In quel di Los Angeles, sponda Lakers, non si è mai nascosto che l'idea di cavalcare l'estro dell'uomo franchigia Kobe Bryant fino a che regge gli altissimi livelli di gioco è l'unica via che si vuole percorrere, che poi nella fattispecie coincide con la cosa più giusta da fare, sia per puntare a rimanere competitivi sia per onorare la carriera di un atleta che ha ancora tanto da offrire. Ma il piano quest'anno ha superato le aspettative più rosee. In primis, l'aggiunta di un altro veterano che può associarsi un pò al discorso fatto in precedenza su Bryant, Steve Nash. Il play è pronto a lottare per il titolo, è pronto ad offrire il suo solito contributo con la genialità che lo ha sempre contraddistinto, quella caratteristica che lo renderà sempre uno dei migliori, nonostante l'età che avanza.
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sabato 25 agosto 2012
Il ritorno di una contender: i Los Angels Lakers
In quel di Los Angeles, sponda Lakers, non si è mai nascosto che l'idea di cavalcare l'estro dell'uomo franchigia Kobe Bryant fino a che regge gli altissimi livelli di gioco è l'unica via che si vuole percorrere, che poi nella fattispecie coincide con la cosa più giusta da fare, sia per puntare a rimanere competitivi sia per onorare la carriera di un atleta che ha ancora tanto da offrire. Ma il piano quest'anno ha superato le aspettative più rosee. In primis, l'aggiunta di un altro veterano che può associarsi un pò al discorso fatto in precedenza su Bryant, Steve Nash. Il play è pronto a lottare per il titolo, è pronto ad offrire il suo solito contributo con la genialità che lo ha sempre contraddistinto, quella caratteristica che lo renderà sempre uno dei migliori, nonostante l'età che avanza.
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Francesco e Angelo Cerbone
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25.8.12
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venerdì 4 maggio 2012
Breaking News: Jason Kidd
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Francesco e Angelo Cerbone
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venerdì 30 luglio 2010
LE DELUSE: QUALE FUTURO PER I CLEVELAND CAVALIERS?
Concludiamo la nostra rubrica sulle deluse della free agency, analizzando presente e futuro di quella che è forse la franchigia che è rimasta più sconcertata dall'esito del mercato degli agenti liberi: i Cleveland Cavaliers.
Non ci volevano credere in quel di Cleveland, non si sono rassegnati fino a quando "The decision" non ha sentenziato la paura che era nel cuore dei tifosi. La speranza che LeBron rimanesse nell'Ohio era più che una mera possibilità, si credeva che l'annuncio ufficiale fosse per stabilire la nascita di una vera e propria bandiera, la nascita di un simbolo che sarebbe rimasto marchiato a fuoco per sempre nella storia dei Cavaliers.
Invece no, la scelta di andare via, con tutte le conseguenze mass mediatiche derivate e il dubbio se la maglia numero 23 debba essere ritirata ed appesa al soffitto della Quicken Loans Arena oppure essere archiviata sotto il semplice nome di ricordo.
Ma in qualche modo bisogna ricominciare a comporre il mosaico, bisogna provare a rimettere in piedi una squadra che si è sempre dimostrata LeBron dipendente e che ora deve "disintossicarsi".
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Francesco e Angelo Cerbone
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30.7.10
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giovedì 18 febbraio 2010
ANTWAN JAMISON AI CAVALIERS ; TRACY MCGRADY A SACRAMENTO PER KEVIN MARTIN
Il mercato di febbraio ha regalato grandi sorprese e a cavallo della chiusura delle trattative altre due maxi trade sono andate in porto, due scambi che coinvolgono giocatori di altissimo livello.
Finalmente il tira e molla della vicenda McGrady-Houston si è concluso con il più probabile dei finali: la cessione di quest'ultimo. Era ormai cosa scontata che l'ex stella di Houston avrebbe cambiato aria e che lo avrebbe fatto prima della deadline che chiude le trattative piuttosto che a giugno perchè molte squadre erano interessate al suo contratto in scadenza, il più alto della lega, e che quindi a fine stagione libera uno spazio enorme nel salary cap.
A vincere l'asta che si era affannata in questi giorni non sono stati i New York Knicks o i Chicago Bulls come pronosticato dall maggior parte dei giornalisti, ma bensì l'outsider, i Sacramento Kings, che di nascosto hanno intavolato una trade spettacolare che in un solo colpo gli permette di prendere il tanto agognato contratto di T-Mac, un ottimo giovane (in linea con la filosofia societaria) ovvero Carl Landry e di liberarsi di Kevin Martin che sembrava essere incompatibile con Tyreke Evans.
A Sacramento arrivano poi anche Joey Dorsey e cash. Dall'altra parte in Texas approdano come detto Kevin Martin che diventerà da subito la bocca da fuoco da affiancare a Brooks tra gli esterni, un buon play Sergio Rodriguez, Hilton Harmstrong e Kenny Thomas che aiuteranno i Rockets nelle rotazioni dei lunghi.
Con questa trade le aspettative delle due squadre saranno molto più alte in funzione della prossima stagione, se McGrady risorge Sacramento può provare a rifirmarlo a cifre più basse oppure lo lascierà andare e prenderà qualche giocatore di livello dai free agent da affiancare a Evans e ai tanti altri giovani dalle belle speranze. Altro scenario è la partenza immediata di Tracy McGrady ai Knicks in una trattativa dell'ultim'ora che i dirigenti di New York stanno cercando in tutti i modi di intavolare.
