Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
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domenica 6 gennaio 2013

L'NBA in quattro quarti, Stoudemire, Royce White... La settimana NBA da 1 a 10: Week 10

I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la decima settimana di regular season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.

1° il quarto “preferito” da Stephen Jackson per infortunarsi. Due su due in due mesi di Regular Season, tra l’altro ha giocato effettivamente solo un mese visto che l’altro injury lo avevo fatto stare fuori appunto per l’altro mese. Curioso comunque come sia avvenuto questo infortunio. Captain Jack aveva appena tirato dall’angolo una tripla e nel mentre ricadeva è atterrato su una cameriera dei Knicks, che stava a bordo campo. Gli ha dato il ben servito … tra l’altro servizio non a domicilio.

lunedì 20 febbraio 2012

La magica notte nell'Oklahoma

Stanotte è andata in scena una superba gara di regular season, una gara spettacolare e concreta, con capovolgimenti di fronte, condita da un tempo supplementare arrivato all'ultimo sospiro, quando coach Karl dalla panchina ha visto spegnersi sul ferro l'ultimo tentativo dei suoi di strappare la W prima di dover affrontare un ulteriore tempo supplementare.
I Nuggets sono stati incapaci di bloccare le due stelle dei padroni di casa che offensivamente erano infuocati. Difesa a zona, ad uomo, marcature diversificate specialmente su Durant con lunghi mobili alla Harrington ed esterni come l'ottimo difensore Afflalo, ma niente da fare. Westbrook e Durant hanno combinato per 91 punti in due, qualcosa di eccezionale. Ma in barba a questo pacchetto irresistibile, i Nuggets hanno giostrato tanto bene la partita grazie soprattutto alla panchina, tanto da rendere imprescindibile quello che è stato l'ago della bilancia.

lunedì 1 febbraio 2010

L'UOMO DA 52 PUNTI : ANDRE MILLER

Conscio delle proprie qualità, professionista anche fuori dal campo che prima di esprimere apertamente qualsivoglia discussione ne parla direttamente con il coach, sempre bravo nello scegliere le parole giuste per guidare i compagni quando calca il parquet, un regista che sa anche quando lasciare spazio all'improvvisazione che rende tutto più vario e spettacolare.

Sempre utile alla squadra ma spesso incostante, tanto da riuscire a passare da una serata da 2 punti e poco altro in venti minuti ad una da 52 punti in quaranta, suo massimo record in carriera (non proprio malaccio come career-high) per iscriversi in quella ristretta cerchia di giocatori che quest'anno sono riusciti nel colpaccio di piazzare un cinquantello.
Giocatore sempre attento a non strafare e a scegliere la soluzione adatta al momento, qualità che su tutte è la sua migliore, più del tiro da tre che in realtà è altalenante, più delle entrate in palleggio per scaricare ad un compagno libero, più del passagio smarcante scelto oculatamente dopo i bei movimenti ad uscire degli esterni o sui tagli dei lunghi.

Capace di mettere da parte i dissidi con coach Nate McMillan i cui litigi per lo scarso impiego di inizio stagione lo stavano per portare altrove, con annessa richiesta esplicita di una trade che lo trasferisse in una franchigia che lo sfruttasse a dovere; veloce ad inserirsi presto negli schemi così da rafforzare subito la squadra nel momento in cui aveva più bisogno del suo contributo per tirare avanti.

Frenato ad inizio stagione dai sopracitati problemi di ambientamento ha poi ripreso la fiducia dello staff e ha cominciato a garantire quell'affidabilità che gli si richiede. Prima gli innumerevoli infortuni accorsi a Portland lo hanno fatto rientrare nel minutaggio che conta, poi il mese di gennaio che ha ristabilito le gerarchie in campo dove di diritto si è ripreso stabilmente il suo ruolo da titolare al timone della barca. Ritorno alle ottime percentuali da dentro l'area che lo hanno da sempre contraddistinto e miglioramento generale della squadra che riesce a competere anche grazie alle sue abili scelte decisionali nella distribuzione dei possessi.

Un colpo inaspettato per Portland che prima di lui in estate aveva tentato di mettere le mani su diverse stelle ma che poi alla fine ha preso sicuramente l'uomo che gli serviva di più, quel giocatore in grado di coprire l'unico vero buco nella rosa ovvero la posizione di playmaker che il solo Steve Blake e l'ancora acerbo Jerryd Bayless non potevano sostenere.

Poi da non sottovalutare Miller è il giocatore con la striscia aperta di più partite disputate consecutivamente e quindi un antidoto contro gli infortuni.

martedì 11 agosto 2009

I MIGLIORI SCAMBI DEL MERCATO NBA 2009 PARTE SECONDA

5. CHARLIE VILLANUEVA E BEN GORDON passano a Detroit rispettivamente dai Bucks e dai Bulls. Villanueva sarà l'ala grande titolare dei Pistons mentre Gordon sarà il sesto uomo di lusso con ampio minutaggio. L'ex Bucks garantirà versatilità in mezzo al campo e soprattutto punti dal settore lunghi. Sarà interessante vedere come si integrerà con l'altro lungo mobile, Maxiell. Gordon invece sarà un ulteriore bocca da fuoco per Detroit, data la sua eccellente qualità nel tiro e contribuirà in maniera notevole entrando dalla panchina mantenendo alta la percentuale di tiri a segno anche quando esce Rip Hamilton.


