Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA

sabato 31 ottobre 2009

ANALISI PARTITE NBA DELLA NOTTE



Anche stanotte L'NBA ha offerto tanto spettacolo e belle partite con ben 26 squadre in campo. Quindi analizziamo le tredici partite disputate stanotte:

Milwauckee Bucks - Philadephia 76ers 86-99

La partita si decide nel terzo quarto con i Sixers che recuperano lo svantaggio di 6 punti maturato nel primo tempo della partita e piazzando un parziale di 35-20 prima dell'inizio del quarto finale. I Bucks scelgono di far partire titolare subito il rookie Brandon Jennings che anche se butta via alcune azioni, fa ugualmente un partitone andando vicino alla tripla doppia all'esordio in NBA! Alla fine chiude con 17 punti 9 assist e altrettanti rimbalzi. Isixers fanno girare molto la palla e ben 6 giocatori chiudono in doppia cifra di punti. A rimbalzo la partita è stata combattuta, parte della differenza è stata la precisione dei giocatori di Philadelphia che hanno tirato con quasi tutti attorno al 50%, percentuali date dalle buone scelte di tiro.

New York Knicks - Charlotte Bobcats 100-102

Bella partita, combattututissima nel finale grazie alla splendida rimonta dei Knicks allo svantaggio iniziale di ben 19 punti. Dopo ben due overtime è stato decretato il vincitore. A Gallinari D'Antoni ha affidato la tripla della vittoria e anche se il Gallo non ha segnato e la parità ha portato al primo supplementare, questa è stata una grandissima dimostrazione di fiducia del coach verso il grande talento italiano. Gallinari già ha la giusta durezza mentale per prendersi questi tiri e la reazione rabbiosa dopo l'errore è la prova che sentiva la partita e credeva nella riuscita del tiro; queste sono le situazioni giuste che servono al giovane per migliorare e anche l'errore è importante per farlo crescere. Ha chiuso con un buon 16-5 (punti e rimbalzi) tentando anche il tiro da centrocampo sullo scadere del secondo supplementare, preciso ma poco potente. Nei molti minuti "concessi" dalla partita è stato semplice gonfiare le statistiche per molti giocatori ma c'è comunque da segnalare David Lee che ha catturato ben 18 rimbalzi.

Washington Wizards - Atlanta Hawks 89-100

Gli Hawks nel primo tempo maturano un vantaggio di 14 punti che riescono a controllare fino a fine gara anche se con una certa difficoltà soprattutto all'inizio del terzo quarto.
Arenas sbaglia molto prendendosi molti tiri che avrebbero avuto esiti migliori con uno scarico dopo la penetrazione invece che essere stai più volte rispediti al mittente, ma non tradisce dalla lunga distanza. Da sottolineare l'ottima prestazione di Al Horford che chiude con un altra doppia doppia e in difesa è superbo soprattuto sul tempismo sugli aiuti a chiudere le penetrazioni, la sua difesa gli frutta anche ben 5 stoppate, anche se 7 tiri sbagliati su 11 sono un tasto dolente per un lungo. Buone anche le prestazioni di Andray Blatche e Brendan Haywood, con il primo sempre più candidato a trovare molto spazio e molti minuti.

Chicago Bulls - Boston Celtics 90-118

Grande dimostrazione di forza per i Celtics che asfaltano i Bulls facendo maturare quarto dopo quarto un gran vantaggio complice una difesa che causa molte conclusioni forzate. L'apporto dei panchinari è stato fondamentale per ottenere questa prestazione soprattutto quello di Eddie House e di Shelden Williams che sembra aer trovato la sua giusta dimensione grazie allo staff dei Celtics, importante colpo per Boston che trova in Williams l'uomo che può sopperire alla mancanza di Glen Davis, fuori per infortunio.
Per Boston terza vittoria su tre gare.
La gara ha preso poi il binario direzione Celtics anche grazie alla botta presa da Rose che lo ha costretto a giocare meno di metà della partita (niente di serio comunque). Nota positiva è la graduale crescita di Noah sempre più importante per la franchigia sotto i tabelloni.

Oklahoma City Thunder - Detroit Pistons 91-83

Il risultato è figlio delle brutte percentuali dal campo (specialmente da tre) più che dalla forte difesa mostrata in campo. Gordon parte in quintetto a causa dell'assenza di Rip Hamilton e anche se realizza ben 25 punti, sbaglia anche molto. Ben Wallace anche lui partito titolare si riscopre quello che conosciamo, nullo in attacco ma possente in difesa e a rimbalzo dove cattura 12 carambole di cui tre offensive. Il solito Durant è l'uomo in più dei Thunder dando alla causa la solita prestazione eccellente (25 punti 12 rimbalzi) senza essere uno sciupone, forse un tantino egoista.
La gara è stata quasi sempre in bilico e solo nel quarto quarto si è indirizzata a favore dei Thunder.

Miami Heat - Indiana Pacers 96-83

Anche qui pessime percentuali soprattutto dai tre punti dove entrambe le squadre hanno tirato con meno del 20%. Si sente molto nell'Indiana la mancanza di un secondo realizzatore (Dunleavy è ancora infortunato) e nessuno a parte Granger supera quota 13 punti. La solita nota positiva e Troy Murphy, punto fermo tra i lunghi e forza dominante a rimbalzo dove ne prende 13 con quattro offensivi.
Miami dalla sua ha il sempre ottimo Wade (però impreciso da tre) e un rispolverato Jermaine O'Neal che nelle prime uscite stagionali stà dando dimostrazione di essere tornato quello dei bei tempi, ma è ancora presto per dirlo.
Beasley sembra recuperato e questa è forse la nota positiva migliore per gli Heat (chiude con circa il 45% al tiro mettendo a segno 12 punti conditi da ben 9 rimbalzi).

Cleveland Cavaliers - Minnesota Timberwolves 104-87

Cleveland strappa la sua prima vittoria dopo la falsa partenza con due sconfitte iniziali. La chaive della partita sono stati i tiri da tre punti con Clevelan che ha tirato con i 55% con ben 18 conclusioni.
La partita non è mai stata in discussione anche se i T-Wolves si sono dimostrati capaci di reagire ogni qualvolta subivano un parziale, carateristica che ha fatto si che il vantaggio Cleveland se lo costruisse quarto dopo quarto. Minnesota ha distribuito molto i possessi con solo Flynn a superare i 15 punti (17 per lui). Coach Rumbis ha scelto di utilizzare in maniera massiccia la panchina, forse anche per capire quali saranno gli uomini principali sui quali costruire la rotazione.
Shaq è stato in campo solo 18 minuti per problemi di falli e qui la lunga panchina si è fatta sentire tanto che Ilgauskas non ha fatto sentire per nulla la mancanza dello Sceriffo. Ottimo è stato l'apporto di Daniel Gibson che con le sue triple ha spezzato il match.

Orlando Magic - New Jersey Nets 95-85

Un imponente Dwight Howard conduce i Magic alla vittoria, non solo per 22 rimbalzi tirati giù e per i 20 punti messi a referto ma anche per aver annullato i centri avverari in attacco. La sua solidità difensiva poi è rappresentata dalle quattro stoppate rifilate, cosa che ha anche intimorito i penetratori. I molti errori al tiro dei Nets sono figli dei molti tiri presi fuori dal pitturato.
I limiti di New Jersey si sono fatti sentire, difficoltà a rimbalzo, difesa non impeccabile, nessun vero leader in attacco (ma Devin Harris imparerà presto a esserlo). Comunque la rotazione è stata striminzita e questo si è fatto sentire specialmente nel finale di gara dove i giocatori erano stanchi. L mancanza di Rashard Lewis è stata comunque un peso a rimbalzo dove nessuno oltre Howard è riuscito a strappare più di 5 rimbalzi (anche se era difficile visto che li ha presi tutti lui...).

Sacramento Kings - New Orleans Hornets 92-97

Sacramento ha tirato male in ogni ambito con specialmente Kevin Martin che ha sbagliato la bellezza di 20 tiri! e Jason Thompson più di dieci che però ha compensato con un'ottima prova a rimbalzo. Comunque la partita è rimasta in bilico sino al quarto quarto dove New Orleans è riuscita a piazzare un parziale che ha chiuso la partita. Questa è una di quelle partite che danno la dimostrazione di quanto sia importante avere una panchina solida e lunga. Per Sacramento Nocioni è stato un ancora di salvezza in attacco, mentre Brockman è stato un vero combattente sotto i tabelloni prenendo 10 rimbalzi in meno di 20 minuti di cui 5 offensivi. Comunque il vero punto forte di New Orleans è stata la facilità con cui si riusciva a penetrare, cosa che ha portato a molti tiri liberi per Chris Paul, 14 dei suoi 31 punti sono arrivati dalla linea della carità.

Los Angeles Clippers - Utah Jazz 98-111

Anche se il risultato non lo mette in luce, la partita è stata combattuta e tutto si è deciso alla fine con Utah che nell'ultimo quarto ha costretto i Clippers a molti errori e ha attaccato molto bene. Utah infatti alla fine del terzo quarto perdeva di un punto ma a fine partita sono 13 i punt di scarto tra le due formazioni ada appannagio dei Jazz però.
Quello che i Clippers hanno pagato è stato lo scarso utilizzo della panchina e quindi nel finale di gara i tiratori erano meno lucidi. I Jazz poi sotto i tabelloni hanno fatto la voce grossa prendendo 13 rimbalzi in èiù degli avversari. Fondamentale è stato Paul Millsap che in 25 minuti di gioco partendo da sesto uomo ha totalizzato 23 punti e 9 rimbalzi sbagliando solo 3 tiri.
Per i Clips le percentuali sono state buone e ben tre giocatori hanno superato i 20 punti (Gordon, Davis e Kaman).

