Visualizzazione post con etichetta Sacramento Kings. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sacramento Kings. Mostra tutti i post
venerdì 5 luglio 2013
mercoledì 27 marzo 2013
Sacramento o non Sacramento? Questo è il problema
Durante l'arco di questa stagione i Kings e più in generale la città di Sacramento, è stata molto più al centro dell'attenzione pubblica di quanto invece i risultati di squadra ne potessero prevedere. Le problematiche di Cousins, la promozione definitiva di Isaiah Thomas in cabina di regia, il continuo chiacchierare sul futuro di Tyreke Evans e il suo "rallentamento" nella definitiva esplosione, sono alcune delle notizie più importanti di quest'anno parlando del team. Ma tutte queste news sono sempre passate in secondo piano rispetto all'emblematico caso sul dove giocherà la franchigia il prossimo anno. Passano in secondo piano anche perché è molto probabile che i Maloof vogliano far scegliere ai nuovi proprietari cosa fare del loro patrimonio di giocatori e quindi far pianificare loro il mercato senza far scendere comunque neanche il valore della franchigia che di certo depauperata di Evans e Cousins avrebbe perso molto.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
27.3.13
0
commenti
Etichette:
Eventi NBA,
Sacramento Kings,
Seattle Supersonics
sabato 2 marzo 2013
Breaking News: Aaron Brooks torna ai Rockets
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
2.3.13
0
commenti
Etichette:
Aaron Brooks,
Houston Rockets,
Mercato NBA 2013,
Sacramento Kings
martedì 26 febbraio 2013
Considerazioni post mercato parte 2: Gli scambi fatti
Nella prima parte dell'articolo ci siamo focalizzati su quelli che potevano essere gli cambi spezza inerzia che però non sono arrivati, vuoi per ripensamenti delle franchigie di appartenenza, vuoi per offerte non convincenti a tal punto da permettere lo scambio in sostanziale accordo ed equilibrio. Ma come accennato alcune buone mosse, analizzabili soprattutto in divenire, sono state fatte. Tralasciando gli scambi ante ultimo giorno di mercato (già visti), e tralasciando gli scambi di minore importanza, atti più che altro se non al completamento del roster o a dovute esigenze di salary magari ad allungare una panchina con innesti da poco minutaggio, ci focalizziamo sui tre "veri colpi" dell'ultimo giorno.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
26.2.13
2
commenti
giovedì 21 febbraio 2013
Mercato NBA in diretta 21 Febbraio: Rumors e notizie in continuo aggiornamento
Con la giornata di oggi termina il periodo NBA in cui è possibile effettuare scambi. Infatti oggi è il giorno della trade deadline. Da domani in poi sarà possibile solamente firmare i free agents. Seguiamo allora live tutti i rumors e gli affari che si faranno in giornata. Essendo in diretta, l'articolo è in aggiornamento continuo, quindi per leggere gli update PREMERE F5 PER AGGIORNARE LA PAGINA.
Si rimanda ai prossimi articoli per le analisi degli scambi che avverranno.
Partiamo dalla notizia che ha tenuto banco questa notte, verso le 2:00 ora italiana.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
21.2.13
0
commenti
mercoledì 9 gennaio 2013
Tornano i Seattle Supersonics?
La franchigia dei Sacramento Kings sta per chiudere i battenti e traslocare verso un'altra meta, decisamente già conosciuta dalla NBA in passato: verso Seattle. La famiglia Maloof, proprietaria dei Kings dal 1999, è vicinissima a vendere la franchigia ad un gruppo di investitori capitanato da Chris Hansen e Steve Ballmer. La cordata avrebbe raggiunto un accordo sulla base di circa $500 milioni di dollari.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
9.1.13
0
commenti
Etichette:
Eventi NBA,
Sacramento Kings,
Seattle Supersonics
martedì 8 gennaio 2013
Il punto sul mercato NBA: I Celtics vogliono Cousins; Suns e T-Wolves si muovono
Iniziano a farsi sempre più numerose le voci di mercato che, tra il concreto e il meno, ci accompagneranno sino all'ultimo giorno utile per chiudere le trattative. E' giusto quindi fare un sunto di quelle che sono le notizie più importanti, quelle in cui spicca il nome altisonante che, se scambiato, susciterebbe un cambiamento degno di nota per le franchigie coinvolte.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
8.1.13
0
commenti
martedì 1 gennaio 2013
Mercato NBA 2013: Il duo Evans-Cousins partirà insieme?
