Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA

domenica 31 gennaio 2010

ED ORA I WASHINGTON WIZARDS?

Grandi progetti, grandi speranze e grande attesa alimentava l'estate di Washington ad inizio anno; tanta era la voglia di rivalsa, tanta la consapevolezza di poter puntare in alto che quasi ci si dimenticava che per arrivare ai livelli pari alle ambizioni oltre al talento c'è bisogno della testa e di un lavoro di squadra encomiabile come hanno insegnato e stanno continuando a farlo Boston e Los Angeles.

Le premesse per una stagione indimenticabile c'erano tutte, tre stelle finalmente pronte a giocare al massimo del proprio basket una affianco all'altra per dimostrare che il proprio valore combinato è tale da non invidiare nessuna cobinazione di talenti delle altre franchigie e capace di accrescere in maniera esponenziale la potenza del team, trietto che si è potuto comporre grazie al ritrovato Arenas e forte di un cast di supporto che conta di giocatori di un ottimo livello e giovani dall'ottima prospettiva con Andray Blatche su tutti.

Proprio Arenas, leader indiscusso e giocatore simbolo della squadra era pronto a tornare ai nastri di partenza dopo infortuni che gli hanno impedito di fatto di onorare la sua fama e la fiducia ripostagli culminata ne l faraonico contratto da 111 milioni spalmati su sei anni.

E poi i conti di inizio stagione, quelli che ti portano a lasciare andare i presentimenti e le predizioni e che numeri alla mano ti forniscono il responso della realtà dei fatti, l'unica che conta davvero e che ti mostra se il tuo è un progetto vincente o solo una falsa speranza che non deve essere considerata per poter andare avanti e cercare di costruire qualcosa di concreto facendoti affrontare i problemi per risolverli.

Inizio in sordina per la squadra ma ottime prestazioni individuali di Arenas che sembrava recuperato (29,23,22 i punti nelle prime tre gare) e dirigenti pronti a scomettere sulla squadra che sarebbe decollata. Ma non è stato così. Novembre nerissimo che porta 9 sconfitte su 12 incontri e primi avvisagli che qualcosa non va.

Ma coach, staff e presidente ancora speranzosi che i piccoli infortuni, un lento recupero dell'alchimia della squadra avesse rallentato un team in rampa di lancio e tutti convinti ancora che i Wizards avrebbero rimontato proprio come fa un corridore che inizia piano e poi durante la gara supera l'avversario che invece ha speso di più all'inizio.

Ma niente, neanche dicembre ha sbloccato la situazione e allora ecco che le prime voci iniziano a circolare, se una squadra al completo che il suo progetto lo ha appena realizzato e che quindi guarda al presente e non al futuro, non vince e neanche convince per il suo gioco, allora urge il cambio, il rimedio che lo sport usa come medicina ovvero gli scambi.

Si parla subito di cedere uno tra Butler e Jamison perchè con più mercato, per arrivare ad un altro giocatore di grande impatto immediato che porti il tanto agognato salto di qualità alla squadra. Poi quasi come a sancire la chiusura di un ciclo, Agent Zero si procura guai da solo e rovina la propria stagione da 22,6 punti, 7 assist e 4 rimbalzi e mezzo a partita, ed ovviamente quella di Washington che perde per l'ennesima volta il suo miglior giocatore che per giunta continuerà a percepire soldi lo stesso anche se per il terzo anno di fila non gioca una stagione neanche lontanamente intera.

Gilbert "Vacationer" Arenas si fa sospendere per il resto del campionato ed ennesima stagione persa per la squadra della capitale che si ritrova un vuoto incolmabile (almeno per ora) per Flip Saunders sempre più pronto a sprofondare come su di una bagnarola con un buco da cui entra l'acqua.
Una franchigia allo sbaraglio senza una scialuppa di salvataggio e che non vede per ora neanche l'ombra di un'isolotto per sperare di salvarsi.

