UN BENVENUTO A TUTTI ...

A tutti coloro che per caso fortuito o per ricerca specifica su tale sport sono capitati in questo spazio, uno spazio dedicato a noi amanti del basket, in particolare quello NBA , che ogni giorno è ricco di cambiamenti , novità e sorprese. Sono proprio questi gli elementi che ci proponiamo di approfondire per vivere il basket professionistico attraverso gli occhi di noi spettatori-tifosi semplicemente amanti della disciplina , non pagati per raccontare, ma spinti dalla passione e dalle emozioni che questo sport ci regala: tra buzzer beater , fadeway incredibili, schiacciate:
http://www.youtube.com/watch?v=eKkVzaM-L_k
e.....miracoli:
http://www.youtube.com/watch?v=k-KEolDa5i8
Non resta che augurarvi BUON DIVERTIMENTO !

Ah....se avete cinque minuti guardate questo stupendo filmato :
http://www.youtube.com/watch?v=Alcs2unpbWo

CHI VINCERA' LA PARTITA DELLE STELLE DELL'ALL STAR GAME 2010? (Nella colonna di destra c'è il maxi sondaggio)

lunedì 8 febbraio 2010

LE MIGLIORI E LE PEGGIORI SQUADRE NBA DELLA SETTIMANA 13

Eccoci di ritorno con la 13esima puntata della suddetta rubrica settimanale.

Migliori:

3. Phoenix Suns

In ballotaggio per la terza piazza con gli Oklahoma City Thunders reduci da 5 vittorie consecutive come i Suns. Alla fine scegliamo loro più che altro perchè era difficile credere che a questo punto della stagione i Suns avessero ancora così tanta benzina nel motore seppur la loro formazione non spicca per la giovane età. Il periodo buio in cui era entrata la squadra ha trovato subito rimedio e cambiando un pò le carte in regola e l'assetto in campo promuovendo spesso Robin Lopez come centro titolare e Frye ad aumentare la pericolosità delle seconde linee come sesto uomo di lusso.

2. Utah Jazz

Utah si merita ampiamente la seconda piazza di questa speciale classifica non tanto per la mole di risultati utili consecutivi che in questo momento contano una striscia aperta di 8, ma soprattutto per la caratura di alcune di queste vincite. Hanno battuto squadre dal calibro dei Nuggets, dei Mavericks, dei Trail Blazers, dei Suns e degli Spurs (nel framezzo ci sono anche New Jersey e Sacramento) e tutte di seguito senza sbagliare neanche una gara e fermarsi a riposare. Gran parte del merito, da suddividere con altri quali Williams Boozer e Millsap, va attribuito al russo Andrei Kirilenko, snobbato da coach Sloan da una vita ed ora titolare inamovibile per le eccellenti prestazioni che offre non solo offensivamente ma anche nella propria metà del campo.

1. Cleveland Cavaliers

LeBron James a suon di triple doppie sfiorate ha condotto i suoi a 11 vittorie filate mettendo una seria ipoteca sul primato nell'Est (non che vi fossero molti dubbi) e sul fattore casa perpetuo nella post-season. Anche seppur privi di valide alternative nel ruolo di regista della squadra a causa degli infortuni accorsi a Delonte West e soprattutto a Mo Williams, Gibson ha saputo tenere bene il campo e all'occorenza James si è riciclato anche play, spot in cui tante volte in finali caldi di gara si immedesima anche molto egregiamente. Tutto questo è un ottimo sintomo di come si riesca a fare di necessità virtù e di come i Cavs riescano a superare senza batter ciglio anche lacune ingenti nell'immediato.

Peggiori:

3. Miami Heat

Viene da 5 sconfitte di seguito alcune delle quali decisamente preoccupanti come la gara contro i Bucks persa di ben 16 lunghezze e la più recente contro i Chicago Bulls. Miami ha letteralmente dilapidato l'ottima partenza sprint in avvio di stagione, e questo è dovuto soprattutto all'incapacità dei suoi uomini di offrire ogni sera prestazioni soddisfacenti. Beasley ed O'Neal una sera esplodono tutto il loro tremendo talento ed offrono una gara memorabile ed il giorno successivo svaniscono tra le maglie avversarie, Richardson in una partita sembra in grado di punire sul lato debole ogni raddoppio su Wade ed in un'altra invece vanifica ogni scarico della stella ex Marquette. Per fortuna l'Estern Conference gli consente ancora di essere in corsa playoff.

