Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
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lunedì 8 marzo 2010

LOS ANGELES LAKERS - ORLANDO MAGIC

LOS ANGELES LAKERS @ ORLANDO MAGIC 94 -96

Partita straordinaria quella avvenuta ieri in serata all'Amway Arena di Orlando, conclusasi degnamente con un finale da brivido, come è lecito attendersi quando ad affrontarsi sul parquet ci sono i Lakers ed i Magic, ovvero i campioni ed i vice campioni dell'anno passato.

Ai nastri di partenza, come era prevedibile, Kobe è affidato alla marcatura ad uomo di Pietrus, che si deve alternare con Barnes, quando esce dal parquet. Tra le fila dei Lakers si scorge un Artest...biondo. Ron mette piede in campo sfoggiando una nuova capigliatura particolare, capelli biondi e tre scritte sulla testa, tutte e tre tradotte nel termine DEFENSE, poco sopra alla fronte la parola è scritta in lingua ebraica, sulla nuca è tradotta in giapponese e su di un lato è in lingua Hindù.

Già nelle battutte iniziali, i livelli di gioco sono molto alti da ambo le parti, merito soprattutto dell'inizio spumeggiante offerto dal solito, manco a dirlo, Kobe Bryant, e da Vince Carter per le fila dei Magic. Quest'ultimo ne infila 15 nel solo primo quarto (alla fine chiuderà con 25 punti a referto) seguito a ruota dal 24 gialloviola che ne piazza 13 sempre nella prima frazione (alla fine per lui il tabellino reciterà 34 punti 7 rimbalzi 7 assist).

L'aria che tira in campo è tesa, sembra di essere dentro una gara di playoff (quest'anno alcune gare sembrano finali, vedi Howard-Shaq nel loro ultimo incontro), il clima è lo stesso e gli animi pure, accesi in maniera esponenziale.

In un clima surriscaldato come questo, ci si poteva aspettare di assistere prima o poi ad una "lite", che puntualmente arriva e che vede coinvolti Barnes e Bryant, iniziata ad inizio terzo quarto e proseguita per tutto il resto del match, con i due a provocarsi a vicenda continuamente.

A fine quarto periodo, come se fossimo in una scena "hollywoodiana" preparata a pennello per i telespettatori, sono proprio i due appena citati a rendersi protagonisti del finale punto a punto.

Sul 90-87 palla ai Lakers, Bryant si prende il tiro dell'eventuale pareggio, ma fallisce, rimbalzo Orlando e capovolgimento di fronte immediato, dove i Magic in poco tempo riescono ad imbeccare una rotazione difensiva lenta della stella di Los Angeles e trovare così un Barnes solo sull'arco dei tre punti che non ci pensa su 2 volte ed affonda i Lakers sul +6 Magic: 93-87.

Ma la gara non termina qui, anzi. Gasol infila due punti con un tap-in vincente su un errore al tiro di Bryant e sulla rimessa Magic, Barnes, già surriscaldato, eccede in un blocco volto a liberare un suo compagno per ricevere la rimessa, facendo cadere Fisher che di contro lo spintona. Azione gestita discretamente dagli arbitri, che evitano di accendere ancora di più il match, dando ai due solo un doppio fallo.

Ma Bryant non ha ancora voglia di mettere i titoli di coda al match ed insacca una bomba da oltre l'arco, a ridosso della panchina dei Magic e marcato benissimo dal solito Barnes.
(Foto in alto prese da sports.yahoo.com e cbssports.com)

Qualche secondo più tardi, sul 95-92 in favore dei padroni di casa, Black Mamba si prende nuovamente la responsabilità del tiro da oltre l'arco, questa volta infilandolo, ma è solo un fuoco di paglia perchè in realtà con la punta del piede pesta la linea facendo valere il tiro solo due punti: 95-94. L'1/2 ai liberi di Carter(fino a quel momento perfetto con 10/10 dalla lunetta) fa sperare ancora i californiani, ed ancora Kobe al buzzer beater che però questa volta fallisce regalando la vittoria ad Howard e compagni.

venerdì 27 novembre 2009

ANALISI TORONTO RAPTORS - INDIANA PACERS E TORONTO RAPTORS - CHARLOTTE BOBCATS

TORONTO RAPTORS-INDIANA PACERS : 112-123

TORONTO RAPTORS-CHARLOTTE BOBCATS : 81-116

Partite totalmente opposte sul piano di gioco quelle appena citate. I risultati finali sono un ottimo panorama da cui guardare come sono andati i fatti in campo.

Toronto contro i Pacers è sveglia reattiva, complici anche le ottime percentuali al tiro di tutto il team (da rivedere giusto quelle di Bosh che ha forzato un pò). La partita fino al termine del primo quarto è stata sostanzialmente equilibrata, le due franchigie hanno scelto di correre invece di ragionare e l'alto risultato al termine della prima frazione ne è un esempio lampante con Toronto che infila 39 punti in 12 minuti di partita ed Indiana 31.

Nel terzo quarto la gara sembra volgere sul binario giusto a 10 minuti dal termine di questa frazione i Raptors conducono già di 17 punti facendo pensare ad una partita archiviata anzi tempo. Ma i Raptors si lasciano rimontare sul 110-103 quando mancano ancora sette minuti al termine della disputa. Da lì in poi però i canadesi tornano a macinare gioco e si limitano nel controllare il risultato.

Gli accoppiamenti con Foster, Hibbert e Murphy sono stati sicuramente uno dei fattori determinanti della gara. Nessuno dei tre (Hibbert almeno per ora ancora no) può competere con l'atletismo del numero 4 dei Raptors che domina anche con i suoi eccelsi movimenti in post, quindi la tendenza di raddoppiare su di lui ha aiutato e non di poco i tiratori come Jarret Jack che partendo dalla panchina chiude con 18 punti conditi da 6 assist ed un bel 7/7 dal campo. La pericolosità di Andrea di sapersi muovere partendo in palleggio da oltre l'arco ha consentito di battere spesso i difensori diretti creando spesso superiorità numerica sotto le plance.

I canadesi il giorno succesivo cambiano completamente faccia, non gli riesce il back to back e Charlotte, sicuramente una squadra ampiamente alla portata del team canadese, ha asfaltato Toronto con 35 punti di scarto.

Visto così il risultato ci ricorda molto quello dei Raptors di un anno fa, incapaci di reagire ad uno svantaggio e continuamente demoralizzati e demotivati. Generalmente partite del genere capitano a tutti, non si può essere lucidi ogni sera soprattutto dopo aver giocato il giorno prima ma la facilità di come Gerald Wallace abbia tagliato quel burro che era la difesa dei Raptors, la dice veramente lunga sul problema principale della gara.

Che Toronto non sia ancora in grado di leggere gli scarichi avversari sui perimetrali e dunque riuscire a completare le rotazioni in aiuto in tempo era una cosa già notata nelle recenti apparizioni della squadra di Triano. Che i Raptors soffrissero i giocatori atletici come lo è Wallace, era un ulteriore fattore che già si conosceva, ma il tutto è venuto a galla in maniera lampante ed eccessiva in questa gara. In pratica basta osservare questo match per notare ogni difetto che i canadesi hanno e che devono ancora curare prima della post-season.

Se, inoltre, in attacco il tuo play perde ben 6 palloni quando invece è uno dei migliori nel rapporto palle perse-assist e la squadra in complessivo ha a referto 15 turnovers allora la parola fine alla gara viene da sè.