L'unico modo per uscirne è cambiare sia dall'interno il modo di giocare e di redistribuzione di minuti e rotazioni, sfruttando il più possibile i giovani per rilanciarsi in ottica prossimo anno, e cambiare la faccia della squadra cedendo anche giocatori importanti (e a fine stagione Arenas che al momento non ha mercato) per ritrovare un'identità e cominciare a pensare ad un nuovo team che getti via il passato nefasto e che volti pagina per cominciare a scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

sabato 30 gennaio 2010

I TORONTO RAPTORS E ANDREA BARGNANI DIVENTANO CARTOONS

Passato il derby italiano che ha visto per la prima volta tutti e tre gli italiani calcare lo stesso parquet contemporaneamente e non un campo qualunque ma il Madison Square Garden, sono ancora i Raptors a fare notizia.

Questa volta esimendoci dal raccontare un evento prettamente cestistico o di analisi vi vogliamo offrire questi link trovati spulciando nel web, che riguardano appunto alcuni elementi del roster canadese ed in particolare anche il nostro Andrea Bargnani.
Protagonisti di questi "video" non sono giocatori di complemento che non facendo notizia sul campo la fanno fuori, bensì membri di spicco della rotazione del team. Una nuova veste però li accompagna, una veste che farà divertire ma non per le giocate spettacolari, ma per altro...

Ecco i link:






giovedì 28 gennaio 2010

ECCO I 24 CONVOCATI PER L'ALL STAR GAME NBA 2010

Stanotte sono stati ufficializzati i roster completi per la partita delle stelle che si terrà a Dallas il 14 febbraio 2010, da segnalare l'assenza di tre lunghi che stanno facendo bene e che una chiamta la meritavano quali Andrea Bargnani, David Lee e Chris Kaman. Qui di seguito i nomi dei convocati, nel campo i titolari:



RISERVE EASTERN CONFERENCE:

RAJON RONDO

DERRICK ROSE

JOE JOHNSON

PAUL PIERCE

GERALD WALLACE

CHRIS BOSH

AL HORFORD








RISERVE WESTERN CONFERENCE:
CHRIS PAUL

DERON WILLIAMS

BRANDON ROY

KEVIN DURANT

DIRK NOWITZKI

ZACH RANDOLPH

PAU GASOL

mercoledì 27 gennaio 2010

I ROSTER PER IL ROOKIE CHALLENGE

Sono stati diramati poche ore or sono, i diciotto giocatori convocati al Rookie Challenge che si terrà venerdì 12 Febbraio.

Coloro che si sono più distinti in questo scampolo di stagione tra le fila delle matricole sono:

Guardie:

Brandon Jennings, il rookie da 55 punti in una singola gara, la sorpresa e la scommessa di quest'anno. Uno dei favoriti per il Rookie of the Year.

Tyreke Evans, il più strabiliante e continuo nelle prestazioni al momento. Scelta azzeccata di Sacramento che non ha rischiato su Rubio e ora si ritrova un leader da circa 20 punti 5 assist e 5 rimbalzi di media a partita. Altro favorito al ROY.

Stephen Curry, il terzo che completa la cerchia delle matricole più propense a vincere il trofeo dei primi anno. Favorito dal contesto di Golden State è diventato subito un macinatore di punti ed un discreto passatore.

Jonny Flynn, play titolare dei disastrati Timberwolves, una delle poche note liete della squadra, interessante cestista soprattutto per un progetto a lungo termine.

James Harden, tremendo tiratore perimetrale, già maturo ed uno dei rookie più tecnici soprattutto nei fondamentali. Non sta ancora dimostrando il suo talento, se comincia a sfruttarlo sarà tenere d'occhio.

Ali:

Jonas Jerebko, ala svedese, già idolo dalle sue parti ed in quel di Detroit, dove ha dimostrato di saper tenere bene il campo da titolare grazie al suo basket solido fatto di buona difesa ed un affidabile tiro da oltre l'arco.