Golden State Warriors - Phoenix Suns 101-123

Doveva essere la partita dall'alto punteggio e lo è stato. Grazie al gioco improntato a correre più che a stazionare sotto canestro le due squadre hanno avuto molti spazi e le percentuali al tiro sono salite, addirittura Phoenix ha tirato con poco meno del 55% con ben 22 conclusioni. Pazzesco Channing Frye che ha piazzato 6 triple su 7 tentativi ed è stato il vero fattore perchè i Warriors erano in difficoltà dovendo sia chiudere al centro sui tagli di Amare che rimanere su Fry che puniva da fuori. Grazie allo stile di gioco ritrovato anche Steve Nash si è potuto esprimere alla grande e sfruttando i molti capovolgimenti di fronte e tutte le palle perse dei Warriors ha preso per mano la squadra totalizzando in tutto 20 assist e 18 punti(!). La partita è stata avvincente per chi ama lo spettacolo puro, ma un pò meno per chi preferisce la gara combattuta e grintosa.

Dallas Mavericks - Los Angeles Lakers 94-80

Incredibile partita di Dallas che vince battendo Los Angeles allo Staples Center, grazie ad un ottima difesa e alle poche triple che i losangelini sono riusciti ad infilare sulle molte tentate (7 su 23). I Mavericks hanno vinto la gara dei rimbalzi. E' mancato Ron Artest limitato dai falli anche se Los Angeles ha trovato una bella prestazione da Shannon Brown. A parte però Brown e Josh Powell, che però è rimasto poco sul parquet, la panchina è mancata completamente non fornendo l'apporto necessario che avrebbe aiutato la squadra a lottarsela fino alla fine.
La partita si è decisa nel terzo quarto quando Dallas partita con la mentalità giusta ha chiuso con un parziale di 26-15.

La partita tra i Toronto Raptors e i Memphis Grizzles sarà l'oggetto invece del nostro prossimo post.

venerdì 30 ottobre 2009

ULTIME DALL'NBA : NOTIZIE E MERCATO

La stagione NBA è iniziata, con già le sue sorprese (come la doppia sconfitta di Cleveland), le sue certezze, e molti fatti da raccontare, perchè oltre alle partite che sono il piatto più saporito ci sono comunque altre portate che arricchiscono il pasto. Infatti le notizie fuori dai campi di gioco sono molte e influiscono in maniera proponderante sull'andamento delle gare e a volte le rendono più appetitose mentre altre volte le privano di sapore.

Brutta tegola si abbatte in casa Celtics, Glen Davis pochi giorni fa ha rimediato una frattura al pollice destro fuori dal campo di gioco, e per questo sarà anche multato. Non solo il danno ma anche la beffa, ma la responsabilità è tutta sua. Infatti l'incidente è stato causato da una disputa avvenuta con un suo amico, la quale è degenerata con un confronto manesco. I tempi di recupero si aggirano attorno alle 6 settimane.

Sventata la paura che aveva accompagnato Al Jefferson. Si era creduto il peggio dal suo infortunio e si era parlato addirittura di uno stop lunghissimo, ma il diretto interessato e un riscontro medico hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a staff e tifosi che avevano già subito la brutta notizia dell'infortunio per un buon mesetto di Kevin Love.

Nello Utah invece non c'è stato nulla da fare per Kyle Korver, il giocatore si è dovuto operare al ginocchio e quindi dovrà saltare buona parte di inzio stagione. Utah perde il suo miglior tiratore, un giocatore che apre le difese dando modo a Boozer e Millsap di avere più spazi per le giocate in post basso e una riserva molto utile tatticamente soprattutto per punire gli scarichi.

Aria di rinnovi contrattuali sia in casa Nets che in casa Toronto che in casa Spurs.
I Nets non hanno perso tempo ed hanno blindato fino al 2011 tre giovani promesse, già titolari, esercitando l'opzione prevista dal contratto. Il centrone Brook Lopez che stà già dimostrando di essere una certezza guadagnerà $2,41 milioni; il prossimo Rip Hamilton, Courtney Lee, guadagnerà $1,34 milioni; e il versatile cinese Yi Jianlian, che deve ancora dimostrare tutto il potenziale che si intravede a sprazzi dalle sue prestazioni, guadagnerà $4 milioni al suo quarto anno. Mentre si è scelto di non prolungare Sean Williams.

Toronto invece ha prolungato, sempre grazie ad un opzione contrattuale, la permanenza ai Raptors di Marco Belinelli, che ora può giocare anche più tranquillamente con la mente sgombra e concentrata solo sul campo da gioco.

San Antonio ha prolungato invece il suo giovane play di riserva, l'ottimo cambio di Tony Parker, ovvero George Hill, giocatore utilissimo in uscita dalla panchina perchè sa tenere il campo, e riesce a gestire bene i possessi d'attacco senza strafare.

Le voci di mercato attorno a Stephen Jackson si riaccendono, ufficiale l'interesse di Cleveland che però non vuole privarsi di Ilgauskas, la situazione resta in stallo ma presto qualcosa si muoverà, bisognerà vedere se farà rumore o se tutto verrà smentito. L'aggiunta di Jackson darebbe a James un altro compagno affidabilissimo come scorer ma soprattutto come tutto fare arricchendo il roster di un nuovo talento ma anche di un'altra personalità egocentrica e difficile da gestire, specialmente per il fatto che (ovviamente) è abituato a gestire molti palloni, cosa che non accadrabbe a Cleveland, anche se il giocatore ha espresso la volontà di andare a giocare in una squadra da titolo.
Anche Denver si è interessata al giocatore ma non offre nulla di sostanzioso come contropartite.

giovedì 29 ottobre 2009

TORONTO CONTRO CLEVELAND; ORA I KILLER'S B SONO TRE


CLEVELAND CAVALIERS-TORONTO RAPTORS : 91-101.

Clamorosa vittoria dei Raptors contro i Cleveland Cavaliers. L'air Canada center è stata una bolgia per tutta la partita, i tifosi erano caldissimi ed hanno metaforicamente trascinato i giocatori a dare il massimo per tutti i 48 minuti, giungendo così ad una meritata vittoria.
Cleveland subisce dunque la seconda sconfitta su due partite disputate ed almeno all'apparenza non è sembrata per niente la schiacciasassi dell' anno precedente.

Toronto schiera subito titolare il rookie DeMar DeRozan preferito a Belinelli e a Wright. La mossa di Triano è chiara vuole aggiungere atletismo al quintetto soprattutto per l'accoppiamento con l'ex di turno, Anthony Parker. Per il resto la squadra è quella prevedibile con Calderon in regia, Turkoglu e Bosh come ali e Bargnani sotto i tabelloni.

Toronto parte subito forte con Bargnani che nel solo primo quarto registra già 13 punti, score che potevano essere incrementato a 15 se Andrea non avesse sbagliato una schiacciata in contropiede, completamente da solo, in campo aperto. Bosh fatica e non poco a trovare la mira e la voglia di mettere a referto i suoi primi punti della nuova stagione lo portano un pò a strafare ad inizio gara. Cleveland è assente dalla gara, Shaq riesce a smuovere un pò gli animi con qualche rimbalzo offensivo, ma per una volta Toronto riesce ad arginarlo benissimo grazie ai sistematici raddoppi e mediante ad una difesa dello stesso Bargnani che ha sorpreso un pò tutti per i suoi miglioramenti anche dall'altra parte del campo.

Andrea viene cercato con insistenza, maggiormente rispetto alle passate stagioni e continua a macinare punti chiudendo a 21 conditi da 3 rimbalzi, il suo primo tempo.

Dalla panchina si mette in luce anche l'altro italiano, Marco Belinelli. La voglia di fare è tanta e in 12 minuti Marco segna 10 punti, referto che rimarrà invariato anche a fine partita quando i minuti registrati saranno 20. Ovviamente meno cercato del mago, le sue soluzioni offensive se le è create da solo. Beli gioca con la voglia di mostrare a Golden State quello che si sono persi cedendolo e non considerandolo e questa motivazione lo porta ad eccellere nella partita.

Alla fine del primo tempo il risultato recita 56-36 per Toronto e James nella ripresa è costretto a forzare per recuperare, rinunciando così a far circolare la palla. La squadra comincia a cercare maggiormente Bosh in post ma a parte qualche sporadica bella conclusione, il go-to-guy della squadra non riesce ancora a trovare con costanza le retina, anche se poi il tabellino reciterà a fine gara 21 punti e 16 rimbalzi; spesso però è stato un buco nero, attraendo il pallone a sè per poi rivederlo solo dopo che ha tirato, ignorando completamente alcuni passaggi; la sensazione è che se Bosh passasse un pò di più il pallone sarebbe un giocatore devastante, in attacco sarebbe ancora più imprevedibile. Inoltre Triano dà a Turkoglu una disposizione tattica molto importante, ogni volta che il turco recupera un rimbalzo difensivo, anzichè passare a Calderon, riparte lui velocizzando la manovra e creando maggiore scompiglio nelle difese avversarie per via della sua qualità di creare dal palleggio.
Altra notazione importante tattica mostrata da Toronto è che spesso la squadra puniva dal perimetro perchè attraeva le difese nel pitturato fingendo il pick' n roll per poi scaricare verso il tiratore lasciato libero dal difensore che raddoppiava in area.

Alla fine nulla è valsa la tripla doppia di James, (23 punti 12 assist 11 rimbalzi) perchè Toronto porta a casa una vittoria meritata. Bargnani chiude con 28 punti e 5 rimbalzi anche se la sua partita in termini di minutaggio è stata limitata molto dai falli, seppur alcune chiamate arbitrali erano decisamente discutibili come il suo quarto fallo, un inesistente strattonamento offensivo che lo ha costretto alla panchina per metà terzo quarto.

Una volta tanto comunque, i Killer's B non sono solo Bargnani e Bosh, ma sono tre con Belinelli.

Qui ci sono gli highlights della partita:

mercoledì 28 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : NEW ORLEANS HORNETS


Oggi concludiamo la nostra rubrica di analisi delle squadre NBA ai nastri di partenza con l'ultima squadra rimasta da analizzare: i New Orleans Hornets.

