Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
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domenica 7 aprile 2013

La lunga sfida Lakers-Jazz, Bargnani e lo scherzo, l'infortunio di Gallinari...Settimana NBA da 1 a 10: Week 23

I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la ventitreesima settimana di Regular Season, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.


1° Aprile, il giorno degli scherzi, il giorno del pesce d’Aprile. Ed in questa sfortunatissima stagione di Bargnani, non poteva non mancargli anche questo all’appello. Il sito Raptors Replublic aveva aperto il primo giorno di Aprile, comunicando che Andrea aveva appena prolungato il suo rapporto con il team canadese di altri tre anni. I tifosi sono andati in delirio..si ma in senso negativo, fino a scoprire che si trattava di una burla. Purtroppo per lui e per il team, invece, non è per nulla uno scherzo che il Bargno sia ancora ai Raptors.

giovedì 22 luglio 2010

LE DELUSE: QUALE FUTURO PER I CHICAGO BULLS?

A Chicago sembra essere tornati all'estate del 2000, quando McGrady era il free agent di spicco che tutti volevano, compresi i Bulls. Poi T-Mac scelse i Magic, non mancando di far notare che se non ci fosse stata la sua amata Orlando, la sua scelta si sarebbe orientata verso i Bulls.

Ora a 10 anni di distanza, la franchigia della città del vento ha rivissuto quegli stessi spettri, perchè non vi fosse stata Miami, con tutta probabilità King James avrebbe optato per i Bulls (New York permettendo), dato che è la squadra meglio attrezzata per vincere, tra tutte quelle che lo potevano firmare. 
E se non James, "almeno" il figliol prodigo Wade, che tanto aveva fatto sperare i Bulls quando un pò di mesi fa aveva comprato casa a Chicago.

Ma, anche dopo questa cocente delusione, il futuro di Chicago, non sembra poi così cupo, anzi.


venerdì 30 ottobre 2009

ULTIME DALL'NBA : NOTIZIE E MERCATO

La stagione NBA è iniziata, con già le sue sorprese (come la doppia sconfitta di Cleveland), le sue certezze, e molti fatti da raccontare, perchè oltre alle partite che sono il piatto più saporito ci sono comunque altre portate che arricchiscono il pasto. Infatti le notizie fuori dai campi di gioco sono molte e influiscono in maniera proponderante sull'andamento delle gare e a volte le rendono più appetitose mentre altre volte le privano di sapore.

Brutta tegola si abbatte in casa Celtics, Glen Davis pochi giorni fa ha rimediato una frattura al pollice destro fuori dal campo di gioco, e per questo sarà anche multato. Non solo il danno ma anche la beffa, ma la responsabilità è tutta sua. Infatti l'incidente è stato causato da una disputa avvenuta con un suo amico, la quale è degenerata con un confronto manesco. I tempi di recupero si aggirano attorno alle 6 settimane.

Sventata la paura che aveva accompagnato Al Jefferson. Si era creduto il peggio dal suo infortunio e si era parlato addirittura di uno stop lunghissimo, ma il diretto interessato e un riscontro medico hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a staff e tifosi che avevano già subito la brutta notizia dell'infortunio per un buon mesetto di Kevin Love.

Nello Utah invece non c'è stato nulla da fare per Kyle Korver, il giocatore si è dovuto operare al ginocchio e quindi dovrà saltare buona parte di inzio stagione. Utah perde il suo miglior tiratore, un giocatore che apre le difese dando modo a Boozer e Millsap di avere più spazi per le giocate in post basso e una riserva molto utile tatticamente soprattutto per punire gli scarichi.

