Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA
Visualizzazione post con etichetta NBA draft 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NBA draft 2010. Mostra tutti i post

sabato 26 giugno 2010

UN ANNO DA RECORD

Ci sono molte persone che considerano una stagione conclusa, dopo che dal campo è uscito un vincente, epilogando un campionato ricco di emozioni. Ci sono persone invece che considerano chiusa un'annata dopo che il lavoro di un intero staff anche dietro le quinte ha compiuto il suo passo ultimo, selezionando dal draft colui o coloro che che sono stati seguiti durante i mesi di regular season e che sono il risultato, il frutto di un continuo informarsi per tutto il periodo di gioco e non solo.

Affiancandoci a chi considera conclusa l'annata di una franchigia dopo aver selezionato al draft, ora possiamo affermare che quello passato è stato un anno da record.

Sicuramente i record e le peculiarità che abbiamo raccolto durante tutto il proseguo stagionale non potranno essere tutti, perchè di statistiche e "stranezze" ce ne sono troppe ovunque ci si gira, ma sicuramente abbiamo raccolto le più significative che regalano anche una diversa lettura a questa stagione che ha visto incoronare i Los Angeles Lakers per la seconda volta consecutiva campioni NBA.

Di record abbattuti ce ne sono stati molti quest'anno, ma come non iniziare con quello di Kevin Durant divenuto il più giovane di sempre a vincere la classifica marcatori, per poi passare a chi di punti ne ha fatti 15000 prima di ogni altro in termini di età, tale Lebron James, e quello di Kobe, che ne ha messi a referto 25000 ed è stato angraficamente parlando, il più giovane a riuscirci (per ora), in un ambiente come quello cestistico americano, dove i fenomeni nascono in quantità industriale e dove però i più luminosi riescono sempre a distinguersi anche a suon di record.Non si può poi non nominare subito due dei record più importanti conquistati da chi la NBA la vive sbraitando da bordo campo, quello di Phil Jackson che con 11 titoli in saccoccia sembra sempre più irrangiungibile nella guida a chi ne ha vinti di più, di anelli nella storia (ora addirittura ne ha uno in disavanzo per le "sole" 10 dita delle mani); per poi passare a quello di coach Don Nelson che con la 1333esima vittoria in carriera ha superato Lenny Wilkens come coach ad aver ottenuto più vittorie in assoluto seduto in panchina a dirigere i suoi.

venerdì 25 giugno 2010

NBA DRAFT 2010: ECCO LE SCELTE

Come ogni anno al Madison Square Garden si svolge il draft NBA. La maggiore fucina di talenti per la NBA.
Prima di elencarvi le scelte, vi segnaliamo che Kirk Hinrich passa ai Wizards, insieme alla 17esima scelta. Trade che sarà ufficializzata solo l'8 luglio, come previsto dalle regole americane.
Inoltre Miami cede la 18esima scelta ad Oklahoma ed in più Dequean Cook in cambio della 32esima chiamata (dei Thunders). Mossa effettuata esclusivamente per fine salariale.


1.Washington Wizards: John Wall.  Playmaker. 1.93 m. 88 kg. Kentucky

2.Philadelphia 76ers: Evan Turner. Guardia/Ala. 2.01 m. 95 kg. Ohio State.


3.New Jersey Nets: Derrick Favors. Ala grande. 2.08 m. 112 kg. Georgia Tech.


4.Minnesota Timberwolves: Wesley Johnson. Ala piccola. 2.03. 93 kg. Syracuse.


5.Sacramento Kings: DeMarcus Cousins. Centro. 2.11 m. 133 kg. Kentucky.


6.Golden State Warriors: Ekpe Udoh. Ala grande/Centro. 2.08 m. 109 kg. Baylor.  


7.Detroit Pistons: Greg Monroe. Centro. 2.11 m. 113 kg. Georgetown.


8.Los Angeles Clippers: Al-Farouq Aminu. Ala piccola. 2.06 m. 98 kg. Wake Forest.