Con l'inizio del nuovo anno, anche il mercato entra nella sua fase viva, quella che fino alla trade deadline di Febbraio ci regalerà tanti possibili scenari. Non che l'anno appena passato non ci avesse offerto spunti o rumors su nuove strategie societarie, ma è da adesso in poi che alle parole cominceranno a seguire i fatti, con possibili nomi altisonanti che cambieranno lido di appartenenza. E su tutte, c'è una squadra al centro delle attenzioni, che sembra intenzionata ad aver scelto la strada dell'ennesima ricostruzione e quindi pronta a cedere le sue due giovani star.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
1.1.13
0
commenti
mercoledì 26 dicembre 2012
DeMarcus Cousins: Una storia, due bivi
Un talento cristallino, un giocatore potenzialmente dominante, un atleta prezioso capace di unire atletismo, forza fisica, movimenti di qualità in post basso e quant'altro. Tutto però limitato dal suo carattere "passionale" che per ora gli impedisce di saltare sull'ultimo gradino, quello della star assoluta.
Se si distingue anche per essere un lungo molto abile in ambedue le fasi di gioco e forse il più promettente tra i centri, si distingue anche per il suo carattere, la sua impazienza che traspare a volte anche dalle sue giocate, il suo essere emozionale comprovato dai falli commessi. Ma soprattutto è il rapporto interpersonale con le figure autoritarie ad essere il suo cruccio.
Se da un lato in quel di Kentucky quel genio di Calipari diceva di Cousins che era uno dei lunghi più forti che avesse mai allenato grazie alla difficoltà di marcare un giocatore come DeMarcus che sa sia tirare che giocare di forza fisica vicino canestro, dall'altro lato già alcuni scout scrivevano sul proprio taccuino che ci sarebbero state difficoltà a livello caratteriale.
Se si distingue anche per essere un lungo molto abile in ambedue le fasi di gioco e forse il più promettente tra i centri, si distingue anche per il suo carattere, la sua impazienza che traspare a volte anche dalle sue giocate, il suo essere emozionale comprovato dai falli commessi. Ma soprattutto è il rapporto interpersonale con le figure autoritarie ad essere il suo cruccio.
Se da un lato in quel di Kentucky quel genio di Calipari diceva di Cousins che era uno dei lunghi più forti che avesse mai allenato grazie alla difficoltà di marcare un giocatore come DeMarcus che sa sia tirare che giocare di forza fisica vicino canestro, dall'altro lato già alcuni scout scrivevano sul proprio taccuino che ci sarebbero state difficoltà a livello caratteriale.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
26.12.12
0
commenti
venerdì 29 giugno 2012
NBA Draft 2012
Ecco il Draft NBA in diretta. Chi lo segue con noi live prema F5 per aggiornare la pagina.
1. New Orleans Hornets: Anthony Davis, ala grande, University of Kentucky
2. Charlotte Bobcats: Michael Kidd-Gilchrist, ala piccola, University of Kentucky
3. Washington Wizards: Bradley Beal, guardia, Florida
4. Cleveland Cavaliers: Dion Waiters, guardia, Syracuse
5. Sacramento Kings: Thomas Robinson, ala grande, Kansas
1. New Orleans Hornets: Anthony Davis, ala grande, University of Kentucky
2. Charlotte Bobcats: Michael Kidd-Gilchrist, ala piccola, University of Kentucky
3. Washington Wizards: Bradley Beal, guardia, Florida
4. Cleveland Cavaliers: Dion Waiters, guardia, Syracuse
5. Sacramento Kings: Thomas Robinson, ala grande, Kansas
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
29.6.12
0
commenti
venerdì 6 gennaio 2012
La soluzione per far rimanere Cousins?