Omri Casspi, il primo israeliano nella NBA, si è adattato subito al cambio di vita come pochissimi internazionali sono riusciti a fare. Come jerebko sa tenere bene il campo anche partendo subito in quintetto ed ha dimostrato anche una notevole freddezza nei minuti caldi di gara.

Taj Gibson, partito in sordina, questo rookie è esploso tutto insieme e dopo essersi ritagliato minuti importanti e il posto vicino a Noah sotto le plance, nello starting five sta producendo una discreta annata che non molti si aspettavano.

Centro:

DeJuan Blair, il vero furto del draft; il centro sottodimensionato sotto la saggia guida di Popovich a dello staff degli Spurs ha immediatamente portato il suo in campo contribuendo con energia, punti, rimbalzi e grande volontà da lottatore.

Tra le fila dei Sophomores abbiamo:

Guardie:

Derrick Rose, il rookie of the year dell'anno appena trascorso. Il leader dei Chicago Bulls, penetratore mostruoso abile nel traffico, già stella della squadra alla fine del suo primo anno ed ora ancora più fondamentale per il team dopo l'addio di Ben Gordon, perchè si è dovuto caricare la squadra anche in fase realizzativa, compito che smezzava con Gordon nella stagione passata.

Russell Westbrook, il regista dei sorprendenti e giovanissimi Thunders, un buon tiratore ma anche ottimo in assist e rimbalzi, già abbastanza completo per la sua giovane età deve solamente imparare a perdere meno palloni in relazione ai possessi presi.

O.J.Mayo, O.J. sta divenendo un ottimo finalizzatore, sta migliorando nel selezionare i tiri e a condurre i contropiedi, si è calato sempre di più nei meccanismi di squadra e comincia maggiormente a muovere la palla e non a farla stazionare troppo a lungo tra le sue mani.

Eric Gordon, tiratore micidiale, sa farsi valere anche come penetratore anche se il fisico non lo aiuta molto. Sta crescendo sempre di più anche per importanza per i meccanismi della squadra.

Ali:

Danilo Gallinari, uno dei migliori (se non il migliore) tiratori da oltre l'arco nella lega in proporzione ai tiri presi, D'Antoni ha detto che è il migliore che abbia mai visto, un biglietto niente male se ci aggiungiamo che prende molti rimbalzi porta grinta in campo e sta cominciando ad attaccare il ferro...

Michael Beasley, migliorato moltissimo rispetto all'anno passato è la prova vivente che oltre alla tecnica ed all'esplosività bisogna anche avere una mente sgombra dai problemi per rendere al meglio e portare beneficio alla squadra. E' un'ala piccola nel corpo di un'ala grande e questo lo rende devastante soprattutto per i pariruolo che lo marcano.

Centri:

Brook Lopez, dominatore d'area, una delle poche note positive di questi disastrati Nets. E' il trascinatore e nuovo leader della squadra; seppur non può vincere da solo le partite almeno ci prova e ci crede sempre.

Kevin Love, lottatore incessante, crede molto in se stesso e questo lo porta a spingersi sempre oltre e a migliorarsi. Rimbalzista eccellente e pallino dello staff che lo considera talmente tanto talentuoso da scegliere Jefferson anzichè lui in un eventuale trade.

Marc Gasol, macchina da doppia doppia tanto da suscitare grande scalpore da parte dell'amico Randolph dopo aver infilato sette gare consecutive senza andare in doppia cifra o a rimbalzi o in punti. Grandi movimenti in post e gioco da veterano.

martedì 26 gennaio 2010

STOUDEMIRE IN VENDITA : TUTTI VOGLIONO AMAR'E

La trade deadline del 18 febbraio rende il mercato sempre più in continuo fremito, in continua agitazione, ed ogni piccola indiscrezione viene subito descritta ed analizzata scrutandone tutti i retroscena e ponendo l'attenzione anche al minimo dettaglio o parola che sia.

Giorni che potrebbero sconvolgere non solo il futuro immediato di alcune franchigie ma anche portare a rivalutare chi potrà davvero fare la voce grossa quest'estate nella ormai più che famosa caccia alla stella che sconvolgerà l'intero palcoscenico professionista americano.