Gli Hornets questa estate sono stati protagonisti di una trade molto discussa più che per i giocatori coinvolti per capire chi ci avesse realmente guadagnato, ma la sensazione generale e che l'approdo di Emeka Okafor in sostituzione di Tyson Chandler porterà benefici anche se Chandler è cresciuto e, grazie soprattutto all'accoppiata con Paul, riusciva a dare spettacolo e portava discreti punti quasi sempre però imboccati dal play delle meraviglie, e in difesa il suo lo faceva sempre.
Okafor dalla sua, porta in dote una maggiore capacità di giocare in post basso e contribuire maggiormente in attacco dove può essere una valida opzione, oltre al fatto che non farà rimpiangere Chandler nè a rimbalzo nè in difesa, forse solo in atletismo e verticalità.
Altre aggiunte che saranno molto importanti sono i due rookie pescati dal draft: Darren Collison e Marcus Thornton due esterni, soprattutto il primo che aiuteranno Byron Scott ad allungare la panchina tra i piccoli. La prontezza di Darren Collison di dimostrarsi all'altezza nei piani alti sarà una chiave per la stagione di New Orleans che l'anno scorso ha spremuto molto Paul durante la stagione regolare, Collison ha il compito di sostituire Paul divenendo il suo primo cambio cercando di non far risentire dell'assenza del titolare.
Le impartizioni che Scott darà al rookie saranno quelle di continuare a giocare con lo stesso stile di gioco magari cercando più scarichi quando partirà in penetrazione e lucidità nelle giuste scelte da effettuare.
Il difetto principale della squadra stà nel fatto che sono pochi i giocatori che realmente possono contribuire dalla panchina e poi la sensazione che si cercherà di invertire è che se si riesce in qualche modo a limitare Paul il gioco offensivo ben congeniato perda moltissimo causando anche molte palle perse in generale e tiri forzati fuori schema.

Dal punto di vista tattico Scott preferisce un gioco più ragionato con però molte invenzioni dal palleggio e azioni che si vengono a creare dalle penetrazioni. Le azioni partiranno o con una penetrazione quando ci sono più tiratori sul perimetro per ricevere gli scarichi o dando la palla ad uno dei due lunghi entrambi molto affidabili e con la possibilità di complementarsi grazie anche al tiretto dalla media-lunga distanza di cui dispone David West, caratteristica fondamentale per le tattiche della squadra.
C'è la possibilità di rendersi imprevedibili più che per le giocate di Paul, per il fatto che sarà difficile individuare per chi sarà rivolto lo schema visto che la squadra è distribuita bene con due tiratori titolari e due lunghi intercambiabili per ogni tipo di soluzione.

Si potrà assistere spesso ad una chiamata di un gioco a due concluso magari da un terzo.
L'ingresso di Julian Wright in campo porta atletismo e un altro penetratore che può portare a far fare falli o a costringere le difese ad aiuti che lascino scoperti il lungo di turno per un semplice appoggio. La tattica sarà anche quella di sfruttare le grandi capacità di Chris Paul di buttarsi nel traffico per caricare gli avversari di falli e tirare molti liberi.

Hilton Armstrong è il terzo lungo (ed unico lungo che possa realmente aiutare come scorer) che entrerà sopratutto nelle situazioni dove gli Hornets correranno usufruendo della sua mobilità e del suo atletismo che gli permettono di poter far punti veloci attraverso tagli in transizione.

Posey invece è la forza aggiunta, l'uomo che si prende i tiri difficili, il tuttofare che difende sempre con la massima concentrazione. Nei finali di partita ci sarà sempre in campo anche perchè è uno degli indiziati principali per prendersi l'ultimo tiro.
Anche se ci sono molti buoni difensori in squadra, il coach dovrà rivedere alcuni schemi in difesa e rifinire alcuni movimenti visto che in molte gare in media New Orleans ha subito più di quanto segnava.
Previsione: Playoff e proprio al massimo secondo turno
Quintetto ideale: Chris Paul; Morris Peterson; Peja Stojakovic; David West; Emeka Okafor
Sesto uomo: James Posey
Panchinari di spicco: Julian Wright; Hilton Harmstrong; Darren Collins

INIZIA IL CAMPIONATO NBA

E' ripartito questa notte il campionato NBA.

Come in tutte le prime giornate, sono arrivate già le prime sorprese, i primi sballottamenti dei pronostici.

Questa notte si disputavano quattro partite: Los Angeles Lakers-Los Angeles Clippers; Portland Trail Blazers-Houston Rockets; Dallas Mavericks-Washington Wizards; Cleveland Cavaliers-Boston Celtics (il main event della serata).


Los Angeles Clippers-Los Angeles Lakers : 92-99. Prima giornata ed è subito derby, vincono i Lakers, come era prevedibile.

I campioni in carica non potevano fallire e, anche se privi di Pau Gasol, hanno lo stesso strappato la prima vittoria di questa stagione. I Clippers si sono battuti bene seppur mancasse all'appello, la prima scelta assoluta al draft, Blake Griffin. Complice questa assenza Chris Kaman ha sfoderato una prestazione eccellente (18 punti e 16 rimbalzi), risaltata dal fatto che ha dovuto fronteggiare Bynum ed Odom. Proprio quest' ultimi due sono stati i fattori (a parte Bryant) che hanno spostato gli equilibri della partita. Il primo ha letteralmente dominato sotto i tabelloni avversari sfornando una prestazione di 26 punti e 13 rimbalzi con un discreto (per i centri) 9/15 dal campo, il secondo invece non ha fatto rimpiangere l'assenza di Odom mettendo a referto 16 punti conditi da 13 rimbalzi e ben 5 assist. Bryant è un pò impreciso dal campo (11/26), ma la mole di tiri che si è preso gli consentono di chiudere con un bottino di 33 punti e 8 rimbalzi complici anche i 12 tiri dalla linea della carità. Al di là del foglio statistico comunque i Lakers hanno mostrato che possono sopperire tranquillamente alle assenze dei suoi migliori giocatori dando una grande prova di forza.

Houston Rockets-Portland Trail Blazers: 87-96. Anche qui niente sorprese. Portland è destinata a fare un grande campionato e non si ferma di certo contro una squadra rovinata dai molteplici infortuni delle sue stelle.

Match che al terzo quarto era già chiuso, l'ultimo è stato solo di amministrazione per Portland. La partita è stata vinta a rimbalzo, fattore prevedibile perchè l'assenza di Yao Ming e la titubanza di inserire fin dal primo minuto David Andersen, ha costretto Rick Adelman a schierare titolare Hayes e mettere centro un giocatore che non raggiunge i due metri non è una buon biglietto da visita. Oden e Przybilla prendono 22 rimbalzi complessivi (Oden 12 e Joel 10) di cui 8 offensivi dando alla squadra secondi tiri importantissimi per volgere a favore l'incontro.
Aaron Brooks chiude con 19 punti ma la sensazione è che finchè non tornerà qualche uomo importante, il giovane play è destinato a prendersi troppe responsabilità offensive, giornata nera per lui dal perimetro dove si segnala uno 0/6. Aldridge un pò opaco (11 punti 6 rimbalzi), solita prova ottima per Roy che chiude con 20 punti 5 rimbalzi e 5 assist, anche se deve rivedere la mira, perchè uno come lui non può permettersi un 5/18 dal campo. Fattore è stato Outlaw che partendo dalla panchina ha contribuito alla causa con ben 23 punti.

Nota positiva dei Rockets è stato Andersen con 11 punti e 5 rimbalzi in meno di 20 minuti di impiego.

Washington Wizards-Dallas Mavericks : 102-91. I maghetti contro ogni pronostico asfaltano in casa loro i Dallas Mavericks.

C'era grande attesa per il ritorno di Arenas ed il giocatore non ha fallito il primo appuntamento, 29 punti 9 assist e 50% dal campo, permettono ai Wizards di sognare alti traguardi. La squadra era priva di Antawn Jamison, ma ha sopperito con un'ottimo contributo delle seconde linee, Blatche mette a segno 20 punti e prende 7 carambole, mentre Foye piazza 19 punti tirando molto bene dal campo, 8/14. Partita tirata fino all'ultimo, ma Dallas non può pensare di vincere vivendo di sole grandi prestazioni di Nowitzki (34 punti 9 rimbalzi). Sicuramente è stata un'occasione sporadica, Dallas ha un buon collettivo e senz'altro farà un ottimo campionato ma quello che oggi è mancato è stato il resto della squadra, eccetto Marion che alla sua prima ufficiale in maglia Mavericks non voleva demeritare (16 punti 7 rimbalzi) ed un buon apporto di Barea, 13 punti 6 rimbalzi e 4 assist.

Boston Celtics-Cleveland Cavaliers: 95-89. La partita era dificilmente pronosticabile, si affrontavano le migliori d'Est (Orlando permettendo), ma i Cavaliers partivano leggermente favoriti per via della loro imbattibilità tra le mura amiche.

Come al solito un maestoso James risponde presente anche in questo match, ma a nulla sono valsi i suoi 38 punti 8 assist e 4 rimbalzi, perchè il suo supporting cast non è stato all'altezza. Williams con soli 12 punti è il secondo più prolifico della squadra. La vera causa che ha portato Boston alla vittoria è ancora una volta la maniacale attenzione difensiva che i Celtics in ogni gara sfornano, non sono solo i miseri 89 punti concessi ai Cavs l'interpretazione di questa causa, ma la lettura della partita va guardata in termini di tiri presi da Cleveland. Tranne James che si è preso i suoi 22 tiri, i compagni non hanno tirato nenche 10 volte ciascuno (eccezione per O'Neal che non si discosta poi molto dato che conclude solo 11 volte) e conseguentemente meno possibiltà per Cleveland di segnare. Inoltre la vena realizzativa di Pierce, 23 punti e 11 rimbalzi e la solita onesta partita di Garnett che più che dal foglio statistico che recita 13 punti e 10 rimbalzi, va vista in termini di energia e leadership che ha portato alla squadra.
Shaq ha fallito la prima gara ma sicuramente se mai dovesse ingranare, Cleveland può tranquillamente ribaltare ogni partita a suo favore.

Stasera si concluderà la rubrica delle analisi delle squadre NBA con i New Orleans Hornets che stanotte affronteranno gli Spurs.

martedì 27 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : HOUSTON ROCKETS



Continuiamo ad analizzare le squadre della Southwest Division concrentando la nostra attenzione sugli Houston Rockets.