Aria di rinnovi contrattuali sia in casa Nets che in casa Toronto che in casa Spurs.
I Nets non hanno perso tempo ed hanno blindato fino al 2011 tre giovani promesse, già titolari, esercitando l'opzione prevista dal contratto. Il centrone Brook Lopez che stà già dimostrando di essere una certezza guadagnerà $2,41 milioni; il prossimo Rip Hamilton, Courtney Lee, guadagnerà $1,34 milioni; e il versatile cinese Yi Jianlian, che deve ancora dimostrare tutto il potenziale che si intravede a sprazzi dalle sue prestazioni, guadagnerà $4 milioni al suo quarto anno. Mentre si è scelto di non prolungare Sean Williams.

Toronto invece ha prolungato, sempre grazie ad un opzione contrattuale, la permanenza ai Raptors di Marco Belinelli, che ora può giocare anche più tranquillamente con la mente sgombra e concentrata solo sul campo da gioco.

San Antonio ha prolungato invece il suo giovane play di riserva, l'ottimo cambio di Tony Parker, ovvero George Hill, giocatore utilissimo in uscita dalla panchina perchè sa tenere il campo, e riesce a gestire bene i possessi d'attacco senza strafare.

Le voci di mercato attorno a Stephen Jackson si riaccendono, ufficiale l'interesse di Cleveland che però non vuole privarsi di Ilgauskas, la situazione resta in stallo ma presto qualcosa si muoverà, bisognerà vedere se farà rumore o se tutto verrà smentito. L'aggiunta di Jackson darebbe a James un altro compagno affidabilissimo come scorer ma soprattutto come tutto fare arricchendo il roster di un nuovo talento ma anche di un'altra personalità egocentrica e difficile da gestire, specialmente per il fatto che (ovviamente) è abituato a gestire molti palloni, cosa che non accadrabbe a Cleveland, anche se il giocatore ha espresso la volontà di andare a giocare in una squadra da titolo.
Anche Denver si è interessata al giocatore ma non offre nulla di sostanzioso come contropartite.

lunedì 7 settembre 2009

I COMPRIMARI DI LUSSO NELLA NBA



In ogni sport di squadra ci sono giocatori che anche se non stelle, anche se non per forza titolari danno alla squadra un contributo fondamentale per raggiungere i determinati obiettivi che il team si pone ad inizio anno. Loro sono quelle pedine che uscendo dalla panchina portano sempre il loro contributo, entrando subito nel match e a volte risolvendolo.

Nel caso del basket, non si parla di quei sesti uomini designati a tavolino proprio per ricoprire quel ruolo ed essere la principale bocca da fuoco del quintetto di riserva (anche se possono tranquillamente essere schierati titolari, come Ginobili o Terry), ma quei giocatori che potrebbero partire titolari senza grandi problemi ma hannno davanti o la stella della squadra o compagni di reparto che il coach decide di schierare perchè più adatti tatticamente allo stile di gioco e alla filosofia dell'allenatore, o perchè semplicemente uscendo dalla panchina possono rendere di più non essendo oscurati dai compagni più blasonati e possono esprimere al meglio le loro capacità.

Chris "Birdman" Andersen: Lui è il giocatore che più di tutti mette sul parquet la stessa energia e costanza ogni minuto che rimane sul campo da gioco. Potrebbe giocare titolare ma proprio la caratteristica di sprigionare tutta la sua competitività e il meglio di sè nei momenti in cui gioca lo fanno un perfetto elemento in uscita dalla panchina, uno che tutti vorrebbero avere. Quando è sul campo aiuta la squadra non solo perchè è costante ed instancabile ma soprattutto perchè è un gran difensore col vizio ricorrente della stoppata (sua specialità) che lo porta quindi di conseguenza ad essere anche un buon intimidatore. In attacco non sarà un maestro di tecnica ma il suo lo da sempre, muovendosi bene, seguendo l'azione, portando buoni blocchi e mettendo a referto anche discreti punti che arrivano in predominanza in schiacciata. A rimbalzo è sempre pronto, come dimostrano i quasi 6 rimbalzi e mezzo in poco più di 20 minuti di utilizzo.

