Un uomo solo al comando nella serie Thunder-Rockets.
Ovviamente si parla di Kevin Durant. Più forte del contraccolpo subito quando
ha capito che i punti che portava in dote Westbrook ora se li sarebbe dovuti
caricare per la maggiore lui, oltre ai suoi; più forte della consapevolezza che
nessuno in roster può sostituire degnamente Russell; più forte della Houston dell’amico-avversario
James Harden. Preso atto dell’infortunio di Westbrook, ha tirato fuori dal
cilindro una prestazione da 41 punti, 14 rimbalzi 4 assist e 4 triple a
referto, trascinando i suoi alla W. Ha dimostrato che anche senza il suo fidato
secondo, Oklahoma è costruita benissimo e che quindi con Ibaka, Sefolosha e
Martin su tutti ad aiutarlo, anche se dovrà fare ancora più lavoro rispetto a
prima, i Thunder possono ancora dire la loro.
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domenica 28 aprile 2013
Durant senza Westbrook infortunato, la partita dell'anno, Nate Robinson...Settimana NBA da 1 a 10: Week 1 Playoff
Un uomo solo al comando nella serie Thunder-Rockets.
Ovviamente si parla di Kevin Durant. Più forte del contraccolpo subito quando
ha capito che i punti che portava in dote Westbrook ora se li sarebbe dovuti
caricare per la maggiore lui, oltre ai suoi; più forte della consapevolezza che
nessuno in roster può sostituire degnamente Russell; più forte della Houston dell’amico-avversario
James Harden. Preso atto dell’infortunio di Westbrook, ha tirato fuori dal
cilindro una prestazione da 41 punti, 14 rimbalzi 4 assist e 4 triple a
referto, trascinando i suoi alla W. Ha dimostrato che anche senza il suo fidato
secondo, Oklahoma è costruita benissimo e che quindi con Ibaka, Sefolosha e
Martin su tutti ad aiutarlo, anche se dovrà fare ancora più lavoro rispetto a
prima, i Thunder possono ancora dire la loro.
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Francesco e Angelo Cerbone
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domenica 30 dicembre 2012
Durant, Bryant, Clippers...La settimana NBA da 1 a 10 speciale Natale: Week 9
I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la nona settimana di regular season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.Settimana speciale dedicata al Natale.
1° è diventato Bryant nella classifica dei giocatori che
hanno messo a segno più punti complessivi nel giorno di Natale. Ha sorpassato
Robertson nella speciale classifica con 383 punti contro i 377 di Big O. Un primato che potrebbe divenire
difficilmente battibile in un futuro prossimo visto che per l’NBA è più sicuro
che ci sarà una partita per i Lakers il 25 Dicembre, dell’arrivo di Babbo
Natale.
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30.12.12
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venerdì 28 dicembre 2012
Breaking News: Brooklyn Nets
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28.12.12
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domenica 30 settembre 2012
Il Barclays Center è solo l'inizio: la nuova era dei Brooklyn Nets
Nuova arena. Nuovo logo. Nuovo team. La squadra è ancora possibile di sostanziali modifiche l'anno prossimo (solo con manovre articolate però, il salary è intasatissimo) ma bisogna pensare a quest'anno e al risollevamento ben operato. L'importante aggiunta di elementi di spessore dona alla franchigia le potenzialità oggettive per cominciare a percorrere il cammino sulla retta via, almeno per rilanciarsi e portare i Nets a riprendere a sognare come succedeva 10 anni fa. Manca qualcosa per sentirsi al pari degli squadroni ma la strada intrapresa può portare in alto.
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30.9.12
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martedì 3 luglio 2012
La costruzione dei Big Three (Four?) in casa Nets
Come sottolineavamo nel post precedente, tra il fallimento e la completa resurrezione per i Nets, passa un filo sottile.
L'acquisizione di Joe Johnson è cosa fatta, con i Nets a sobbarcarsi lo stipendio di circa $19 milioni a salire di anno in anno (fino a $24) e con Atlanta pronta alla ricostruzione anche se non certo con gli acquisti arrivati dagli ex New Jersey: Jordan Williams, Johan Petro, Jordan Farmar, Anthony Morrow, DeShawn Stevenson (tramite sign-and-trade) e la prima scelta protetta di Houston del 2013.