Dissidi tra allenatori e giocatori. Quanti casi nella storia. Dai Celtics dei primi anni '80 con Bill Fitch (anche se aveva l'appoggio di Bird), ai Lakers del 2004, quando Phil Jackson lasciò la panchina anche per problemi con Kobe Bryant (che poi fu lo stesso mr. 81 a rivolerlo indietro). Tante le storie, forse troppe, da ricordare la poi le più recenti quella dello scorso anno coi giocatori di Detroit in ammutinamento contro John Kuester (tra l'altro oggi vice di coach Brown a Los Angeles) e quella di Deron Williams con Jerry Sloan, che finì nel peggiore dei modi: con la partenza di entrambi.Spesso e volentieri a pagarne le spese sono stati i coach, perchè le storie che vengono prima (e soprattutto) a galla sono quelle in cui o una squadra intera si schiera contro la propria guida, o è quando una stella a farlo.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
6.1.12
0
commenti
Etichette:
Allenatori,
DeMarcus Cousins,
Mercato NBA 2012,
Sacramento Kings
lunedì 2 gennaio 2012
MERCATO NBA 2012: Cousins potrebbe andare via dai Kings; i Lakers ci provano per Love
Costituire l'asse play-centro di alto livello e futuribile, è generalmente il miglior modo per iniziare a costruire una squadra competitiva. E' questo quello che ha pensato la dirigenza dei Kings nel 2010, quando si è ritrovata in mano la quinta chiamata assoluta. "Abbiamo un play come Evans, ora ci serve un centro", devono aver pensato, ed hanno selezionato Cousins. Oggi, a posteriori, si può tranquillamente dire che ci hanno visto giusto giudicando lui come il miglior centro del lotto. Ma non è detto che continuerà ad essere il pivot di Sacramento ancora a lungo, seppur le ottime prestazioni.
Questo perchè Cousins, si vocifera abbia chiesto a più riprese la cessione in un'altra squadra. Che il suo carattere non fosse proprio quello del buon scolaretto, lo si era già visto al college, ma ora pare che DeMarcus abbia criticato aspramente compagni di squadra e società e di qui la volontà di cambiare lido. L'ufficialità della cosa è arrivata ai microfoni dall'allenatore, Westphal.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
2.1.12
0
commenti
sabato 2 luglio 2011
Analisi dello scambio Hickson-Casspi
L'ultima mossa di mercato prima dell'arrivo del primo luglio, prima quindi dell'inizio del lockout, è stata messa a punto dai Cavs e dai Kings. Infatti il 30 Giugno è stato ufficializzato uno scambio che ha portato a Cleveland Omri Casspi ed una scelta protetta al prossimo draft, in cambio dei servigi di J.J. Hickson che ha fatto le valigie direzione Sacramento.
A prima occhiata è una trade comoda per entrambe le formazioni che vogliono coprire i buchi nei loro quintetti con giocatori giovani e futuribili.
Cleveland ha perso Hickson, una pedina che probabilmente non sarà stata facile da mandare via, perchè togliendo i giocatori appena arrivati via draft, rappresentava il giocatore di maggior prospetto e di futuro per il team. Un discreto centro e soprattutto un'ottima ala grande in prospettiva.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
2.7.11
0
commenti
Etichette:
Cleveland Cavaliers,
JJ Hickson,
Mercato NBA 2011,
Omri Casspi,
Sacramento Kings
lunedì 21 giugno 2010
UNO SGUARDO SUL DRAFT NBA 2010
Passate le finali è giunto il tempo di concentrarsi sul draft, su quell'evento che rappresenta il trampolino di lancio per (quasi) tutte le nuove leve meritevoli di un posto ai piani alti del basket d'oltreoceano.
Premettendo che nei prossimi giorni stileremo il nostro Mock Draft (le scelte delle squadre al draft dal nostro punto di vista), vogliamo comunque offrire una carrellata, una panoramica su ciò di cui le squadre necessitano per migliorare, stilando una breve analisi sulle prime 14 chiamate.
La prima scelta è poco commentabile. Washington ha provinato John Wall, dopodichè ha deciso di annullare tutti gli altri work out. La naturale conclusione, che comunque si sapeva già da tempo, è che l'ormai ex Kentucky sarà un Wizards fra un paio di giorni.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
21.6.10
0
commenti
sabato 19 giugno 2010
PHILADELPHIA 76ERS E SACRAMENTO KINGS SI MUOVONO : IL PERCHE' DELLO SCAMBIO DALEMBERT PER NOCIONI E HAWES
Mentre a Los Angeles ci si prepara per una mega parata da 2 milioni di euro, autofinanziata dal club per festeggiare lo stupendo titolo appena vinto, in altre zone d'America, leggasi Sacramento e Philadelphia, ci sono già i primi colpi di assestamento per poter dare nuova linfa a due squadre che non sono arrivate ai playoff ma che hanno un progetto per migliorare.
