Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
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giovedì 13 giugno 2013

Da giocatore ad allenatore in poco più di una settimana: I Nets puntano "di nuovo" su Kidd

Circa una settimana fa, tributavamo ad uno dei più grandi interpreti del ruolo di playmaker, un giusto, voluto e dovuto articolo per sottolineare e rimarcare il suo mito. Nelle ultime ore però, il quarantenne Jason Kidd è riuscito a "bipolizzare" l'attenzione dei media divisosi tra il futuro prossimo del giocatore e le finali NBA che imperversano inesorabili e vedono per ora San Antonio in vantaggio sugli Heat (gara 3 è stata proprio un KO per Miami) anche grazie a scelte tattiche oculate. 

Ma nonostante le Finals siano entrate nel vivo della competizione, il futuro di Jason Kidd non è assolutamente trascurabile quantomeno perché rimane sempre nell'ambito cestistico.
Neanche il tempo di ritirarsi e il buon Jason ha già capito che nel suo presente prossimo ci sarà sempre la palla a spicchi, solo che questa volta dovrà tenerla in mano meno spesso a dispetto di una lavagnetta.

mercoledì 5 giugno 2013

Il tributo ad uno dei più grandi: Jason Kidd

Un tiro, un fallo. Un tentativo di penetrazione, una palla strappata con la massima veemenza dalle mani. Era il 1988 quando due ragazzi, uno di 15 e l'altro di 20 anni, si davano battaglia in 1 contro 1 o in partitelle da playground, e il ragazzo di vent'anni voleva per forza di cose smorzare l'ego crescente del quindicenne. A quei tempi un Jason Kidd ancora ai primi anni dell'High School aveva cominciato ad affacciarsi con continuità sui playground di Oakland dopo un vissuto in palestra e "sulle colline", lì dove viveva la sua famiglia, classico esempio di famiglia del ceto medio.
Ma ad aspettarlo sui campi "all'aperto" c'era Gary Payton, uno cresciuto nella cosiddetta "parte ruvida" della città, uno che di playground ne sapeva qualcosa, uno che "imparò" l'arte del trash talking e del gioco duro proprio giocando per la strada (su quei campetti c'erano tra gli altri anche Brian Shaw e un certo Demetrius Mitchell, ma questa è un' altra storia...).

E' proprio da qui che nasce la leggenda, la leggenda vivente di un play che ha imparato a ragionare, a difendere duro, a non ascoltare le provocazioni ma a farsi rispettare, anche perché sapeva rendere contenti tutti con il suo gioco a beneficio del prossimo.

martedì 4 giugno 2013

Una "carriera insieme" : Grant Hill e Jason Kidd si ritirano

Era il lontano 1994 quando al Draft si presentarono due giovani dalle bellissime prospettive. Uno con le stigmati del nuovo play fenomeno vecchio stampo dalle doti di passaggio fuori dal comune, l'altro con l'etichetta pesante addosso di nuovo Jordan per le capacità e le potenzialità lasciate intravedere a Duke. Quei due erano rispettivamente Jason Kidd e Grant Hill. 
Considerato il talento enorme del duo, J.K. venne preso alla 2 e Hill alla 3, solo Glenn Robinson davanti a loro.

domenica 24 marzo 2013

Calipari e i Nets, il clutch shot di Belinelli, Nuggets, Heat... Settimana NBA da 1 a 10: Week 21

I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la ventunesima settimana di Regular Season, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.

Uno il clutch shot di Belinelli non dato, che ha trasformato i tifosi di Chicago nella versione urlo di Munch e Thibodeau nel Saturno di Goya. Nel derby italiano contro i Nuggets, Marco si prende la responsabilità dell’ultimo tiro, con i suoi Bulls sotto di un punto a 5 secondi dal termine dell’OT. Il tiro è abbastanza buono con una parabola che sembra leggermente corta o che forse può aggrapparsi al ferro e entrare. Noah però si dimostra più propenso alla versione pessimistica e tocca appena il pallone, quel tanto che permette alla palla di entrare pulita nel cesto provocando però un’interferenza. Canestro annullato, palla a Denver e vittoria conseguente di quest’ultima.

domenica 10 febbraio 2013

Belinelli, Bryant, Wade e il Super Bowl,...Settimana NBA da 1 a 10: Week 15

I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la quindicesima settimana di Regular Season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.