I Rockets ormai da alcuni anni sono una di quelle squadre come i Wizards che ogni anno non riescono mai a schierare la loro formazione migliore a causa degli infortuni che menomano la franchigia durante il corso della stagione. Houston quest'anno ha addirittura perso per tutta la stagione il fortissimo centro Yao Ming punto di riferimento della squadra e McGrady invece è ancora ai box. La perdita di Yao Ming costringerà la squadra non solo a privarsi dell'uomo di maggior rilievo sia in difesa che in attacco ma costringe Houston anche a rinunciare al tipo di gioco impresso ala manovra ma soprattutto a dover ridisegnare una tattica costruita attorno al centro cinese.

L'arrivo di David Andersen e di Pops Mensah-Bonsu non possono sopperire a questo inconveniente ma sicuramente daranno modo a Rick Adelman di allungare e dare più profondità alla panchina. Dal draft è arrivata l'ala Chase Budinger, un giocatore che già nell'immediato rientrerà nelle rotazioni occupando entrambe le posizioni di ala contribuendo con un grande apporto di energia dalla panchina qualità che gli permette di dare un buon aiuto a rimbalzo.

Ovviamente l'arrivo più importante è stato quelle di Trevor Ariza. L'ex Lakers porterà alla squadra una boccata d'ossigeno perchè è un giovane dalle grandi prospettive che in un contesto vincente come quello dei Los Angeles non ha tradito le aspettative e che anzi ha sempre fornito un grande contributo in ambo le parti del campo.

Alcuni potenziali giocatori che occuperanno il ruiolo di centro (Hayes e Dorsey) sono sotto la media di altezza e verranno impegati tatticamente abbassando il quintetto, per correre.

Tatticamente parlando infatti Adelman ha già annunciato che sceglierà un gioco veloce che attacchi da subito le difese per evitare che si schierino a metà campo cercando di sfruttare quando possibile una situazione che preveda un tiro veloce. Come punto di riferimento in post basso ci sarà l'ottimo Scola che quest'anno dovrà essere il giocatore chiave dei Rockets per poter fare una buona stagione. Ariza sarà chiamato a migliorarsi in attacco affinando il suo già pericoloso tiro da fuori l'arco e prendendosi più responsabilità con le penetrazioni. Il gioco sarà comunque sempre gestito in maniera ordinata con una equa distribuzione dei palloni non avendo un go-to-guy vero e proprio (anche se McGrady quando la palla scotta può fare di tutto).

Scola darà la possibilità ad Adelman di creare schemi che portino il lungo appena fuori dal pitturato portando via un rimbalzista avversario fuori dall'area dei tre secondi, e se non seguirà l'argentino nei suoi movimenti Luis potrà punirlo con un tiretto dalla media che è sempre costante e ormai una sentenza. Grazie a questa capacità può giocare un pick 'n roll "mascherato" che si tramuta in un pick 'n mid quando il giocatore intuisce che è la soluzione migliore.

Le azioni verranno gestite dal piccolo play Aaron Brooks che viene da una stagione che lo ha portato alla promozione da titolare e quest'anno sarà il suo anno di consacrazione visto che dovrà essere molto abile nella lettura del gioco per scegliere sempre la soluzione migliore. Se non dovesse essere ancora in grado sarà Kyle Lowry a provare a soffiargli il posto da titolare.

La difesa ha perso molto con l'assenza forzata di Yao Ming che se non altro spaventava eventuali penetratori e con la partenza direzione California di Ron Artest ma comunque rimane ricca di elementi validi che contribuiranno a mantenere buono l'approccio nella metà campo dove non si gestisce la palla.
Il neo arrivo Ariza e Shane Battier saranno i giocatore chiamati a difendere sugli esterni più temibili mentre Scola e Andersen si prenderanno le maggiori responsabilità in area. Anche Hayes è un buonissimo difensore e questo sarà il suo maggior apporto dalla panchina.

Sarà importante anche il contributo di Landry che porta in dote discreti punti, un grande atletismo e carica agonistica. Landry infatti sarà come Scola un giocatore su cui Adelman farà molto affidamento per non far sentire troppo la mancanza del cinese sotto canestro.
Previsione: Esigue possibilità di playoff
Quintetto ideale: Aaron Brooks; Tracy McGrady; Trevor Ariza; Luis Scola; David Andersen
Sesto uomo: Carl Landry
Panchinari di spicco: Shane Battier; Kyle Lowry; Chuck Hayes

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : DALLAS MAVERICKS


Per le consuete analisi delle squadre NBA oggi è il turno di analizzare i Dallas Mavericks.

La franchigia sta ancora cercando di cavalcare l'onda di qualche anno fa, dove una Dallas schiacciasassi era riuscita a vincere le prime due gare di finale NBA contro Miami salvo poi avere una tremenda ricaduta che ha comportato una rimonta di Wade e compagni che poi hanno vinto il titolo. La squadra era collaudata, l'anno seguente miglior record ad ovest, ma poi è arrivata la sconfitta contro l'ottava classificata ai playoff, i Golden State Warriors, quasi a far capire che ormai il treno della vittoria era già passato. Da lì la squadra non si è più ripresa significativamente, perchè in finale Dallas non c'è più arrivata.

Ora gli uomini per una buona stagione ci sono, ma Cuban non intende più scendere a qualche fermata prima, vuole puntare dritto al titolo e per questo non si è fermato a guardare durante il periodo estivo, con la volontà di mettere su una squadra che potesse aspirare ai massimi livelli. Per questo motivo è stato preso da Toronto, Shawn Marion, un giocatore completo, forte difensore, eccellente atletismo e buona capacità realizzativa.

Inoltre si è puntato forte su un lungo che potesse sostituire Dampier partendo titolare, con quest'ultimo a cominciare dalla panchina. Si è cercato Gortat, acquisto che sarebbe stato perfetto per la franchigia, un grande difensore, ottimo intimidatore d'area, uno che non chiedeva troppi palloni in attacco e che quindi non avrebbe avuto problemi a lasciare le scene offensive all'altro lungo, Nowitzki.

L'acquisto però è saltato, Orlando ha pareggiato l'offerta e si è dovuto ripiegare verso Drew Gooden, buon giocatore anche lui, dotato di buoni movimenti in attacco, ma sostanzialmente è una ala grande mascherata a centro nei casi di necessità, quindi si è sopperito parzialmente al problema. Il più grande difetto di questa squadra, infatti è proprio la mancanza di un centro che possa dominare in area, dare secondi tiri alla squadra ed in grado di placare i centri fisici avversari. Inoltre la squadra ha un tasso di età alto e quindi la sensazione è che abbiano al massimo due anni di possibilità per vincere, altrimenti addio titolo almeno per un pò.

Comunque la squadra nel complesso è migliorata, almeno sulla carta, la loro arma migliore sta nel fatto che quasi tutti i loro giocatori sono anche buoni difensori e quindi la squadra è ottima sia in attacco che in difesa.

In attacco le bocche da fuoco sono molte, ma per Dallas il problema di gestirle non esiste perchè hanno in cabina di regia un play che forse è indirizzato verso il declino, data l'età, ma che per il momento per esperienza, per qualità di assist, per leadership e per intelligenza cestistica è ancora uno dei migliori nella lega. Ovviamente si parla di Jason Kidd. Il vero go-to-guy della squadra comunque è Nowitzki, un giocatore eccellente, un tiratore immenso che trova l'equilibrio nel tiro in tutte le situazioni, grande scorer da ogni posizione, ha solo alcune lacune in difesa da sistemare, ma la grinta che mette nelle partite fa sopperire parzialmente questo aspetto. Con l'arrivo di Marion, Dallas ora può dire la sua anche sull'atletismo, dato che con Josh Howard forma una coppia dal punto di vista dell'esplosività quasi unica. Senza considerare che dalla panchina hanno Terry, un giocatore devastante in termini di punti segnati soprattutto in relazione ai minuti giocati.

In difesa nella zona perimetrale la squadra è forte, Howard e Marion, complice la loro esplosività di gambe sono molto bravi nel chiudere gli spazi e Kidd sopperisce alla difficoltà di tenere play molto atletici con la sua intelligenza nel leggere le azioni e con la sua esperienza. Tra i lunghi il discorso è leggermente da rivedere, la difesa difetta un pò ma tutto sommato con i giusti schemi difensivi e con rotazioni collaudate, si può mascherare il problema.

Tatticamente parlando Dallas inizierà le gare con un quintetto alto, forte a rimbalzo, con tutti i titolari che possono aiutare concretamente sotto le plancie. Il gioco è bidimensionale perchè i titolari sono sia tiratori che penetratori così da essere sempre pericolosi e non dare punti di riferimento alle difese avversarie. Nowitzki allontanandosi dall'area porta i lunghi fuori dal pitturato e può giocare tranquillamente sia il pick' n roll che il pick' n pop in maniera
impeccabile.

Previsione : Semifinale di conference.
Quintetto ideale : Jason Kidd; Josh Howard; Shawn Marion; Dirk Nowitzki; Eric Dampier
Sesto uomo : Jason Terry
Panchinari di spicco : Drew Gooden; Josè Barea; Kris Humphries

lunedì 26 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : MEMPHIS GRIZZLIES



La rubrica di analisi delle squadre NBA oggi focalizza la sua attenzione sui Memphis Grizzlies.

La franchigia del Tennessee è da anni in ricostruzione, come lo dimostrano le ultime deludenti stagioni che erano volte maggiormente a far crescere i giovani più che puntare a vincere qualche partita in più. Quest'anno però la musica è un pò cambiata a Memphis, i Grizzlies hanno capito che è ora di accerchiare questi giovani con qualche talento più esperto per ambire all'ottavo posto ad Ovest.