9.Utah Jazz: Gordon Hayward. Ala piccola. 2.06 m. 96 kg. Butler.


10.Indiana Pacers: Paul George. Ala piccola. 2.03 m. 95 kg. Fresno State.


11.New Orleans Hornets: Cole Aldrich. Centro. 2.11 m. 111 kg. Kansas. Scelta ceduta ai Thunders che si prendono anche Mo Peterson in cambio delle scelte 18 e 21 di Oklahoma.


12.Memphis Grizzlies: Xavier Henry. Guardia. 1.98 m. 100 kg. Kansas.


13.Toronto Raptors: Ed Davis. Ala grande. 2.08 m. 103 kg. North Carolina.


14.Houston Rockets:  Patrick Patterson. Ala grande. 2.05 m. 107 kg. Kentucky.

giovedì 24 giugno 2010

COREY MAGGETTE VA AI BUCKS : LE CHIAVI DI LETTURA DELLO SCAMBIO

Stanotte al Madison Square Garden ci sarà l'atteso Draft NBA 2010, e come ogni anno molte notizie di mercato lo accompagneranno rendendo la nottata ricca di notizie, ma soprattutto di scelte e decisioni che potranno rivoluzionare l'immediato futuro.

Intanto c'è chi già si è mosso per cercare di mettere i primi tasselli per una costruzione vincente, ma senza essere influenzati dal draft (vedi Phila e Sacramento), e chi invece si è mosso seguendo una linea ben precisa molto probabilmente influenzata dalla scelta che si vorrà operare all'1:00 ora italiana.

I Golden State Warriors, infatti, hanno ceduto il prolifico realizzatore Corey Maggette e la 44esima scelta, in cambio di Charlie Bell e Dan Gadzuric partenti da Milwaukee.
La mossa è particolare soprattutto dal lato dei Warriors che cedono un uomo da 19 punti di media per arrivare a due giocatori utili ma che possono essere comprimari e niente più.
La prima chiave di lettura che si evince nello scambio è l'idea che in quel della California, si pensa ad Al Farouq-Aminu, l'ala piccola dall'atletismo sconfinato che in un sistema come quello dei Warriors potrebbe ricoprire entrambi i ruoli di ala ed inserirsi tranquillamente nel gioco fatto di contropiedi di Don Nelson.

martedì 22 giugno 2010

UNO SGUARDO SUL DRAFT NBA 2010 PARTE 2

Eccoci alla seconda parte dell'analisi delle scelte delle squadre al draft.
Ci eravamo lasciati, con la carrellata giunta fino alla settima chiamata, oggi chiudiamo considerando quali potrebbero essere gli orientamenti dei team dall'ottava alla quattordicesima selezione.

Alla 8 saranno i Clippers a scegliere. Seppur svariate voci all'interno dei corridoi NBA danno ai losangelini un lungo, Ed Davis o Cole Aldrich, a nostro avviso sarebbe la scelta più insensata che i Clippers potrebbero fare. Con Kaman e Griffin, più Gooden e DeAndre Jordan dalla panchina, il settore pare abbastanza coperto, almeno da non "sprecare" l'ottava scelta per un lungo che non partirebbe titolare. Ben più lacunoso è il reparto ala piccola, se Al-Farouq Aminu è libero non salirà ancora. La scelta di scorta potrebbe essere Luke Babbit.


lunedì 21 giugno 2010

UNO SGUARDO SUL DRAFT NBA 2010

Passate le finali è giunto il tempo di concentrarsi sul draft, su quell'evento che rappresenta il trampolino di lancio per (quasi) tutte le nuove leve meritevoli di un posto ai piani alti del basket d'oltreoceano. 

Premettendo che nei prossimi giorni stileremo il nostro Mock Draft (le scelte delle squadre al draft dal nostro punto di vista), vogliamo comunque offrire una carrellata, una panoramica su ciò di cui le squadre necessitano per migliorare, stilando una breve analisi sulle prime 14 chiamate.