Un gigantesco boom di mercato ce lo regala Amar'e Stoudemire che ha dichiarato tramite il suo agente (Happy Walters) la ferrea volontà di non rifirmare per i Suns ma di voler provare anche lui ad entrare nella cerchia dei magnifici free agent senza restrizione. Certo questa affermazione va in netta controtendenza con la dichiarazione del giocatore di voler giocare sempre con Nash, perchè un cestista fenomenale, ma ovviamente la permanenza in una squadra di un giovane appetibile dai più, come lo è Stoudemire, non può essere legata al singolo complimento cestistico.

Dopo aver appreso la notizia, che prima di essere stata divulgata è stata discussa in separata sede con un confronto tra le parti, i dirigenti di Phoenix si sono mossi con prontezza mettendo "all'asta" il loro campione per guadagnarci subito qualcosa e non dover entrare nell'arcigna lotta estiva che annovera tra le sue fila già troppi concorrenti.

Come veloce reazione più franchigie hanno costruito pacchetti interessanti per ingolosire i Suns, ed accaparrarsi il giocatore per usufruire dei suoi servigi già dopo il rientro dall'All Star Game. Cleveland, un nome su tutti, è la franchigia che per prima si è fatta avanti proponendo come contropartita al lungo mobile ventisettenne JJ Hickson, una prima scelta e comunque un contratto oneroso in scadenza, quello di Ilgauskas, per andare a riformare il duo già visto a Phoenix (Shaq-Amar'e). Il ricavo permetterebbe al team dell'Arizona di crescersi un giovane futuribile come Hickson e andare lo stesso a predersi un buonissimo giocatore dal mercato estivo; ma la sensazione è che scambiando Amar'e si possa ottenere molto di meglio.

Lo stesso hanno pensato molti altri general manager che hanno messo in circolazione nomi di gente di alta caratura, a cominciare da Washington che propone Caron Butler, nome che circola in tutti gli scambi imbastiti dai Wizards, per passare a Chicago che come primo piatto propone Luol Deng accompagnato poi da un contorno non definito, ed infine Philadelphia, New Jersey, Miami, Memphis, Detroit e Minnesota. Quest'ultimi sembrano esclusi perchè non hanno nulla di veramente appetibile, mentre i favoriti in questa corsa sono nientemeno che i disastrati Nets meta gradita al giocatore al quale non dispiacerebbe calcare il nuovo parquet nella zone di Brooklyn magari assieme ad un' altra star a fianco che si aggiungerà a Lopez e a Harris. Ma se i Nets non si priveranno di uno di questi due è molto difficile che possano creare uno scambio che renda equilibrata la bilancia.

La proposta più verosimile è la trattativa con Memphis che offrirebbe ai Suns la loro stella tra gli esterni, Rudy Gay. Mossa non furba però per i Grizzlies che invece di rafforzare la front line già poderosa con Randolph e Gasol, oltre che ricca di giovani dalle belle speranze con la promessa acerba Hasheem Thabeet e un buon ricambio come Darrel Arthur, dovrebbero buttarsi su un play abile a creare gioco e che possa in alternanza di Conley armare le bocche da fuoco, il giocatore giusto che renda l'ingranaggio di Memphis migliore e che aiuti Mike Conley a diventare più maturo cestisticamente parlando, molto più abile e capace nelle decisioni, qualità che gli farebbe fare il salto che tutti in quel di Memphis si augurano.