E' da qualche giorno che si vociferava di un possibile addio di uno dei pilastri dei Sixers, ma ad andarsene non è stata la stella del team Andre Iguodala (almeno per ora), bensì Samuel Dalembert, il centro che da 8 stagioni presidiava le aree del Wachovia Center con compiti per lo più difensivi, sua vera specialità.
Il centro originario di Haiti è partito per Sacramento andando a trasferirsi insieme al suo oneroso contratto in scadenza nel 2011, in una città che cestisticamente parlando sta rinascendo, grazie a Tyreke Evans e ai molti giovani dalle belle speranze che pullulano nel roster.
E' da qualche giorno che si vociferava di un possibile addio di uno dei pilastri dei Sixers, ma ad andarsene non è stata la stella del team Andre Iguodala (almeno per ora), bensì Samuel Dalembert, il centro che da 8 stagioni presidiava le aree del Wachovia Center con compiti per lo più difensivi, sua vera specialità.
Il centro originario di Haiti è partito per Sacramento andando a trasferirsi insieme al suo oneroso contratto in scadenza nel 2011, in una città che cestisticamente parlando sta rinascendo, grazie a Tyreke Evans e ai molti giovani dalle belle speranze che pullulano nel roster.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
19.6.10
0
commenti
Etichette:
Mercato NBA 2010,
Philadelphia 76ers,
Sacramento Kings
giovedì 18 febbraio 2010
TRACY MCGRADY VA AI NEW YORK KNICKS ; NATE ROBINSON SI ACCASA A BOSTON
Nel post precedente la notizia del passaggio di McGrady ai Kings è stato solo un ricco antipasto in attesa della portata principale ovvero il passaggio del suddetto alla corte di D'Antoni. I Knicks hanno perseguito il loro obiettivo e sono riusciti a portare a termine la trattativa in un tempo lampo, cosa che ha lasciato intendere un pre-accordo tra le tre parti. Tre parti perchè nella trattativa tra Kings e Knicks è entrata la stessa Houston alla quale New York ha ceduto Jared Jeffries e Jordan Hill. La franchigia della Grande Mela si libera così di uno dei giocatori più deludenti finora di questo draft e di un contratto oneroso come quello di Jeffries che sarebbe scaduto non questa estate ma la prossima.Ma andiamo con ordine.
New York nel computo ha guadagnato Tracy McGrady e Sergio Rodriguez da Sacramento, i Rockets hanno acquisito Kevin Martin ed Hilton Armstrong sempre da Sacramento più Jared Jeffries, Jordan Hill e due prime scelte 2011 e 2012 da New York; Sacramento invece ottiene Carl Landry e Joey Dorsey da Houston e Larry Hughes dai Knicks.
Analizzare gli scambi di Donnie Walsh sarebbe inutile quanto chiaro, l'unica spiegazione ovvia delle mosse del GM è dettata dal potere incredibile del salary cap (o meglio il potere di Lebron James) mentre invece Houston si ritrova tra le mani oltre a Kevin Martin una somma di lunghi dal quale si spera ne emerga almeno uno che porti seri benefici alla squadra, anche perchè le scelte con ogni probabilità saranno molto alte visto che i Knicks diverranno una potenza l'anno prossimo, il tutto a spese di un ottimo Land
ry che andrà a rinforzare Sacramento. Quest'ultima tenterà anche di rispolverare Larry Hughes ed aggiungere così un altro piccolo rinforzo alla panchina.Intanto i dirigenti dei Knicks hanno fatto gli straordinari e si sono mossi anche su di un altro fronte cedendo (ormai è praticamente ufficiale) Nate Robinson ai Celtics in cambio del sempre eccellente Eddie House e di Bill Walker e JR Giddens, quest'ultimi aggiunti per quadrare il bilancio del salary. Strana trade per Boston che lascia andare uno dei pezzi più importanti della panchina in cambio di un giocatore si spettacolare ma anche imprevedibile. Certo è che se coach Doc Rivers inserisce bene nella rotazione la funambolica guardia tre volte "re delle schiacciate", il guadagno in termini di talento porterà Boston ad avere un' arma in più nella corsa al titolo.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
18.2.10
0
commenti
ANTWAN JAMISON AI CAVALIERS ; TRACY MCGRADY A SACRAMENTO PER KEVIN MARTIN
Il mercato di febbraio ha regalato grandi sorprese e a cavallo della chiusura delle trattative altre due maxi trade sono andate in porto, due scambi che coinvolgono giocatori di altissimo livello.
