Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
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venerdì 24 maggio 2013

Ecco i tre quintetti All NBA 2013

Dopo le assegnazioni di tutti premi stagionali, ecco che sono stati diramati anche i tre quintetti All-NBA. Nessuna sorpresa per l'All NBA First Team nonostante un nome su tutti, quello del principale scorer dell'anno, Carmelo Anthony, sia nel secondo. Ovviamente con James e Durant davanti, alla stella dei Knicks spetta essere "solo" un membro di spicco del secondo quintetto, accompagnandosi ad un comunque grandissimo parterre di compagni, con alcuni che avrebbero potuto ambire al primo quintetto ma che "vivono" la stessa situazione appena citata per Anthony, ovvero avere qualcuno di irrinunciabile dinanzi a loro nelle preferenze.

Elenchiamo ora i tre quintetti e, tra parentesi accanto ai nomi, trascriviamo il numero di preferenze avute per il 1° quintetto. A seguito dei nomi, sottolineamo alcune curiosità interessanti:

venerdì 10 maggio 2013

Dietro la grande Regular Season dei Nuggets c'è la mano dell'allenatore dell'anno: George Karl

Saranno anche usciti al primo turno dei playoff, contro quelle mine vaganti dei Warriors, ma non si può certo negare che la stagione dei Denver Nuggets non sia stata comunque ottima.


Senza una stella dichiarata, spinti da un grandissimo gioco di squadra e da tattiche oculatamente studiate per proporre durante la gara il giusto quintetto, i Nuggets hanno fatto meglio del pronosticato, anzi, hanno fatto meglio di ogni singola stagione nella propria storia della Regular Season.
La striscia di 15 vittorie consecutive che hanno maturato in sordina, è stata la ciliegina sulla torta di una stagione regolare che li ha visti concludere con la bellezza di 52 W contro le sole 25 sconfitte, conseguenzialmente sono arrivati altissimi in "graduatoria" playoff, ovvero terzi sotto solo alle due superpotenze di Spurs e OKC.

venerdì 3 maggio 2013

Lo scontato Rookie Of the Year: Damian Lillard

C'erano dubbi? 
Fin dalla sua prima partita ufficiale NBA, Lillard ha lasciato un segno, ha fatto presagire che ci potesse essere in lui qualcosa di speciale e magari anche volendo da subito far annotare il suo nome, un pò meno chiacchierato ad inizio anno rispetto a molti dei suoi "colleghi" rookie. E la sua continuità, il suo talento, le responsabilità crescenti avute lo hanno trasformato nel più ovvio dei rookie of the year, al pari di Blake Griffin quando fu votato lui ROY.

venerdì 26 aprile 2013

La grande difesa di Memphis rappresentata dal Defensive Player of the Year: Marc Gasol

Stanotte al FedExForum, casa dei Grizzlies, sugli spalti e in campo ci sarà stata abbondanza di sorrisi. La squadra è riuscita a strappare una gara ai forti Clippers bloccando l'eventuale fuga praticamente irrecuperabile dei "Lob Angeles". Il fattore decisivo è stato, per l'ennesima volta in questa stagione, la difesa dei Grizzlies, vero marchio di fabbrica che ha trascinato Memphis fin qui.
Una difesa ben bilanciata e controllata, con tutti che fanno il proprio, seguendo i movimenti prestabiliti e avvalendosi delle prestazioni individuali dei propri giocatori capaci di sacrificio e dedizione nella metà campo difensiva oltre che proprio di capacità spiccatamente difensive.

mercoledì 24 aprile 2013

La grande stagione del MIP of the year: Paul George. Quale futuro per Indiana?

L'anno scorso di questi tempi definivamo Indiana come la mina vagante dei playoff ed anche quest'anno l'etichetta sembra persistere. Seppur priva di quell'aura di squadra contendente per il titolo, la franchigia dell'Indiana è assolutamente una solida formazione capace di mettere in difficoltà qualsivoglia opponente. Un anno fa preciso, questo status di mina vagante era per lo più un agglomerato di fattori che tutt'oggi possiamo riscontrare ma che però presenta una sostanziale differenza. A guidare i Pacers c'era Granger con West ottima spalla di appoggio e con i vari Hibbert, George e Collison, giovani potenzialmente tutti e tre future stelle (anche se Collison ad oggi sta raccogliendo meno di quanto realmente possa fare, vedere la stagione di quando era a New Orleans per capirne il vero potenziale). Nel presente invece, la stella di punta dei Pacers dello scorso anno, ovvero D-Granger, è ferma ai box, così come lo è stata per praticamente l'intera stagione.

lunedì 22 aprile 2013

Ecco il Sixth Man of the Year 2012/2013 e voci sul probabile Defensive Player of the Year

