Da quando Lebron e Bosh hanno raggiunto Wade a South Beach, si sono accesi i dibattiti su quanto vincente possa essere una squadra che vanta questo trio più una buonissima accozzaglia di comprimari come Ilgauskas, Eddie House, Mike Miller, Udonis Haslem e Mario Chalmers (giusto per citare i più importanti). Come ogni grande che si rispetti anche gli Heat hanno diviso le masse: chi ritiene che possano vincere senza ombra di dubbio fin da subito e chi invece sostiene che una coesistenza di tanti campioni sfocierà in una convivenza ed una coesione in campo difficile. Certo nessuno mette in dubbio che siano una nuova grande potenza, ma nella mente di molti le riserve non si assopiscono. Ma a prescindere da quale sia lo "schieramento" che si decida di seguire, l'unico punto inossidabile, è che il team della Florida non può fare a meno di nessuno dei sopracitati per puntare dritti verso l'unico obiettivo prefissato.
