Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA

domenica 6 gennaio 2013

L'NBA in quattro quarti, Stoudemire, Royce White... La settimana NBA da 1 a 10: Week 10

I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la decima settimana di regular season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.

il quarto “preferito” da Stephen Jackson per infortunarsi. Due su due in due mesi di Regular Season, tra l’altro ha giocato effettivamente solo un mese visto che l’altro injury lo avevo fatto stare fuori appunto per l’altro mese. Curioso comunque come sia avvenuto questo infortunio. Captain Jack aveva appena tirato dall’angolo una tripla e nel mentre ricadeva è atterrato su una cameriera dei Knicks, che stava a bordo campo. Gli ha dato il ben servito … tra l’altro servizio non a domicilio.


quarto, quando Batum vola e stoppa un potenziale alley-oop dei Grizzlies. Gesto ancora più esaltante visto che il francese si è fatto tutto il campo per rincorrere il contropiede di Memphis. Da qui è ripartita l’azione per i Clippers chiusa proprio con un alley-oop. Oltre alle prestazioni, prove da All Star Game per Batum, se non lo convocano voleranno parecchi francesismi…

il quarto in cui, nella gara dei Nets contro gli Spurs, quelli di Brooklyn hanno infilato soli 5 punti. Che non sia il periodo migliore per Brooklyn lo si capisce anche da altre gare e dall’esonero di coach Johnson, ma una buona rappresentazione ce l’hanno offerta in questo scampolo di gara.

quarto, quello dei buzzer beater e dei clutch shoot che contano di più. Succede a volte anche quello che è accaduto agli Hawks però, che per un paio di centimetri si sono visti sfumare il clutch shoot del pareggio. Come fossimo ad una gara di salto in lungo, Horford ha leggermente pestato la linea dei tre punti vanificando così una sua tripla che avrebbe riportato la gara sull’85 pari contro i Pistons; tripla trasformata poi dal replay in soli due punti. Horford, che comunque di professione non farebbe proprio il lungo tiratore ha mostrato ugualmente freddezza quando la palla è scottata tra le sue mani. Quando agli Hawks servono punti è sempre in prima linea, in tutti i sensi…

Cinque W - zero L, il bilancio dei Thunder nell’happy new year match. Sono cinque anni, dunque da quando la squadra ha cambiato sede, che OKC vince la prima partita dell’anno. Thunderstruck o meglio Thunderstreak.

Sei i secondi di silenzio in due azioni non molto lontane di Blake Griffin. Nella prima il 4 dei Clippers si era alzato per una delle sue consuete schiacciate, quando a mezz’aria lo si è visto fare un mezzo giro e cadere di testa sul parquet. Fortunatamente solo una botta per lui e nient’altro. Un pò dopo ha ricevuto palla nell’angolo per una comoda tripla e l’ha sparata … sul lato del tabellone. Evidentemente la testa gli faceva ancora male per la botta di prima…

Sette minuti e 30 secondi alla fine del quarto periodo, partita oramai congelata dai Nuggets che comandano con un margine di +21 contro i Jazz. C’è però ancora il tempo per vedere una magia di Iguodala, fonte di imprecazioni per chi avesse cambiato canale. Andre percorre tutto il campo in palleggio, supera un difensore non appena arriva in area avversaria e si ferma in prossimità del pitturato. Da qui seguono due finte che fanno saltare gli avversari collassati sotto le plance per fermarlo e così Iggy può appoggiare in un semplice layup, incontrastato. Nessuno farà mai quello che ha fatto Magic probabilmente, ma quelle finte di Iguodala lo hanno ricordato almeno per un azione, visto che quei gesti erano uno dei sue marchi di fabbrica.
  
Otto ai due “record” dei Nuggets. Due giocatori di Denver hanno fatto parlare di sé questa settimana segnando due traguardi. Parliamo di McGee e Miller. Il centro ha infilato la prima tripla della sua carriera NBA, con un buzzer beater nel terzo quarto di gara; Miller invece ha superato la soglia dei 15000 punti in carriera. Oltre a questi ha anche più di 7500 assist a referto, entrando così nella storia del basket giocato, visto che tali statistiche soli altri sette giocatori le hanno realizzate: Oscar Robertson, Isiah Thomas, Jason Kidd, Steve Nash, Magic Johnson, Gary Payton e John Stockton. Otto sopra un tetto.
                                                                                                                                                           
Nove circa le settimane dall’inizio della Regular Season, in cui è dovuto stare fermo Stoudemire. Il lungo è tornato in questi giorni ed ora sarà interessantissimo vedere cosa succederà in futuro nel gioco dei Knicks. Questo perché il loro inizio senza Stat è stato ottimo e sarà importante capire se Amar’e sarà solo un ulteriore valore aggiunto alla squadra o se sposterà delle alchimie oramai consolidate. Giocatore da Grande Mela? O mela della discordia?

Dieci le lettere che compongono un nome ed un cognome: Royce White. La vicenda non finisce mai di sorprendere. Tempo fa ci eravamo lasciati con questa storia in evoluzione (clicca qui per vedere la parte prima), che ora ha visto un’altra puntata trasmessa in questi giorni sulle reti NBA. Il giocatore come si sa è afflitto da problemi di ansia, soprattutto ansia da volo e Houston non trovando soluzioni al momento ha deciso di mandarlo in D-League. Prontamente il giocatore ha rifiutato di andarci. Qualche giorno dopo ha rilasciato anche un’ intervista in cui spiega i suoi pensieri: “Fare un protocollo per chi soffre di disturbi come quelli che ho io è problematico per la NBA… Anche se dovessi cambiare squadra non cambierebbe nulla perché senza un protocollo non cambierebbe niente… Deve farlo la Lega… Non è colpa di Houston”. Continua… ancora.

Numero Jolly: 29 i rimbalzi, di cui 11 offensivi, di Vucevic nella sconfitta contro Miami. Nuovo record rimbalzi per la franchigia, il montenegrino ha superato Shaq fermatosi a quota 28. Il tutto condito da 20 punti. La partita seguente ha fornito un’altra grande prestazione, ancora 20 punti e 12 rimbalzi a cui è seguita un'ulteriore gara da 11 punti e 18 rimbalzi. Una settimana da incorniciare per un giocatore che ha sulle spalle “il semplice compito” di dover far dimenticare Howard. Si consoli con la cioccolata della Befana, buona Epifania a tutti.


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