2. Golden State Warriors

Poteva tranquillamente figurare in questa piazza anche New Jersey. 8 sconfitte in serie ed un gioco preoccupatamente sempre più alla deriva. L'assenza di Monta Ellis è la parziale scusante di questo disatroso periodo ma mette anche in luce il fatto che il team privo di lui non riesce ad ingranare ed a vincere. Nessuno si è evoluto a leader temporaneo del team ed elvato di netto il suo gioco, Curry ci sta provando ma è pur sempre un rookie e quindi ancora poco incline a decidere ed ad incidere sui minuti finali di gara.

1. Sacramento Kings

Quando Tyreke Evans gioca come il suo potenziale gli permette di fare allora Sacramento gira ed anche molto bene, soltanto che ultimamente la costanza di prestazioni che prima aveva sta accusando i primi cali alternando prestazioni superbe a giornate normali in cui il team soffre, segno dell'importanza enorme che Evans ha sull'esito delle partite dei Kings. Tutto prevedibile dato che è un rookie e quindi si presume stia affrontando il muro dei primi anno, ma non è del tutto vero infatti più di una voce trova la giustificazione nella difficile convivenza di Tyreke con l'altra stella del team, Kevin Martin, che toglie palloni ad Evans e soprattutto tiri e da quando è tornato i Kings stanno perdendo a raffica. Sicuramente Martin non è il solo male del momento cupo di Sacramento, ma è difficile credere alle coincidenze...

domenica 7 febbraio 2010

PROSPETTI NBA DRAFT 2010 : I MIGLIORI FINO AD ORA

In parallelo al campionato NBA pronto tra poco a lasciare spazio al weekend delle stelle, infervora al momento anche un altro campionato quello NCAA fucina di talenti che vengono sfornati con regolarità ogni anno e che sono il pane di cui si nutrono le franchigie dei piani alti.

Passati ormai molti mesi dall'analisi iniziale che avevamo fatto indicando e approfondendo i dieci giocatori che a nostro avviso quest'anno avrebbero dato dimostrazione del loro talento, li riprendiamo alcuni (i più importanti) per analizzarne la stagione fino a questo punto. Quasi nessuno di questa lista ha deluso ed anzi le prestazioni di molti di loro hanno semplicemente dato adito agli estimatori e fornito degli spunti in più di analisi.

John Wall è sempre più prepotentemente il candidato alla prima scelta assoluta. Non solo sta migliorando il tiro in sospensione, suo cruccio, ma ha dimostrato quanto sia di livello altissimo il suo gioco fatto di buonissime letture offensive e di propensione ad attaccare il canestro appena vede lo spiraglio, terrificante il suo ball-handling e soprattutto eccezionali i suoi velocissimi cambi di mano ripetuti cambiandone anche le combinazioni. Le sue medie parlano di 16,4 punti a partita 6,6 assist e circa 2 steals e 3 rimbalzi e mezzo di media.

Oltre a John Wall anche l'ala forte Al Farouq Aminu e quell'animale d'area di Patrick Patterson stanno facendo vedere gran belle cose. Il primo anche se spesso e volentieri nelle gare più difficili sbaglia molti tiri, aspetto sul quale deve crescere in prospettiva NBA, invece è una garanzia a rimbalzo anche quando si trova a fronteggiare squadre ben attrezzate nel settore lunghi. Per lui 16 punti 11 rimbalzi, 1,5 stoppate e 1,4 palle rubate di media a partita.

Patterson invece anche se spesso tira poco riesce sempre a contribuire alla causa spingendo i compagni con grinta ed energia, con buonissime percentuali anche da tre da dove tira molto raramente ma con il 40%. Difensore arcigno contribuisce in entrambe le fasi di gioco e le sue cifre che recitano 7,5 rimbalzi e 15 punti di media non dicono tutto dell'apporto che rende in campo.

Anche Cole Aldrich, seppur con i suoi limiti offensivi evidenti, non sta affatto sfigurando imponendo il suo fisico possente soprattutto in difesa dove intimidisce ed argina spesso i buchi con sonore stoppate (3,7 di media) e con tagliafuori potenti che gli garantiscono una decina di rimbalzi a gara.