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lunedì 2 luglio 2012
E' il momento per i Nets di prendere Howard
Forse quest'estate i Nets potranno rivedere la luce in fondo al tunnel. Solo pochi giorni fa l'uscita dal contratto di Williams, l'uscita dal contratto di Wallace (poi rifirmato), nessuna prima scelta da far maturare, sembravano aver tagliato ancora una volta le gambe ai Nets. Invece forse per andare a Brooklyn organizzeranno una vera e propria festa.Con la storia recente che li ha visti coinvolti, l'accortezza nelle parole e nelle mosse deve sempre risaltare, ma stranamente anche se ogni sessione di mercato sembra quella giusta, forse questa volta è veramente quella giusta.
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martedì 27 marzo 2012
L'ennesima ricostruzione dei Trail Blazers
Tutto da capo. Ci hanno pensato e ripensato in quel di Portland, più che altro ci hanno sperato e creduto. Ma alla fine la beffa è arrivata imponente a riproporsi come il famoso errore passato (Sam Bowie). Ma questa volta non è stato propriamente l'errore ma e stata la sfortuna a distruggere nuovamente le ambizioni dei Trail Blazers.Avevano fatto tutto bene, avevano costruito un team che aveva in mano il futuro, una squadra ben collimata tra esperti e giovani dal talento cristallino. In tutti i modi i Blazers hanno provato ad afferrare il loro perfetto operato, attendendo gli infortunati e continuando ad allestire con pedine di pregevole fattura una squadra che più passava il tempo e più si prospettava una big del futuro.
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venerdì 16 marzo 2012
Piano C per i New Jersey Nets?
Appena arrivò alla presidenza del club, Mikhail Prokhorov promise di portare New Jersey a lottare per il massimo, cercando di costruire una dinastia, un team che avrebbe regalato il titolo ai futuri padroni di Brooklyn.Il lavoro di preparazione fatto ad oggi, è stato sicuramente molto efficiente, con il giusto salary liberato, una stella acquisita e discrete mosse.
Ma non certo per colpa del russo, il piano A fallì con LeBron James che scelse di accasarsi altrove ed i Nets rimasero con un pugno di mosche in mano. Ormai a distanza da quell'evento, la franchigia non si è mai demoralizzata, forte del sapere che si può ovviamente costruire su le tante altre vie percorribili.
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mercoledì 4 gennaio 2012
La forza oltre la sfortuna
Ormai è divenuta consuetudine associare la parola sfortuna alla squadra di Portland. Un progetto solidissimo che era arrivato al culmine con la costruzione di una bella squadra, completa, amalgamata e forte in ogni ruolo, si è in gran parte sfaldato. Già l'anno passato gli infortuni aveva attanagliato i Blazers, quest'anno la tegola del ritiro del miglior giocatore del team (Brandon Roy) in aggiunta all'altra tegola pesante, l'ennesimo infortunio del falcidiato Greg Oden, ha nuovamente affossato tutto il costruito.
Ma a dispetto di ogni sfortuna, Nate McMillan su tutti, accompagnato da uno staff competentissimo, ha costruito nuove fondamenta e la squadra che sarebbe stata il perfetto complemento dei due sopracitati qualora sarebbero stati in perfetta salute, cammina anche da sola.
Ma a dispetto di ogni sfortuna, Nate McMillan su tutti, accompagnato da uno staff competentissimo, ha costruito nuove fondamenta e la squadra che sarebbe stata il perfetto complemento dei due sopracitati qualora sarebbero stati in perfetta salute, cammina anche da sola.
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giovedì 24 febbraio 2011
MERCATO NBA: ECCO TUTTI GLI SCAMBI AVVENUTI NELLE ULTIME ORE
Con oggi, alle 21:00 ore italiane, è finito il mercato NBA. Da questo momento in poi le squadre non potranno più scambiare giocatori, ma potranno limitarsi a firmare qualche free agent, magari per rendere maggiormente profonda la panchina in vista dell'appuntamento dei playoff.
