che perdendo l'unica vera soluzione offensiva, ora Indiana dovrà ridistribuire i tiri e modificare alcuni giochi e qualcuno emergerà per forza di cose come giocatore su cui fare affidamento. Portando alla ribalta un altro realizzatore, al ritorno di Granger, i Pacers avranno trovato il secondo violino che manca alla squadra.

Al momento l'idea principale sarà quella di equidistribuire i tiri, buttando spesso la palla in post e cercando di aprire spazi per i tiratori, visto che non c'è nessuno che eccelle rispetto ad altri come caratteristiche offensive, ma tutto lascia presagire che sarà Mike Dunleavy Jr a far salire sensibilmente il suo gioco ritornando almeno agli ottimi livelli raggiunti pre infortunio. Tornato solo da una decina di giorni a calcare un parquet NBA per disputare una gara ufficiale, Dunleavy ha l'opportunità di prendere in mano la squadra e velocizzare di molto il suo recupero pieno, anche psicologicamente parlando, ridando alla franchigia dell'Indiana l'ottimo esterno su cui hanno puntato nel 2007 (quando è arrivato da Golden State nel mega scambio che ha portato tra gli altri anche un altro giocatore fondamentale per i Pacers, Troy Murphy).

Intanto coach Jim O'Brien dopo aver sottolineato l'importanza della perdita, ha dichiarato che allungherà la rotazione degli esterni, quindi probabilmente darà più spazio a Luther Head e a Solomon Jones e cercherà da subito di riportare attorno ai 28-30 minuti la permanenza in campo di Dunleavy.

martedì 8 dicembre 2009

VIDEO DEL RITORNO DI ALLEN IVERSON


Questa notte nella gara persa contro i Denver Nuggets 93-83, Allen Iverson è tornato in quel di Philadelphia a vestire nuovamente la maglia dei suoi amati 76ers. Di tutto ciò se ne è parlato moltissimo e quindi ora passiamo dalle parole che hanno circondato questo avvenimento, ai fatti, proponendovi il video del suo ritorno, per chi non se lo fosse potuto vedere.
Sotto c'è il link:

Un'avvertenza : se non volete avere spoiler su quello che è successo al suo ritorno al Wachovia Center, leggete ciò che segue solo dopo aver guardato il filmato, perchè spiegamo, a chi per qualunque motivo non potesse visionarlo, ciò che è accaduto.


Il video si apre con Iverson con in mano la maglia di Philadelphia, dopodichè si passa alla sua presentazione da parte dello speaker, che lo annuncia in quintetto per quarto (solo Iguodala dopo di lui). Al suo nome un'ovazione del pubblico echeggia nell'arena. Poi Iverson si dirige a metà campo, abbassa la testa fino a toccare il pavimento in segno di rispetto per tutti e poi bacia il parquet. La squadra si mette in cerchio ed improvvisa un balletto. In seguito la regia ci regala un piccolo replay-sintesi sull'accaduto, per poi portarci direttamente in campo dove The Answer saluta il suo amico Anthony. Si passa alla palla a due e al primo pallone toccato da A.I., che tenta subito un'azione in penetrazione spinto dalle fortissime esultanze del pubblico, sbagliando di poco la conclusione.
Iverson al termine della gara metterà a referto 11 punti 6 assist e 5 rimbalzi con 4/11 dal campo e 3/4 ai liberi.

domenica 6 dicembre 2009

LE MIGLIORI E LE PEGGIORI SQUADRE NBA DELLA SETTIMANA 5

Quinta puntata della rubrica sulle analisi delle squadre più in forma della settimana appena trascorsa e anche di quelle che invece hanno faticato più delle altre.

Migliori:

3. Denver Nuggets

Carmelo Anthony gioca da MVP, è maturato ed è in grado di essere un leader più sicuro anche nelle partite delicate, Billups guida a meraviglia uno degli attacchi più prolifici della lega ed hanno una buona panchina per sostenere un eventuale calo di rendimento dei titolari. Se ci fermassimo qui nell'analizzare, sarebbe si una più che positiva analisi a favore del team del Colorado, ma non è detto che queste qualità portino necessariamente fino in fondo, però se unite a vittorie come quella di stanotte allora il discorso cambia. Non è solo questione di cifre o gioco perchè i Nuggets di quest'anno sono più cinici, più consci dei loro mezzi e riescono a vincere ostiche partite come appunto quella di stanotte contro San Antonio o come quella contro Miami, dando l'impressione di avere sempre in pugno la gara. Se il discorso nei playoff continua allora ci saranno belle sorprese.