Uno che prima di doversi fermare ai box per un brutto infortunio stava garantendo prestazioni da chiamata altissima è Evan Turner quasi sicuramente il secondo miglior prospetto in ottica NBA, essenzialmente uno di quelli che per altezza possono giocare in ala ma che per controllo di palla, abilità nel dribbling e visione di gioco sono tranquillamente delle guardie. Un 6-7 dal potenziale enorme capace di prendere quasi 10 rimbalzi di media e infilare la retina per circa 19 punti a partita a cui si aggiungono 5,7 assist. Nelle poche uscite stagionali con Ohio State ha letteralmente dominato e ora che è tornato dallo stop forzato lo attendiamo a continuare la sua strabiliante stagione collegiale.

Un giocatore che invece si sta imponendo al grande pubblico e che vi presentiamo per la prima volta è Wesley Johnson l'ala piccola di Syracuse che si sta facendo conoscere dal pubblico per le sue belle prestazioni qualunque sia l'avversario che gli Orange affrontino. Possiede un ottimo tiro in sospensione ed è capace anche di costruirselo da solo dal palleggio. Le sue lunghe braccia lo aiutano a rimbalzo dove ne tira giù 9 a partita. Deve però aggiungere massa per attacare più efficacemente il ferro e spesso le sue decisioni di passaggio sono discutibili. Rimane un ottimo realizzatore anche e soprattutto grazie al suo lungo raggio di tiro e al suo 42,5% da oltre l'arco.

Un' ultima citazione va a Luke Harangody che sta spadroneggiando contro tutti i lunghi avversari che ha incontrato sinora (circa 25 punti e 10 rimbalzi di media) ma sono stati banchi di prova poco indicativi e per dare un giudizio sulle sue reali capacità lo si attende a test più importanti contro avversari di ben altra caratura.

sabato 6 febbraio 2010

3 POINT SHOOTOUT , ECCO I NOMI

Nel precedente post vi abbiamo segnalato i nomi ufficiali dei rappresentanti all'Haier Shooting Star di Sabato.

Poche ore fa sono stati diramati ufficialmente anche i rappresentanti al 3 Point Shootout, e questi sono:

Daequan Cook (Miami Heat), Channing Frye (Phoenix Suns), Chauncey Billups (Denver Nuggets), Danillo Gallinari (New York Knicks), Paul Pierce (Boston Celtics) e Stephen Curry (Golden State Warriors).

C'è comunque sempre un punto interrogativo sulla presenza del capitano di Boston perchè come detto il post prima ha ancora un fastidioso problema al piede e dunque non è sicura per il momento la sua presenza.

Eccoli nel gesto che poi li ha portati a questa convocazione:

Daquean Cook

Miami Heat

27 su 90

30% da tre in questa stagione




Chauncey Billups

Denver Nuggets

88 su 212

42% da tre in questa stagione







Channing Frye

Phoenix Suns

119 su 272

44% da tre in questa stagione








Danilo Gallinari

New York Knicks

126 su 313

40% da tre in questa stagione









Stephen Curry

Golden State Warriors

78 su 182

43% da tre in questa stagione







Paul Pierce

Boston Celtics

77 su 165

47% da tre in questa stagione

venerdì 5 febbraio 2010

MIKE DUNLEAVY NON E' PIU' L'ALLENATORE DEI CLIPPERS ; NOVITA' RIGUARDO L'ALL STAR GAME


I cugini dei Lakers, i Clippers, date le deludenti prestazioni hanno deciso di muoversi ed il primo a farlo è stato il coach Mike Dunleavy che ha deciso di sollevarsi dall'incarico di head coach del team di mutuo accordo con Andy Roeser (il proprietario) della franchigia e l'assistente general manager Neil Osley in un incontro privato avvenuto poche ore fa. Il coach ad interim sarà Kim Hughes.


Il progetto dei "nuovi" Nets sembra essersi già avviato e il primo nome sulla lista è Bryan Colangelo che lo staff vorrebbe portare a New Jersey.


Sul fronte All Star Game ci sono significative novità. L'infortunio subito qualche giorno fa da Carmelo Anthony rischia di fargli saltare la gara delle stelle, l'ex Syracuse ha dichiarato che vi prenderà parte solo se prima riuscirà a giocare almeno una gara con Denver per dimostrare al suo pubblico quanto tenga di più al suo team rispetto alla gara della Domenica.


