Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
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domenica 28 aprile 2013

Durant senza Westbrook infortunato, la partita dell'anno, Nate Robinson...Settimana NBA da 1 a 10: Week 1 Playoff


Un uomo solo al comando nella serie Thunder-Rockets. Ovviamente si parla di Kevin Durant. Più forte del contraccolpo subito quando ha capito che i punti che portava in dote Westbrook ora se li sarebbe dovuti caricare per la maggiore lui, oltre ai suoi; più forte della consapevolezza che nessuno in roster può sostituire degnamente Russell; più forte della Houston dell’amico-avversario James Harden. Preso atto dell’infortunio di Westbrook, ha tirato fuori dal cilindro una prestazione da 41 punti, 14 rimbalzi 4 assist e 4 triple a referto, trascinando i suoi alla W. Ha dimostrato che anche senza il suo fidato secondo, Oklahoma è costruita benissimo e che quindi con Ibaka, Sefolosha e Martin su tutti ad aiutarlo, anche se dovrà fare ancora più lavoro rispetto a prima, i Thunder possono ancora dire la loro.

domenica 31 marzo 2013

Finita la streak di Nuggets ed Heat, Kobe scorer, Granger out...Settimana NBA da 1 a 10: Week 22


I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la ventiduesima settimana di Regular Season, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.

1 la notte che basta per fermare un record durato 52 giorni. Forse in una delle notti più insospettabili visto che i Bulls giocavano senza il risaputo Rose, senza Belinelli, senza Hamilton ed anche senza Noah. In pratica quattro giocatori da quintetto fermi ai box, con Nazr Mohammed a reggere gli urti sotto le plance e Butler-Hinrich esterni titolari. Non sono serviti gli Spurs o i Thunder od altre squadre ben attrezzate, sono bastati gli improbabili rimanegiati Bulls, a bloccare gli Heat a quota 27 W consecutive. Chiudono la striscia al secondo posto, dietro alle 33 dei Lakers dello showtime. The streak is over.

domenica 3 febbraio 2013

Rondo, Gallinari, Kidd-Gilchrist, Irving,...Settimana NBA da 1 a 10: Week 14


I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la quattordicesima settimana di regular season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.

Uno solo il giorno in cui Larry Sanders è rimasto a quota zero nelle stoppate. Infatti in tutte le gare finora disputate dai Bucks, il giovane centro, promosso  a titolare durante l’anno grazie alle ottime prestazioni che sta fornendo,  ha sempre almeno fatto un block in ogni partita tranne, una che risale a fine Novembre. Solo questa settimana ha respinto al mittente nove conclusioni. Lasciate ogni speranza o voi che entrate.

domenica 23 dicembre 2012

Shaq, Ibaka, Pierce, Clippers...La settimana NBA da 1 a 10: Week 8


I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche l'ottava settimana di regular season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.

Uno, unico, inimitabile, Shaquille O’Neal. Seppur almeno centomila avranno il suo cognome o quella simpatia, difficile, molto difficile, che qualcuno riuscirà ad imitare quello che è stato e che è ancora Shaq. Non solo uno dei centri più dominanti della storia del gioco, ma anche uno showman capace di ballare hip hop durante l’All Star Game e video, di sfidare campioni di varie discipline nei propri sport, diventare sceriffo, di fare il commentatore, di sfornare battute a go-go durante le interviste e capace di accaparrarsi una miriade di soprannomi dovunque andasse a giocare. Ovviamente non è nel suo stile fermarsi ed in questi giorni ha anche lanciato sul mercato la sua marca di Vodka. Ovviamente per atleti e quindi rigorosamente senza zucchero e glutine. Il simbolo è l’immagine di O’Neal e si chiamerà LUV-SHAQ. Nessuno come lui. Uno, nessuno, centomila.

giovedì 4 ottobre 2012

La seconda possibilità dei Chicago Bulls

Nel momento stesso in cui ti accorgi che la tua primaria stella, tale Derrick Rose, si accascia al suolo per un infortunio tanto grave quanto sciagurato, ti rendi conto subito che la tua stagione sta per imboccare un vicolo cieco e non la strada giusta per la Finale. Nella mente di coach Thibodeau sarà passata tutta la bella stagione regolamentare, così come nella mente di tutti, soprattutto dei tifosi, si è prefigurata la fine della credibilità di una Chicago pronta per lottare fino all'ultimo.

