Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA

domenica 20 gennaio 2013

Lakers, Belinelli, Wall,...Settimana NBA da 1 a 10: Week 12


I fatti, i momenti, gli eventi, gli aneddoti che si verificano in una settimana di NBA sono tantissimi ma alcuni di loro sono più significativi o più singolari di altri, quelli che possono da soli rappresentare in sintesi quanto è accaduto in quei giorni. Terminata anche la dodicesima settimana di regular season, visto l'arrivo della Domenica, si torna con la settimana NBA da 1 a 10, più una variabile jolly a seconda di quello che succederà nei 7 giorni.


Uno, la posizione in campo di Mike Conley sul parquet. Viene così da chiedersi come sia possibile sull’83-80 e pochi secondi al termine della gara, che la rimessa dei Grizzlies venga affidata a lui, ad un piccolo. E’ quasi consuetudine che debba essere un lungo con qualche decente capacità di passaggio a dover essere l’addetto a far ripartire il gioco, per la maggiore visibilità che avrebbe dalla rimessa laterale e per la migliore padronanza di palleggio che ha il back court nel tenere palla. Ma contro i Bulls c’era Conley. Il play ha cercato invano una via di passaggio ed ha perso tutti e cinque i secondi a sua disposizione per rimettere e così la palla è andata a Chicago. Ha comunque vinto Memphis, ma fare ai playoff questi errori ci si “rimette” solo.  

Due le facce della moneta dei Lakers. Una, la testa che pensa veloce, quella che vuole Mike in attacco, quella di un team che in fase attiva spinge continuamente, tanto da portare a casa ben 4 alley-oop nel solo primo quarto contro i Bucks. Dall’altra parte però c’è la croce, la difesa, quella non proprio vista come priorità dal baffo, che consente agli Heat di partire con quattro canestri comodi in schiacciata sui primi quattro tiri che hanno messo. Los Angeles deve urgentemente sistemare la fase difensiva innanzitutto e non voltare la testa dall’altra parte … sennò esce croce.

3.1 il coefficiente di difficoltà (per il basket), dell’avvitamento di Belinelli. Parliamo del jumper che ha portato i Bulls a battere i Celtics 100 a 99. 3.1 sono anche i secondi rimasti a cronometro per Boston, per arrivare a costruire il tiro del contro-sorpasso. Tiro che poi alla fine non è entrato. Interessante notare come Marco abbia giocato in tutto 20 minuti e spiccioli in quella partita, ma Thibodeau non guarda mai queste cose e decide chi far restare in campo a seconda di come meglio si sistemano le situazioni difensive. E quindi eccolo in campo all’OT dopo essere stato snobbato a lunghi tratti nei quattro quarti. E’ pur giusto sottolineare però, che il buon coach ha altalenato nuovamente il minutaggio di Belinelli, dopo che l’italiano stava fornendo un bel contributo da starter dall’alto minutaggio. A proposito di coefficienti di difficoltà e di avvitamenti, sarebbe da prendere in considerazione per Tom, un bel tuffo nel passato.

Quattro i giocatori dei Raptors sopra i 20 punti nella gara contro i Bucks. Un risultato particolare ed interessante, ma che comunque è stato vanificato, perché la partita verrà piuttosto ricordata perché Toronto ha sprecato un margine di 20 lunghezze, facendosi recuperare e poi sorpassare da Milwaukee. Il margine che i Bucks hanno riagguantato è il 5° più largo recupero nella storia.

Cinque le partite disputate dai Wizards con di nuovo John Wall in campo. Sono arrivate tre vittorie e due sconfitta di cui una di un punto ed una con i Clippers per poco. Cifre che non possono essere una coincidenza e che fanno capire come Washington sia una buona squadra se c’è un signor play come Wall, a guidarla. Il “capitale” di Washington.

Sei minuti, circa, mancavano alla fine della gara Pacers-Bobcats, quando deve essere balenata nel cervello a Roy Hibbert l’idea di una scommessa. Il centro di Indiana ha promesso ad ognuna delle riserve in campo $100 dollari, nel caso avessero tenuto i Bobcats sotto gli 80 punti. Le seconde linee non sono mancate all’appello e Charlotte si è fermata a quota 76. E Hibbert paga..  

Sette bello quello che ha pescato Metta World Peace durante la partita. Dopo una palla rubata, parte in contropiede e salta per la dunk. La palla sbatte sul ferro e rimbalza in aria per poi ricadere in fondo alla retina. Metta va poi a fare il bacia mano ad una signora del pubblico. Peace and Love.

Otto all’oggetto volante non identificato che è saltato sopra la testa di John Wall, superandolo, nella gara dei Wizards contro i Magic. Il play di Washington ha poi scoperto che si trattava di una persona, Ish Smith, dopo che quest’ultimo, una volta volato sopra di lui si è rigirato ed ha stoppato un comodo tiro dello stesso Wall. Ish ha letteralmente scavalcato il muro.

Nove i secondi di torcicollo che devono essere venuti a Lillard dopo la splendida giocata di Kirie Irving. Il play dei Cavs, si accentra in area, accetta l’uno contro uno con Damian e lo salta con due spin, uno a destra e poi uno a sinistra, chiudendo poi con un canestro con appoggio al tabellone.

Dieci alla creatività degli americani per distrarre i giocatori avversari durante le partite. Come dimenticare il grosso signore che sballottolava la pancia durante i tiri liberi degli ospiti, o la serie di fogli con scritto “Miss it”, fino ai classici cartelloni di scherno. Anche questa settimana l’inventiva non è mancata, con gigantografie di faccioni di Jeff Teague per tifarlo e soprattutto della Kardashian, quest'ultima per "distrarre" Humphries durante la gara. 
  
Numero jolly: 26 gli anni che sono dovuti passare prima che i Bucks rivincessero in casa dei Phoenix Suns, interrompendo una striscia che durava da 24 partite. All’epoca Reagan era Presidente degli Stati Uniti e l’Unione Sovietica era intatta e la somma dell'età degli attuali starter dei Bucks era di tre anni…

Numero jolly bis: 58 i punti degli Hawks contro i Bulls. 20 punti nella prima metà di gara e soli 5 nel secondo quarto. 24/82 dal campo (!). Nessuno in doppia cifra tranne tale Mike Scott, rookie, con 10 punti.


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