Al di là delle statistiche è proprio quest'ultima questione a fare da cornice alla gara, infatti le palle perse sono avvenute in momenti delicati e sono state determinanti a spostare definitivamente l'inerzia a favore di Charlotte; contro Wallace non si possono fare questi regali perchè sono il suo pane per i contropiedi ed in campo aperto si sbizzarisce fornendo anche spettacolo, ed anche a difesa schierata, fa tutto quello che vuole sul parquet. La panchina canadese offre poco, solo un buon Amir Johnson si mette in luce con 13 punti e 8 rimbalzi in 23 minuti di gara.

venerdì 20 novembre 2009

ANALISI DELLE ULTIME GARE DEI TORONTO RAPTORS

TORONTO RAPTORS - PHOENIX SUNS: 100-101

TORONTO RAPTORS - DENVER NUGGETS: 112-130

TORONTO RAPTORS - UTAH JAZZ: 91-104

Tre sconfitte di fila per i Toronto Raptors che pagano ancora la loro scarsa vena difensiva, vero tassello mancante per questa squadra. Toronto ha alternato un bel gioco fino alla partita con i Suns, poi due sconfitte amare che ricordano la Toronto dell'anno scorso.

In questi giorni qualcosa è cambiato però, dopo le ottime prestazioni di Belinelli, Triano ha deciso finalmente di dargli più minuti e nelle ultime apparizioni ha giocato sempre sopra i 25 minuti con conseguente lievitazione delle sue cifre.

Contro Phoenix, i Raptors hanno giocato molto bene, sono riusciti a tenere testa alla formazione dell'Arizona per tutta la durata della partita, cosa ostica di questi tempi perchè Nash e compagni sono tra i più in forma del momento. La serata del mago non è stata tra le più rosee per percentuali al tiro (6/15, 17 punti 4 rimbalzi) questa non era la sua serata perchè ad oscurare tutti c'era un Turkoglu che nel finale ha messo a segno due tiri fondamentali per far in modo che i Raptors potessero avere il tiro della vittoria tra le mani.

Sul 98 pari, il turco sposta l'inerzia della gara a favore dei suoi per un più 2 pesantissimo. Palla ai Suns ed ovviamente responsabilità affidata a Nash che con una sapiente penetrazione porta in parità i suoi e guadagna anche un libero aggiuntivo su fallo ingenuo di Calderon. A Hedo l'ultima possibilità di vittoria, ma l'ala fallisce il buzzer beater e la partita termina a favore di Phoenix.

Contro Denver invece non c'è storia, i ragazzi di coach Karl sono delle macchine e sfruttano alla perfezione le defezioni difensive e le lente rotazioni dei perimetrali per abbattere i Raptors. I Nuggets tirano con il 60% dal campo ed in più trovano un Melo da 32 punti ed un J.R. Smith incontenibile che va a nozze contro i suoi avversari diretti. Uno di questi è stato anche il Beli che ha peccato in fase difensiva ma è stato uno dei migliori per Toronto per contributo dall'altra parte del campo piazzando 16 punti in circa 25 minuti di gara.

I Raptors come spesso accade perdono terreno nel terzo quarto e da lì i Nuggets cominciano a prendere il largo portandosi sul +18 finale.

Se, almeno sulla carta, la sconfitta con Denver era prevedibile, non lo era affatto quella contro i Jazz, che non sono proprio una corazzata implacabile. A facilitare le cose poteva essre l'accoppiamento di Bargnani contro un giovane ancora tutto da verniciare come è Fesenko, ma il Bargno non sta attraversando un buon periodo in fase offensiava ultimamente e stecca anche questo appuntamento con un misero 3/10 dal campo complice l'1/5 da oltre l'arco e dunque 10 punti all'attivo, si fa però sentire in difesa dove i miglioramenti si vedono, portando a casa 11 rimbalzi di cui 2 offensivi. Solita maiuscola prestazione di Bosh con i suoi 32 punti e 17 rimbalzi ed altra notevole prestazione di Belinelli che chiude con 19 punti a referto. Proprio il Beli è stato il trascinatore a cavallo tra il primo ed il secondo tempo ma non è bastato la gara è stata decisa nell'ultimo quarto, dopo un'altalena di ribaltamenti, a favore di Utah.
Purtroppo è emerso un ulteriore difetto oltre alla già citata difesa, ed è quello della cinicità dei giocatori canadesi. Due gare perse alla fine fanno capire che nei momenti caldi la franchigia tende a subire la pressione molto più degli avversari, questo aspetto sarà da curare prima della post-season altrimenti i Raptors non avranno speranze già dal primo turno.

domenica 15 novembre 2009

ANALISI DELLE ULTIME PARTITE DEI TORONTO RAPTORS

Torniamo a dare uno sguardo sulle ultime partite dei Raptors (quelle che non abbiamo ancora analizzato).

TORONTO RAPTORS-CHICAGO BULLS : 99-89

TORONTO RAPTORS-LOS ANGELES CLIPPERS : 104-89

I Raptors cominciano ad ingranare bene e a racimolare quello che, almeno per il roster che hanno, meritano di guadagnare. Arrivano due vittorie importanti che mostrano doti e limiti della squadra. Seppur il risultato delle due sfide faccia pensare ad una partita più ostica ed ad una più abbordabile le apparenze in questo caso ingannano molto.

Contro Chicago la partita è stata equilibrata viziata dalle scarse percentuali a tiro di alcuni dei giocatori su ambi i fronti (vedi Salmons con il suo 1/11 dal campo o i Killer's B che tirano complessivamente 14/36). Tutto sommato una buona prova di forza dei canadesi che hanno saputo spostare l'inerzia a loro favore in un ultimo quarto ottimo in cui hanno limitato gli avversari a soli 11 punti.

Invece, anche se dal tabellino non si direbbe, i Raptors hanno faticato e non poco per portarsi a casa un'altra V. I Los Angeles Clippers sono partiti a razzo e Toronto era sotto già di 17 lunghezze nel solo primo quarto concedendo ai losangelini ben 34 punti.

Ma i Raptors quest'anno sono cambiati, sono più consci delle proprie potenzialità, non sono più la squadra rinunciataria che troppe volte si era vista la scorsa stagione incapace di reagire e riprendere in mano una gara. Non è solo la mentalità ciò che è cambiato ma soprattutto sono variati gli uomini, una panchina più profonda per far rifiatare i titolari e soprattutto alcune seconde linee che forse meritano anche di più di quel ruolo. Questa notte il vero fautore della rimonta è stato proprio una delle riserve, l'italiano Marco Belinelli, autore di 15 punti, alcuni dei quali fondamentali per spostare l'inerzia della partita a favore dei suoi.

Completata la rimonta, nell'ultimo quarto una tripla di Bargnani ed una di Belinelli con la mano dell'avversario in faccia, hanno praticamente spezzato i desideri di rivalsa dei Clips.

Triano, dato l' impatto che il Beli stava avendo sulla partita, ha dato all' italiano ben 27 minuti, sfruttati a dovere.

Purtroppo anche se sono arrivate due vittorie, i limiti di questa squadra sono evidenti e difficili da sistemare in breve tempo. Innazitutto c'è la grana dei rimbalzi, questo aspetto è migliorato rispetto alla passata stagione, ma era difficile fare peggio, i risultati visti non sono ancora soddisfacenti per una squadra di ambizioni di vita nei playoff. Con il rientro dell'immenso rimbalzista, qual' è Reggie Evans, si potrà dare un giudizio più completo su questo problema.

Il difetto maggiore però per Toronto è la difesa. Se i Raptors cominciassero ad ingranare anche qui allora la squadra potrebbe aspirare in alto, ma con la difesa vista ora Toronto deve fare gli straordinari in attacco per vincere. Concedere 34 punti ai clips, che non sono di certo una delle forze della lega, nel solo primo quarto dicono tutto su questo argomento. La squadra deve lavorare molto sugli aiuti difensivi, soprattutto su quelli perimetrali e concedere meno secondi tiri alle squadre avversarie (e qui rientra anche il discorso riguardo ai rimbalzi).

domenica 8 novembre 2009

ANALISI TORONTO RAPTORS-NEW ORLEANS HORNETS E TORONTO RAPTORS-DALLAS MAVERICKS

Una vittoria ed una sconfitta per Toronto nel back to back che ha visto i canadesi protagonisti nelle ultime due notti. Dopo 6 partite il bilancio è del 50%, 3 vittorie e 3 sconfitte.