Ma la passata stagione ormai è andata, il ricordo ci sarà sempre, ma è il momento per i Bulls di provare a ripartire usufruendo di quelle basi perfette createsi in casa negli ultimi anni.

giovedì 24 febbraio 2011

MERCATO NBA: ECCO TUTTI GLI SCAMBI AVVENUTI NELLE ULTIME ORE

Con oggi, alle 21:00 ore italiane, è finito il mercato NBA. Da questo momento in poi le squadre non potranno più scambiare giocatori, ma potranno limitarsi a firmare qualche free agent, magari per rendere maggiormente profonda la panchina in vista dell'appuntamento dei playoff.
Foto NBA.com

E come ogni ultimo giorno di finestra di mercato che si rispetti, sono stati moltissimi gli scambi avvenuti stanotte:

venerdì 16 luglio 2010

MERCATO NBA 2010 : E' IL MOMENTO DELLE GUARDIE

Continua ad imperversare questa focosa estate di mercato, che già tanto ha regalato (ed ha anche per forza di cose portato inesorabili delusioni per molte tifoserie) e che molto ancora può offrire.
Certamente il più è stato dato, ma in una sessione estiva di così alto livello di free agents e di volontà di cambiare, anche quelli che sarebbero gli scambi minori, tanto minori alla fine non sono, perchè riguardano giocatori talvolta anche da quintetto o al massimo role player che spazio nelle rotazioni lo trovano ovunque in una qualsivoglia franchigia.

A partire da Raja Bell che ha ufficializzato la sua scelta definitiva di rifiutare i Lakers per raggiungere lo Utah e divenire per cause di forza maggiore (vedi l'addio di Matthews direzione Portland) la nuova guardia che fin dal primo minuto deve dare il suo contributo. $10 milioni per 3 anni di accordo è l'esborso dei Jazz per poter usufruire dei servigi di un giocatore solido, con un buonissimo tiro e capacità difensive di ottimo livello, caratteristica principale quest'ultima, che di fatto è quella che ha fatto avanzare la proposta della franchigia guidata da Jerry Sloan.

giovedì 18 febbraio 2010

TRACY MCGRADY VA AI NEW YORK KNICKS ; NATE ROBINSON SI ACCASA A BOSTON

Nel post precedente la notizia del passaggio di McGrady ai Kings è stato solo un ricco antipasto in attesa della portata principale ovvero il passaggio del suddetto alla corte di D'Antoni. I Knicks hanno perseguito il loro obiettivo e sono riusciti a portare a termine la trattativa in un tempo lampo, cosa che ha lasciato intendere un pre-accordo tra le tre parti. Tre parti perchè nella trattativa tra Kings e Knicks è entrata la stessa Houston alla quale New York ha ceduto Jared Jeffries e Jordan Hill. La franchigia della Grande Mela si libera così di uno dei giocatori più deludenti finora di questo draft e di un contratto oneroso come quello di Jeffries che sarebbe scaduto non questa estate ma la prossima.


Ma andiamo con ordine.


New York nel computo ha guadagnato Tracy McGrady e Sergio Rodriguez da Sacramento, i Rockets hanno acquisito Kevin Martin ed Hilton Armstrong sempre da Sacramento più Jared Jeffries, Jordan Hill e due prime scelte 2011 e 2012 da New York; Sacramento invece ottiene Carl Landry e Joey Dorsey da Houston e Larry Hughes dai Knicks.


Analizzare gli scambi di Donnie Walsh sarebbe inutile quanto chiaro, l'unica spiegazione ovvia delle mosse del GM è dettata dal potere incredibile del salary cap (o meglio il potere di Lebron James) mentre invece Houston si ritrova tra le mani oltre a Kevin Martin una somma di lunghi dal quale si spera ne emerga almeno uno che porti seri benefici alla squadra, anche perchè le scelte con ogni probabilità saranno molto alte visto che i Knicks diverranno una potenza l'anno prossimo, il tutto a spese di un ottimo Landry che andrà a rinforzare Sacramento. Quest'ultima tenterà anche di rispolverare Larry Hughes ed aggiungere così un altro piccolo rinforzo alla panchina.


Intanto i dirigenti dei Knicks hanno fatto gli straordinari e si sono mossi anche su di un altro fronte cedendo (ormai è praticamente ufficiale) Nate Robinson ai Celtics in cambio del sempre eccellente Eddie House e di Bill Walker e JR Giddens, quest'ultimi aggiunti per quadrare il bilancio del salary. Strana trade per Boston che lascia andare uno dei pezzi più importanti della panchina in cambio di un giocatore si spettacolare ma anche imprevedibile. Certo è che se coach Doc Rivers inserisce bene nella rotazione la funambolica guardia tre volte "re delle schiacciate", il guadagno in termini di talento porterà Boston ad avere un' arma in più nella corsa al titolo.

domenica 14 febbraio 2010

NATE ROBINSON ENTRA NELLA STORIA DELL'ALL STAR GAME

Nate Robinson entra nella storia dello Slam Dunk Contest divenendo il primo giocatore di tutti i tempi a trionfare per ben tre volte in questa competizione. Ma andiamo con ordine...