Sono stati diramati i nominativi che prenderanno parte all'Haier Shooting Stars di sabato, si affronteranno alcuni rappresentanti degli Atlanta Hawks, dei Los Angeles Lakers e dei Sacramento Kings. Per gli Hawks avremo Joe Johnson, Angel McCoughtry, rookie of the year 2009 per la WNBA e l'NBA TV analyst Steve Smith, ottimo giocatore di qualche anno fa; per i Lakers ci saranno Pau Gasol, Marie Ferdinand-Harris, tre volte All star WNBA e Brent Barry; per i Kings avremo il rookie meraviglia Tyreke Evans, Nicole Powell, all star WNBA di quest'anno e Chris Webber.


Ultime novità giungono sul fronte 3 point shootout, nelle ultime ore stanno girando parecchie voci, si è intensificata parecchio la voce che dava Gallinari in procinto di partecipare alla competizione, ora sembra che sia stato invitato anche la stella di Boston, Paul Pierce che ha intenzione di rifarsi dopo la deludente prestazione del 2002 ma che parteciperà solo se gli passa il suo problema al piede e pare essere nella lista anche il grande play Steve Nash.

mercoledì 3 febbraio 2010

DERRICK ROSE NON PARTECIPERA' AL ROOKIE CHALLENGE PER...ECCESSO ; VOCI DANNO GALLINARI AL THREE POINT SHOOTOUT

Dopo la recente sostituzione di Paul con Billups in vista dell'All Star Game, oggi si è assistito ad un ennesimo cambio che questa volta interessa la competizione del venerdì sera, ovvero il Rookie Challenge.

Infatti poche ore fa è stato annunciato il forfait di Derrick Rose alla gara, al suo posto ci sarà Anthony Morrow, il giovane talento offensivo dei Warriors. Il fatto è che il play di Chicago non parteciperà non perchè sia infortunato ma semplicemente per...eccesso (come detto nel titolo).

Cioè Derrick non solo doveva partecipare Venerdì, ma inoltre deve anche difendere il titolo di campione allo Skill Challenge (primo Rookie ad averlo vinto) e partecipare alla gara delle stelle della Domenica.

Lo Skill Challenge appunto. Oggi sono stati diramati i nomi di coloro che prenderanno parte alla prova di abilità con la palla, nominativi di tutto rispetto che rendono il sapore della gara, ottimo. Oltre al regista dei Bulls il pacchetto si completa con Steve Nash, Deron Williams e il rookie Brandon Jennings.

Notizie importanti e delle ultime ore riguardano anche la gara dei tre punti. I nomi certi diramati sono quelli di Dequean Cook, detentore del trofeo dell'anno passato e Channing Frye, il centro cecchino dei Suns. Frye è il primo centro a prendere parte al three point shootout dal lontano 1997 quando partecipò l'ala/centro Sam Perkins. Potrebbe essere così il primo pivot nella storia a vincere tale competizione. Per gli altri nomi si vocifera quello del sopra citato Anthony Morrow e dell'italiano Danilo Gallinari (almeno così scrive il New York Post).

Ad avvalorare le tesi riguardo il giocatore di Golden State circola nel web un video interessante che mostra Morrow allenarsi per la disputa dell'anno passato. Ecco il link:

martedì 2 febbraio 2010

CHRIS PAUL FUORI DUE MESI, CHAUNCEY BILLUPS ALL' ALL STAR GAME

Sembra proprio che la malasorte quest'anno abbia deciso di non lasciare New Orleans.

Durante la partita contro Chicago (tra l'altro persa), un erroneo passaggio di David West costringe Chris Paul agli straordinari cercando di rimediare all'errore del compagno e nel tentativo di non perdere il possesso, il folletto del New Orleans cade su un fotografo appostato in prossimità del campo.

Così per la seconda volta in questa stagione, il leader, l'uomo simbolo degli Hornets ha rimediato un brutto infortunio che lo costringe nuovamente ad allontanarsi dai campi da gioco per un periodo abbastanza lungo.
Dato che Paul dovrà operarsi in artroscopia alla cartilagine del ginocchio sinistro, il tempo stimato per il recupero è di circa due mesi.