Finalmente il tira e molla della vicenda McGrady-Houston si è concluso con il più probabile dei finali: la cessione di quest'ultimo. Era ormai cosa scontata che l'ex stella di Houston avrebbe cambiato aria e che lo avrebbe fatto prima della deadline che chiude le trattative piuttosto che a giugno perchè molte squadre erano interessate al suo contratto in scadenza, il più alto della lega, e che quindi a fine stagione libera uno spazio enorme nel salary cap.
A vincere l'asta che si era affannata in questi giorni non sono stati i New York Knicks o i Chicago Bulls come pronosticato dall maggior parte dei giornalisti, ma bensì l'outsider, i Sacramento Kings, che di nascosto hanno intavolato una trade spettacolare che in un solo colpo gli permette di prendere il tanto agognato contratto di T-Mac, un ottimo giovane (in linea con la filosofia societaria) ovvero Carl Landry e di liberarsi di Kevin Martin che sembrava essere incompatibile con Tyreke Evans.
A Sacramento arrivano poi anche Joey Dorsey e cash. Dall'altra parte in Texas approdano come detto Kevin Martin che diventerà da subito la bocca da fuoco da affiancare a Brooks tra gli esterni, un buon play Sergio Rodriguez, Hilton Harmstrong e Kenny Thomas che aiuteranno i Rockets nelle rotazioni dei lunghi.
Con questa trade le aspettative delle due squadre saranno molto più alte in funzione della prossima stagione, se McGrady risorge Sacramento può provare a rifirmarlo a cifre più basse oppure lo lascierà andare e prenderà qualche giocatore di livello dai free agent da affiancare a Evans e ai tanti altri giovani dalle belle speranze. Altro scenario è la partenza immediata di Tracy McGrady ai Knicks in una trattativa dell'ultim'ora che i dirigenti di New York stanno cercando in tutti i modi di intavolare.
Houston invece si ritrova con una guardia da ventello a partita e una serie di buoni comprimari che aiuteranno ad allungare la panchina soprattuto se entreranno bene nel meccanismo di coach Adelman.
L'altra grande trade che si è chiusa ieri è una di quelle che sono destinate a cambiare gli equilibri dell'annata spingendo prepotentemente gli interessati i Cleveland Cavaliers verso il tanto sperato titolo prima che James abbia la facoltà di scegliersi il futuro. La franchigia dell'Ohio dopo aver più volte chiaramete detto di volere una ala grande che sappia anche tirare da fuori ha preso uno dei suoi obiettivi dichiarati Antawn Jamison, un grande nel suo ruolo che sa sia muoversi molto bene vicino canestro sia allargarsi e giocare a diversi metri dal cesto.
Per prenderlo i Cavs hanno dovuto ingeniarsi una trade a tre che ha coinvolto anche i Clippers.
In definitiva a Cleveland arrivano sia Jamison che Telfair, il primo dai Wizards ed il secondo dai Clips, a Los Angeles si trasferisce Drew Gooden appena arrivato nella capitale e subito spedito altrove e che sarà utile nella rotazione dei lunghi losangelini fino a fine stagione (visto che hanno appena perso Camby), mentre ai Wizards arrivano Al Thornton, il lituano Ilgauskas, una prossima prima scelta al draft (quella dei Cavaliers) e i diritti di Emir Preldzic scelto lo scorso anno dai Cavs.
Una trade bomba ben intavolata dalla dirigenza dei Cavs che offrono a Brown una squadra competitiva più che mai, forte in ogni reparto, senza veri punti deboli, e costruita per puntare in alto e chissà se non per provare a convincere LeBron a restare.