6. VINCE CARTER passa dai Nets ai Magic. Mossa obbligata di Orlando che ha preso Carter perchè sapeva che il turco non sarebbe rimasto alla loro corte, almeno non alle cifre che Orlando gli aveva proposto. Vince non è proprio il ricambio naturale di Turkoglu perchè è una guardia e non un'ala piccola, ma in sostanza dovrà fare tutto quello che Hedo faceva, cioè punti, difesa e rimbalzi, oltre a carisma e leadership in campo. Inoltre l'ex Nets è devastante quando penetra sfruttando il suo straordinario atletismo, unico problema potrebbe essere rappresentato dalla sua discontinuità di rendimento e dalla sua voglia di difendere.


7. RASHEED WALLACE passa dai Pistons ai Celtics. Boston voleva un lungo tiratore per sfruttare i raddoppi su Kevin Garnett e per aprire le difese portando il centro avversario fuori dal pitturato in modo da dare a Kevin più spazio per il suo gioco in post basso; perciò è arrivato Sheed, che ha proprio tutte queste qualità. Inoltre ha grande esperienza nei playoff; Wallace dovrà riuscire ad essere più continuo nelle prestazioni e non spaccare lo spogliatoio, non essendo uno di quelli che se ne sta tranquillo se le cose non vanno nel verso giusto.



8. JAMAL CRAWFORD passa dai Warriors agli Hawks. Ad Atlanta mancava un altro perimetrale con molti punti nelle mani quando Joe Johnson doveva rifiatare oppure da affiancare allo stesso Johnson spostato play quando deve uscire Mike Bibby. Crawford oltre a questo, aggiungerà esperienza e velocità alla squadra.




SHAWN MARION E DREW GOODEN ai Mavericks rispettivamente dai Raptors e dagli Spurs. Dallas aveva bisogno di un lungo titolare per rimpiazzare Dampier, troppo poco consistente per far avanzare la franchigia texana nei playoff, il problema non è proprio ovviato ma almeno si è allungata la rotazione dei lunghi con un giocatore energico e rimbalzista. Shawn Marion invece porterà alla causa un discreto tiro perimetrale, molto atletismo e un discreto numero di rimbalzi oltre ad aumentare il livello di imprevedibilità in attacco sfruttando i passaggi di Kidd, che lo valorizzerà molto come ha fatto con Kenyon Martin e Vince Carter, giocatori che come Shawn hanno nell'atletismo una loro forte abilità. Soprattutto però darà un contributo importantissimo nel reparto difensivo specializzandosi nel difendere le stelle perimetrali delle altre squadre.

ANDRE MILLER ai Portland Trail Blazers dai Philadelphia 76ers. La franchigia di Portland aveva bisogno di un play con le capacità di Miller. Andre è un play ragionatore, che sa guidare la squadra in maniera ordinata, ha una ottima visuale di gioco e detta i ritmi in attacco poichè riesce a gestire sia il contropiede che il gioco a metà campo con efficacia. Sarà una ottima aggiunta per Portland perchè potrà sfornare assist per tutte le bocche da fuoco della franchigia oltre a garantire un buon numero di punti.



sabato 25 luglio 2009

ANDRE MILLER A PORTLAND; MINNESOTA TENTA ANCORA DI CONVINCERE RUBIO

Finalmente il mercato dei Portland Trail Blazers si è sbloccato. Dopo le delusioni precedenti Nate McMillan avrà a disposizione un nuovo elemento. Un giocatore di esperienza, capace di far girare la palla, coinvolgere i compagni e non un accentratore di gioco. Parliamo di Andre Miller, l'ex playmaker dei 76ers, che va a coprire quindi anche l'ultimo ruolo "scoperto" della squadra in quanto Steve Blake seppur buono, non poteva essere determinante per una squadra che ambisce a traguardi importanti e Jerryd Bayless è troppo giovane per guidare una squadra nei playoff. L'aggiunta di Andre sarà importante dunque anche per la crescita di Bayless. Ora Portland può contare su una squadra decisamente competitiva in tutti i ruoli, con un quintetto che prevede Miller play,Roy come guardia, Batum (se cresce) oppure Outlaw nello spot di ala piccola, Aldridge nel ruolo di ala grande e Oden centro.

Miller ha accettato un contratto di tre anni; il primo anno guadagnerà $5,8 milioni (la mid-level exception per intenderci) per poi salire nei prossimi due anni fino a raggiungere i $22 milioni previsti nel triennale. Il terzo anno è eventuale poichè sarà la squadra dell'Oregon ha decidere se continuare o meno il rapporto col play, quindi sarà una team option.

Da segnalare anche un ulteriore importante colpo: l'ala dei Clippers (appena prelevata da Memphis) Quentin Richardson passa a Minnesota in cambio di Sebastian Telfair, Mark Madsen e Craig Smith. Indubbiamente una mossa con un secondo fine, un motivo salariale, in quanto i Timberwolves vogliono liberare spazio per Rubio, perchè credono ancora di poterlo convincere a giocare già da quest'anno nella NBA. Infatti pare che David Kahn (GM dei T-Wolves) sia volato in Spagna per discutere sul buyout dello spagnolo, cercando una riduzione. Dall'altro lato della trade, i Clippers rendono ancora più profonda la loro panchina che ora può contare su altri tre nuovi innesti che posson far fiatare i titolari.