Come tutti gli eventi, anche questo porta con sè delle conseguenze abbastanza importanti, prima fra tutte quella del quasi certo addio alla corsa playoff per New Orleans, perchè seppur è vero che Darren Collison si sta ritagliando molta considerazione e sta giocando da Paul in queste ultime partite, non è ancora in grado di essere prolifico con costanza da titolare, deve crescere mentre ora tutte le tappe si stanno bruciando. La nota positiva è che Collison è un play che ha bisogno di molti minuti con la palla tra le mani e quindi questa situazione lo aiuta ma è anche vero che il suo ruolo nella squadra era un altro e fare il salto all'improvviso, soprattutto se si è rookie, non è facile ed a lungo andare si potrebbero vedere cali.
La seconda conseguenza che il fatto comporta, sarà l' assenza della stella di New Orleans all'All Star Game, sicuramente non un fattore fondamentale ma comunque guardandola dall'occhio del tifoso non è una bella notizia perchè Paul è un giocoliere con la palla, uno che sa fare magie con il pallone tra le mani. Al suo posto subentrerà il generale Chauncey Billups, che andrà a formare il duo dei Nuggets assieme a Anthony anche nella partita delle stelle.

A Denver però le convocazioni per la suddetta partita non finiscono qui, infatti sarà coach Karl l'allenatore della Western Conference dato che i Nuggets hanno il secondo miglior record e Phil Jackson non poteva essere nuovamente invitato alla competizione perchè già andato l'anno precedente. Ad Est invece i dubbi si sono diramati solo poche ore fa e l'allenatore sarà Van Gundy.

lunedì 1 febbraio 2010

L'UOMO DA 52 PUNTI : ANDRE MILLER

Conscio delle proprie qualità, professionista anche fuori dal campo che prima di esprimere apertamente qualsivoglia discussione ne parla direttamente con il coach, sempre bravo nello scegliere le parole giuste per guidare i compagni quando calca il parquet, un regista che sa anche quando lasciare spazio all'improvvisazione che rende tutto più vario e spettacolare.

Sempre utile alla squadra ma spesso incostante, tanto da riuscire a passare da una serata da 2 punti e poco altro in venti minuti ad una da 52 punti in quaranta, suo massimo record in carriera (non proprio malaccio come career-high) per iscriversi in quella ristretta cerchia di giocatori che quest'anno sono riusciti nel colpaccio di piazzare un cinquantello.
Giocatore sempre attento a non strafare e a scegliere la soluzione adatta al momento, qualità che su tutte è la sua migliore, più del tiro da tre che in realtà è altalenante, più delle entrate in palleggio per scaricare ad un compagno libero, più del passagio smarcante scelto oculatamente dopo i bei movimenti ad uscire degli esterni o sui tagli dei lunghi.

Capace di mettere da parte i dissidi con coach Nate McMillan i cui litigi per lo scarso impiego di inizio stagione lo stavano per portare altrove, con annessa richiesta esplicita di una trade che lo trasferisse in una franchigia che lo sfruttasse a dovere; veloce ad inserirsi presto negli schemi così da rafforzare subito la squadra nel momento in cui aveva più bisogno del suo contributo per tirare avanti.

Frenato ad inizio stagione dai sopracitati problemi di ambientamento ha poi ripreso la fiducia dello staff e ha cominciato a garantire quell'affidabilità che gli si richiede. Prima gli innumerevoli infortuni accorsi a Portland lo hanno fatto rientrare nel minutaggio che conta, poi il mese di gennaio che ha ristabilito le gerarchie in campo dove di diritto si è ripreso stabilmente il suo ruolo da titolare al timone della barca. Ritorno alle ottime percentuali da dentro l'area che lo hanno da sempre contraddistinto e miglioramento generale della squadra che riesce a competere anche grazie alle sue abili scelte decisionali nella distribuzione dei possessi.

Un colpo inaspettato per Portland che prima di lui in estate aveva tentato di mettere le mani su diverse stelle ma che poi alla fine ha preso sicuramente l'uomo che gli serviva di più, quel giocatore in grado di coprire l'unico vero buco nella rosa ovvero la posizione di playmaker che il solo Steve Blake e l'ancora acerbo Jerryd Bayless non potevano sostenere.

Poi da non sottovalutare Miller è il giocatore con la striscia aperta di più partite disputate consecutivamente e quindi un antidoto contro gli infortuni.

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