Ultima suggestiva ipotesi è quella targata Minnesota Timberwolves. Se è vero quello che circola nei corridoi allora siamo di fronte allo scambio più probabile e sicuramente più vicino alla realizzazione. Minnesota ha trovato in Flynn un play affidabile su cui puntare e quindi indiscrezioni vogliono che il general manager dei Wolves sia intenzionato a mettere in offerta i diritti su Ricky Rubio accompagnati da qualcos'altro che in molti vociferano sia addirittura Al Jefferson. Improbabile come scenario con Minnesota pronta a cedere due giocatori dall'indubbio talento per prenderne uno solo, anche se il suo nome corrisponde a quello di Amar'e Stoudemire. La certezza comunque è che se Amar'e vestirà la casacca blu-verde Jefferson lascerà lo stesso la barca e quindi perchè non inserirlo proprio in questa trattativa?; poi New York si intrometterà certamente nella faccenda promettendo di fare carte false per prendere Rubio ed averlo a disposizione nel roster attivo già dalla prossima stagione.

lunedì 25 gennaio 2010

LE MIGLIORI E LE PEGGIORI SQUADRE NBA DELLA SETTIMANA 12

Dodicesimo appuntamento della consueta rubrica settimanale.

Migliori:

3. Dallas Mavericks

Il regista della squadra, quello che detta i ritmi per il team del Texas, ovvero Jason Kidd, era assente per motivi personali dalla gara eppure ciò non ha ostacolato la gigantesca impresa al Madison Square Garden di Nowitzki e compagnia, capaci di rifilare un cinquantello ai Knicks senza accelerare neanche tanto. Questa partita li inserisce di diritto nei migliori settimanali seppur le ultime apparizioni non siano state molto brillanti, infatti sono risultati vincenti contro i Celtics e Washington ma hanno anche subito sconfitte contro Philadelphia e Toronto.

2. Denver Nuggets

6 vittorie filate è il bottino della formazione guidata da Carmelo Anthony e dal cocchiere del team Billups. Denver sembra essere uscita pienamente dalla sbornia subita a seguito della perdita per qualche partita del suo play e del suo terminale offensivo maggiore (chiaramente Carmelo) ed è tornata a macinare gioco battendo formazioni come gli Orlando Magic, i Cleveland Cavaliers e gli Utah Jazz. La sorpresa più lieta è che nel momento cupo dei Nuggets è salito alla ribalta il rookie Ty Lawson che sarà molto utile alla causa dei Nuggets per far rifiatare il generale durante le estenuanti gare di post-season.

1. Toronto Raptors

Il primato settimanale non poteva non toccare a loro questa volta dopo la vittoria contro i Lakers. La coppia di lunghi più prolifica della lega, i killers B (Bargnani e Bosh), non sono mai stati tanto affiatati e vincenti e la squadra non ha mai interpretato il gioco così bene come stanno facendo ora i Raptors. Rilegato Calderon in panchina, Toronto sembrava cercare una nuova formula per armonizzare la squadra che appariva in esperimento continuo, questo "tentativo" coach Triano lo ha vinto, perchè con Jack le manovre sono più rapide e c'è maggiore imprevedibilità, la sensazione era che con Calderon in cabina di regia la palla girasse troppo spesso nelle mani di un Bosh in isolamento in post basso partendo spesso dalla tacca della lunetta più lontana dal canestro. Inoltre la difesa sta migliorando a vista d'occhio e la panchina (vedi Belinelli) sta divenendo più continua negli apporti alla squadra.

Peggiori:

3. Washington Wizards

Il caso Arenas non accenna a finire mai e questo si ripercuote in maniera negativa negli equilibri dello spogliatoio della squadra della capitale. Inoltre l'assenza della loro stella non solo distrugge i piani di competitività della franchigia, che ora ha una striscia aperta di tre sconfitte consecutive, ma non permette neanche movimenti molto ampi di mercato perchè i Wizards sicuramente dovranno cambiare uno tra Butler e Jamison per tornare a vincere e quindi stravolgere la squadra, a meno che la NBA non conceda a Washington il libero arbitrio sul poter rescindere o meno il contratto oneroso del loro play titolare. Comunque ora come ora la squadra sembra priva di soluzioni che non derivino dai soliti nomi e quindi troppo poco per sperare in alto.