Un terzo, ma anche meno, le squadre dove vorrebbe giocare Shawn Marion. L’ala di Dallas sente odore di scambio in vista per lui ed ha già espresso a chiare lettere le sue intenzioni: a 34 anni non ha più voglia di militare tra le fila di una squadra in ricostruzione o nel limbo della mezza classifica, ovvero vuole giocare solo per una contender. Visto che Shawn non ha voce in capitolo sugli scambi che lo riguardano, ha detto che se non verrà scambiato in una squadra che lotta per il titolo semplicemente si limiterà a non giocare per il suo nuovo team. Aspettiamo il termine ultimo degli scambi, ma Marion ha ancora questo ed il prossimo anno a circa $9 milioni di dollari a stagione, quindi siamo sicuri che siano tutti pazzi per Mari..on?

mercoledì 14 novembre 2012

Melo(dia) in casa Knicks

5 W - 0 L. Questi sono i numeri che meglio descrivono l'inizio dei New York Knicks, capaci di partire subito forte, grazie all'integrazione veloce dei nuovi arrivi, grazie a degli accorgimenti tattici ma soprattutto grazie ad una rinnovata mentalità vincente. 

venerdì 6 luglio 2012

Tutte le ultime novità del mercato NBA 2012

Le notizie di mercato si susseguono senza sosta, soprattutto è il mercato playmaker il primo a tenere banco, accompagnato da molte voci, suggestioni e quasi certezze che coprono un pò tutti i ruoli ed in questi giorni in particolare gli esterni.
Steve Nash che sceglie i Lakers, Deron Williams che rimane ai Nets, Dragic che torna in quel di Phoenix, sono solo tre dei nomi di portatori di palla ufficiali che hanno arricchito il mercato NBA. 
Jason Kidd invece dopo aver dichiarato che avrebbe seguito Williams nella scelta, ha cambiato repentinamente idea, prima sembrava in procinto di chiudere la carriera a Dallas, adesso il suo futuro sembra sempre più targato New York, coi Knicks che vogliono assolutamente un play esperto e che poi forse non si fermeranno firmando anche qualcun'altro per il settore.

martedì 3 luglio 2012

La costruzione dei Big Three (Four?) in casa Nets

Come sottolineavamo nel post precedente, tra il fallimento e la completa resurrezione per i Nets, passa un filo sottile.

L'acquisizione di Joe Johnson è cosa fatta, con i Nets a sobbarcarsi lo stipendio di circa $19 milioni a salire di anno in anno (fino a $24) e con Atlanta pronta alla ricostruzione anche se non certo con gli acquisti arrivati dagli ex New Jersey: Jordan Williams, Johan Petro, Jordan Farmar, Anthony Morrow, DeShawn Stevenson (tramite sign-and-trade) e la prima scelta protetta di Houston del 2013.



domenica 1 luglio 2012

Impazza il mercato NBA 2012

Il pre e post draft NBA 2012 scatena sempre il mercato, con una raffica di nomi anche altisonanti che circolano e vengono associati ad una squadra piuttosto che ad un'altra. Free agent, opzioni contrattuali, tentativi di imbastire lo scambio dell'anno, questi tutti gli ingredienti che da sempre rendono scoppiettante il mercato NBA, che anche quest'anno non delude le aspettative. 
I due nomi più caldi sono sempre gli stessi, Deron Williams e Dwight Howard, ora uno libero da qualsivoglia vincolo contrattuale, l'altro ufficialmente sul mercato pronto ad essere l'oggetto di un'asta senza eguali.
Entrambi potrebbero avere nel destino la scritta Brooklyn, ma solo assieme, altrimenti è sempre più improbabile che i Nets ne riusciranno a portare in casa anche solo uno di loro due.

venerdì 4 maggio 2012

lunedì 13 giugno 2011

DALLAS MAVERICKS NBA CHAMPIONS 2011 : ANALISI DI GARA 6

Sono stati i playoff delle sorprese, degli upset ed i playoff della fine di alcune dinastie.
In questo contesto suona allora familiare la vittoria contro pronostico dei Mavericks, anche loro sfavoriti alla vigilia ed anche loro più volte chiaccherati come una dinastia che si stava giocando l'ultima carta prima di lasciare il tavolo da gioco. La vittoria probabilmente avrà dato loro nuova linfa vitale, forse l'anno prossimo non dovranno ricominciare cambiando come a San Antonio, come ai Lakers, come a Boston e come ad Orlando.

venerdì 10 giugno 2011

THE TIME IS NOW...ITZKI

Per l'ultima volta in questa stagione si è calcato il parquet dell'American Airlens Arena e i Mavericks hanno onorato al meglio quest'ultima partita in campo amico. Una vittoria che li porta ad una sola W dalla finale, che gli consente di avere in mano la possibilità di giocare senza il timore di chi la prossima deve per forza di cose vincerla.