Toronto Raptors-New Orleans Hornets : 107-90

Buona prova per i ragazzi di coach Triano che hanno agevolmente battuto una squadra in difficoltà di gioco, come sono ra gli Hornets.

Toronto torna a marcare a zona, dopo l'eccezione vista a Detroit, mentre New Orleans opta per una difesa ad uomo però molto larga preferendo favorire il tiro dei candesi alle loro penetrazioni. Entrambi i team partono a razzo provando le conclusioni nei primi secondi dell'azione, sporcando decisamente le loro percentuali, decidendo spesso di tirare anche con l'uomo davanti. Bargnani come entra in possesso della palla tenta la conclusione personale anche se nella prima metà del primo quarto guadagna solo due punti forzando molto con qualche errore di troppo in avvio, decisamente migliore la sua presenza difensiva.

A 2 minuti dal termine il quintetto privo di Bosh e Bargnani permette a Turkoglu di elevarsi a go-to-guy della squadra per un paio di minuti in cui il turco si prende molte responsabilità in fase offensiva.

Nel 2° quarto Belinelli rimane in campo per un buon periodo di gioco, ma non riesce ad incidere sul match, comunque Triano lo lascia in campo, segnale di fiducia importante rispetto alle precedenti partite in cui il coach tendeva a dimenticarsi di lui. Beli lo ripaga con 2 punti prima di lasciare il campo. E' Bosh a mantenere in equilibrio la gara, mentre New Orleans sfodera un discreto gioco che li porta avanti di 6 lunghezze: 33-26 con il solito Paul a smistare assist e a mostrare un migliorato tiro in sospensione. Il play è una furia contando già su 17 punti ed 8 assist a fine 2° quarto, però i Raptors trascinati da un buon Calderon ed un ottimo Bosh (già 16 punti) mantengono la testa dell'incontro.

Chris fino all'inizio del 3° quarto è praticamente perfetto con 8/8 dal campo ed una tripla a referto. Andrea continua a sparacchiare ma è ancora una volt positivo a rimbalzo con 5 rimbalzi all'attivo. Toronto conduce 73-60 a metà terzo quarto con una tripla del mago che porta a +13 i canadesi. New Orleans è inconsistente, incapace di reagire, una squadra involuta rispetto agli anni passati ed ancora di più Paul dipendente. Senza di lui la squadra non macina punti e gioco per riaprire la gara. Il funambolico play è costretto agli starordinari, 13 assist col 3°quarto ancora da ultimare.

Sul +18 è garbage time e i Raptors si limitano a gestire il antaggio nell'ultima frazione di gioco con la partita che scivola via verso la fine.

Bargnani chiude con 14 punti e 9 rimbalzi. Chris Paul sfodera 21 punti 18 assist e 7 rimbalzi, ma predica da solo nel deserto.

Toronto Raptors-Dallas Mavericks : 101-129

Non riesce ai canadesi l'impresa di vincere due partite consecutive.

Toronto è stremata dopo la partita disputata la scorsa notte mentre Dallas ha avuto qualche giorno di riposo e quindi è carica.
La stanchezza è stata un fattore importante per la sconfitta canadese che forse però avrebbe perso comunque data l'ottima prestazione dei Mavs.

Da segnalare l'esordio in satgione di Josh Howard in questa partita e Mavericks finalmente al completo. Primo quarto abbatanza equilibrato dove si sottolinea l'ennesima tripla di Bosh, segnala che dimostra come l'ala grande canadese ha ampliato il suo repertorio anche fuori dall'arco dei tre punti. Dallas inizia la sua gara in sordina limitandosi ai ritmi dei canadesi, e sfruttando le capacità in contropiede della squadra. l'accoppiamento Nowitzki-Bargnani è la parte più interessante di questo inizio match, il mago sembra in grado di placare la furia Dirk almeno nel primo quarto. Andrea gli piazza anche una tripla in faccia al termine della prima frazione di gioco.

Ad inizio secondo quarto però la musica cambia, i texani sfruttano tutte le lacune del roster canadese per segnare: la stanchezza li porta a soffrire sui contropiedi di Dallas, il poco atletismo della squadra è un invito a nozze per Howard e Marion ed in più si sveglia Capitan Dirk che comincia ad inanellare punti chiudendo il suo primo tempo a 16 punti, vanificando l'ottima difesa del mago nel primo quarto.

Con 10 minuti ancora da giocare nel terzo quarto i mavericks conducono già di 10 punti. La difesa dei Raptors è lacunosa in alcuni punti di gara e ciò favorisce le conclusioni dei perimetrali, questo favorisce anche le percentuali con i Mavericks a segnare con facilità. Marion continua a macinare punti in contropiede portando i suoi sul 70-52 a metà terzo quarto. I canadesi pagano le tante palle perse e la poca lucidità offensiva nei momenti difficili della gara (a fine partita saranno 14 i turnovers). La tripla di Dirk che porta i texani sull'80-60 di fatto chiude le speranze di rimonta dei canadesi e sostanzialmente la partita si chiude lì.

Il quarto periodo è una formalità come avvenuto con New Orleans, solo che stavolta non sono i Raptors a dover controllare la partita, bensì a lasciarla scivolare via quanto prima possibile.

Buona prestazione individuale per Andrea che chiude con 22 punti 5 rimbalzi.
Nowitzki mette a referto 29 punti conditi da 9 rimbalzi e 4 assist.

sabato 7 novembre 2009

NELLA NBA NESSUNA SQUADRA E' PIU' IMBATTUTA ; KEVIN MARTIN INFORTUNATO

Mentre un'altra grande nottata di partite NBA si è conclusa, lasciando ovviamente molto da raccontare, altri episodi importanti sono avvenuti in questi giorni, episodi che possono modificare il destino di alcune squadre. Intanto cominciamo dicendo che stanotte si sono infrante le barriere delle uniche due squadre ancora "invincibili" di questo inizio campionato: I Boston Celtics e i Denver Nuggets.

Boston ha dovuto cedere al gioco veloce ma ordinato di Phoenix che alla vigilia si pronosticava che avrebbe messo in difficoltà i Celtics se questi non avrebbero imposto i propri ritmi per tutta la partita. Le percentuali da tre sono state più di tutto il resto, la chiave per il successo dei Suns, che grazie soprattutto ad un ispirato Jason Richardson, hanno aperto la scatola difensiva di Boston forzandola a dare più spazio a tagli e penetrazioni. Infatti sul rientro difensivo si dava maggior importanza a coprire il centro dell'area ma grazie al tiro da fuori e alle invenzioni di Nash i Suns hanno costretto Boston a scoprirsi lasciando più libero il pitturato, cosa che ha favorito il rimorchio da dietro per finire a canestro.

Denver invece è stata limitata in attacco dall'ottima Miami di queste prime uscite stagionali, capace di stupire i critici di pre season. La buonissima difesa degli Heat ha costretto i Nuggets a perdere molti palloni in attacco regalando molti punti facili. Quello che poi è stato il fattore è stata la mancanza di punti messi a segno dagli altri realizzatori in squadra a parte il solito Carmelo Anthony anche perchè i tiri presi sono stati inferiori rispetto alla media fin qui ottenuta. Da questo punto di vista la mancanza di J.R. Smith si è fatta sentire in maniera preponderante, anche se buone cose sono arrivate da Afflalo che è stato il secondo miglior realizzatore di squadra con 18 punti messi a referto.