Foto NBA.com
E come ogni ultimo giorno di finestra di mercato che si rispetti, sono stati moltissimi gli scambi avvenuti stanotte:
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24.2.11
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mercoledì 26 agosto 2009
STELLE NBA CHE NON FANNO NOTIZIA
Ci sono stelle nella NBA che oltre a brillare di luce propria sul campo, splendono anche fuori dal parquet, perchè assediati dai media, perchè coinvolti in vicende singolari (vedi Shaq ) o perchè qualunque cosa facciano, fanno notizia ( vedi LeBron ).
Altre sono luminose perchè sono costantemente al centro di operazioni di mercato o di dichiarazioni che lasciano presagire ogni anno la concreta possibilità di cambiare casacca perchè non contenti della squadra o dell'ingaggio.
Esiste però anche una minuta categoria di cestisti che pur essendo il perno della loro squadra, negli ultimi tempi non sono mai al centro di attenzioni, mai un articolo che li riguardi o notizie di mercato così evidenti da farli risaltare in primo piano. E' per questo che è doveroso uscire dalla massa e dedicargli un post. Michael Redd, Gerald Wallace e Troy Murphy sono i giocatori che rispondono a questi requisiti e che allo stesso tempo sono fondamentali per il loro team.
MICHAEL REDD
E' il giocatore che più rispecchia le caratteristiche precedentemente citate. Il go-to-guy della squadra, un uomo capace di segnare 40 punti in una singola partita dei playoff, uno di quelli che nelle convocazioni per la nazionale statunitense c'è sempre. Tra i migliori cestisti capaci di eludere la zona ed attaccarla efficacemente grazie a quel suo tiro, soprattutto dal perimetro, micidiale. Possiede un discreto atletismo ed è anche un buon difensore sui giocatori perimetrali.
La sua serietà, la sua etica del lavoro, gli hanno permesso di superare il tetto dei 21 punti di media anche quest'anno ed ora a trent'anni dovrebbe decidere di cambiare aria per andare a giocarsi un titolo con una delle big. Già non è di per sè avvezzo a farsi notizia da solo, in più essere perno dei Bucks non lo aiuta certo ad emergere visto le ultime annate della squadra di Milwaukee. Uno dei suoi pochi difetti è l'uso eccessivo della mano sinistra quando una guardia dovrebbe saper variare più spesso l'uso di entrambe le mani.
GERALD WALLACE
Gerald Wallace è un grandissimo giocatore che è decisamente sottovalutato in merito alle sue abilità. E' una di quelle stelle che non solo è forte in attacco ma è anche un gran difensore sui pariruolo, ha un immenso atletismo e mette sul campo sempre il massimo impegno, specialmente a rimbalzo, qualità dove è tra i migliori per quanto riguarda gli esterni.
Il suo problema non è solo che gioca in una squadra perdente finora, ma anche il fatto che anche se può segnare una ventina di punti a sera, dato che tira attorno al 50%, non sempre nei momenti importanti si prende la squadra sulle spalle e la eleva a squadra vincente. Il fatto è che anche se è un grande giocatore non cambia il volto della franchighia come invece fanno altre stelle forse proprio perchè lui è uno di quei giocatori che possono essere la seconda stella di una squadra e in quel ruolo fare la differenza.
TROY MURPHY
Una macchina da doppie doppie, in grado di segnare oltre 14 punti a sera e prendere anche quasi 12 rimbalzi di media, un lungo polifunzionale, veloce, dotato di un eccellente tiro da oltre l'arco ed una discreta presenza difensiva, legge bene le situazioni ed è anche in grado di sfornare un buon numero di assist ( 2,4 di media ) che per il ruolo in cui occupa in campo, sono una cifra interessante. Il fatto di essere inserito in un contesto come Indiana fino ad ora lo ha oscurato per quanto riguarda la popolarità ma la franchigia dell'Indiana sta rinascendo e quindi se il team procederà bene saliranno nuovamente le sue quotazioni e forse i media cominceranno a cercarlo un po di più.