La prima scelta è poco commentabile. Washington ha provinato John Wall, dopodichè ha deciso di annullare tutti gli altri work out. La naturale conclusione, che comunque si sapeva già da tempo, è che l'ormai ex Kentucky sarà un Wizards fra un paio di giorni.

giovedì 20 maggio 2010

LA DIFFICILE SCELTA DEI NETS

Poche ore prima del draft, il nuovo proprietario di maggioranza dei Nets, Mikhail Prokhorov, si lasciava andare ad affermazioni molto forti sull'immediato futuro dei suoi Nets, promettendo a tifosi e giornalisti che la squadra nel giro di pochi anni sarebbe divenuta una potenza nella Lega. 
Il magnate russo sottolineava poi come la rinuncia a Kiki Vandeweghe sarà sicura, bocciando il suo operato di general manager e liquidandolo con una frase che non lascia sconti: "Il suo ingaggio scadrà questa estate e gli faccio i miei migliori auguri."


Ma di certo il progetto che aveva permeditato, non è iniziato come previsto. La fortuna ha scelto di non baciare i Nets, che al draft non avranno nè la prima scelta (John Wall), nè la seconda (Evan Turner).

(nella foto Mikhail Prokhorov)

mercoledì 19 maggio 2010

JOHN WALL A WASHINGTON? ; ECCO IL VIDEO DELLA DRAFT LOTTERY 2010


Per quasi tutte le franchigie, arrivare primi al draft equivaleva a dire John Wall, l'eccellente play di Kentucky, accreditato come prima scelta assoluta da ogni mock draft fin dall'inizio dell'anno (per le sue doti vedete l'articolo prospetti nba).

Ma a vincere la draft lottery, come ormai spesso accade, è una squadra sorpresa: i Washington Wizards.
Un pò di sollievo per i maghi, che dopo un'annata eccessivamente sfortunata, possono proseguire più velocemente il loro cammino di ricostruzione iniziato proprio quest'anno con le cessioni di Haywood, Butler e Jamison su tutti.
Washington era quinta per possibilità, statisticamente parlando, di accapparrarsi la prima piazza e dunque, molto probabilmente, non si era costruita pensieri se scegliere John Wall alla prima o Evan Turner.

(Foto a lato nba.com)

giovedì 8 aprile 2010

ANCHE TURNER UFFICIALIZZA LA SCELTA DI DICHIARASI AL DRAFT ; KENTUCKY PRONTA A RICOSTRUIRE

La stagione NCAA si è appena conclusa e, smaltiti anche i festeggiamenti di Duke, ora si è tornati a parlare del prossimo draft. A farlo questa volta, sono stati i diretti interessati, i giocatori che sceglieranno o meno di fare il passo grosso verso la NBA.

Finalmente sono arrivate le dichiarazioni ufficiali di uno dei talenti più attesi del college, quelle di un certo Evan Turner, che a vederlo giocare si merita la sicurezza di essere chiamato alla seconda scelta assoluta; seconda, giusto perchè Wall è un freshman ed ha l'emblema di prossima stella del professionismo già marchiato addosso ovunque andrà. 

Turner senza dubbio è un vero fenomeno e le cifre che lo hanno accompagnato in questa stagione ne hanno confermate le doti (20,4 punti, 9,2 rimbalzi e 6 assist), un all-around con il fisico dell'ala piccola ma con il controllo di palla degno di una guardia, adatta anche a condurre il gioco.

domenica 7 febbraio 2010

PROSPETTI NBA DRAFT 2010 : I MIGLIORI FINO AD ORA

In parallelo al campionato NBA pronto tra poco a lasciare spazio al weekend delle stelle, infervora al momento anche un altro campionato quello NCAA fucina di talenti che vengono sfornati con regolarità ogni anno e che sono il pane di cui si nutrono le franchigie dei piani alti.