La notizia più importante di quest' ultimi giorni è il riscontro ufficiale dell'analisi fatta dell'infortunio subito da Kevin Martin nello scontro con Allen Iverson nella partita coi Grizzles di alcuni giorni fa. Martin ha riportato la frattura del polso e resterà fuori non meno di sei settimane. I Kings già erano in grandi difficoltà, ora con la perdita del loro uomo franchigia, l'unico vero riferimento in attacco, rischiano di colare a picco o, speranza di tutti i tifosi, di scoprire che uno dei loro promettenti giovani, magari Tyreke Evans, alzi immediatamente il proprio livello di gioco dovendo assumersi da subito molte responsabilità e molti più tiri visto che Martin ne prende circa 15-20 a sera, che ora andranno redistribuiti.

Dopo gli annunci di alcuni giorni fa sull'imminente rientro di Pau Gasol, il protagonista della vicenda ha comunicato che non manca molto a ricominciare a tastare i campi da gioco, ma questo non avverrà in questa settimana. I Lakers attendono il suo rientro consci che un lungo come Gasol è irrinunciabile nel loro sistema di gioco anche se problemi sotto canestro non li stanno avendo complicle belle dimostrazioni di crescita di Andrew Bynum.

Glen Davis negli ultimi giorni mentre stà aspettando di guarire dall'infortunio che ha subito lontano dai campi da gioco, ha dichiarato che essendo stato un buonissimo giocatore anche di football al college, desidererebbe riuscire a fine carriera NBA di riucire a giocare qualche partita da professionista nell'altra grandissima disciplina sportiva made USA ovvero la NFL.

Josh Smith ha sigillato nella storia con un record, le sue grandi abilità di stoppatore ed intimidatore divenendo il giocatore più giovane a raggiungere le 900 stoppate in carriera.

giovedì 5 novembre 2009

ANALISI DELLA PARTITA TORONTO RAPTORS-DETROIT PISTONS

DETROIT PISTONS-TORONTO RAPTORS : 99-110

I Raptors tornano a vedere la luce, dopo due sconfitte consecutive rimediate nei giorni scorsi. Ora il bilancio recita 2 vittorie e 2 sconfitte per i canadesi.
Toronto entra subito bene in partita, che sia un'altra buona serata per il mago lo si vede da subito perchè Andrea prende subito un rimbalzo e sull'azione successiva recupera un pallone e mette a referto due punti. I Pistons, comunque tengono bene il passo con due conclusioni lontano dall'area colorata che vanno a segno.

Detroit, seppur priva del suo migliore difensore, Prince, non rinuncia ugualmente alla difesa ad uomo. Anche Toronto varia assetto difensivo optando anch'essa per la difesa uno contro uno.

Anche se le squadre in tal modo favoriscono maggiormente i penetratori a dispetto dei tiratori, Andrea non rinuncia lo stesso a tirare fuori dall'arco anche se alla prima conclusione viene stoppato da Charlie Villanueva che giungeva a rimorchio e quindi era alle spalle del mago. Lo stesso italiano era stato protagonista di un'ottima difesa sullo stesso Villanueva che si è poi preso la rivincita prima citata.

A metà primo quarto il centro canadese esce, uscita che coincide con l'ingresso in campo dell'altro italiano, Marco Belinelli. Triano sceglie di schierare un quintetto piccolo con Calderon ed il Beli come guardie, Turkoglu e Johnson ali e Bosh a lavorare da atipico centro che si muove molto, fuori dal pitturato. Marco si mette subito in luce insaccando la retina con una tripla, anche se in difesa soffre troppo Gordon, che nel solo primo quarto totalizza già la bellezza di 12 punti.
Villanueva è ispiratissimo e punisce puntualmente con penetrazioni e tiri perimetrali. Comunque i Raptors tagliano fuori l'avversario sul rimbalzo difensivo in maniera discreta e quindi i Pistons non trovano molti secondi tiri. Bargnani eccezionalmente è il più attivo nella voce rimbalzi con 5 rimbalzi nel solo primo quarto di gioco.

Il secondo quarto si apre all'insegna dei colori italiani, prima Bargnani segna con fallo poi nell'azione immediatamente successiva Belinelli lo imita procurandosi anch'egli un tiro dalla linea della carità dopo aver segnato in penetrazione, curioso il fatto che entrambi hanno poi sbagliato il libero aggiuntivo. La squadra allenata da coach Triano fa circolare bene la palla e sfrutta a dovere tutte le bocche da fuoco presenti nel roster.
A metà secondo quarto l'Air Canada Center e lo speaker impazziscono per una poderosa bimane di Andrea, arrivata da un no-look di Jarret Jack. Il punteggio a questo punto della partita recita 47-38 per i padroni di casa. Quando si sveglia Turkoglu, che comincia a segnare a raffica, i Raptors allungano sul 59-47.

Alla conclusione del primo tempo Bargnani ha totalizzato 11 punti 6 rimbalzi e 2 assist; Bosh un pò in sordina macina 15 punti e 3 rimbalzi, mentre tra le fila dei Pistons, Gordon si nota con 21 punti 3 assist e 2 rimbalzi.

Bosh e il turco suonano la carica nella ripresa portando i canadesi a +15, 77-62. Andrea ha la "mano fredda" ed è impreciso all'avvio ma compensa con un'ottima presenza difensiva che gli frutterà a fine terzo periodo la bellezza di 9 rimbalzi.
Entrambe le squadre sporcano le loro percentuali al tiro in questa frazione di gioco che scivola via priva di particolari sussulti rilevanti, con i canadesi avanti 85-77.

Come è successo da praticamente tutta la partita Bargnani dà lo sprint iniziale del nuovo periodo di gioco, il 4°, con una tripla a segno e due stoppate filate che fanno saltare tutti i tifosi venuti all'arena. Beli invece non incide positivamente nell'inizio dell'ultimo quarto di gioco, seppur ottimo fino ad ora nei pochi minuti a disposizione, sbagliando due comode triple e forzando una penetrazione; comunque l'atteggiamento di Marco è buono la sua voglia di conquistarsi più minuti in campo è tanta e questo lo porta a forzare un pò le sue conclusioni.
A 7 minuti dal termine, la gara si riapre e Detroit rimette la testa avanti: 91-90. Da questo punto in poi la partita diviene adrenalinica, i Raptors riescono a spostare l'inerzia della gara sui loro binari riallungando sul +8 verso la fine del quarto, con il mago che non trema dalla lunetta con un 4/4 secco e due punti in azione. A meno di un minuto dal termine della partita Andrea registra il suo record in carriera in rimbalzi:12, coronandoli con 22 punti complessivi 2 assist e 2 stoppate.

Detroit era rimasta a galla fino al finale del 4° periodo soprattutto mediante le invenzioni di un ottimo Ben Gordon, autore di 30 punti, 4 assist e 2 rimbalzi.

lunedì 2 novembre 2009

ANALISI DELLA PARTITA ORLANDO MAGIC-TORONTO RAPTORS

Un' altra tegola si abbatte in Canada, Toronto viene battuta dagli Orlando Magic, sconfitta sicuramente più pronosticabile rispetto a quella subita contro Memphis perchè Orlando è destinata ad essere una delle potenze maggiori nella post-season.

La partita è terminata col punteggio di 125 a 116 per la squadra allenata da coach Van Gundy, ma la differenza di sole nove lunghezze non deve ingannare perchè i Magic anche nelle rimonte dei Raptors sono sempre sembrati in controllo della partita ed hanno giocato con una tranquillità nei propri mezzi disarmante.