Innanzitutto la serata si apre con l'H.O.R.S.E. che vede trionfare nuovamente Kevin Durant, già vincente l'anno precedente cioè quello inaugurale di questa gara. Per farvi un'idea questa è una delle conclusioni che ha effettuato Durant e che gli altri hanno dovuto imitare:

Per chi vuole questo è il link di un parte della competizione dell'anno passato:

http://www.nba.com/video/channels/allstar/2010/02/13/20100213_horse_durant_play1.nba/

E' il turno dell'Haier Shooting Stars, a trionfare è la squadra di casa, il Texas, grazie ad un Nowitzki chirurgico da metà campo (almeno nelle finale) che "gela" (giusto per usare un iperbole dato che il tono della gara è scherzoso e non sicuramente teso) il team dei losangelini che hanno sfoderato anche un Gasol da oltre l'arco.

La serata prosegue con il Taco Bell Skill Challenge, la prova di abilità per le guardie e vede fronteggiarsi Deron Williams, Steve Nash, Brandon Jennings e Russell Westbrook che ha sostituito all'ultimo Derrick Rose a causa di una contusione all'anca destra subita dal play di Chicago. La sfida è veramente combattuta con Jennings che non passa alla finale per soli 0.7 decimi in più rispetto a Nash (che ha completato il percorso in 35 secondi). Westbrook, evidentemente meno preparato rispetto agli altri dato che ha saputo del rimpiazzamento solo poco prima, blocca il cronometro sui 44.1 secondi. Deron che sembra muoversi col freno a mano tirato riesce a completare il circuito in soli 34.1 secondi.

In finale vanno dunque i due maggiormente pronosticabili: Nash e Williams. Il play dell'Arizona torna decisamente più concentrato e si impegna vistosamente riuscendo ad ultimare la "pista" in 29.9 secondi. Williams a metà circuito è sulla scia del contendente e sembra anche che possa far meglio di lui, ma battezza male un passaggio diretto nei "cerchi" che per un nulla non entra e la gara finisce lì, anche perchè poi la giovane stella dello Utah comincia a corricchiare per finire il giro ed al momento dell'appoggio a canestro finale si vede volare davanti anche uno Steve Nash che tenta di stopparlo scherzosamente. Stupisce comunque l'estrema calma di Deron che senza correre più di tanto stava comunque per riportarsi a casa il titolo, già vinto nel 2008.

La gara da tre punti, per bellezza e agonismo, segue la scia dello Skills Challenge, infatti il livello è veramente alto e si passa in finale se si mettono almeno 17 punti a referto. I favoriti, (almeno per quello visto in stagione, anche se poi è sempre un terno a lotto questa disputa) Gallinari e Frye, si fermano a quota 15 come il detentore del trofeo Cook, e passano il turno Curry, Pierce ed il generale Billups. Danilo paga lo scarso inizio scegliendo di tirare dal lato più debole per lui (se ce ne è uno) e non riesce poi a recuperare.

La finale vede poi trionfare il capitano di Boston, che con 20 punti si porta casa il trofeo sotto gli occhi soddisfatti del suo compagno di squadra Garnett.

Ed eccoci tornati dove l'incipit ci aveva lasciati...

La serata si chiude con lo Slam Dunk Contest, che però tradisce un pò le attese. Viziato soprattutto dal cambio in diretta delle idee iniziali dei partecipanti che per non rischiare di non far entrare la palla nel cesto, optano per soluzioni più semplici che però non li valorizzano come invece il loro atletismo gli permette.
(Foto sports.yahoo.com)

In finale vanno i due migliori in quel momento: il funambolico "Kripto" Nate Robinson ed il rookie DeMar DeRozan (che passa il turno con una schiacciata mozzafiato grazie all'ausilio del tabellone e di Sonnie Weems), mentre rimane l'amaro per non aver visto pienamente l' elicottero di Shannon Brown, provato subito, salvo poi ripiegare in altro.
Il trofeo lo porta casa Nate, grazie ai voti del pubblico (il 51% degli spettatori) e grazie soprattutto a questa evoluzione (link in basso) che scatena il pubblico presente.