Ma gli uomini di coach Carlisle non hanno in testa questa tranquillità ma anzi la mentalità giusta, come sottolineato da Nowitzki a fine match. Il tedesco ha detto che loro tutti giocheranno come se si fosse a gara 7 consci che vincere a South Beach è difficile, ma non impossibile se la squadra gira come stanotte. O come ha detto Terry rispondendo alla domanda "Ora dovete andare a vincere o gara 6 o gara 7?" e lui ha risposto "No, noi dobbiamo andare a vincere gara 6".

giovedì 2 giugno 2011

SHAQUILLE O'NEAL SI RITIRA

Questa sarà una delle annate che più si ricorderanno nella storia della NBA, sia che regali il primo titolo ai magic three di Miami, sia che regali il primo titolo della storia alla compagine di Dallas.
Ma il motivo che rende così speciale questa annata è più che altro per alcune notizie bomba che si sono succedute in questi giorni.


Infatti dopo l'ufficiale ritiro del più grande vincente coach di tutti i tempi, Phil Jackson, anche un'altra icona di questo sport ha scelto di cambiare il proprio mestiere, lasciando il basket giocato, ma probabilmente non le scene, almeno così si spera, non sia altro che per la sua lingua tagliente che ben analizza tante situazioni e giocatori.

sabato 27 febbraio 2010

MR TRIPLE DOUBLE : JASON KIDD

Un vero genio. Un playmaker puro di quelli che non se ne vedono spesso, uno di quelli che vede l'azione formata già nella testa prima di realizzarla, che legge il passaggio giusto anche nelle più difficili situazioni e che anche in difesa sa dire la sua, certo non più come una volta, ma ancora con la tecnica sopperisce alla velocità di piedi che come normale che sia sta lentamente ed inesorabilmente diminuendo. Uno di quelli che preferisce il passaggio al tiro anche in contropiede, che non disdegna mai l'alley-oop quando ne intravede la possibilità.

Un riadattamento offensivo con l'avanzare dell'età lo ha portato a dedicarsi in attacco quasi esclusivamente al tiro da tre che ormai entra con una certa frequenza ma sempre e solo se libero altrimenti la scelta è quella di far girare la palla in maniera sapiente, come ha sempre nel corso degli anni. Una carriera strepitosa abbellita da un altro tocco di classe, una prestazione degna di "Mr triple double", una tripla doppia eccellente arrivata mettendo a referto 19 punti, smistando 17 assist e acchiappando 16 rimbalzi. Tutto questo non contro una squadra cuscinetto come la sua ex New Jersey, ma contro gli Atlanta Hawks, una di quelle squadre che sono in alto ed una prestazione del genere non può che essere decisiva ai fini del risultato, una prestazione che sposta l'inerzia di una gara.

Jason Kidd a 37 anni riesce ancora ad essere incisivo in un campionato perchè il suo gioco non è mai stato costruito sul fisico o sulla velocità pura, ma sulla tecnica, sulla visione molto ampia del gioco, sulle intuizioni e aiutato dalle sue mani fatate che gli permettono passaggi ai più impensabili e che molti non capiscono prima che giunga la palla al destinatario. Quella di stanotte è stata la 104esima tripla doppia (!) ciliegina di una lunga carriera che gli ha regalato il terzo posto assoluto proprio per triple doppie messe a segno (secondo nelle sole gare dei playoff), il secondo posto tra gli assist-man di sempre (preceduto solo da John Stockton, che servirebbe un'altra mezza carriera per raggiungerlo), il quinto posto per palle rubate (diciamo quarto, visto che gliene manca solo uno) e il quarto per rimbalzi tra le guardie.

