11 giorni fa, quindi l'8 Luglio, il free agent più gettonato dell'intera estate, LeBron James, sceglieva la sua destinazione per gli anni a venire. Come tutte le grandi scelte fatte da grandi personaggi, anche quella dell'ex 23 di Cleveland ha diviso il publico a metà.
Quella parte entusiasta di vedere le gare degli Heat, per lo spettacolo e per lo show, resa più ampia da quelli che vogliono semplicemente che James contenda per un titolo o da quelli che pensano che la decisione è sua e qualunque prendesse era esente dall'essere criticata perchè riguardava il meglio per lui.
(Jordan e Barkley, ora analizzano la scelta di James secondo il loro punto di vista. Foto a lato)
Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia, formata da coloro che non apprezzano la scelta di LeBron, quelli che criticano la sua decisione di non voler divenire una bandiera di una città che gli ha dato tutto, che lo ha coccolato, che lo ha reso quello che è oggi. Di questa fazione sono "membri" anche alcuni amanti del nativo di Akron, che volevano che il loro idolo non avesse bisogno di tale compagnia per vincere, in modo di entrare ancor di più nella leggenda del gioco, ma anche quelli che ora lo considerano un non vincente, che necessita dei migliori per creare una dinastia attorno a sè.
Le due parti, grandi o piccole che siano, tendono ad eguagliarsi, almeno fino a quando non entrano in gioco altri fattori, altri nomi, che si esprimono riguardo alla vicenda e che conseguentemente spingono la bilancia su di un solo lato. Si perchè se questi giocatori si chiamano Michael Jordan e Charles Barkley, risulta difficile trascurare le loro dichiarazioni, i loro pensieri.