I Raptors partono male ad inizio partita, i movimenti ed i tiri, complice anche un'ottima difesa di Orlando, sono forzati e non producono un granchè in termini di fluidità di gioco e punti. Fattore che lo si vede anche quando un giocatore come Bosh che fa della zona entro l'arco dei tre punti il suo campo di battaglia, si ritrova invece ad incidere sull'inizio di gara con un tiro da tre, segno che Toronto non trova spazi per le penetrazioni e la sua la grande si deve allontanare per poter vedere un tiro comodo partire dalle sue mani.


Le due squadre prediligono la difesa a zona, Orlando usa la classica 2-3 mentre Toronto ne esegue una variante, con gli esterni che spesso marcano ad uomo e con le tre ali nei pressi dell'area pitturata.

Per gran parte del primo quarto i Raptors continuano a prendersi tiri difficili, forzando con fadeaway e scelte offensive non rosee. Ryan Anderson dall'altra parte del campo, invece, mostra alle difese di Toronto tutti i suoi miglioramenti, tirando con costanza da oltre l'arco e difendendo discretamente su Bosh, anche se quando il n°4 dei canadesi vai in post, Anderson soffre. Per questo motivo Van Gundy schiera Bass e lo accoppia con Bosh, la mossa è decisamente azzeccata e la fisicità di Brandon Bass limita e non di poco le incursioni spalle a canestro della stella dei Raptors.

Toronto è spaesata, non costruisce gioco in attacco ed Orlando si ritrova a metà 2° quarto a +22 con 16 punti di un ispiratissimo Reddick e con un notevole Anderson, entrambi da segnalare per la costanza con la quale puniscono con il tiro da fuori. Lo stesso Reddick che non è propriamente uno dei migliori difensori della squadra viene accoppiato con Turkoglu e, per i pochi minuti in cui è entrato, anche con Belinelli e non si è comportato affatto male.

Belinelli, appunto. L'italiano seppur ottimo nelle due precedenti partite non viene considerato da Triano che lo fa scendere in campo solo per 4 minuti e spiccioli, preferendo Antoine Wright, DeRozan e Jarret Jack. Lo stesso Jack viene impiegato molto anche da due come spalla di Calderon.

Ad inizio 3° quarto Bosh infila addirittura la sua seconda tripla in una partita, una rarità perchè bosh sporadicamente prova più di una volta questa conclusione in partita. Subito dopo si sente anche il turco che non sbaglia dal perimetro e la squadra va sul meno 7: 68-61 per Orlando.
Bargnani è abbastanza impreciso all'inizio di questo quarto e perde un paio di palloni offensivi. Sale però in cattedra Turkoglu che con i Raptors troppo dipendenti di giocate soliste piuttoste che circolazioni di palla ragionate, trovano un Hedo capace di esprimersi benissimo in questa situazione, inanellando punti a ripetizione. Quando Toronto sembra riavvicinarsi però, i Magic li scacciano grazie alle solite triple di Nelson, Reddick ed Anderson, come dimostrano i 13/23 a metà terzo quarto. Bargani ha una disputa con Barnes che frutta al mago due liberi più uno supplementare tirato da Calderon per fallo tecnico dello stesso Barnes.

A questo punto Bargani si sveglia dal perimetro e inizia a macinare punti, viene così difeso maggiormente sull'arco e l'italiano si adegua cominciando a penetrare, sfruttando la sua mobilità e il suo primo passo contro i suoi pari ruolo, conquistando importanti liberi che fanno rifiatare la squadra. Sotto di 8 a fine terzo quarto i Raptors iniziano a fare pressing a tutto campo portandosi a -6 salvo poi subire l'ennesima tripla di Reddick.

Il 4° quarto inizia con il punteggio di 99-89 per Orlando, segno si che gli attacchi sono prolifici ma anche che c'è qualche (ed anche più di qualche) difetto in difesa da entrambi i lati, almeno in questo match. Andrea sulla scia di fine terzo quarto mette subito due triple che pongono l'inerzia della gara a favore di Toronto e si fa notare anche per l'aggressività con la quale attacca il canestro. I Magic però mantengono sotto controllo il match fine alla fine e vincono la gara seppur privi di Carter e di Lewis.

Bargnani chiude con 26 punti e 4 rimbalzi, la sua gara.
Reddick mette a referto 27 punti conditi da 6 rimbalzi e 5 assist.

domenica 1 novembre 2009

TORONTO-MEMPHIS

TORONTO RAPTORS - MEMPHIS GRIZZLIES : 107-115



Dopo l'arrembaggio contro Cleveland, Toronto prova ad espugnare Memphis in casa e portarsi a due vittorie filate, ma il back-to-back non riesce, la squadra è stata nettamente inferiore a quella vista contro LeBron e compagnia mostrando le sue evidenti lacune.


Un bel passo indietro, quindi, per i canadesi, anche se è solo la seconda partita. Bargnani non riesce minimamente ad iniziare la partita come quella precedente, anche se onestamente era difficile ripetere quella prestazione. Comunque anche Bosh parte male compensando però con 4 rimbalzi a referto. Solo Turkoglu e Calderon reggono la baracca ad inizio primo quarto.

Il mago viene cercato assiduamente ma l'accoppiamento con Gasol lo limita parecchio, la difesa dello spagnolo è magistrale (d'altronde dall'altra parte dell'oceano rispetto all'America, la difesa la curano meticolosamente e lui viene da quelle parti) e l'italiano non riesce mai a prendersi conclusioni facili. Nel finale Bosh comincia a macinare gioco e tiene a galla Toronto che ha concesso veramente troppo offensivamente regalando eccessivi rimbalzi offensivi a Memphis, che sotto i tabelloni parte a razzo e distribuisce anche omogeneamente le conclusioni e i punti nel quintetto.

A larghi tratti le due squadre hanno difeso prevalentemente a zona, non è un caso che i punti sono arrivati, per la maggior parte, con conclusioni lontano dal pitturato o da secondi tiri conquistati con un rimbalzo offensivo.

Un immenso Bosh nel 2° quarto porta i Raptors in vantaggio, sono praticamente tutte sue le conclusioni che la squadra si prende all'inizio, sia nel bene che nel male e a metà secondo quarto mette già a referto 21 punti con 8/12 dal campo. La partita è un'altalena di punteggio, le squadre si sorpassano a vicenda continuamente. I Grizzlies in attacco praticano un gioco ordinato e ragionato e se non arriva il tiro perimetrale si cerca con insistenza Randolph in post basso, perchè si tende a sfruttare una non rosea difesa di toronto sotto le plance soprattutto quando Zach gioca spalle a canestro i Raptors sono un pò lenti nell'aiuto che in quelle occasioni deve necessariamente arrivare per sopperire alla fisicità dell'ala grande dei Grizzlies. Imprevedibilmente Memphis cerca con una certa continuità anche DeMarre Carroll, sorprendendo la difesa di Toronto.

Bargnani chiude a 0 punti, 2 rimbalzi e 3 falli il suo primo tempo.
Bosh invece è a 25 punti e 7 rimbalzi.

Bisogna attendere il decimo del 3° quarto affinchè il centro italiano metta nella retina i suoi primi due punti. Memphis procede bene con le sue conclusioni dal perimetro complice la lentezza dei Raptors a scalare nelle rotazioni difensive. Due triple consecutive di Andrea danno a Toronto un "mini break" di vantaggio. Bosh continua a fare il suo e nel 3° quarto passa sovente anche la palla ed il gioco di Toronto ne risente decisamente in positivo.

Si va all'ultimo quarto sostanzialmente in equilibrio, con Toronto a comandare con 3 lunghezze di vantaggio: 79-76. Un eccellente Nesterovic si fa sentire sotto canestro (chiuderà con 5 rimbalzi offensivi in 8 minuti !), ma non basta, Mayo è in buona forma e segna con costanza. Memphis vince e da un buon segnale alle altre pretendenti all'ottava piazza dei playoff.