Chissà se a 40 anni lo vedremo battere il record di Karl Malone del più anziano a realizzare una tripla doppia in NBA, ma a questa impresa per ora Kidd non ci pensa nemmeno.

venerdì 12 febbraio 2010

BRYANT E IVERSON FUORI DALL' ALL STAR GAME 2010

L'avevamo detto nel post precedente i malesseri sono imprevedibili e le ricadute possibili. A farne le spese questa volta è stato Allen Iverson che proprio ieri aveva dichiarato che avrebbe risposto presente alla convocazione da titolare alla partita delle stelle ma che invece a causa di una ricaduta della malattia della figlia non ci sarà ad intrattenere con le sue giocate il pubblico di Dallas dal vivo e quello mondiale da casa.
Il suo sostituto designato è David Lee, una delle stelle di questa lega che per le prestazioni di quest'anno avrebbe meritato l'onoreficenza di essere invitato subito tra le riserve. Prima convocazione in assoluto per il lungo di New York.
Grande dispiacere però, per i molti tifosi che hanno votato Iverson ed in generale per lo show, non poter vedere le evoluzioni e le invenzioni di A.I in una partita dove giocatori come lui arricchiscono lo spettacolo.
Essendo uno dei partenti in quintetto ora si dovrà scegliere il sostituto che farà le sue veci cominciando la partita dall'inizio.
Il selezionato sarà uno tra Derrick Rose e Rajon Rondo.

La partita domenicale perde anche un altro pezzo preziosissimo, nientemeno che "Black Mamba" Kobe Bryant. Il fenomeno nativo di Philadelphia infatti ha tenuto duro sui problemi alla schiena ma ha dovuto arrendersi dinanzi all' infortunio rimediato contro Denver nella gara persa dai Lakers. Problema alla caviglia sinistra per il detentore del premio di MVP della gara in questione (titolo in comproprietà con Shaq) e assenza certa.

Il suo posto in rosa verrà occupato da Jason Kidd che ritorna a vestire la casacca della formazione dell'Ovest dopo tanti anni. Un play che di queste gare se intende essendo questa la sua decima convocazione, e il secondo idolo di casa pronto a calcare il parquet nella partita delle stelle. L'altro idolo casalingo, Nowitzki, prenderà il posto di Bryant in quintetto con una formazione che comincerà il match con tre lunghi puri (Duncan, Stoudemire e Nowitzki).

sabato 4 luglio 2009

RUBIO RIMANE IN SPAGNA ; LE SORTI DI KIDD , SHEED E IVERSON

E' terminata nel modo peggiore, per gli amanti della NBA, l'intrigata vicenda legata al giovane spagnolo Ricky Rubio. Rimarrà in Spagna per i prossimi due anni per terminare il contratto con lo Joventud Badalona ed evitare di pagare il buyout di $6,6 milioni che il giocatore deve versare al team spagnolo in caso di approdo oltreoceano prima della fine del contratto. Minnesota dovrà dunque ancora aspettare prima di godere delle prodezze del ragazzo.

Oltre a Rubio, sono al centro di importanti voci anche altri due playmaker: Jason Kidd ed Allen Iverson, che al contrario di Rubio sono sul viale del tramonto della loro carriera, ma possono ancora offrire un valido contributo alle loro squadre; lo sanno bene i Knicks e i Mavericks, che hanno offerto entrambe un triennale a Kidd, mentre per Iverson è forte l' interessamento dei Bobcats (dove l'ex di Georgetown, troverebbe Larry Brown come coach) e dei Memphis Grizzlies; quest'ultima sarebbe favorita, ma gli offrirebbe solo un posto partendo dalla panchina. Si parla anche di Miami come possibile approdo.


Al Wachovia Center, tiene ancora scacco la vicenda Andre Miller. Eddie Jordan neo coach dei Philadelphia, vorrebbe rifirmarlo, ma se ciò non accadesse, i 76ers si informeranno per Mike Bibby.


Riguardo ai centri, Rasheed Wallace e Marcin Gortat, sono i free agents più ricercati. Mentre il primo certamente non rifirmerà per i Pistons, Gortat potrebbe anche restare ad Orlando, qualora i Magic pareggieranno le offerte fattegli. Quest'ultimo è fortemente voluto da Dallas con cui sembra già aver raggiunto un accordo a parole e da Houston. Sheed invece è vicinissimo a giocare al Banknorth Garden la prossima stagione, i Celtics hanno fatto un'offerta all'ex Pistons sfruttando tutta la mid-level exception. Garnett, Ainge e Doc Rivers hanno incontrato in prima persona il giocatore, per convincerlo a firmare il biennale.
Nella foto in alto Iverson e Kidd ai loro tempi migliori, nella foto in basso un Rasheed sorridente.