2. Boston Celtics

Vedendoli giocare la sensazione a primo impatto sembra quella di una squadra che ha fatto una preparazione atletica volta a far rendere al meglio i giocatori verso la fine del campionato regolare e quindi anche per i playoff, vista l'età, magari rinunciando ad essere in forma durante questo avvio di campionato sacrificando anche qualche partita. La franchigia sembra giocare con il freno a mano tirato, producendo appunto meno di quello che può fare in campo, ma è riuscita comunque ad inanellare 7 vittorie consecutive, frutto di una capacità di gestire il pallone in una maniera impeccabile. Resta da capire cosa potranno fare allora quando si incomincerà a vederli nella loro forma migliore.

1. Los Angeles Lakers

8 vittorie filate, gioco spumeggiante e capacità di vincere anche nelle situazioni critiche. Non si può evitare di ometterla al primo posto anche se tutto sommato è quello che ci aspettiamo da loro, ma la vittoria della scorsa notte contro Miami ha dimostrato ancora una volta di quanto abbiano qualcosa in più rispetto alle altre e meritano questa piazza. La squadra era sotto di quattro, Fisher, che a detta di molti sarebbe il punto debole della squadra, si è preso una tripla con la mano dell'avversario in faccia e l'ha segnata portando i suoi a -1 a pochissimi secondi dal termine e Derek non è insolito in imprese del genere, poi per il resto sapete come è andata a finire (ne abbiamo parlato in un post precedente a questo), giusto per far capire il cinismo, la forza di non arrendersi mai che fanno di questa squadra ancora la milgiore.

Peggiori:

3. Minnesota Timberwolves

Da quando è tornato Kevin Love la squadra sembra aver ritrovato armonia in campo ed anche il gioco ne ha risentito positivamente, Al Jefferson è tornato quello di un anno fa grazie al fatto che Love gli apre spazi sotto il pitturato. Cambiare totalmente faccia però non è purtroppo legato al mero ritorno di un singolo giocatore, Minnesota ha ancora evidenti lacune e difficoltà, soprattutto quella di creare gioco, non a caso stanotte il miglior assist man della franchigia è stato un lungo, Ryan Gomes con soli 5 palloni smistati, segnale di una mancanza totale di un leader nel creare gioco. Flynn è sicuramente un giocatore dall'altissimo potenziale ma ancora troppo immaturo per questo compito.

2. New Jersey Nets

Stanno divenendo una costante di questa classifica settimanale. Finalmente hanno tolto lo zero dalla casella vittorie, ma questo non basta di certo per mascherare quello che la franchigia ha prodotto nelle ultime 20 partite. La conferma viene proprio oggi, dato che è arrivata l'ennesima sconfitta, questa volta dalle mani dei non irresistibili New York Knicks, in leggera crescita ma non di certo una squadra che al momento sta sfoderando un grande basket. Non ci soffermiamo oltre, vedere qualche articolo fa per delucidazioni più dettagliate su questo momentaccio.

1. Philadelphia 76ers

9 sconfitte di seguito ed una preoccupante incapacità di saper gestire il vantaggio nei finali di gara. Contro Charlotte conducevano di 8 lunghezze all'apertura dell'ultima frazione di gioco ma sono stati in grado di farsi rimontare dalla stessa squadra che il giorno prima era stata la prima vittima dei Nets. Con l'infortunio di Williams la situazione è gravosa e la squadra sembra essere allo sbaraglio con i soli Iguodala e Young a mantenere a galla il team, chissà se con il ritorno di Iverson avranno veramente la risposta che cercano ai loro problemi.

GREG ODEN FUORI PER TUTTA LA STAGIONE

Ci sono tanti giocatori molto sfortunati che hanno dovuto bloccarsi quando erano sulla rampa di lancio a causa degli infortuni, i casi più eclatanti sono quelli di Grant Hill e di Penny Hardway, ma molti altri si sono dovuti arrendere difronte al nemico imprevedibile dello stop obbligato che in molti casi porta alla diminuzione anche dell'esplosività del giocatore, dote importante per chi la possiede.

Uno dei più sfortunati dell'ultimo quinquiennio è stato Gilbert Arenas, ma la singolare classifica considerata solo per gli ultimi anni la vince senz'altro Greg Oden. Stagione d'esordio persa completamente prima di iniziarla, altri piccoli problemi nella stagione successiva e apice che arriva stanotte: frattura all'altezza del ginocchio sinistro (precisamente la rotula) e prima diagnosi ufficiale di perdita del resto della stagione. Lo scontro è avvenuto dopo soli quattro minuti di gioco (con Oden che aveva già catturato tre rimbalzi) quando su un tentativo di stoppata sulla penetrazione di Aaron Brooks, a mezz'aria Oden avverte subito il dolore e stringe immediatamente la mano contro il ginocchio.