18.1 punti di media, 5,3 rimablzi a gara e 33,5 minuti sul parquet per 80 gare di regular season. Tutte sempre uscendo dalla panchina, neanche una gara da starter. Che fosse assente Anthony o chiunque altro, Woodson lo lasciava lì, dietro gli starter, conscio che partendo dalle seconde linee poteva cambiare l'inerzia della gara e lasciare sempre inalterata la pericolosità offensiva del team anche quando gli starter uscivano a rifiatare. In più i risultati sono arrivati, le W hanno dato ragione al coach e quelle non fanno mai male quando bisogna assegnare degli awards. Quasi scontata e prevedibile quindi la nomina di J.R. Smith come Sixth Man of the Year, seppur l'insidia Crawford era forte, visto che Jamal è esattamente ai Clippers quello che Smith è per i Knicks.

venerdì 25 maggio 2012

I migliori quintetti NBA

Quando ormai manca solo una gara per decretare quali saranno le finali dì Conference, si sono completate tutte  le assegnazioni dei premi con ultime le votazioni dei tre migliori quintetti in assoluto della NBA e i migliori difensivi. Da notare e da sottolineare subito la peculiarità di avere Tyson Chandler solo nel secondo quintetto difensivo, proprio lui il vincitore del titolo individuale di defensive player of the year. Veramente insolito.
Altra cosa da sottolineare è come l'MVP LeBron James sia stato il più votato sia per il miglior quintetto NBA sia per il miglior quintetto difensivo.

venerdì 18 maggio 2012

E' di nuovo il tempo di Larry Bird e dei Pacers

In più di un'occasione, tifosi, amanti del basket e addetti ai lavori hanno espresso il loro elogio verso il lavoro perfetto fatto da uno che del basket ha sempre colto ogni aspetto, veramente in tutti gli ambiti cestistici. Anche a noi è capitato di tesserne le lodi per l'indubbio lavoro svolto e per la gestione di crescita di una franchigia che non sembrava poi avere quel margine di evoluzione così alto rispetto invece a come si è trasformata.


Ma finalmente ad oggi oltre alle parole, qualcosa di concreto può esternare e ricordarne indelebili i fatti. Larry Bird è stato insignito del premio di Executive of the Year. 

lunedì 14 maggio 2012

sabato 12 maggio 2012

Ecco l'MVP 2011/2012

Nella nottata in cui i Grizzlies regalano al popolo NBA un'altra gara 7, oltre a quella già maturata e da giocare tra Lakers e Nuggets, le voci già passano ad un'altra storia, ad un altro avvenimento. 


Fino a ieri solo sette giocatori, o stelle se preferite, hanno vinto almeno tre titoli di MVP nella loro carriera: Kareem Abdul-Jabbar, Michael Jordan, Bill Russell, Wilt Chamberlain, Larry Bird, Magic Johnson e Moses Malone. Ma la storia è fatta per essere continuamente aggiornata e ad oggi, la lista cambia ed i giocatori diventano otto.

venerdì 4 maggio 2012

mercoledì 2 maggio 2012

Ecco i primi trofei 2011/2012


L'NBA ha annunciato i primi due nomi insigniti per ricevere un trofeo di fine stagione.
Più in particolare si parla del coach of the year e del defensive player of the year.


Una commissione di 119 persone ha espresso un verdetto. Quindi 119 voti. Ognuno di loro, come ogni anno, ha espresso il suo podio di preferenze, dove chi era sul punto più alto riceveva 5 punti, il secondo 3 e l'ultimo 1.


A vincere è stato l'allenatore degli Spurs, Gregg Popovich, che così porta a casa per la seconda volta in carriera tale riconoscimento, dopo quello del 2002/2003. 

lunedì 30 aprile 2012

I nostri trofei NBA della regular season 2011/2012

La corsa ai trofei NBA è praticamente arrivata al capolinea, come sempre è questo il periodo dell'anno dove piano piano verranno annunciati tutti i nomi dei premiati. Come ogni anno noi azzardiamo le nostre "preferenze" per quello visto, che culminano poi con i nostri pronostici.

sabato 21 aprile 2012

Il secondo MVP

Alcuni giorni fa Steve Aschburner, giornalista di NBA.com, ha lanciato una sorta di proposta o se non altro una bella idea, che volevamo riprendere ed analizzare. Alla fine della stagione vengono assegnati i giusti riconoscimenti a chi maggiormente si è distinto in qualche categoria in particolare, e vicino ai premi già esistenti ce ne potrebbe essere un altro che non guasterebbe.

mercoledì 22 febbraio 2012

Premi NBA di metà stagione

Si avvicina il giorno dell'All Star Game, simbolo di una metà di campionato che finisce, dunque spartiacque per la seconda tappa quella finale, quella più importante e più ostica.
Delineamo quindi i premi di metà stagione (soggettivamente parlando) per quanto visto fin'ora.