Marcin Gortat: Dopo una stagione dove ha fatto intravedere a tratti il suo talento, e dove le cifre non possono nemmeno lontanamente inquadrare questo giocatore, è pronto per aiutare in maniera concreta Orlando per la corsa al titolo. Gortat per lo più giocherà come ricambio di Howard e quindi non avrà molti minuti a disposizione, ma nel lasso di tempo in cui verrà impiegato saprà farsi notare. Marcin è uno di quei centri puri che sgomita a rimbalzo, capace a prendere posizione e a far valere il fisico possente, un giocatore che non chiede la palla in attacco ma le poche volte che la riceve non spreca e mantiene percentuali alte al tiro poichè non forza mai la conclusione. Il polacco inoltre è un buon intimidatore e difensore.

Travis Outlaw: Esce dalla panchina ma può essere benissimo un titolare perchè può tenere tranquillamente il campo per molti minuti (come già fa), e sa scegliersi i tiri, specialmente perchè è abile sia nella penetrazione sia come tiratore dalla media-lunga distanza. Nel sistema di Portland è un giocatore perfetto perchè è giovane, futuribile, dotato di un ottimo atletismo, e già in grado di prendersi delle responsabilità, perchè dopo Roy è lui l'uomo indicato per l'ultimo tiro. Outlaw è uno di quei giocatori che aiutano a fare grandi le squadre perchè se non hai una buona panchina non vai da nessuna parte. Conosce i giochi, li esegue alla perfezione e si fa trovare pronto anche nei momenti cruciali, un giocatore freddo nei minuti finali e dalla mano calda quando è in serata.

Reggie Evans: Non è un giocatore che può giocare per tanti minuti perchè non è pericoloso abbastanza offensivamente da aiutare la squadra in ambo le parti del campo, e poi ha davanti la coppia Bargnani-Bosh che ovviamente è la titolare certa nel settore lunghi dei Raptors. Ma Reggie Evans è un ricambio dall'indiscussa utilità e concretezza, probabilmente è uno dei primi tre rimbalzisti della Lega per abilità e senso di posizione, se fosse stato alto 10 cm in più avrebbe dominato sotto i tabelloni, ma anche se è poco più di 2 metri è capace di strappare rimbalzi e di stoppare con costanza. Ottimo difensore per tenacia e mentalità competitiva è una aggiunta che aiuterà non poco Toronto a migliorare, specialmente se saprà infondere la sua mentalità anche agli altri lunghi in squadra e darà alcuni consigli importanti a Bargnani per farlo crescere in difesa e a rimbalzo.

Kyle Korver: Uno di quei giocatori che in campo è specializzato a fare poche cose ma è eccellente in quello che fa. Sloan lo inserisce per aumentare notevolmente la produttività offensiva, specialmente da oltre l'arco, dove per percentuali è uno dei migliori. Infatti è proprio il tiro da tre il suo marchio di fabbrica, e se è in serata può creare non pochi problemi alle difese avversarie che devono aprirsi per fermarlo concedendo maggiori spazi. Negli anni ha accresciuto la sua capacità di penetrare anche se non la sfrutta molto fidandosi maggiormente del suo tiro. Un difetto che lo accompagna da quando gioca è la sua non irresistibile difesa; un'altra sua qualità è che può prendersi l'ultimo tiro nei finali punto a punto.

Zydrunas Ilgauskas: Dopo anni da titolare inamovibile anche il centrone dei Cavs dovrà cominciare le partite seduto sulla panchina ed entrare a partita inoltrata. Con l'avvento di Shaq giocare con due lunghi non adatti al gioco veloce rallenterebbe molto la rapidità della squadra perciò non partirà da titolare. Ilgauskas è un maestro di tecnica che sa far valere i suoi centimetri sia in attacco che in difesa, è uno degli ultimi baluardi che ancora sanno sfoderare dal proprio arsenale il gancio che applicato ad un giocatore così alto lo rende immarcabile in queste conclusioni. Fortemente presente a rimbalzo, non spicca per il suo atletismo ma compensa con tecnica e un discreto tiro dalla media.