La chiave della partita è stato incanalare il match sotto un profilo fisico, i lunghi dei Grizzlies hanno sfruttato molto la loro fisicità, consci che non sono proprio le migliori qualità di Bosh e Bargnani. Così soprattutto Randolph, può fare il bello e il cattivo tempo sotto i tabelloni chiudendo con 30 punti 7 rimbalzi e 3 assist.
Forse in partite come questa Nesterovic avrebbe dovuto avere un minutaggio leggermente maggiore, si attende comunque il ritorno di Evans che a questa squadra sotto le plance per il momento serve come il pane.

Bosh chiude con 37 punti 12 rimbalzi 4 assist e 2 stoppate col 50% dal campo.
Bargnani si spegne nel 4°quarto ed esce anzitempo dalla gara per falli con 12 punti e 6 rimbalzi.
Belinelli invece ha fatto la sua onesta partita rispondendo sempre presente quando chiamato in causa segnando 7 punti in 14 minuti di impiego.

sabato 31 ottobre 2009

ANALISI PARTITE NBA DELLA NOTTE



Anche stanotte L'NBA ha offerto tanto spettacolo e belle partite con ben 26 squadre in campo. Quindi analizziamo le tredici partite disputate stanotte:

Milwauckee Bucks - Philadephia 76ers 86-99

La partita si decide nel terzo quarto con i Sixers che recuperano lo svantaggio di 6 punti maturato nel primo tempo della partita e piazzando un parziale di 35-20 prima dell'inizio del quarto finale. I Bucks scelgono di far partire titolare subito il rookie Brandon Jennings che anche se butta via alcune azioni, fa ugualmente un partitone andando vicino alla tripla doppia all'esordio in NBA! Alla fine chiude con 17 punti 9 assist e altrettanti rimbalzi. Isixers fanno girare molto la palla e ben 6 giocatori chiudono in doppia cifra di punti. A rimbalzo la partita è stata combattuta, parte della differenza è stata la precisione dei giocatori di Philadelphia che hanno tirato con quasi tutti attorno al 50%, percentuali date dalle buone scelte di tiro.

New York Knicks - Charlotte Bobcats 100-102

Bella partita, combattututissima nel finale grazie alla splendida rimonta dei Knicks allo svantaggio iniziale di ben 19 punti. Dopo ben due overtime è stato decretato il vincitore. A Gallinari D'Antoni ha affidato la tripla della vittoria e anche se il Gallo non ha segnato e la parità ha portato al primo supplementare, questa è stata una grandissima dimostrazione di fiducia del coach verso il grande talento italiano. Gallinari già ha la giusta durezza mentale per prendersi questi tiri e la reazione rabbiosa dopo l'errore è la prova che sentiva la partita e credeva nella riuscita del tiro; queste sono le situazioni giuste che servono al giovane per migliorare e anche l'errore è importante per farlo crescere. Ha chiuso con un buon 16-5 (punti e rimbalzi) tentando anche il tiro da centrocampo sullo scadere del secondo supplementare, preciso ma poco potente. Nei molti minuti "concessi" dalla partita è stato semplice gonfiare le statistiche per molti giocatori ma c'è comunque da segnalare David Lee che ha catturato ben 18 rimbalzi.

Washington Wizards - Atlanta Hawks 89-100

Gli Hawks nel primo tempo maturano un vantaggio di 14 punti che riescono a controllare fino a fine gara anche se con una certa difficoltà soprattutto all'inizio del terzo quarto.
Arenas sbaglia molto prendendosi molti tiri che avrebbero avuto esiti migliori con uno scarico dopo la penetrazione invece che essere stai più volte rispediti al mittente, ma non tradisce dalla lunga distanza. Da sottolineare l'ottima prestazione di Al Horford che chiude con un altra doppia doppia e in difesa è superbo soprattuto sul tempismo sugli aiuti a chiudere le penetrazioni, la sua difesa gli frutta anche ben 5 stoppate, anche se 7 tiri sbagliati su 11 sono un tasto dolente per un lungo. Buone anche le prestazioni di Andray Blatche e Brendan Haywood, con il primo sempre più candidato a trovare molto spazio e molti minuti.

Chicago Bulls - Boston Celtics 90-118

Grande dimostrazione di forza per i Celtics che asfaltano i Bulls facendo maturare quarto dopo quarto un gran vantaggio complice una difesa che causa molte conclusioni forzate. L'apporto dei panchinari è stato fondamentale per ottenere questa prestazione soprattutto quello di Eddie House e di Shelden Williams che sembra aer trovato la sua giusta dimensione grazie allo staff dei Celtics, importante colpo per Boston che trova in Williams l'uomo che può sopperire alla mancanza di Glen Davis, fuori per infortunio.
Per Boston terza vittoria su tre gare.
La gara ha preso poi il binario direzione Celtics anche grazie alla botta presa da Rose che lo ha costretto a giocare meno di metà della partita (niente di serio comunque). Nota positiva è la graduale crescita di Noah sempre più importante per la franchigia sotto i tabelloni.

Oklahoma City Thunder - Detroit Pistons 91-83

Il risultato è figlio delle brutte percentuali dal campo (specialmente da tre) più che dalla forte difesa mostrata in campo. Gordon parte in quintetto a causa dell'assenza di Rip Hamilton e anche se realizza ben 25 punti, sbaglia anche molto. Ben Wallace anche lui partito titolare si riscopre quello che conosciamo, nullo in attacco ma possente in difesa e a rimbalzo dove cattura 12 carambole di cui tre offensive. Il solito Durant è l'uomo in più dei Thunder dando alla causa la solita prestazione eccellente (25 punti 12 rimbalzi) senza essere uno sciupone, forse un tantino egoista.
La gara è stata quasi sempre in bilico e solo nel quarto quarto si è indirizzata a favore dei Thunder.

Miami Heat - Indiana Pacers 96-83

Anche qui pessime percentuali soprattutto dai tre punti dove entrambe le squadre hanno tirato con meno del 20%. Si sente molto nell'Indiana la mancanza di un secondo realizzatore (Dunleavy è ancora infortunato) e nessuno a parte Granger supera quota 13 punti. La solita nota positiva e Troy Murphy, punto fermo tra i lunghi e forza dominante a rimbalzo dove ne prende 13 con quattro offensivi.
Miami dalla sua ha il sempre ottimo Wade (però impreciso da tre) e un rispolverato Jermaine O'Neal che nelle prime uscite stagionali stà dando dimostrazione di essere tornato quello dei bei tempi, ma è ancora presto per dirlo.
Beasley sembra recuperato e questa è forse la nota positiva migliore per gli Heat (chiude con circa il 45% al tiro mettendo a segno 12 punti conditi da ben 9 rimbalzi).

Cleveland Cavaliers - Minnesota Timberwolves 104-87

Cleveland strappa la sua prima vittoria dopo la falsa partenza con due sconfitte iniziali. La chaive della partita sono stati i tiri da tre punti con Clevelan che ha tirato con i 55% con ben 18 conclusioni.
La partita non è mai stata in discussione anche se i T-Wolves si sono dimostrati capaci di reagire ogni qualvolta subivano un parziale, carateristica che ha fatto si che il vantaggio Cleveland se lo costruisse quarto dopo quarto. Minnesota ha distribuito molto i possessi con solo Flynn a superare i 15 punti (17 per lui). Coach Rumbis ha scelto di utilizzare in maniera massiccia la panchina, forse anche per capire quali saranno gli uomini principali sui quali costruire la rotazione.
Shaq è stato in campo solo 18 minuti per problemi di falli e qui la lunga panchina si è fatta sentire tanto che Ilgauskas non ha fatto sentire per nulla la mancanza dello Sceriffo. Ottimo è stato l'apporto di Daniel Gibson che con le sue triple ha spezzato il match.