2. Sacramento Kings

7 sconfitte consecutive e 1 singola vittoria sulle ultime 12 partite giocate. La squadra sorprendente vogliosa di ribalta e colma di volontà di rivalsa dalle critiche di inizio stagione sembra non esserci più e tutto questo sembra iniziato, paradossalmente, dal ritorno in squadra della stella del team della California, Kevin Martin, partito come unica arma dei derelitti Sacramento ed ora indicato come primo colpevole di questa striscia. La coincidenza non sembra essere stata presa in considerazione, lo staff sta valutando se è il caso di coinvolgerlo in qualche trade per ricavarne i lunghi di cui il team necessita. In questo periodo buio anche la sorpresa Thompson sembra svanire ma alla luce della sua giovane età il calo è più additabile all'incostanza che ad altro perchè le qualità ci sono; continua invece la marcia del rookie fenomeno Tyreke Evans sempre più vicino ad eguagliare il record detenuto solo da Oscar Robertson, Michael Jordan e LeBron James, quello di chiudere il primo anno da matricola ad almeno 20 punti 5 rimbalzi e 5 assist di media a referto.

1. New York Knicks

Poteva tranquillamente figurare anche New Jersey in questo spot ma per le ragioni già spiegate la limitiamo al solo accenno.Il team (New York) seppur aveva iniziato in modo disastroso l'inizio di stagione stava riemergendo ed era in piena corsa playoff (dato che è ad Est) con il decimo posto consolidato e la volontà di lottare per accaparrarsi l'ottavo ed ultimo biglietto disponibile per entrare in post season. Quello che però è avvenuto ieri li fa balzare in cima a questa speciale classifica, una partita da far accapponare la pelle. New York è riuscita niente meno che a subire 50 (!!) punti di margine nella sconfitta finale, parziale più alto non si vedeva dal lontanissimo 1960 (nella storia dei Knicks) , quindi cinquantanni di storia di basket giocato, un disastro; tanto per citare un evento simbolo basti pensare come hanno permesso a Barea di penetrare e concedergli un terzo tempo in tranquillità senza che nessuno si scomodasse a difenderlo. La speranza per la città della Grande Mela è che l'avvenimento li abbia smossi altrimenti altro che ultimo biglietto di entrata per il ballo di fine anno, i Knicks prenderanno solo biglietti per guardare le gare dagli spalti.

domenica 24 gennaio 2010

IL PUNTO E L'ANALISI DI QUESTA PRIMA PARTE DI REGULAR SEASON NBA 2009/2010

Una metà stagione esaltante, ricca di novità, che ha portato alla ribalta nomi nuovi e dato conferma di alcune certezze che arricchiscono di colori il già bellissimo quadro che ha come soggetto protagonista le 30 franchigie all'unisono. Una prima parte di regular season che ha eretto ancora una volta i Lakers come squadra da battere, team che riesce a coadiuvare bel gioco e vittorie, grandi giocate individuali e perfetti meccanismi di squadra con giocatori che collaborano e sanno evitare distrazioni fuori dal campo, e che può vantare di avere in rosa uno di quelli che la storia del grande basket la scrivono, un certo Kobe Bryant, un modello da seguire per i compagni, uno dei pochi in grado di essere sia leader emotivi e che sul parquet, uno di quelli che riesce a richiamare all'ordine anche un fenomeno come Gasol (quando vede delle imperfezioni), e che spaventa tutti per le sue realizzazioni irreali allo scadere.

Al pari dei losangelini, anche altre franchigie stanno regalando emozioni ai tifosi, emozioni però non sempre positive, come il caso dei Nets i quali sostenitori devono già vivere all'ombra del trasferimento della propria squadra a Brooklyn e che per di più si trovano sempre in meno all'Izod Center per evitare di assistere allo scempio offerto, tanto da indurre gli addetti dello staff dei Nets a promuovere la squadra, a creare pacchetti speciali contenenti molti gadget (in alcuni casi anche magliette della stella avversaria in omaggio!) per portare più persone a riempire un' arena che delle volte sembra non essere situata nel New Jersey ma in pieno deserto.