Per questo hanno deciso di puntare forte su Zach Randolph e su Allen Iverson. I due sostanzialmente sono gli acquisti più importanti di Memphis per questa stagione, il primo una macchina da doppia doppia limitato solo da problemi caratteriali che non gli hanno permesso di essere considerato maggiormente all'interno della lega; il secondo invece un campione sulla via del tramonto però, con la sensazione, che qualcos'altro lo possa ancora dare ad una squadra, in termini di punti, di esperienza e come guida pei i giovani.
Inoltre la voglia di vittoria e di rivincita contro coloro che lo danno per finito potrebbe portarlo a giocare per farli ricredere e questo è un bene se metterà il suo talento al servizio della squadra ed un male se lo porterà a strafare individualmente per cercare di smentire tutti.

In realtà c'è anche un'ulteriore innesto tra le fila dei Grizzlies, cioè la seconda scelta assoluta al draft, Hasheem Thabeet, un centro di 2.21 con il vizio della stoppata semplice. Il giocatore però si è dimostrato ancora molto acerbo e quindi per questa stagione e forse anche per la prossima dovrà fare molto apprendistato prima di essere fondamentale per la squadra.
Ovviamente la selezione alla seconda chiamata è da ricercarsi nel fatto che non appena crescerà sarà un dominatore sotto i tabelloni, per il momento sarà utile alla squadra in difesa e quando servirà un corpaccione da buttare in campo per alcuni minuti per chiudere gli spazi sotto le plance.

Come detto si ambisce ai playoff per quest'anno ma per raggiungere tale obiettivo i Grizzlies e soprattutto il coach Lionel Hollins deve gestire quello che pare il difetto maggiore della squadra e cioè il fatto di essersi circondati di giocatori molto accentratori di gioco, che preferiscono la conclusione individuale rispetto alla circolazione della palla (Majo, Iverson e Randolph). Comunque lo staff conta che la loro fame di vittoria li porterà a preferire la soluzione di squadra alle statistiche individuali, se hanno ragione allora la squadra è destinata a fare bene e a giocarsi l'ottava piazza con i Clippers per la post-season.

L'incognita maggiore di questa squadra è la scelta del titolare in cabina di regia, Hollins dovrà scegliere se continuare a far maturare Conley, sperando nella sua esplosione, oppure se preferirà far partire Iverson e far fare un anno di sesto uomo a Conley sotto la guida di A.I. con la consapevolezza che però il ruolo naturale di The Answer è la guardia, mascherato play a Philadelphia solo perchè era la squadra a quei tempi non aveva play puri.

In attacco la sensazione è che la franchigia non avrà un vero go-to-guy, ruolo che comunque rimane sempre "assegnato" a Rudy Gay, ma tenderà a distribuire equamente gli schemi tra i vari giocatori con conseguente distribuzione dei punti in maniera più omogenea. Certamente Majo e Gay saranno i punti fermi dal perimetro ed avranno cospicuo minutaggio anche perchè la panchina riguardo ai piccoli non è molto profonda (problema che a lungo andare potrà essere fonte di stanchezza e di lucidità offensiva per i due). Tra i lunghi sicuramente Randolph sarà il più cercato se si necessità di un tiro più lontano dall'area colorata e come punto di riferimento in post basso, si andrà invece da Marc Gasol quando bisognerà sgomitare e fare il lavoro sporco sotto le plance e darà un altro punto di riferimento in post basso, dove potenzialmente può essere uno scorer affidabile. Occhio anche a Darrell Arthur altra promessa della squadra che potrà fare bene in questa stagione.

In difesa bisogna lavorare ancora perchè i giocatori sono giovani e possono crescere molto, Marc comunque offre già un discreto contributo nella sua metà campo, frutto di un lavoro in Europa che è decisamente meticoloso sugli accorgimenti difensivi.

Sotto un punto di vista tattico con la presenza di due lunghi complementari come Gasol e Randolph, si potranno provare diversi schemi tattici, con Randolph ad aprire le difese uscendo dall'area così da favorire le penetrazioni di Iverson, Majo e Gay e con Marc Gasol come riferimento in area per non far schiacciare le difese sul perimetro rendendo poi difficile le soluzioni dall'arco dei tre punti ai piccoli della squadra. Non mancheranno i pick' n roll con i lunghi, che ormai sono pane quotidiano per quasi tutte le franchigie.

Previsione : Lotta per l'ultimo post per accedere ai playoff.
Quintetto ideale : Allen Iverson; O.J.Mayo; Rudy Gay; Zach Randolph; Marc Gasol
Sesto uomo : Mike Conley
Panchinari di spicco : Hasheem Thabeet; Darrell Arthur; Marcus Williams

sabato 24 ottobre 2009

ALDRIDGE PROLUNGA CON I PORTLAND TRAILBLAZERS ED ALTRE NOTIZIE DAL MONDO NBA


Interrompiamo solo per un momento la rubrica delle analisi delle squadre NBA, per parlare delle ultime news che in questi giorni si sono affollate nel panorama cestistico d'oltreoceano.

La notizia più clamorosa riguarda la rivisitazione del regolamento della NBA, infatti è stata legalizzato il doppio passo, i giocatori che ricevono palla in movimento ora possono compiere due passi, invece che uno, prima di palleggiare o fermarsi. La notizia è veramente una svolta in quanto è stata cambiata una delle regole basi di questo sport. La decisione è stata presa per ovviare al problema che giocatori blasonati venissero favoriti dagli arbitri, perchè a loro non venivano fischiati tali passi. In verità vi è una duplice motivazione, oltre a quella già citata, ve ne è un'altra, ovvero quella di incrementare la spettacolarità delle partite, che però tutto questo va a discapito di quel basket che abbiamo imparato ad apprezzare con le sue vecchie regole.

L'NBA però con questa decisione, rischia di perderci in ambito internazionale, perchè gli arbitri d'oltreoceano gli fischieranno queste infrazioni, che ormai loro saranno abituati a fare in America.

A proposito di arbitri, altra notizia avvenuta poche ora fa è l'intesa ormai raggiunta tra gli stessi arbitri e la NBA; le due parti per tutta l'estate si sono trovati immersi in un tiro e molla senza fine che ha trovato epilogo solo odiernamente. Si è così prolungato per i prossimi due anni e tutto si rinvierà dopo quella data.

Passiamo ora ai giocatori. E' di oggi l'annuncio del ritiro della guardia-ala, Bobby Jackson, che si ritira dopo aver militato per ben 12 anni nella lega cestistica americana.

A Portland si gioisce per l'accordo trovato tra Aldridge e la franchigia dell'Oregon. Infatti le parti dopo aver discusso per giorni si sono finalmente accordati e la giovane ala grande, promessa destinata a divenire una grande stella della lega, hanno prorogato il loro rapporto per altri 5 anni a 65 milioni di dollari. La trattativa non è stata immediata perchè LaMarcus chiedeva un ingaggio simile a quello del suo compagno di squadra Roy, ma la dirigenza non era intenzionata a stanziare tutto quel denaro, comunque alla fine un punto di incontro è arrivato ed ora sia Roy che Aldridge giocheranno con un peso in meno nella stagione entrante.

Purtroppo non mancano le noti dolenti, la stagione non è ancora iniziata ma fioccano già i primi infortuni, in casa T-Wolves, Love, a causa di un problema, alla mano salterà le partite per almeno un mese, inoltre anche Al Jefferson pare essersi infortunato ma si attendono ancora delucidazioni sull'entità del malessere, per il momento il giocatore non prenderà parte alle gare da disputarsi prossimamente. A Washington invece la casella infortuni non riesce proprio a svuotarsi, ora è il turno di Jamison che sarà costretto a saltare tutto il mese di Novembre a causa di un problema alla spalla.

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : SAN ANTONIO SPURS


Iniziamo oggi l'analisi delle squadre della Southwest Division cominciando dalla sua squadra più rappresentativa: i San Antonio Spurs.

La squadra sono anni che cavalca la cresta dell'onda entrando nella post season sempre con almeno una chance di vittoria grazie ad una squadra rodata che al fianco dell'intramontabile Duncan ha visto crescere giocatori di grande livello che garantiscono alla squadra di continuare questo ciclo senza dover ricominciare, cosa che prima o poi accadrà, probabilmente quando Duncan inizierà una vera e propria parabola discendente. Il team poi per continuare a rimanere in piedi sull'onda ogni anno costruisce trade oculate che puntano a far rimanere competitiva la squadra abbassando (anche se di poco) l'età media del team.

Quest'anno la mossa di rilievo è stata l'acquisto di Richard Jefferson senza perdere nessun uomo di riferimento per la franchigia. Jefferson diventerà l'ala piccola titolare (posto in cui l'anno scorso giocava Michael Finley, che ora può portare il suo contributo dalla panchina allungando le rotazioni) e sarà di grande aiuto alla squadra perchè sarà un altra bocca da fuoco in grado di macinare punti, che può sfruttare il suo atletismo per dare agli Spurs anche un ottimo contropiedista e un giocatore in grado di spaccare le difese con le penetrazioni. Poi Jefferson, particolare da tenere conto, ha 29 anni e quindi è un giocatore che può ancora giocare almeno altre 3 o 4 stagioni ad altissimo livello di rendimento e di minuti in campo, energia per una squadra ricca di veterani.

Uno dei furti del draft (forse il furto più grande) quest'anno lo hanno fatto proprio gli Spurs prendendo al secondo giro DeJuan Blair, ala-centro che era quotata in lotteria ma che poi è scivolata molto in basso nel draft per via dei suoi potenziali problemi alle ginocchia e per la sua altezza che raggiunge giusto giusto i due metri. Comunque il ragazzo sopperisce alla sua modesta altezza (per il ruolo che occupa) con atletismo ed energia che porteranno agli Spurs un buon ricambio dei lunghi in grado di contribuire con rimbalzi, difesa e punti in velocità.

Altro buon acquisto che rinforza il reparto esterni e che è in linea con la filosofia di Gregg Popovich di prendere possibilmente giocatori che siano buoni anche in difesa, è Keith Bogans, guardia che era in forza ad Orlando e che darà modo agli Spurs di allungare le rotazioni con un giocatore esperto e pronto a dare il suo specialmente in fase difensiva.

La difesa infatti è l'arma in più della franchigia texana poichè Popovich è un cultore maniacale degli schemi difensivi e chiede ai giocatori applicazione massima dalla parte del campo dove non si segna. Gli Spurs infatti sono una delle squadre che possono contare maggiormente sulla solidità mentale dei suoi uomini e sulla massima concentrazione in ogni minuto di utilizzo sul parquet.