Non possiede un atletismo elevato ed è leggermente macchinoso nelle penetrazioni, oltre a possedere pochi movimenti spalle a canestro, tende a tirare invece che ad entrare nel traffico, ma quando entra riesce sempre a mettere in difficoltà le difese avversarie e compensa i suoi difetti con agonismo e determinazione e soprattutto quando sceglie il tiro spesso questo si risolve in punti.
Altre sono luminose perchè sono costantemente al centro di operazioni di mercato o di dichiarazioni che lasciano presagire ogni anno la concreta possibilità di cambiare casacca perchè non contenti della squadra o dell'ingaggio.
Esiste però anche una minuta categoria di cestisti che pur essendo il perno della loro squadra, negli ultimi tempi non sono mai al centro di attenzioni, mai un articolo che li riguardi o notizie di mercato così evidenti da farli risaltare in primo piano. E' per questo che è doveroso uscire dalla massa e dedicargli un post. Michael Redd, Gerald Wallace e Troy Murphy sono i giocatori che rispondono a questi requisiti e che allo stesso tempo sono fondamentali per il loro team.
MICHAEL REDD
E' il giocatore che più rispecchia le caratteristiche precedentemente citate. Il go-to-guy della squadra, un uomo capace di segnare 40 punti in una singola partita dei playoff, uno di quelli che nelle convocazioni per la nazionale statunitense c'è sempre. Tra i migliori cestisti capaci di eludere la zona ed attaccarla efficacemente grazie a quel suo tiro, soprattutto dal perimetro, micidiale. Possiede un discreto atletismo ed è anche un buon difensore sui giocatori perimetrali.La sua serietà, la sua etica del lavoro, gli hanno permesso di superare il tetto dei 21 punti di media anche quest'anno ed ora a trent'anni dovrebbe decidere di cambiare aria per andare a giocarsi un titolo con una delle big. Già non è di per sè avvezzo a farsi notizia da solo, in più essere perno dei Bucks non lo aiuta certo ad emergere visto le ultime annate della squadra di Milwaukee. Uno dei suoi pochi difetti è l'uso eccessivo della mano sinistra quando una guardia dovrebbe saper variare più spesso l'uso di entrambe le mani.
GERALD WALLACE
Gerald Wallace è un grandissimo giocatore che è decisamente sottovalutato in merito alle sue abilità. E' una di quelle stelle che non solo è forte in attacco ma è anche un gran difensore sui pariruolo, ha un immenso atletismo e mette sul campo sempre il massimo impegno, specialmente a rimbalzo, qualità dove è tra i migliori per quanto riguarda gli esterni.Il suo problema non è solo che gioca in una squadra perdente finora, ma anche il fatto che anche se può segnare una ventina di punti a sera, dato che tira attorno al 50%, non sempre nei momenti importanti si prende la squadra sulle spalle e la eleva a squadra vincente. Il fatto è che anche se è un grande giocatore non cambia il volto della franchighia come invece fanno altre stelle forse proprio perchè lui è uno di quei giocatori che possono essere la seconda stella di una squadra e in quel ruolo fare la differenza.
TROY MURPHY
Una macchina da doppie doppie, in grado di segnare oltre 14 punti a sera e prendere anche quasi 12 rimbalzi di media, un lungo polifunzionale, veloce, dotato di un eccellente tiro da oltre l'arco ed una discreta presenza difensiva, legge bene le situazioni ed è anche in grado di sfornare un buon numero di assist ( 2,4 di media ) che per il ruolo in cui occupa in campo, sono una cifra interessante. Il fatto di essere inserito in un contesto come Indiana fino ad ora lo ha oscurato per quanto riguarda la popolarità ma la franchigia dell'Indiana sta rinascendo e quindi se il team procederà bene saliranno nuovamente le sue quotazioni e forse i media cominceranno a cercarlo un po di più.Non possiede un atletismo elevato ed è leggermente macchinoso nelle penetrazioni, oltre a possedere pochi movimenti spalle a canestro, tende a tirare invece che ad entrare nel traffico, ma quando entra riesce sempre a mettere in difficoltà le difese avversarie e compensa i suoi difetti con agonismo e determinazione e soprattutto quando sceglie il tiro spesso questo si risolve in punti.
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