Orlando Magic - New Jersey Nets 95-85

Un imponente Dwight Howard conduce i Magic alla vittoria, non solo per 22 rimbalzi tirati giù e per i 20 punti messi a referto ma anche per aver annullato i centri avverari in attacco. La sua solidità difensiva poi è rappresentata dalle quattro stoppate rifilate, cosa che ha anche intimorito i penetratori. I molti errori al tiro dei Nets sono figli dei molti tiri presi fuori dal pitturato.
I limiti di New Jersey si sono fatti sentire, difficoltà a rimbalzo, difesa non impeccabile, nessun vero leader in attacco (ma Devin Harris imparerà presto a esserlo). Comunque la rotazione è stata striminzita e questo si è fatto sentire specialmente nel finale di gara dove i giocatori erano stanchi. L mancanza di Rashard Lewis è stata comunque un peso a rimbalzo dove nessuno oltre Howard è riuscito a strappare più di 5 rimbalzi (anche se era difficile visto che li ha presi tutti lui...).

Sacramento Kings - New Orleans Hornets 92-97

Sacramento ha tirato male in ogni ambito con specialmente Kevin Martin che ha sbagliato la bellezza di 20 tiri! e Jason Thompson più di dieci che però ha compensato con un'ottima prova a rimbalzo. Comunque la partita è rimasta in bilico sino al quarto quarto dove New Orleans è riuscita a piazzare un parziale che ha chiuso la partita. Questa è una di quelle partite che danno la dimostrazione di quanto sia importante avere una panchina solida e lunga. Per Sacramento Nocioni è stato un ancora di salvezza in attacco, mentre Brockman è stato un vero combattente sotto i tabelloni prenendo 10 rimbalzi in meno di 20 minuti di cui 5 offensivi. Comunque il vero punto forte di New Orleans è stata la facilità con cui si riusciva a penetrare, cosa che ha portato a molti tiri liberi per Chris Paul, 14 dei suoi 31 punti sono arrivati dalla linea della carità.

Los Angeles Clippers - Utah Jazz 98-111

Anche se il risultato non lo mette in luce, la partita è stata combattuta e tutto si è deciso alla fine con Utah che nell'ultimo quarto ha costretto i Clippers a molti errori e ha attaccato molto bene. Utah infatti alla fine del terzo quarto perdeva di un punto ma a fine partita sono 13 i punt di scarto tra le due formazioni ada appannagio dei Jazz però.
Quello che i Clippers hanno pagato è stato lo scarso utilizzo della panchina e quindi nel finale di gara i tiratori erano meno lucidi. I Jazz poi sotto i tabelloni hanno fatto la voce grossa prendendo 13 rimbalzi in èiù degli avversari. Fondamentale è stato Paul Millsap che in 25 minuti di gioco partendo da sesto uomo ha totalizzato 23 punti e 9 rimbalzi sbagliando solo 3 tiri.
Per i Clips le percentuali sono state buone e ben tre giocatori hanno superato i 20 punti (Gordon, Davis e Kaman).

Golden State Warriors - Phoenix Suns 101-123

Doveva essere la partita dall'alto punteggio e lo è stato. Grazie al gioco improntato a correre più che a stazionare sotto canestro le due squadre hanno avuto molti spazi e le percentuali al tiro sono salite, addirittura Phoenix ha tirato con poco meno del 55% con ben 22 conclusioni. Pazzesco Channing Frye che ha piazzato 6 triple su 7 tentativi ed è stato il vero fattore perchè i Warriors erano in difficoltà dovendo sia chiudere al centro sui tagli di Amare che rimanere su Fry che puniva da fuori. Grazie allo stile di gioco ritrovato anche Steve Nash si è potuto esprimere alla grande e sfruttando i molti capovolgimenti di fronte e tutte le palle perse dei Warriors ha preso per mano la squadra totalizzando in tutto 20 assist e 18 punti(!). La partita è stata avvincente per chi ama lo spettacolo puro, ma un pò meno per chi preferisce la gara combattuta e grintosa.

Dallas Mavericks - Los Angeles Lakers 94-80

Incredibile partita di Dallas che vince battendo Los Angeles allo Staples Center, grazie ad un ottima difesa e alle poche triple che i losangelini sono riusciti ad infilare sulle molte tentate (7 su 23). I Mavericks hanno vinto la gara dei rimbalzi. E' mancato Ron Artest limitato dai falli anche se Los Angeles ha trovato una bella prestazione da Shannon Brown. A parte però Brown e Josh Powell, che però è rimasto poco sul parquet, la panchina è mancata completamente non fornendo l'apporto necessario che avrebbe aiutato la squadra a lottarsela fino alla fine.
La partita si è decisa nel terzo quarto quando Dallas partita con la mentalità giusta ha chiuso con un parziale di 26-15.

La partita tra i Toronto Raptors e i Memphis Grizzles sarà l'oggetto invece del nostro prossimo post.

giovedì 29 ottobre 2009

TORONTO CONTRO CLEVELAND; ORA I KILLER'S B SONO TRE


CLEVELAND CAVALIERS-TORONTO RAPTORS : 91-101.

Clamorosa vittoria dei Raptors contro i Cleveland Cavaliers. L'air Canada center è stata una bolgia per tutta la partita, i tifosi erano caldissimi ed hanno metaforicamente trascinato i giocatori a dare il massimo per tutti i 48 minuti, giungendo così ad una meritata vittoria.
Cleveland subisce dunque la seconda sconfitta su due partite disputate ed almeno all'apparenza non è sembrata per niente la schiacciasassi dell' anno precedente.

Toronto schiera subito titolare il rookie DeMar DeRozan preferito a Belinelli e a Wright. La mossa di Triano è chiara vuole aggiungere atletismo al quintetto soprattutto per l'accoppiamento con l'ex di turno, Anthony Parker. Per il resto la squadra è quella prevedibile con Calderon in regia, Turkoglu e Bosh come ali e Bargnani sotto i tabelloni.

Toronto parte subito forte con Bargnani che nel solo primo quarto registra già 13 punti, score che potevano essere incrementato a 15 se Andrea non avesse sbagliato una schiacciata in contropiede, completamente da solo, in campo aperto. Bosh fatica e non poco a trovare la mira e la voglia di mettere a referto i suoi primi punti della nuova stagione lo portano un pò a strafare ad inizio gara. Cleveland è assente dalla gara, Shaq riesce a smuovere un pò gli animi con qualche rimbalzo offensivo, ma per una volta Toronto riesce ad arginarlo benissimo grazie ai sistematici raddoppi e mediante ad una difesa dello stesso Bargnani che ha sorpreso un pò tutti per i suoi miglioramenti anche dall'altra parte del campo.

Andrea viene cercato con insistenza, maggiormente rispetto alle passate stagioni e continua a macinare punti chiudendo a 21 conditi da 3 rimbalzi, il suo primo tempo.

Dalla panchina si mette in luce anche l'altro italiano, Marco Belinelli. La voglia di fare è tanta e in 12 minuti Marco segna 10 punti, referto che rimarrà invariato anche a fine partita quando i minuti registrati saranno 20. Ovviamente meno cercato del mago, le sue soluzioni offensive se le è create da solo. Beli gioca con la voglia di mostrare a Golden State quello che si sono persi cedendolo e non considerandolo e questa motivazione lo porta ad eccellere nella partita.