Finalmente il tira e molla della vicenda McGrady-Houston si è concluso con il più probabile dei finali: la cessione di quest'ultimo. Era ormai cosa scontata che l'ex stella di Houston avrebbe cambiato aria e che lo avrebbe fatto prima della deadline che chiude le trattative piuttosto che a giugno perchè molte squadre erano interessate al suo contratto in scadenza, il più alto della lega, e che quindi a fine stagione libera uno spazio enorme nel salary cap.
A vincere l'asta che si era affannata in questi giorni non sono stati i New York Knicks o i Chicago Bulls come pronosticato dall maggior parte dei giornalisti, ma bensì l'outsider, i Sacramento Kings, che di nascosto hanno intavolato una trade spettacolare che in un solo colpo gli permette di prendere il tanto agognato contratto di T-Mac, un ottimo giovane (in linea con la filosofia societaria) ovvero Carl Landry e di liberarsi di Kevin Martin che sembrava essere incompatibile con Tyreke Evans. A Sacramento arrivano poi anche Joey Dorsey e cash. Dall'altra parte in Texas approdano come detto Kevin Martin che diventerà da subito la bocca da fuoco da affiancare a Brooks tra gli esterni, un buon play Sergio Rodriguez, Hilton Harmstrong e Kenny Thomas che aiuteranno i Rockets nelle rotazioni dei lunghi.
Con questa trade le aspettative delle due squadre saranno molto più alte in funzione della prossima stagione, se McGrady risorge Sacramento può provare a rifirmarlo a cifre più basse oppure lo lascierà andare e prenderà qualche giocatore di livello dai free agent da affiancare a Evans e ai tanti altri giovani dalle belle speranze. Altro scenario è la partenza immediata di Tracy McGrady ai Knicks in una trattativa dell'ultim'ora che i dirigenti di New York stanno cercando in tutti i modi di intavolare.
Houston invece si ritrova con una guardia da ventello a partita e una serie di buoni comprimari che aiuteranno ad allungare la panchina soprattuto se entreranno bene nel meccanismo di coach Adelman.
L'altra grande trade che si è chiusa ieri è una di quelle che sono destinate a cambiare gli equilibri dell'annata spingendo prepotentemente gli interessati i Cleveland Cavaliers verso il tanto sperato titolo prima che James abbia la facoltà di scegliersi il futuro. La franchigia dell'Ohio dopo aver più volte chiaramete detto di volere una ala grande che sappia anche tirare da fuori ha preso uno dei suoi obiettivi dichiarati Antawn Jamison, un grande nel suo ruolo che sa sia muoversi molto bene vicino canestro sia allargarsi e giocare a diversi metri dal cesto. Per prenderlo i Cavs hanno dovuto ingeniarsi una trade a tre che ha coinvolto anche i Clippers.
In definitiva a Cleveland arrivano sia Jamison che Telfair, il primo dai Wizards ed il secondo dai Clips, a Los Angeles si trasferisce Drew Gooden appena arrivato nella capitale e subito spedito altrove e che sarà utile nella rotazione dei lunghi losangelini fino a fine stagione (visto che hanno appena perso Camby), mentre ai Wizards arrivano Al Thornton, il lituano Ilgauskas, una prossima prima scelta al draft (quella dei Cavaliers) e i diritti di Emir Preldzic scelto lo scorso anno dai Cavs.
Una trade bomba ben intavolata dalla dirigenza dei Cavs che offrono a Brown una squadra competitiva più che mai, forte in ogni reparto, senza veri punti deboli, e costruita per puntare in alto e chissà se non per provare a convincere LeBron a restare.
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
18.2.10
0
commenti
sabato 2 gennaio 2010
SACRAMENTO KINGS TRA GIOIA E SFORTUNE
Alzi la mano chi ad inizio anno aveva pensato che una squadra come Sacramento potesse fare questo straordinario avvio di stagione. Il risultato potrebbe tranquillamente essere: pochi, pochissimi se non nessuno. Sarebbe stato lecito.
I Kings si erano apparentemente presentati ai nastri di partenza come la cenerentola del campionato 2009/2010, con un roster pieno di giovani dalle belle speranze future che però erano bisognosi di anni di lavoro per poter fare la voce grossa nella NBA, una sola stella (Kevin Martin) a predicare nel deserto e troppo sola per poter spostare l' inerzia in ogni gara, senza poi dimenticare una panchina corta, poco profonda ovunque.