La gravità dell'infortunio si capisce subito tanto dalle smorfie di dolore del giovane lungo dei Blazers quanto dalla reazione di Brandon Roy che era lì vicino e che alla vista dell'immagine si è portato le mani nei "capelli" in segno eloquente di sconforto ed avvilimento.
Poi l'immagine di Oden aiutato a salire sulla barella, perchè non in grado di poggiare la gamba, sostiene l'ipotesi del primo responso ufficiale.

Brutta tegola per Oden, che stava cominciando a dare continuità a ottime prestazioni individuali, per Portland che perde per l'ennesima volta il giovane più promettente del roster e brutto colpo per gli appassionati di NBA che perdono un potenziale protagonista di questa stagione, vista la crescita anche in termine di cifre che stava compiendo.

sabato 5 dicembre 2009

RITORNI , CERTEZZE E SORPRESE : ALLEN IVERSON , KOBE BRYANT E I NETS

Giornata NBA mozzafiato quella appena passata, una giornata che ha regalato molto a tutti gli appassionati del baket d'oltreoceno. Numerosi sono stati infatti gli avvenimenti che hanno animato e portato emozioni.

Finalmente la barriera della striscia di sconfitte record che sembrava invalicabile per i New Jersey Nets è stata abbattuta soprattutto grazie ad un Brook Lopez in grande spolvero, in grado di trascinare la squadra al risultato sperato soprattutto a suon di secondi tiri procurati per la squadra. La maledizione che stava accompagnando i Nets e che li stava portando anche psicologicamente a demoralizzarsi è stata distrutta, ora sta a Harris e compagni a non lasciare che la vittoria di stanotte sia soltanto un eventeo sporadico ma cercare di portare altri risultati positivi alla causa per salvare almeno il campionato e non chiudere come la franchigia peggiore di tutti i tempi in ordine di gare vinte (il record è di sole 9 vittorie).

Altro grande finale di gara griffato Lakers. Sotto di 4 punti punti 106-102 a 6 secondi dalla fine Fisher insacca una delle sue triple miracolose e riporta i losangelini a meno uno. Wade in lunetta ne mette uno solo e dà la possibilità a Kobe di realizzare un'altra giocata mostruosa che unisce classe, tecnica e fortuna. Rimessa dopo il timeout, ricezione ovviamente di Bryant che viene affrontato da Wade con una difesa asfissiante, ma il 24 sembra non importarsene si innalza all'ultimo secondo e lascia partire una tripla in movimento cadendo verso sinistra sulla sirena. Risultato: una magia che regala una vittoria che a meno di 6 secondi sembrava insperata (anche se con i Lakers tutto è possibile, cosa che ci hanno insegnato nelle ultime stagioni a suon di finali di gara strepitosi).



Altro avvenimento è stata la commozione di Iverson alla conferenza stampa di ben tornato ai "suoi" Philadelphia 76ers. Parole di amore quelle di A.I. che ha espresso tutte le sue emozioni sottolineando che la sua felicità sta soprattutto nel fatto che la sua volontà è sempre stata quella di chiudere la carriera nell città che più gli ha dato e mettendo in risalto che è sempre rimasto molto legato a questa franchigia anche per l'affetto ricevuto. Ora lo si attende in campo, e quasi sicuramente lunedì contro i Denver Nuggets sarà la sua occasione per ricevere il tributo che i tifosi gli regaleranno.

giovedì 3 dicembre 2009

IL RECORD DEI NEW JERSEY NETS

0-18. Questo è il bilancio delle prime 18 gare dei New Jersey Nets in questa stagione, ovvero 18 sconfitte e 0 vittorie.

Con questo tabellino di marcia la franchigia si è iscritta di diritto nei record della storia della lega, divenendo la prima squadra a subire così tante sconfitte consecutive ed ovviamente questo è anche il peggiore inizio di campionato per un team NBA.

Vedere da fuori una situazione del genere fa immediatamente pensare ad una franchigia povera di talento, proiettata direttamente al mercato dei free agents dell'anno prossimo, priva di orgoglio e di spirito combattivo. In realtà però tutto ciò è solo apparenza perchè New Jersey ha un buon team in ottica futura, infarcito si di molti giovani, ma tutti dall'altissimo potenziale ed in più hanno anche esperienza e leadership dal loro play, Devin Harris.