MVP: Abbastanza verosimilmente al momento è una corsa a tre: James, Durant e Rose. Constatazioni non solo derivanti dal talento, indiscutibile, ma soprattutto dal record di squadra. Per questo trofeo conta e molto. E' possibile che l'ala dei Thunders sia avanti fosse solo perchè cavalca quest'onda senza mai dominarla da un paio d'anni e quindi se la situazione proseguisse così potrebbe portare lui il titolo a casa.

mercoledì 4 maggio 2011

DERRICK ROSE MVP; GLI HEAT SI PORTANO SUL 2-0

Ancora una grande notte di playoff, ma a far parlare è prima di tutto la notizia di uno dei giocatori coinvolti in questa post season: Derrick Rose. Il fortissimo play di Chicago, verrà insignito stanotte del premio di MVP stagionale dopo aver dimostrato di meritare in pieno un premio che mai come quest'anno era stato incerto fino ad un certo periodo della stagione.


Ma nell'incertezza, il suo nome era l'unico che mette d'accordo tutti senza alcuna riserva. Chiunque non può non ammettere che l'ex Memphis Tigers meriti il premio e l'insigne riconoscimento.


giovedì 21 aprile 2011

KEVIN LOVE MIP; LAKERS E SPURS PAREGGIANO LA SERIE

Dopo le prime due premiazioni, di miglior difensore dell’anno e di sesto uomo dell’anno, anche il MIP, il premio di most improved player, sta per essere assegnato. Il destinatario è Kevin Love, autore di una straordinaria stagione impreziosita dalla 53 doppie doppie consecutive e dal riconoscimento di essere stato convocato all’All Star Game. La lista dei pretendenti era folta, ma senza dubbio Love era tra i più accreditati perché nessuno può negare che dalla partenza di Al Jefferson, il ragazzo abbia letteralmente preso per mano il comparto lunghi ed abbia elevato in maniera notevole il proprio gioco. Magari la penuria dei T-Wolves ha favorito l’incremento delle sue cifre, ma se il talento e la voglia di fare non c’è, contro avversari di livello non prendi lo stesso  una decina di rimbalzi minimi a sera e inanelli punti.
Magra consolazione per un giocatore ed una squadra, che in questo periodo è già in “vacanza” dato il non accesso ai playoff (anzi peggior record NBA).
A proposito di post season, stanotte si è potuto assistitere ad altre tre gare.

sabato 12 marzo 2011

LA GRANDE STAGIONE DEI BULLS, MERITO DI UN ROSE DA MVP

Con l'arrivo di Carlos Boozer, ad unirsi ad un già promettente e ben formato gruppo, a Chicago subito si è pensato che quella di quest'anno poteva essere una grande stagione.
La stagione giusta per ricominciare a sognare in grande, per cercare di rimettere su, un ciclo che potesse ambire a grandi traguardi. Si sperava nell'arrivo anche di Iguodala, corteggiato fino a poco tempo fa, ma alla fine staff non è arrivato giunto e in casa Bulls si è cercato di rivalutare sostanzialmente come terzo violino uno che il potenziale lo ha, Luol Deng. Non male la stagione dell'ala, ma con Iggy in campo quasi sicuramente le chance di puntare fin da subito in alto erano maggiori.

Ma a prescindere da ciò, il nucleo si è già dimostrato vincente, è già ben amalgamato e può contare non solo sull'abilità di un coach che sa cosa significhi difendere, ma anche su un attacco variegato di soluzioni.

venerdì 17 dicembre 2010

E SE STOUDEMIRE FOSSE L'MVP?

In molti a Luglio, dopo l'arrivo di Stoudemire in quel di New York, si cominciarono a porre delle domande, ovviamente non sulla qualità del giocatore, quella è indiscutibile e nessuno può confutarla, ma su altre ragioni. In molti si chiedevano se l'ex Suns potesse davvero far fare il salto di qualità alla squadra, se i Knicks fossero cambiati così tanto sostituendo in sostanza l'idolo e lottatore David Lee con lui e se il contratto da 100 milioni fatto firmare al giocatore sia stato veramente una mossa azzeccata. Ma finalmente a tutte queste domande una risposta è stata data. Si. Questa è l'unica risposta che può essere attribuita a tutte e tre le domande. E' vero una cosa che si può aggiungere è che Lee era comunque eccellente, ma guardando Stat si vede una stella trascinatrice, guardando Lee, si vede un giocatore eccellente ma non principale referente di un team che vuole cominciare a vincere.