Houston invece si ritrova con una guardia da ventello a partita e una serie di buoni comprimari che aiuteranno ad allungare la panchina soprattuto se entreranno bene nel meccanismo di coach Adelman.
L'altra grande trade che si è chiusa ieri è una di quelle che sono destinate a cambiare gli equilibri dell'annata spingendo prepotentemente gli interessati i Cleveland Cavaliers verso il tanto sperato titolo prima che James abbia la facoltà di scegliersi il futuro. La franchigia dell'Ohio dopo aver più volte chiaramete detto di volere una ala grande che sappia anche tirare da fuori ha preso uno dei suoi obiettivi dichiarati Antawn Jamison, un grande nel suo ruolo che sa sia muoversi molto bene vicino canestro sia allargarsi e giocare a diversi metri dal cesto.
Per prenderlo i Cavs hanno dovuto ingeniarsi una trade a tre che ha coinvolto anche i Clippers.
In definitiva a Cleveland arrivano sia Jamison che Telfair, il primo dai Wizards ed il secondo dai Clips, a Los Angeles si trasferisce Drew Gooden appena arrivato nella capitale e subito spedito altrove e che sarà utile nella rotazione dei lunghi losangelini fino a fine stagione (visto che hanno appena perso Camby), mentre ai Wizards arrivano Al Thornton, il lituano Ilgauskas, una prossima prima scelta al draft (quella dei Cavaliers) e i diritti di Emir Preldzic scelto lo scorso anno dai Cavs.
Una trade bomba ben intavolata dalla dirigenza dei Cavs che offrono a Brown una squadra competitiva più che mai, forte in ogni reparto, senza veri punti deboli, e costruita per puntare in alto e chissà se non per provare a convincere LeBron a restare.
Finalmente il tira e molla della vicenda McGrady-Houston si è concluso con il più probabile dei finali: la cessione di quest'ultimo. Era ormai cosa scontata che l'ex stella di Houston avrebbe cambiato aria e che lo avrebbe fatto prima della deadline che chiude le trattative piuttosto che a giugno perchè molte squadre erano interessate al suo contratto in scadenza, il più alto della lega, e che quindi a fine stagione libera uno spazio enorme nel salary cap.
A vincere l'asta che si era affannata in questi giorni non sono stati i New York Knicks o i Chicago Bulls come pronosticato dall maggior parte dei giornalisti, ma bensì l'outsider, i Sacramento Kings, che di nascosto hanno intavolato una trade spettacolare che in un solo colpo gli permette di prendere il tanto agognato contratto di T-Mac, un ottimo giovane (in linea con la filosofia societaria) ovvero Carl Landry e di liberarsi di Kevin Martin che sembrava essere incompatibile con Tyreke Evans. A Sacramento arrivano poi anche Joey Dorsey e cash. Dall'altra parte in Texas approdano come detto Kevin Martin che diventerà da subito la bocca da fuoco da affiancare a Brooks tra gli esterni, un buon play Sergio Rodriguez, Hilton Harmstrong e Kenny Thomas che aiuteranno i Rockets nelle rotazioni dei lunghi.
Con questa trade le aspettative delle due squadre saranno molto più alte in funzione della prossima stagione, se McGrady risorge Sacramento può provare a rifirmarlo a cifre più basse oppure lo lascierà andare e prenderà qualche giocatore di livello dai free agent da affiancare a Evans e ai tanti altri giovani dalle belle speranze. Altro scenario è la partenza immediata di Tracy McGrady ai Knicks in una trattativa dell'ultim'ora che i dirigenti di New York stanno cercando in tutti i modi di intavolare.
Houston invece si ritrova con una guardia da ventello a partita e una serie di buoni comprimari che aiuteranno ad allungare la panchina soprattuto se entreranno bene nel meccanismo di coach Adelman.
L'altra grande trade che si è chiusa ieri è una di quelle che sono destinate a cambiare gli equilibri dell'annata spingendo prepotentemente gli interessati i Cleveland Cavaliers verso il tanto sperato titolo prima che James abbia la facoltà di scegliersi il futuro. La franchigia dell'Ohio dopo aver più volte chiaramete detto di volere una ala grande che sappia anche tirare da fuori ha preso uno dei suoi obiettivi dichiarati Antawn Jamison, un grande nel suo ruolo che sa sia muoversi molto bene vicino canestro sia allargarsi e giocare a diversi metri dal cesto. Per prenderlo i Cavs hanno dovuto ingeniarsi una trade a tre che ha coinvolto anche i Clippers.
In definitiva a Cleveland arrivano sia Jamison che Telfair, il primo dai Wizards ed il secondo dai Clips, a Los Angeles si trasferisce Drew Gooden appena arrivato nella capitale e subito spedito altrove e che sarà utile nella rotazione dei lunghi losangelini fino a fine stagione (visto che hanno appena perso Camby), mentre ai Wizards arrivano Al Thornton, il lituano Ilgauskas, una prossima prima scelta al draft (quella dei Cavaliers) e i diritti di Emir Preldzic scelto lo scorso anno dai Cavs.
Una trade bomba ben intavolata dalla dirigenza dei Cavs che offrono a Brown una squadra competitiva più che mai, forte in ogni reparto, senza veri punti deboli, e costruita per puntare in alto e chissà se non per provare a convincere LeBron a restare.
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Francesco e Angelo Cerbone
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18.2.10
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