Le buone però arrivano da Lopez che si aggiunge alla schiera di quei giocatori che stanno dimostrando di valere molto e di meritarsi l'appellativo di prossime stelle dal grande futuro, che gli viene imposto. Una cerchia che comprende anche alcune matricole che in attesa di scontrarsi contro il famoso "muro" che le colpisce a metà stagione, continuano ad inanellare prestazioni che non ti apetti da debuttanti che si stanno abituando al ritmo frenetico e del tutto incontrollabile della vita di un professionista.

Ma non solo matricole sono guardate con occhio sbalordito, anche giocatori che nella lega già c'erano da tempo stanno migliorando, e da zucche stanno diventando carrozze che trascinano i loro compagni con prestazioni inattese. E' il caso di Noah, esploso letteralmente come dominatore sotto le plancie, di Michael Beasley che risolti i suoi problemi personali comincia a dare prova del suo immenso talento, Channing Frye, scommessa vinta a tutti gli effetti dai Suns, e altri giocatori che da comprimari stanno emergendo come punti di forza della squadra, come è il caso di Martell Webster ala di Portland o di altri ancora che già forti stanno elevando ancor di più il loro gioco, caso eclatante Zach Randolph.

Ma questo primo tempo di un match di 82 gare ha anche visto i tre italiani esprimersi come mai avevano fatto finora ponendoli come di grande importanza per il loro team, ognuno dei tre a suo modo, e ha visto anche ritorni in grande stile e saluti anticipati per chi non calcherà più nessun parquet fino alla fine delle danze di metà aprile o di giugno, saluti che suonano più come un arrivederci che un addio. Iverson che è tornato nella sua amata Philadelphia per aiutare a risollevare un record negativo ma più di tutto per risollevare se stesso dal periodo più buio della sua spettacolare carriera. A porsi a metà tra il ritorno e i saluti forzati è Gilbert Arenas che in pochi mesi è riuscito a porsi prima come genio poi come sregolatezza distruggendosi con le sue stesse mani con la vicenda tutt'ora ancora non risolta.

Tante novità hanno condizionato questo primo grande scorcio di campionato e hanno gettato le basi per l'ultima parte, quella dove si faranno i conti finali, le valutazioni che contano. Una seconda parte che prenderà il via subito dopo l'All Star Game e che sicuramente porterà in dote tante altre sorprese che vi racconteremo passo dopo passo.

venerdì 22 gennaio 2010

ALL STAR GAME NBA 2010 : I QUINTETTI TITOLARI

Prima di elencare i quintetti ufficiali per l'All Star Game 2010 vi sono due novità da citare. Cioè i due no di risposta alla proposta di Shaquille O'Neal per lo Slam Dunk Contest (vedere qualche post fa). Difatti i protagonisti della vicenda, Vince Carter e Kobe Bryant, hanno declinato l'invito di prendere parte a tale competizione, quindi l'idea suggestiva di The Diesel sembra lentamente fallire dato che senza questi due nomi neanche James molto probabilmente parteciperà.

Ecco i quintetti per la partita domenicale del 14 febbraio 2010:

EAST:

Playmaker Allen Iverson (1.269.568 voti)
Guardia Dwayne Wade (2.327.550 voti)
Ala Piccola LeBron James (2.549.693 voti)
Ala Grande Kevin Garnett (1.978.116 voti)
Centro Dwight Howard (2.360.096 voti)

OVEST:

Playmaker Steve Nash (1.222.235 voti)
Guardia Kobe Bryant (2.456.224 voti)
Ala Piccola Carmelo Anthony (2.137.560 voti)
Ala Grande Tim Duncan (1.156.696 voti)
Centro Amar'e Stoudemire (1.824.093 voti)

Nell'eventualità che uno dei titolari si infortuni subentreranno:

EAST: Se si infortunasse una delle due guardie al suo posto partirà in quintetto Vince Carter (1.048.977 voti); nel caso di infortunio di un'ala ci sarà dall'inizio Chris Bosh (1.164.007 voti); infine in caso di sostituzione di Howard c'è Shaquille O'Neal (856.056 voti).