Dal punto di vista tattico la squadra può contare su molte soluzioni offensive; il gioco è quasi interamente gestito a metà campo con schemi ragionati e volti a liberare gli spazi, con i soli Ginobili e Parker chiamati ad inventare fuori dagli schemi. I ritmi sono bassi ma sono molte le accellerazioni che si vengono a creare quando lo schema prevede una partenza in palleggio per buttarsi dentro e schiacciare la difesa con gli aiuti difensivi. Tony Parker infatti grazie alle sue ottime abilità di penetratore e tiratore può dare varietà al suo gioco offensivo rendendosi sempre pericoloso. Quando penetra arriva sicuramente a canestro quindi attira aiuti difensivi che liberano spazi per scarichi facili a giocatori liberi.

Il fulcro dell'attacco rimane però Tim Duncan, il leader silenzioso, il giocatore che non ti accorgi se non solo a fine partita che chiude sempre con una doppia doppia. Duncan è il riferimento in post basso e spesso l'azione inizia con un passaggio nella sua direzione facendo muovere le difese. I suoi movimenti in post basso portano a numerosi raddoppi puniti puntualmente dal tiratore di turno libero fuori dall'area. Si può giocare con efficacia il pick 'n roll che può essere iniziato da più giocatori non solo da Parker e quindi regala imprevidibilità alla manovra.

La forza degli Spurs la si può trovare anche nel fatto che molti di loro possono prendersi tiri difficili e tiri importanti facendo diventare San Antonio una forza nei finali di gara.

La panchina è abbastanza lunga ed attrezzata con Ginobili che parte sesto uomo per avere anche un go-to-guy offensivo quando i titolari escono per rifiatare, mossa molto furba di Popovich che sa bene quanto conti avere un sesto uomo di alto livello. A sostituire Parker c'è il giovane George Hill, buon ricambio che stà crescendo e che in pochi anni potrà diventare un giocatore molto affidabile. Poi per completare il reparto esterni uscenti dalla panchina c'è Finley, guardia-ala esperta e molto utile per tutto quello che può portare in campo entrando subito in ritmo partita.

I difetti degli Spurs sono principalmente due: l'affidabilità del reparto lunghi ad eccezione dell'uomo franchigia Tim Duncan, e l'alta età media dei giocatori nel roster.

Il primo difetto si spera venga sopperito dalla crescita repentina di DeJuan Blair che in un meccanismo così ben gestito come San Antonio può trovare velocemente la sua dimensione, ma comunque se anche così fosse il problema lunghi rimane, perchè al fianco dei due sopracitati ci sono l'esperto ma non proprio una garanzia in attacco Antonio McDyess, e il buon tiratore Matt Bonner lungo che non può rimanere a lungo in campo per i suoi limiti difensivi ed offensivi ad eccezione della schiacciata ed del buon tiro da tre. L'arrivo di Theo Ratliff può aiutare ma non cancellare il difetto maggiore della franchigia.

L'alta età di molti dei giocatori della rotazione limiterà la loro permanenza in campo e quindi il loro apporto alla partita oltre al fatto che gli anni avanzati inevitabilmente comportano anche un generale calo delle prestazioni.

Previsione: Semifinale di conference
Quintetto ideale: Tony Parker; Roger Mason jr.; Richard Jefferson; Tim Duncan; Antonio McDyess
Sesto uomo: Emanuel "Manu" Ginobili
Panchinari di spicco: Michael Finley; George Hill; DeJuan Blair

giovedì 22 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : LOS ANGELES LAKERS



Concludiamo l'analisi delle squadre NBA della Pacific Division analizzando la sua squadra più rappresentativa, nonchè campione in carica : i Los Angeles Lakers.

Sono i campioni, coloro che hanno appena dimostrato di avere qualcosa in più rispetto alle altre e questo fattore già la dice lunga sul fatto che la squadra ha un team competitivo ed in grado di ambire al traguardo più alto. "Squadra che vince non si cambia" recita un vecchio detto, ma i Los Angeles hanno deciso di andare in controtendenza, consci che le altre franchigie si sono mosse oculatamente per superare gli ostacoli che l'anno passato non gli hanno permesso di vincere.

Quindi non sono rimasti a guardare ed hanno anch'essi operato sul mercato ed in maniera anche significativa. Infatti non si sono limitati ad acquisti di contorno per limare il roster ed allungare la panchina e le rotazioni, ma hanno deciso di operare un cambio addiritura che interessa il quintetto base della squadra.

Consapevoli di avere un uomo quasi immarcabile che è Kobe Bryant, hanno cercato fortemente uno dei pochi che con la sua difesa riuscisse a limitarlo e cioè Ron Artest. Dunque lasciato andare Ariza, si sono portati a casa i servigi di uno dei migliori difensori della lega (se non il migliore) ed anche un più che buono giocatore offensivo. In tal modo Bryant, avrà un difensore in meno ad ostacolarlo, avendolo dalla sua parte e i Lakers guadagnano una fetta maggiore di qualità difensiva.

Messa su questo fronte, la mossa ha del clamoroso e i Lakers sarebbero destinati inevitabilmente a ripetersi anche quest'anno, però ci sono controindicazioni che portano a credere, a detta di alcuni, che forse la mossa non è stata così proficua. Queste supposizioni sono nate non certo avendo come presupposto il talento del giocatore, ma sono da ricercarsi nei problemi disciplinari e comportamentali che Artest si porta dietro.

Non a caso l'incognita di questa squadra è proprio l'inserimento del nuovo arrivato che potrebbe causare una rottura dell'armonia nello spogliatoio se mostrerà il lato esuberante del suo carattere e poi c'è il rischio che non riesca ad adattarsi al ruolo di secondo od addirittura terzo leader del team in fase offensiva. Comunque a placare gli animi di Ron Ron ci penserà Phil Jackson, allenatore troppo esperto nel gestire queste situazioni da credere che si lasci sopraffare dall'ex Houston (vedi Rodman). Il secondo problema dipenderà molto di più dal giocatore in quanto dovrà essere la sua voglia di vincere che lo dovrà portare ad adattarsi al nuovo ruolo in squadra. Ovviamente dovessero essere superati tali problemi, il team si ritroverebbe ancora la squadra più accreditata alla vittoria, forse ancora più forte rispetto all'anno passato.

La franchigia non presenta particolari lacune, quello che si pensava essere l'anello debole dell'attacco, cioè l'esperto play, Derek Fisher, si è invece rilevato l'uomo in più della squadra, il giocatore esperto capace di guidare un team nelle partite calde dei playoff senza che la palla gli pesasse tra le mani e lui era solo il giocatore meno atteso in termini di punti. Ovviamente il go-to-guy della squadra è Mr.81 punti, Kobe Bryant, attualmente ancora il miglior giocatore nella NBA. Uomo squadra, leader indiscusso dal dopo Shaq, un surreale tiratore che trova l'equilibrio e la calma in ogni conclusione che effettua; eccellente penetratore anche nel traffico, che nei momenti difficili si esalta anche se solo da poco ha imparato a fidarsi un pò più dei compagni nei momenti finali quando si è punto a punto. Come riferimento tra i lunghi, Gasol è ormai in lizza per essere il migliore europeo in NBA (Parker e Nowitzki permettendo), un giocatore che quest'anno è cresciuto e maturato tantissimo soprattutto nella gestione dei palloni quando contano. Inoltre uscendo dalla panchina hanno Lamar Odom che in quasi tutte le squadre sarebbe titolare fisso, ma Phil preferisce farlo partire dalla panchina perchè il giocatore si esprime meglio quando ci sono meno pressioni sulle sue spalle.

La difesa quest'anno è devastante. Bryant quando ha voglia di difendere limita moltissimo il suo avversario, Gasol e Bynum sono la giusta miscela di lunghi in grado di difendere sia su uomini fisici d'area sia su lunghi mobili che escono per un tiro dalla media distanza. Inoltre l'uomo migliore delle squadre avversarie (almeno tra i perimetrali) sarà preso in consegna da Artest e talvolta da Bryant in modo da non caricare di falli nessuno dei due.

Per quanto riguarda il punto di vista tattico, la squadra da quando c'è Phil jackson pratica il triangolo, il tipo di gioco preferito dal coach nonchè suo marchio di fabbrica. Questo tipo di gioco necessita di lunghi passatori e dal buon trattamento di palla, come lo sono Gasol e Odom che sono racchiudono proprio queste caratteristiche. Lo schema favorisce la circolazione della palla lasciando il gioco ordinato ed una varietà di buone soluzioni dettate dalla lettura della difesa avversaria. Inoltre con Gasol ed Odom ci si può allontanare dall'area dei tre secondi in modo da liberare spazio per le penetrazioni. Si potrà usufruire in maniera massiccia anche di pick'n roll e sull'aiuto difensivo ci sarà lo scarico per un tiratore perimetrale. Tutti e tre i lunghi possono contribuire a fornire secondi tiri alla squadra e possono essere pericolosi nel gioco spalle a canestro. Al limite anche se le difese coprono bene, ci penseranno Bryant o Gasol a prendersi degli uno contro uno per risolvere l'azione.

Previsione : Titolo NBA.
Quintetto ideale : Derek Fisher; Kobe Bryant; Ron Artest; Pau Gasol; Andrew Bynum
Sesto uomo : Lamar Odom
Panchinari di spicco : Sasha Vujacic; Jordan Farmar; Shannon Brown

mercoledì 21 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : SACRAMENTO KINGS


Nell'analisi delle squadre NBA proseguiamo il giro della Pacific Division rimanendo in California ma stavolta a Sacramento per analizzare la franchigia dei Sacramento Kings.

Dando un primo sguardo veloce al roster si intuisce subito come Sacramento sia un cantiere aperto che ha bisogno di tempo per portare a compimento la costruzione. Difatti il roster è perlopiù composto da giocatori giovani con solo pochi esperti veterani per aiutare queste giovani promesse nella loro crescita. Anche quest'anno la squadra ha come obiettivo quello di riuscire a far esplodere il talento dei suoi giocatori per poi gettare le basi per un futuro più brillante. A pennello sono arrivate altre scelte dal draft promettenti su cui poter contare fin da subito e quindi già pronte per crescere insieme alla squadra e metabolizzare stile di gioco e schemi oltre che a far gruppo.