Detto questo è lecito chiedersi allora quali siano le ragioni di questo disastroso avvio. Lo staff ha ritenuto che un cambio di coach potesse essere un buon punto di ripartenza od almeno il simbolo che i Nets si stavano muovendo per cambiare qualcosa, ma in realtà Frank non è certo il peggior allenatore della lega ed i motivi di tutto ciò vanno ricercati in altro.

Il team durante l'inizio di stagione ha risentito moltissimo dell'assenza di Harris, causa infortunio, e qualche sconfitta senza il suo leader era prevedibile, non avendo altri membri della compagine che siano, almeno per ora, in grado di cambiare il volto ad una partita e di spostare l'inerzia di una gara nei momenti chiave della gara.

Se questo poteva rappresentare un timido alibi per un inizio stentato, non ci possono essere scusanti, invece, quando anche Devin è tornato e la squadra tutto sommato era al completo contando anche sul rientro di Courtney Lee. Eppure i giocatori invece di reagire, di cominciare a macinare gioco, hanno continuato a subire gli avversari, è pur vero che in alcuni casi sono stati decisamente sfortunatati (vedi contro gli Heat), ma la squadra sembra sia apatica, rassegnata alla sconfitta già dall'avvio della gara.

L'apice è stato visto stanotte, New Jersey era alla prova del nove, è pur vero che affrontava Dallas (che comunque contro i Warriors ha perso che è una squadra alla portata dei Nets almeno sulla carta) però quando sei a conoscenza che quella sconfitta significa essere ricordati nei record neri della NBA, uno scatto d'orgoglio doveva avvenire ed invece 77 punti subiti nel solo primo tempo, 49 nel solo secondo quarto.

In questo disastro però ci sono delle cose positive.

Prima fra tutte è che il salary cap della franchigia è bassissimo è questo vuol dire elevate possibilità di accaparrarsi un free agent dalla famosa estate 2010.

Una seconda chiave di lettura è l'inserimento dei giovani, Brook Lopez sta divenendo un dominatore sotto le plance, Chris Douglas Roberts ha subito una evoluzione pazzesca soprattutto come terminale offensivo divenendo un tiratore più che affidabile ed inoltre pian piano Lee si sta amalgamando al gruppo.

Terzo, la squadra sta imparando a conoscersi e l'anno prossimo sarà sicuramente un gruppo più compatto.

Evidentemente tutto questo non basta, per vincere ci vuole soprattutto determinazione e volontà e qui deve cambiare qualcosa ed in fretta.

mercoledì 2 dicembre 2009

IL RITORNO DI ALLEN IVERSON

Ci sono persone che cercano di lasciarsi il passato alle spalle e non tornano sui loro passi e lasciano che siano solo i ricordi a fargli rivivere quei momenti, e ci sono altre persone che invece tornano sui loro passi e cercano nel passato una chiave per costruire il loro futuro. Allen Iverson è uno di quest' ultimi. Infatti A.I. nelle ultime ore si è nuovamente accasato nella franchigia dove il suo talento è esploso e dove è stato al culmine della sua carriera cestistica, ha rifirmato per il team che più gli ha dato e per il quale ha sempre espresso amore: i Philadelphia 76ers. Dopo il trasferimento a Denver, quello a Detroit ed infine in quel di Memphis, The Answer ritorna alle origini, ritorna a vestire la casacca dei Sixers ritrovando fra l'altro un ormai cresciuto Andre Iguodala che aveva lasciato quando ancora non era neanche lontanamente quel gran giocatore che oggi è diventato.

Dopo poche ore dall'annuncio del suo ritiro, visto come un semplice schermo protettivo nel caso non avesse trovato le condizioni che voleva, l'ottimo play di Phila, Louis Williams, ha subito un infortunio che lo terrà fuori dai campi per buoni due mesi. Da qui è scattata subito l'idea suggestiva del grande ritorno. Jrue Holiday seppur talentuoso non è ancora pronto a dirigere una squadra da titolare e quindi non avendo valide alternative nel ruolo di regista coach Eddie Jordan aveva estremo bisogno di un play di esperienza che potesse sin da subito adattarsi allo stile di gioco da lui imposto (la Princeton offense) e che sapesse reggere tranquillamente i ritmi. Iverson si era appena liberato e come detto dallo stesso general manager dei Sixers (Ed Stefanski, il giocatore era senza dubbio il miglior free agent disponibile nel ruolo.

Detto fatto. Contratto annuale stipulato con garanzie di giocare molti minuti anche quando tornerà Williams a calcare nuovamente i parquet NBA. Si, perchè Iverson non è certo un tappabuchi ma uno di quelli che ha contribuito a fare grande questa lega e può ancora dire e dare molto a squadra e tifosi.

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