Passati ormai molti mesi dall'analisi iniziale che avevamo fatto indicando e approfondendo i dieci giocatori che a nostro avviso quest'anno avrebbero dato dimostrazione del loro talento, li riprendiamo alcuni (i più importanti) per analizzarne la stagione fino a questo punto. Quasi nessuno di questa lista ha deluso ed anzi le prestazioni di molti di loro hanno semplicemente dato adito agli estimatori e fornito degli spunti in più di analisi.

John Wall è sempre più prepotentemente il candidato alla prima scelta assoluta. Non solo sta migliorando il tiro in sospensione, suo cruccio, ma ha dimostrato quanto sia di livello altissimo il suo gioco fatto di buonissime letture offensive e di propensione ad attaccare il canestro appena vede lo spiraglio, terrificante il suo ball-handling e soprattutto eccezionali i suoi velocissimi cambi di mano ripetuti cambiandone anche le combinazioni. Le sue medie parlano di 16,4 punti a partita 6,6 assist e circa 2 steals e 3 rimbalzi e mezzo di media.

Oltre a John Wall anche l'ala forte Al Farouq Aminu e quell'animale d'area di Patrick Patterson stanno facendo vedere gran belle cose. Il primo anche se spesso e volentieri nelle gare più difficili sbaglia molti tiri, aspetto sul quale deve crescere in prospettiva NBA, invece è una garanzia a rimbalzo anche quando si trova a fronteggiare squadre ben attrezzate nel settore lunghi. Per lui 16 punti 11 rimbalzi, 1,5 stoppate e 1,4 palle rubate di media a partita.

Patterson invece anche se spesso tira poco riesce sempre a contribuire alla causa spingendo i compagni con grinta ed energia, con buonissime percentuali anche da tre da dove tira molto raramente ma con il 40%. Difensore arcigno contribuisce in entrambe le fasi di gioco e le sue cifre che recitano 7,5 rimbalzi e 15 punti di media non dicono tutto dell'apporto che rende in campo.

Anche Cole Aldrich, seppur con i suoi limiti offensivi evidenti, non sta affatto sfigurando imponendo il suo fisico possente soprattutto in difesa dove intimidisce ed argina spesso i buchi con sonore stoppate (3,7 di media) e con tagliafuori potenti che gli garantiscono una decina di rimbalzi a gara.

Uno che prima di doversi fermare ai box per un brutto infortunio stava garantendo prestazioni da chiamata altissima è Evan Turner quasi sicuramente il secondo miglior prospetto in ottica NBA, essenzialmente uno di quelli che per altezza possono giocare in ala ma che per controllo di palla, abilità nel dribbling e visione di gioco sono tranquillamente delle guardie. Un 6-7 dal potenziale enorme capace di prendere quasi 10 rimbalzi di media e infilare la retina per circa 19 punti a partita a cui si aggiungono 5,7 assist. Nelle poche uscite stagionali con Ohio State ha letteralmente dominato e ora che è tornato dallo stop forzato lo attendiamo a continuare la sua strabiliante stagione collegiale.

Un giocatore che invece si sta imponendo al grande pubblico e che vi presentiamo per la prima volta è Wesley Johnson l'ala piccola di Syracuse che si sta facendo conoscere dal pubblico per le sue belle prestazioni qualunque sia l'avversario che gli Orange affrontino. Possiede un ottimo tiro in sospensione ed è capace anche di costruirselo da solo dal palleggio. Le sue lunghe braccia lo aiutano a rimbalzo dove ne tira giù 9 a partita. Deve però aggiungere massa per attacare più efficacemente il ferro e spesso le sue decisioni di passaggio sono discutibili. Rimane un ottimo realizzatore anche e soprattutto grazie al suo lungo raggio di tiro e al suo 42,5% da oltre l'arco.