Sacramento ha messo sotto contratto ben quattro rookie ma punta principalmente sulla combo guard Tyreke Evans e su Omri Casspi, buon tiratore e che sembra in grado di potersi ritagliare fin da subito un posto nelle rotazioni. Evans sarà il play del presente e del futuro per la franchigia californiana che è andata sul sicuro ottenedo un giocatore che può giocare subito invece che scegliere Rubio che anche se in prospettiva più interessante non si sarebbe aggiunto subito alla squadra, danno irreparabile per un team che su questa scelta alta, basa parte del suo futuro. Probabilmente non partirà subito titolare ma scalzerà ben presto Beno Udrih dal ruolo, visto che l'ex Spurs non ha dato prova di essere il giocatore che Sacramento sperava. Comunque Udrih sarà un utile ricambio specialmente per portare ordine quando si giocherà ragionati a metà campo o quando si schiererà una squadra con molti tiratori insieme sul parquet.

Casspi sarà utile come ricambio dell'ala soprattutto perchè porta in dote un ottimo tiro da tre che consentirà a Sacramento di mettere un quintetto alto ma pericoloso anche da tre punti con appunto l'ex Maccabi e Nocioni insieme sul parquet.

Il reparto guardie poi, è stato rinfoltito con la buona aggiunta di Desmond Mason (che giocherà spesso anche nel ruolo di ala piccola per sopperire all'infortunio di Francisco Garcia) e di Sergio Rodriguez che sarà il terzo play e che per alcuni scampoli di partita giocherà a fianco di uno degli altri due portatori di palla occupando lo spot di guardia. In attesa di scoprire tutto il potenziale di Evans, solo Kevin Martin offre una vera affidabilità nel settore.

Il settore lunghi è quello su cui Sacramento ripone le maggiori speranze perchè i due giovani titolari nel ruolo sembrano sempre sul punto di scoppiare e regalare un altro punto fermo alla squadra. Specialmente su Jason Thompson si ripongono le maggiori speranze dopo che a sprazzi l'anno scorso ha dato luce al suo potenziale ancora tutto da svezzare.

Tatticamente parlando la crescita di Spencer Hawes specialmente come rimbalzista e nel tiretto dalla media distanza, lascia allo staff la possibilità di creare diversi schemi offensivi magari che coinvolgano maggiormente il centro facendolo partire dal post basso ma con la soluzione alternativa di spostarsi dal pitturato lasciando l'area libera alle penetrazioni e portando l'uomo che lo marca lontano da un possibile aiuto difensivo. Si proveranno diverse soluzioni offensive volte soprattutto a favorire i tiratori.

Westphal potrà poi contare su un quintetto alto che non rinunci ad essere pericoloso sul perimetro e su un quintetto più basso che può contare sulla mobilità di Nocioni e Thompson per non rallentare il gioco. Si cercherà di costruire anche schemi abbastanza elaborati per riuscire a trovare tiri semplici o per scardinare le difese avversarie.

Ovviamente la prima bocca da fuoco e punto di riferimento della squadra rimane sempre Kevin Martin sul quale si costruiranno molte azioni di gioco per sfruttare le sue qualità realizzative.

I difetti sono da ricercarsi essenzialmente su tre basi: mancanza di un secondo realizzatore affidabile e costante, anche se questo si spera sia sopperito dall'esplosione di una delle tre grandi speranze (Evans, Hawes e Thompson); difficoltà in difesa dove Sacramento non brilla, si cercheranno di costruire schemi ben ingeniati ma servirà anche un lavoro individuale mirato; panchina corta e di non di grande affidabilità.

Due riserve da non sottovalutare sono Sean May, che dopo un paio di stagioni costellato da infortuni è pronto a dimostrare di poter aiutare un team anche in NBA e non solo a livello collegiale, e Donte Green forte ala che può contare su un fisico massiccio che però non gli rallenta il gioco e la mobilità.
Sacramento ha dalla sua però la possibilità di rendersi imprevedibile non avendo oltre a Martin un altro go-to-guy e quindi cercherà di equidistribuire i palloni giocabili e gli schemi.

Previsione: Alta scelta di lotteria
Quintetto ideale: Tyreke Evans; Kevin Martin; Andres Nocioni; Jason Thompson; Spencer Hawes
Sesto uomo: Francisco Garcia
Panchinari di spicco: Beno Udrih; Sean May; Donte Green

martedì 20 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : LOS ANGELES CLIPPERS


La prossima tappa della nostra rubrica di analisi delle squadre NBA prossime ad iniziare la stagione 2009/2010, è a Los Angeles sponda Clippers.

Il team californiano complici gli infortuni (soprattutto quello di Kaman), la passata stagione non ha vissuto una grande annata, ma da questa stagione ne ha ricavato alcuni benefici che metteranno in mostra appena il campionato avrà inizio. Il beneficio maggiore è stato sicuramente la possibilità di prendere la prima scelta assoluta del draft : Blake Griffin. Griffin è stato il vero grande acquisto dei Clippers che hanno scelto di cedere Zach Randolph proprio per liberare spazio in campo per la giovane promessa. Altro grande beneficio della scorsa stagione è stata la crescita di Al Thornton e di Eric Gordon che quest'anno sono pronti a diventare punti fermi della squadra e magari a diventarne proprio i cardini.

In attacco coach Dunleavy potrà contare su un quintetto che ha molti punti nelle mani e se ognuno mantiene il rendimento aspettato la squadra potrà contare su schemi equidistribuiti con possibilità di vedere spesso a fine partita tabellini che mostrano molti giocatori che hanno superato la doppia cifra di punti messi a referto.

Tatticamente parlando il gioco sarà maggiormente ragionato con schemi a metà campo volti a favorire il gioco dei lunghi dai quali si inizierà spesso l'azione per poi leggere le difese ed agire di conseguenza. A Baron Davis sarà affidato il compito di gestire le bocche da fuoco della squadra selezionando sempre l'opzione più opportuna e spesso anche di creare dal palleggio. Davis ha dimostrato che lui stesso è un proiettile in canna che può colpire in qualsiasi momento quindi darà la possibilità agli altri sui compagni di trovarsi spesso liberi quando battendo l'uomo dal palleggio il "Barone" attirerà l'aiuto difensivo.
Ovviamente però l'opzione primaria rimarrà il gioco che passa per letture difensive con uno schema che prevederà palla sotto ad uno dei due lunghi con movimenti dal lato debole per liberare i tiratori, poi o uno contro uno che porta al tiro o se arriva il raddoppio allo scarico, oppure ancora, passaggi veloci che mirano a distruggere gli schemi difensivi.

Inoltre Dunleavy può sfruttare un quintetto veloce mettendo Thornton come ala grande tattica e Griffin centro (o DeAndre Jordan) con il tiratore Rasual Butler nello spot di ala piccola. Si può poi inserire un quintetto con più tiratori per scardinare le difese a zona con quattro giocatori ad orbitare attorno ad un solo lungo in post alto a portare blocchi.
Altra buona soluzione sarà quella di giocare per le penetrazioni usufrendo di un buon movimento del centro dopo aver portato il blocco in modo da liberare l'area ma essere anche pericoloso su uno scarico ravvicinato sotto canestro. Più di tutte le altre saranno le penetrazioni di Baron Davis e di Al Thornton a portare punti alla causa.

La panchina è abbastanza lunga e i giocatori uscenti sono un buon ricambio per i titolari specialmente perchè possono dare diverse soluzioni tattiche e modificare i ritmi di gioco. Le acquisizioni di Rasual Butler e di Craig Smith danno la possibilità di allungare una rotazione che l'anno scorso era sicuramente scarsa almeno nel settore esterni (anche se comunque Smith giocherà più come ala forte).

L'incognita è il ricambio del play. E'stato preso Telfair e nel ruolo ci sono Mardy Collins e Anthony Roberson (che possono guadagnare minuti anche da guardia) ma nessuno sembra affidabile, e si spera molto nella crescita di Sebastian Telfair specialmente per quanto riguarda le scelte delle soluzioni più appropriate. Poi si dovrà anche accertare se Kaman è tornato al pieno delle sue capacità.

Il difetto principale è che per fare una stagione a buonissimi livelli si devono concretizzare tutti i miglioramenti dei tre giovani su cui punta la squadra, e si deve riuscire a mettere a posto la difesa che tra gli esterni perde qualcosa mantenendo poi una certa costanza di rendimento.

Le premesse per una buona stagione ci sono, bisognerà però che si concretizzino.

Previsione: Lotta per un posto nei playoff
Quintetto ideale: Baron Davis; Eric Gordon; Al Thornton; Blake Griffin; Chris Kaman
Sesto uomo: Marcus Camby
Panchinari di spicco: Rasual Butler; Craig Smith; Ricky Davis

lunedì 19 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : PHOENIX SUNS



Proseguiamo la rubrica di analisi delle squadre NBA soffermandoci nell'Arizona, dai Phoenix Suns.

La franchigia, passati gli anni di splendore, ha cercato di rischiare il tutto per tutto per poter arrivare sul tetto della NBA. Infatti aveva preso Shaq, uno dei vincenti per eccellenza, un dominatore che faceva tornare Stoudemire nel suo ruolo naturale, cioè l'ala grande ed ambire così al titolo. La squadra è stata infarcita di giocatori esperti che sapessero giocare i playoff, ma ora che l'esperimento è fallito e Phoenix ha perso il treno per la vittoria, i Suns hanno cominciato una lenta ricostruzione. Andato via O'Neal, i Suns avevano pensato anche di cedere Amar'e per ricavare un pò di giocatori su cui ripartire, ma l'operazione non è riuscita e quindi la squadra punterà proprio sulla giovane ala grande come base per la ricostruzione, almeno che non verrà inserito in qualche trade di Febbraio, onde evitare il rischio di perderlo per nulla appena diviene free agent.