Poi arriva l'infortunio di Kevin Martin, una croce per Sacramento, due mesi senza la loro star col pensiero che avrebbero perso tutte le partite fino al suo ritorno facendo così compagnia ad un'altra squadra che però sta nell' Eastern Conference...
Invece quell'apparente ulteriore ferita inflitta ai californiani si è rivelata, paradossalmente, come la migliore delle notizie. Tutti, per orgoglio forse di voler vincere qualcosa e non essere dati per sconfitti in partenza, hanno elevato il loro carisma in campo, la loro voglia di farsi valere comunque, scoprendosi in grado di macinare punti e gioco anche senza il loro guru. Quella forza in grado di farli competere tranquillamente contro formazioni come i Cavs e i Lakers. Dalla massa quello che risalta di più è il giovane Tyreke Evans che al momento lotta per la palma di Rookie of the year dell'anno con Brandon Jennings. Tyreke Evans aiuta Casspi ad alzarsi, immagine-simbolo di come ora tutti si aiutano a vicenda senza far eccellere nessuno. (foto a lato)
Ora l'unica cosa che sta frenando la franchigia è la sfortuna, o per dirla in termini meno astratti, razionalizzandola, la capacità di gestione nei minuti finali. Purtroppo la bella favola non ha previsto il fattore freddezza nei momenti caldi, che permette di vincere le gare punto a punto, questo perchè come detto, il team è infarcito di giovani ancora poco inclini nel gestire sapientemente il pallone quando scotta.
Per tal motivo i Kings hanno mancato l'appuntamento con l'impresa. Sono andati quasi a vincere contro LeBron e compagni e contro i losangelini sponda Lakers. Ci sono voluti ben due overtime ai detentori del titolo per portarsi a casa la gara contro i Kings grazie solo ad un immenso Kobe Bryant che quando conta davvero non fallisce mai. La cosa che più però balza agli occhi è che tutto ciò è avvenuto a soli due giorni dalla gara di Sacramneto contro i Cavs, anch'essa portata ai supplementari ed anch'essa persa con un parziale di 13-0 che ha simboleggiato proprio la scarsità di gestione dei ritrovati Kings. Nessuno si sarebbe aspettato mai che un team dopo quella gara avesse ancora energia per portare i Lakers a due overtime.
Ma non finisce qui.
Infatti stanotte nel repeat contro L.A., Sacramento ha portato ancora una volta la partita punto a punto nel finale e non è cosa da poco contro i californiani di quest'ultimo periodo, perdendo ancora una volta allo scadere con l'ennesimo buzzer-beater di quel 24 in maglia giallo-viola che può aggiungere anche questa perla alla sua collezione; nell'inframezzo è arrivata una sorprendente vittoria contro i Nuggets ed una sconfitta contro i Sixers, perchè provati dalla vittoria contro Denver e perchè Phila ritrovava Williams ed Iverson.
Altre sfortune per Sacramento e questa volta si fatica davvero a razionalizzarle...
La domanda è una sola che probabilmente è rimbalzata in testa un pò a tutti, e quando ritorna Martin, che accadrà?
mercoledì 21 ottobre 2009
ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : SACRAMENTO KINGS

Nell'analisi delle squadre NBA proseguiamo il giro della Pacific Division rimanendo in California ma stavolta a Sacramento per analizzare la franchigia dei Sacramento Kings.
Dando un primo sguardo veloce al roster si intuisce subito come Sacramento sia un cantiere aperto che ha bisogno di tempo per portare a compimento la costruzione. Difatti il roster è perlopiù composto da giocatori giovani con solo pochi esperti veterani per aiutare queste giovani promesse nella loro crescita. Anche quest'anno la squadra ha come obiettivo quello di riuscire a far esplodere il talento dei suoi giocatori per poi gettare le basi per un futuro più brillante. A pennello sono arrivate altre scelte dal draft promettenti su cui poter contare fin da subito e quindi già pronte per crescere insieme alla squadra e metabolizzare stile di gioco e schemi oltre che a far gruppo.