Un' ultima citazione va a Luke Harangody che sta spadroneggiando contro tutti i lunghi avversari che ha incontrato sinora (circa 25 punti e 10 rimbalzi di media) ma sono stati banchi di prova poco indicativi e per dare un giudizio sulle sue reali capacità lo si attende a test più importanti contro avversari di ben altra caratura.

martedì 1 dicembre 2009

PROSPETTI NBA DRAFT 2010 : LE STELLE DELLA NCAA 3° PARTE

Come di consueto apriamo una pagina dedicata alla NCAA ed andiamo ad analizzare altri prospetti le ultime due promesse del basket collegiale alle quali avevamo accennato negli altri articoli inerenti. Questa è solo una prima lista di dieci collegiali, scelti da noi ad inizio campionato, e sarà aggiornata sicuramente con altri prospetti interessanti nel corso dell'anno, al fine di arrivare preparati anche a seguire la fase conclusiva della stagione con un occhio attento sui giocatori più talentuosi.

Sherron Collins, playmaker di Kansas: Collins è uno di quei giocatori che fanno della velocità e dell'esplosività le loro armi migliori. E' solo un 5-11 ma si batte come un leone e la sua verticalità sopperisce a questo inconveniente. Sa sfruttare bene tutti i mezzi a sua disposizione soprattutto il suo ball-handling. Sa prendersi le responsabilità nei momenti difficili e sa gestire i compagni richiamandoli quando vi è bisogno. Giocatore spesso funambolico, è muscolarmente pronto per tenere i contatti sulle penetrazioni. Insieme a Cole Aldrich può fare del bene (in più ci sarà anche il forte freshman Xavier Henry) cosa che lo aiuterà a salire di quotazione nel draft. Deve senza dubbio migliorare come assist man, imparando a scegliere meglio l'uomo giusto in attacco e vagliando tutte le possibilità di passaggio. Da migliorare anche il tiro ancora non sufficiente per giocare stabilmente point guard ai piani alti.


Evan Turner, guardia di Ohio State: Quello che stupisce di questo 6-6 di altezza è la sua abilità palla in mano degna di un play, cosa che si vede maggiormente quando parte in palleggio e realizza uno dei suoi tanti movimenti e cambi di mano veloci che lasciano dietro l'avversario. Coi suoi movimenti offensivi riesce spesso a sbilanciare le difese che si trovano in difficoltà, soprattutto quando batte l'avversario diretto dal palleggio. Il suo fisico forte e slanciato lo aiuta nelle penetrazioni dove riesce a concludere assorbendo bene i contatti. In penetrazione sceglie oculatamente il passaggio quando vede l'area affollata e sa selezionare il compagno meglio posizionato. In difesa gioca con aggrssività lottando su ogni pallone, cosa che lo costringe però a molti falli. Atleticamente parlando è nella media dei giocatori NBA e la sua pecca più grande è il poco afffidamento che fa nel tiro preferendo spesso e volentieri la penetrazione preceduta da dribbling ripetuti. Deve quindi migliorare il tiro per sentirsi sicuro di quest'arma. Non molto reattivo come difensore quando si tratta di aiutare o di contrastare un tiro.

venerdì 27 novembre 2009

PROSPETTI NBA DRAFT 2010 : LE STELLE DELLA NCAA 2° PARTE

Dopo aver analizzato le migliori cinque promesse (dal nostro punto di vista) di questa stagione NCAA, passiamo ad analizzare altri 3 dei 5 prospetti che avevamo accennato nell'articolo precedente, giocatori che completeranno il pacchetto dei migliori 10 cestisti di college più probabili ad essere scelti nelle prime posizioni, ricordando che tale lista potrà essere aggiornata quando qualche nuovo nome salirà alla ribalta o quando si evidenzieranno nuovi pregi e difetti dei 10 citati.