La ricostruzione come si è detto è ancora decisamente lunga perchè i Suns si sono riempiti di giocatori giovani che però sono bisognosi di parecchi anni di allenamenti per maturare ed essere importanti veramente per la squadra. Non hanno risentito del ricambio generazionale le due colonne della squadra : Steve Nash e Grant Hill, perchè lo staff è conscio comunque che due giocatori come loro non debbano essere sacrificati nemmeno se sono ad un'età avanzata.

Inoltre a rincarare la dose sono arrivati adesso anche altri tre giocatori, due dal draft, che necessitano di duro lavoro e parecchio tempo per migliorare. Altre scommesse dunque, come avvenuto per Shaq, ma stavolta a lungo termine. Stiamo parlando di Channing Frye, Taylor Griffin (il fratellone della prima scelta assoluta di questo draft) e Earl Clark. Quest'ultimo forse è la nota più positiva e più lieta per la franchigia che ha visto in lui più di quanto ci si attendeva ed un potenziale disarmante, oltre ad un ottimo atletismo. Frye invece, anche se qualche stagione l'ha già fatta in NBA non ha ancora convinto e i Suns saranno un ulteriore banco di prova, anche perchè con tutta probabilità dovrà giocare titolare, centro od ala grande, alternandosi nei due ruoli con Stoudemire.

La scelta di Griffin invece era quasi attendibile perchè già l'anno scorso i Suns hanno puntato sul fratello di un altro grande prospetto (si parla ovviamente dei fratelli Lopez) e quindi probabilmente covano la speranza che qualche importante qualità le possiedano anche loro, solo un pò più nascoste.

Le incognite sono molte, incominciando proprio dalla giovane stella su cui ruota la squadra, Amar'e, che è reduce da un infortunio che lo ha portato ad uno staccamento della retina dell'occhio, ora guarito, ma che non si sà se farà mai tornare il giocatore ai livelli di prima. Un'altra incognita è Frye titolare, perchè il giocatore deve ancora dimostrare tutto e bisognerà vedere se questa sarà la stagione giusta. Altri interrogativi vengono, come prima citato dai tanti giovani ancora acerbi presenti nel roster, perchè il futuro dei Suns dipende da come cresceranno.

Steve Nash sarà il perno dell'attacco , da lui passeranno quasi tutti i palloni. La squadra è tornata a giocare veloce, quindi con tutta probabilità per molti minuti di gara giocherà centro Stoudemire, che sarà l'obiettivo principale dei passagi di Nash, il riferimento tra i lunghi, per la sua mobilità per la sua rapidità di piedi e per un gioco che non disdegna il tiro fuori dal pitturato oppure un gioco in post più laborioso che rallenti leggermente i ritmi offensivi. Jason Richardson invece contribuirà decisamente come tiratore perimetrale e per aggiungere esplosività ed atletismo tra i giocatori che inizieranno le loro azioni operando da fuori l'arco dei tre punti.

Dalla panchina sarà di importanza capitale Leandro Barbosa, un eccellente tiratore che ha in serbo anche una discreta qualità come assist-man ed è anche in grado di concludere nel traffico.
Inoltre a far rifiatare Nash ci sarà anche Goran Dragic che ancora deve maturare ma sta crescendo.

In difesa il collante è sempre Amar'e per la costanza con la quale va a rimbalzo, ma con la partenza di O'Neal hanno perso veramente molto sotto i tabelloni. Infatti questo potrà essere una notevole lacuna per la squadra, almeno finchè le nuove leve non cresceranno.

Tatticamente la squadra sceglierà il gioco veloce anche perchè nel roster non c'è un centro di riferimento in post basso a parte Amar'e Stoudemire, che però sfrutta maggiormente tutte le sue caratteristiche di lungo mobile e potente (e abile nel chiudere nel traffico) con un ritmo elevato. Alvin Gentry disegnerà un attacco ordinato dove però gli schemi saranno volti ad attaccare velocemente le difese e la soluzione offensiva arriverà sempre dopo pochi passaggi dall'inizio dell'azione, evitando schemi elaborati. L'arma preferita della squadra sarà il contropiede ma anche il gioco in transizione con il taglio del centro nell'area per attirare i difensori a chiudere nel pitturato e coi tiratori appostati sul perimetro, sarà una soluzione più che gradita dal team. Poi ovviamente Steve Nash e Stoudemire possono giocare egregiamente il pick 'n roll con magari la variante di qualche blocco laterale contemporaneo che favorisca un eventuale linea di passaggio in più per essere ancora più pericolosi. Queste scelte sono dettate dal fatto che Nash ha un ottima visione di gioco e sa scegliere la soluzione più opportuna favorendo sempre il giocatore meglio posizionato.

Previsione : Andranno alla lotteria
Quintetto ideale : Steve Nash; Jason Richardson; Grant Hill; Amar'e Stoudemire; Channing Frye
Sesto uomo : Leandro Barbosa
Panchinari di spicco : Earl Clark; Robin Lopez; Goran Dragic

domenica 18 ottobre 2009

ANALISI DELLE SQUADRE NBA 2009 : GOLDEN STATE WARRIORS


Oggi iniziamo l'analisi delle squadre della Pacific Division analizzando i Golden State Warriors.

La squadra di coach Don Nelson è stata al centro di molte trattative di mercato quest'estate, anche se la maggior parte si sono risolte in un nulla di fatto, a cominciare dall'interessamento per Amar'e Stoudemire per finire ad una notizia degli ultimi giorni voleva l'avvicinamento dei Warriors a proporre un mega scambio per ottenere nientemeno che Chris Bosh. Ma sembra che se non sono guardie o al massimo ali piccole non arrivino altri giocatori a rafforzare un roster che sulla carta brilla per talento e giovani dalle belle speranze.

Dal draft è stato selezionato Stephen Curry, un'altra guardia che si aggiunge al pacchetto formato da Monta Ellis, Acie Law, C.J. Watson, Speedy Claxton e Anthony Morrow considerando il fatto che ormai Stephen Jackson e Kelenna Azubuike giocano stabilmente nel ruolo di ala piccola. Curry sarà un arma in più tra gli esterni, un realizzatore che fa del tiro la sua arma preferita ma che sa anche portare palla e che non disdegna di buttarsi dentro e chiudere la penetrazione nel traffico. In linea con quasi tutti i compagni di reparto però ha nella difesa il suo punto debole.

La scelta più ovvia sarà farlo giocare titolare fin dalla prima palla a due nel ruolo di guardia affiancato a Monta Ellis come portatore di palla e Stephen Jackson nel ruolo di ala piccola, anche se coach Don Nelson non ama far giocare i rookie titolari. Curry come fisico e scelte di gioco assomiglia molto a Monta Ellis (come ricordato dallo stesso Ellis) e quindi sarà interessente vedere come i due sapranno complementarsi e rendere il reparto molto prolifico in attacco.

Uno dei giocatori più attesi che dovrà quest'anno mostrare tutto il suo potenziale e far crescere il suo gioco, e di conseguenza migliorare la squadra, sarà Anthony Randolph, giocatore interessantissimo che ha nell'atletismo e nella varietà delle sue soluzioni le freccie più affilate del suo arco. Randolph sarà una pedina fondamentale nello scacchiere dei Warriors. Questi infatti giocherà prettamente nel ruolo di ala grande dando così la possibilità alla squadra di mantenere un gioco molto veloce grazie ad un lungo che possa contribuire a mantenere alti i ritmi. In difesa è un ottimo stoppatore ma il suo fisico leggero gli creerà difficoltà nel marcare i lunghi avversari.

Tatticamente parlando non esiste una vera tattica nel sistema di gioco dei Warriors, il team è votato al run 'n gun e sceglie la soluzione nei primi secondi dell'azione forzando spesso il contropiede. Coach Don Nelson sceglie un modo di giocare che sfrutta molto le capacità individuali puntando sul tiro e sulla penetrazione che porta spesso scarichi ad appannagio dei tiratori e dei lunghi che raccolgono vicino canestro per chiudere con un semplice tiro da sotto. Lo scopo è quello di aggredire subito le difese non dandogli il tempo di organizzarsi e di schierarsi e dovendo così concedere molte soluzioni semplici. Inoltre, il gioco sparato messo in mostra, annulla qualsiasi punto di riferimento e porta ad un attacco sempre imprevedibile e vario che può causare difficili accoppiamenti difensivi.

Quando non è possibile sfondare subito la difesa, lo schema principale è quello di far muovere tutti gli uomini senza palla contemporaneamente usufruendo di molti tagli e blocchi con conclusioni a canestro veloci spesso eseguite dal primo o al massimo dal secondo ricevente.

Il tipo di gioco porta a sfiaccare i giocatori perciò la rotazione deve essere molto lunga e di conseguenza bisogna usufruire di molti uomini dalla panchina. La falla più grande del sistema di gioco è ovviamente il fatto che si subiscono molti punti e i lunghi trovano difficoltà a difendere su giocatori più possenti.

Il vero difetto di Gloden State è proprio nel reparto lunghi dove oltre al solo Biedrins non c'è un punto di riferimento in post basso che possa regalare anche un diverso disegno offensivo che gli permetta di poter abbassare occasionalmente i ritmi.

Al roster con il ritorno di Corey Maggette è stato aggiunto un giocatore che può essere molto utile nell'essere il collante nei ruoli di ala contribuendo con punti e rimbalzi. Altra aggiunta è quella di Mikki Moore, giocatore duttile che nei pochi minuti che giocherà sarà servito molto spesso dai compagni all'altezza della lunetta dove punirà con il suo tiretto dalla media distanza.

La panchina è molto lunga e attrezzata per far rifiatare i titolari anche se la maggior parte delle riserve non sono all'altezza del quintetto iniziale e il gioco in alcune fasi potrebbe risentirne.

Previsione: Lotteria certa
Quintetto ideale: Monta Ellis; Stephen Curry; Stephen Jackson; Anthony Randolph; Andris Biedrins
Sesto uomo: Corey Maggette
Panchinari di spicco: Brandan Wright; Kelenna Azubuike; C.J. Watson