Sacramento ha messo sotto contratto ben quattro rookie ma punta principalmente sulla combo guard Tyreke Evans e su Omri Casspi, buon tiratore e che sembra in grado di potersi ritagliare fin da subito un posto nelle rotazioni. Evans sarà il play del presente e del futuro per la franchigia californiana che è andata sul sicuro ottenedo un giocatore che può giocare subito invece che scegliere Rubio che anche se in prospettiva più interessante non si sarebbe aggiunto subito alla squadra, danno irreparabile per un team che su questa scelta alta, basa parte del suo futuro. Probabilmente non partirà subito titolare ma scalzerà ben presto Beno Udrih dal ruolo, visto che l'ex Spurs non ha dato prova di essere il giocatore che Sacramento sperava. Comunque Udrih sarà un utile ricambio specialmente per portare ordine quando si giocherà ragionati a metà campo o quando si schiererà una squadra con molti tiratori insieme sul parquet.
Casspi sarà utile come ricambio dell'ala soprattutto perchè porta in dote un ottimo tiro da tre che consentirà a Sacramento di mettere un quintetto alto ma pericoloso anche da tre punti con appunto l'ex Maccabi e Nocioni insieme sul parquet.
Il reparto guardie poi, è stato rinfoltito con la buona aggiunta di Desmond Mason (che giocherà spesso anche nel ruolo di ala piccola per sopperire all'infortunio di Francisco Garcia) e di Sergio Rodriguez che sarà il terzo play e che per alcuni scampoli di partita giocherà a fianco di uno degli altri due portatori di palla occupando lo spot di guardia. In attesa di scoprire tutto il potenziale di Evans, solo Kevin Martin offre una vera affidabilità nel settore.
Il settore lunghi è quello su cui Sacramento ripone le maggiori speranze perchè i due giovani titolari nel ruolo sembrano sempre sul punto di scoppiare e regalare un altro punto fermo alla squadra. Specialmente su Jason Thompson si ripongono le maggiori speranze dopo che a sprazzi l'anno scorso ha dato luce al suo potenziale ancora tutto da svezzare.
Tatticamente parlando la crescita di Spencer Hawes specialmente come rimbalzista e nel tiretto dalla media distanza, lascia allo staff la possibilità di creare diversi schemi offensivi magari che coinvolgano maggiormente il centro facendolo partire dal post basso ma con la soluzione alternativa di spostarsi dal pitturato lasciando l'area libera alle penetrazioni e portando l'uomo che lo marca lontano da un possibile aiuto difensivo. Si proveranno diverse soluzioni offensive volte soprattutto a favorire i tiratori.
Westphal potrà poi contare su un quintetto alto che non rinunci ad essere pericoloso sul perimetro e su un quintetto più basso che può contare sulla mobilità di Nocioni e Thompson per non rallentare il gioco. Si cercherà di costruire anche schemi abbastanza elaborati per riuscire a trovare tiri semplici o per scardinare le difese avversarie.
Ovviamente la prima bocca da fuoco e punto di riferimento della squadra rimane sempre Kevin Martin sul quale si costruiranno molte azioni di gioco per sfruttare le sue qualità realizzative.
I difetti sono da ricercarsi essenzialmente su tre basi: mancanza di un secondo realizzatore affidabile e costante, anche se questo si spera sia sopperito dall'esplosione di una delle tre grandi speranze (Evans, Hawes e Thompson); difficoltà in difesa dove Sacramento non brilla, si cercheranno di costruire schemi ben ingeniati ma servirà anche un lavoro individuale mirato; panchina corta e di non di grande affidabilità.
Due riserve da non sottovalutare sono Sean May, che dopo un paio di stagioni costellato da infortuni è pronto a dimostrare di poter aiutare un team anche in NBA e non solo a livello collegiale, e Donte Green forte ala che può contare su un fisico massiccio che però non gli rallenta il gioco e la mobilità.
Sacramento ha dalla sua però la possibilità di rendersi imprevedibile non avendo oltre a Martin un altro go-to-guy e quindi cercherà di equidistribuire i palloni giocabili e gli schemi.
Previsione: Alta scelta di lotteria
Quintetto ideale: Tyreke Evans; Kevin Martin; Andres Nocioni; Jason Thompson; Spencer Hawes
Sesto uomo: Francisco Garcia
Panchinari di spicco: Beno Udrih; Sean May; Donte Green
Pubblicato da
Francesco e Angelo Cerbone
alle
21.10.09
0
commenti
Etichette:
Analisi squadre NBA 2009,
Sacramento Kings
Iscriviti a:
Post (Atom)