Al-Farouq Aminu, ala piccola sophomore di Wake Forest: Un tuttofare, dotato di braccia lunghissime che lo aiutano a rimbalzo dove se la cava molto bene, ma anche in difesa dove non lascia mai tiri comodi agli avversari. E' dotato di una buona agilità che gli permette di districarsi bene negli spazi. Può crearsi azioni dal palleggio sfruttando il dribbling ed è in possesso di un buon tiro in sospensione che però deve diventare più costante dalla linea dei tre punti. E' atletico e sa riempire bene le corsie durante il contropiede. Un buon aspetto è l'intensità che applica in campo quando serve. Deve assolutamente irrobustirsi per poter assorbire i contatti sia a rimbalzo che in penetrazione e deve imparare a difendere i giocatori veloci nei dribbling.


Patrick Patterson, ala grande junior di Kentucky: Un vero animale d'area per intensità a rimbalzo, dove sgomita e lotta incessantemente, e usa sapientemente la sua potenza fisica. La sua partita è fatta di una continua lotta per farsi trovare sempre nella migliore posizione favorendo anche la penetrazione degli esterni perchè con il corpo tiene il proprio avversario lontano dall'aiuto difensivo. Gli piace stazionare in post basso dove utilizza pochi ma efficaci movimenti con finte preparatorie spesso per arrivare a schiacciare di potenza. Se più veloce del suo diretto marcatore, lo sorprende con un cambio di direzione inusuale per tecnica per un giocatore di 6-8, altezza che non lo aiuta però in ottica NBA. Un pò lento in difesa dove sopperisce con aggressività e determinazione. Deve cercare di variare il suo gioco in attacco ed imparare a fare movimenti meno meccanici, ed in più deve cercare spesso di limitarsi in difesa per evitare di caricarsi di falli.

Derrick Favors, ala grande freshman di Georgia Tech: E' quel giocatore che ovunque lo metti in campo o esterno od interno può essere sempre utile perchè dotato di velocità e atletismo per attaccare le difese da fuori area, ma, per altezza (6-9) e fisico, staziona tranquillamente sotto i tabelloni. In area tiene bene i contatti, riesce quasi sempre a finire con un tiro in equilibrio e possiede una ampia varietà di movimenti in post basso dove si distingue per tecnica e fluidità. In difesa sa sfruttare le sue caratteristiche fisiche specialmente quando si tratta di contrastare il tiro. Le sue abilità potrebbero farlo diventare una devastante ala piccola in NBA ma per questo deve aggiungere raggio di tiro e trattamento di palla adeguato.

martedì 24 novembre 2009

PROSPETTI NBA DRAFT 2010 : LE STELLE DELLA NCAA

Con il campionato NCAA appena iniziato, cerchiamo di analizzare i giocatori del college basketball più promettenti per poterne seguire i miglioramenti e dare una prima descrizione da aggiornare nel corso della stagione. Aggiornamenti che potrebbero riguardare anche la lista dei candidati al prossimo draft quando qualche altro nome comincierà ad essere annotato sui taccuini degli scout NBA.

John Wall, playmaker freshman di Kentucky: talento straripante, dai più considerato già il nuovo Derrick Rose per atletismo e capacità nel concludere nel traffico, mentre dai più scettici viene considerato simile a Kenyon Dooling per la buonissima difesa stancante fatta di scivolamenti. Possiede altezza e velocità perfetti per il ruolo che occupa e non molti hanno la possibilità di coadiuvare queste caratteristiche che sono unite inoltre ad un grande atletismo che lo rende pericolosissimo anche in transizione. Le sua qualità maggiori sono il dribbling e un primo passo bruciante spesso accompagnato ad un veloce cambio di direzione. Non possiede un gran tiro (lento e non molto affidabile) e questo lo costringe spesso a forzare entrando in area. Le sue letture offensive sono da rivedere così come la sua leadership nel dettare i tempi e richiamare i compagni all'ordine.