Alla fine del primo tempo il risultato recita 56-36 per Toronto e James nella ripresa è costretto a forzare per recuperare, rinunciando così a far circolare la palla. La squadra comincia a cercare maggiormente Bosh in post ma a parte qualche sporadica bella conclusione, il go-to-guy della squadra non riesce ancora a trovare con costanza le retina, anche se poi il tabellino reciterà a fine gara 21 punti e 16 rimbalzi; spesso però è stato un buco nero, attraendo il pallone a sè per poi rivederlo solo dopo che ha tirato, ignorando completamente alcuni passaggi; la sensazione è che se Bosh passasse un pò di più il pallone sarebbe un giocatore devastante, in attacco sarebbe ancora più imprevedibile. Inoltre Triano dà a Turkoglu una disposizione tattica molto importante, ogni volta che il turco recupera un rimbalzo difensivo, anzichè passare a Calderon, riparte lui velocizzando la manovra e creando maggiore scompiglio nelle difese avversarie per via della sua qualità di creare dal palleggio.
Altra notazione importante tattica mostrata da Toronto è che spesso la squadra puniva dal perimetro perchè attraeva le difese nel pitturato fingendo il pick' n roll per poi scaricare verso il tiratore lasciato libero dal difensore che raddoppiava in area.

Alla fine nulla è valsa la tripla doppia di James, (23 punti 12 assist 11 rimbalzi) perchè Toronto porta a casa una vittoria meritata. Bargnani chiude con 28 punti e 5 rimbalzi anche se la sua partita in termini di minutaggio è stata limitata molto dai falli, seppur alcune chiamate arbitrali erano decisamente discutibili come il suo quarto fallo, un inesistente strattonamento offensivo che lo ha costretto alla panchina per metà terzo quarto.

Una volta tanto comunque, i Killer's B non sono solo Bargnani e Bosh, ma sono tre con Belinelli.

Qui ci sono gli highlights della partita:

mercoledì 28 ottobre 2009

INIZIA IL CAMPIONATO NBA

E' ripartito questa notte il campionato NBA.

Come in tutte le prime giornate, sono arrivate già le prime sorprese, i primi sballottamenti dei pronostici.

Questa notte si disputavano quattro partite: Los Angeles Lakers-Los Angeles Clippers; Portland Trail Blazers-Houston Rockets; Dallas Mavericks-Washington Wizards; Cleveland Cavaliers-Boston Celtics (il main event della serata).


Los Angeles Clippers-Los Angeles Lakers : 92-99. Prima giornata ed è subito derby, vincono i Lakers, come era prevedibile.

I campioni in carica non potevano fallire e, anche se privi di Pau Gasol, hanno lo stesso strappato la prima vittoria di questa stagione. I Clippers si sono battuti bene seppur mancasse all'appello, la prima scelta assoluta al draft, Blake Griffin. Complice questa assenza Chris Kaman ha sfoderato una prestazione eccellente (18 punti e 16 rimbalzi), risaltata dal fatto che ha dovuto fronteggiare Bynum ed Odom. Proprio quest' ultimi due sono stati i fattori (a parte Bryant) che hanno spostato gli equilibri della partita. Il primo ha letteralmente dominato sotto i tabelloni avversari sfornando una prestazione di 26 punti e 13 rimbalzi con un discreto (per i centri) 9/15 dal campo, il secondo invece non ha fatto rimpiangere l'assenza di Odom mettendo a referto 16 punti conditi da 13 rimbalzi e ben 5 assist. Bryant è un pò impreciso dal campo (11/26), ma la mole di tiri che si è preso gli consentono di chiudere con un bottino di 33 punti e 8 rimbalzi complici anche i 12 tiri dalla linea della carità. Al di là del foglio statistico comunque i Lakers hanno mostrato che possono sopperire tranquillamente alle assenze dei suoi migliori giocatori dando una grande prova di forza.

Houston Rockets-Portland Trail Blazers: 87-96. Anche qui niente sorprese. Portland è destinata a fare un grande campionato e non si ferma di certo contro una squadra rovinata dai molteplici infortuni delle sue stelle.

Match che al terzo quarto era già chiuso, l'ultimo è stato solo di amministrazione per Portland. La partita è stata vinta a rimbalzo, fattore prevedibile perchè l'assenza di Yao Ming e la titubanza di inserire fin dal primo minuto David Andersen, ha costretto Rick Adelman a schierare titolare Hayes e mettere centro un giocatore che non raggiunge i due metri non è una buon biglietto da visita. Oden e Przybilla prendono 22 rimbalzi complessivi (Oden 12 e Joel 10) di cui 8 offensivi dando alla squadra secondi tiri importantissimi per volgere a favore l'incontro.
Aaron Brooks chiude con 19 punti ma la sensazione è che finchè non tornerà qualche uomo importante, il giovane play è destinato a prendersi troppe responsabilità offensive, giornata nera per lui dal perimetro dove si segnala uno 0/6. Aldridge un pò opaco (11 punti 6 rimbalzi), solita prova ottima per Roy che chiude con 20 punti 5 rimbalzi e 5 assist, anche se deve rivedere la mira, perchè uno come lui non può permettersi un 5/18 dal campo. Fattore è stato Outlaw che partendo dalla panchina ha contribuito alla causa con ben 23 punti.

Nota positiva dei Rockets è stato Andersen con 11 punti e 5 rimbalzi in meno di 20 minuti di impiego.

Washington Wizards-Dallas Mavericks : 102-91. I maghetti contro ogni pronostico asfaltano in casa loro i Dallas Mavericks.

C'era grande attesa per il ritorno di Arenas ed il giocatore non ha fallito il primo appuntamento, 29 punti 9 assist e 50% dal campo, permettono ai Wizards di sognare alti traguardi. La squadra era priva di Antawn Jamison, ma ha sopperito con un'ottimo contributo delle seconde linee, Blatche mette a segno 20 punti e prende 7 carambole, mentre Foye piazza 19 punti tirando molto bene dal campo, 8/14. Partita tirata fino all'ultimo, ma Dallas non può pensare di vincere vivendo di sole grandi prestazioni di Nowitzki (34 punti 9 rimbalzi). Sicuramente è stata un'occasione sporadica, Dallas ha un buon collettivo e senz'altro farà un ottimo campionato ma quello che oggi è mancato è stato il resto della squadra, eccetto Marion che alla sua prima ufficiale in maglia Mavericks non voleva demeritare (16 punti 7 rimbalzi) ed un buon apporto di Barea, 13 punti 6 rimbalzi e 4 assist.

Boston Celtics-Cleveland Cavaliers: 95-89. La partita era dificilmente pronosticabile, si affrontavano le migliori d'Est (Orlando permettendo), ma i Cavaliers partivano leggermente favoriti per via della loro imbattibilità tra le mura amiche.

Come al solito un maestoso James risponde presente anche in questo match, ma a nulla sono valsi i suoi 38 punti 8 assist e 4 rimbalzi, perchè il suo supporting cast non è stato all'altezza. Williams con soli 12 punti è il secondo più prolifico della squadra. La vera causa che ha portato Boston alla vittoria è ancora una volta la maniacale attenzione difensiva che i Celtics in ogni gara sfornano, non sono solo i miseri 89 punti concessi ai Cavs l'interpretazione di questa causa, ma la lettura della partita va guardata in termini di tiri presi da Cleveland. Tranne James che si è preso i suoi 22 tiri, i compagni non hanno tirato nenche 10 volte ciascuno (eccezione per O'Neal che non si discosta poi molto dato che conclude solo 11 volte) e conseguentemente meno possibiltà per Cleveland di segnare. Inoltre la vena realizzativa di Pierce, 23 punti e 11 rimbalzi e la solita onesta partita di Garnett che più che dal foglio statistico che recita 13 punti e 10 rimbalzi, va vista in termini di energia e leadership che ha portato alla squadra.
Shaq ha fallito la prima gara ma sicuramente se mai dovesse ingranare, Cleveland può tranquillamente ribaltare ogni partita a suo favore.

Stasera si concluderà la rubrica delle analisi delle squadre NBA con i New Orleans Hornets che stanotte affronteranno gli Spurs.