Donatas Motiejunas, ala grande della Benetton Treviso: E' uno di quei lunghi che potenzialmente possono farti cambiare il modo di giocare, regalandoti la possibilità di aggiungere svariate possibilità all'attacco perchè riesce ad unire i 7 piedi di altezza ad una buona velocità in mezzo al campo e alla possibilità di allargarsi, uscendo dall'area senza risentirne. Un lungo mobile ma che sa giocare sotto canestro, che sa passare la palla e che ha la mentalità del vincente. Deve costruirsi un fisico più possente per fare la voce grossa in un' area NBA e per giocare centro, inoltre deve essere sempre concentrato al massimo sia in campo che negli allenamenti per poter far esplodere tutto il suo potenziale. Ha bisogno di fare molta esperienza per evitare di farsi sopraffare dai giocatori più furbi ed avvezzi all'uso di "trucchetti" difensivi.

Cole Aldrich, centro junior di Kansas: Migliorato molto in movimenti spalle a canestro, è un solido centro che fa del fisico potente e dei fondamentali le armi per spadroneggiare sotto le plancie. Sa muovere molto bene i piedi sia in attacco che in difesa (cosa in cui è supeiore alla media per un lungo) e si sta costruendo un buon tiro faccia a canestro dopo un movimento di finta in post. La sua vera forza però è l'abilità che ha nel farsi trovare sempre nella giusta posizione in attacco e questo gli consente di fare molti punti in area, aiutato anche dal fatto che regge i contatti e mantiene la coordinazione e unito ad un tocco morbido. Si distingue per le sue doti da stoppatore e per la buona difesa in post basso contro centri fisici che cercano di usare il corpo per farsi largo. Non è atletico e la sua velocità laterale è scarsa. Il tiro dalla media sta crescendo ma non è ancora un'arma su cui contare. Da vedere se riuscirà a dominare anche nelle aree NBA.


Ed Davis, ala grande sophomore di North Carolina: in un draft che vede molti lunghi che possono fare il salto di qualità, con molte probabilità è proprio lui quello che può dimostrare di valere la chiamta più alta (almeno tra i giocatori d'area). Potente di gambe e molto atletico, affidabile in post dove staziona per la maggior parte del tempo anche grazie ai suoi molti movimenti ben costruiti. E' in possesso di un tiretto dai quattro metri abbastanza affidabile, utile per variare le sue conclusioni, ma senz'altro da migliorare per essere un fattore. Gran combattente a rimbalzo dove non si risparmia mai e dove fa valere la sua esplosività. Quando può non si lascia mai sfuggire una bimane e spesso sembra voglia tirare giù anche il canestro tanto è la veemenza del gesto. Il suo difetto più eclatante è la mancanza di chili e di possenza muscolare che gli nega la possibilità di reggere bene i contatti in area e quindi di riuscire ad essere sempre coordinato. Migliorare ancora il tiro e crescere muscolarmente lo proietteranno veramente in alto anche in ottica NBA.

Willie Warren, play/guardia sophomore di Oklahoma: Giocatore dai tantissimi punti nelle mani, per ora la guardia offensiva più forte del lotto. E' dotato di un primo passo fulmineo che spesso lo aiuta nel catapultarsi in area e richiamare gli aiuti difensivi a se. E' il giocatore dell'ultimo tiro che si esalta nei momenti difficili e "pesanti", quando la palla scotta. Il suo tiro in equilibrio è una sentenza e da dietro l'arco è già da distanza NBA anche perchè spesso sceglie di tirare anche con un pò di spazio dalla riga dei tre punti NCAA. E' in possesso di una ampia varietà di finte e controfinte dal palleggio e il suo crossover è un'arma di cui deve abusare vista la velocità e l'efficacia. Potrebbe avere problemi al livello superiore vista la scarsa attitudine a scegliere il passaggio rispetto al tiro o per il fatto che si incaponisce in un entrata quando invece scaricando può portare ad un tiro semplice. Deve imparare a scegliersi i tiri. In difesa ha le potenzialità per tenere tutte le guardie ma spesso non è concentrato e si applica poco.

In uno dei prossimi post analizzeremo gli altri 5 giocatori da noi ritenuti potenzialmente da lotteria.