OVEST: Per il pacchetto guardie Chris Paul (1.055.789); per le ali Dirk Nowitzki (1.093.005 voti); per i centri Andrew Bynum (981.355 voti).

Secondo gli esperti di NBA.com le riserve scelte dagli allenatori dovrebbero essere:

EAST: Rajon Rondo, Joe Johnson, Gerald Wallace, Paul Pierce, Josh Smith, Chris Bosh, David Lee.

OVEST: Chris Paul, Deron Williams, Kevin Durant, Brandon Roy, Dirk Nowitzki (che verrà portato sicuramente in quanto idolo di casa), Zach Randolph, Chris Kaman.

Chissà se non ci sarà spazio anche per Jason Kidd dato che si giocherà a Dallas.

giovedì 21 gennaio 2010

CORSA AI TROFEI NBA 2

Siamo ormai giunti al giro di boa di questa stagione regolare NBA e pronosticare i premi individuali è sicuramente più indicativo rispetto ad inizio stagione per quella che sarà poi la lotta finale.Carmelo Anthony e Kevin Durant : Il primo sembra uscito dalla lista, l'altro ne è entrato di diritto. (foto in alto)

MVP:

Nella prima puntata di questa rubrica i nomi papabili ad aggiudicarsi il premio individuale più ambito dai giocatori erano Carmelo Anthony, Kobe Bryant e Steve Nash.
Di eventi e partite ne sono passate tante ma il nome di Bryant è sempre in cima alla lista e non unicamente per quell'immenso talento che possiede, non solo perchè in grado di far volare Los Angeles (che a dir la verità senza Gasol fatica molto), ma anche perchè si è riventato un rilascio del tiro da quasi zero perchè l' indice della mano con cui conclude preferibilmente si era fratturato ma questo non gli ha comunque impedito di segnare sempre con estrema facilità, in ogni maniera, soprattutto con quel fadeaway partendo principalmente dal post alto, che riesce con tranquillità solo a lui.
Ad affiancarlo alla lotta si è aggiunto un nome nuovo (cioè non più Carmelo Anthony, tanto auspicato all'inizio perchè Denver non è più una schiaccia sassi), che poi tanto novità non è, anzi, è il solito noto, cioè quel LeBron James che ad Ottobre-Novembre non pareva candidarsi di diritto per quella mole di risultati negativi che Cleveland aveva collezionato ad inizio stagione, ma ora i Cavs sono tornati quasi come l'anno precedente e James si riprende la nomina di anti-Kobe.
Ad infastidire il duetto solo due nomi sembrano essere realmente in lizza per giocarsi fino in fondo il trofeo: continua ad esserci Steve Nash, che ancora non risente della stanchezza dovuta all'età ed al gioco veloce praticato da Phoenix ed entra prepotentemente il nome di Kevin Durant, quel leader di una Oklahoma che sta crescendo e che mira neanche più tanto timidamente, ai playoff. La stella dei Thunders ha solo 21 anni ma già è il giocatore ad aver compiuto più partite da 30 o più punti dall'avvio del campionato. E' comunque prematuro il suo nome nella lista perchè i risultati di squadra premiano molto più di quanto appaia ed Oklahoma è ancora lontana da Los Angeles e Cleveland.

MIP:

Dall'ultima uscita di questa rubrica sostanzialmente i nomi sono rimasti gli stessi. Si è un pò perso nei meandri dei corridoi NBA il nome di Douglas-Roberts, ma quello del suo compagno di squadra, Brook Lopez, è invece salito ancora di più infatti il centro dei Nets è il candidato principale al Most Improved Player, non solo per la continuità eccellente di prestazioni che sta fornendo ma anche perchè ha soffiato ad Harris il ruolo di leader della squadra ed ora ne è lui il go-to-guy.

Quasi come provocazione vogliamo inserire nella lista anche Gerald Wallace, non salito tanto in termini di punteggio (passa da 16.6 a 18.6 di media) ma il salto maggiore lo fa in rimbalzi dove da 7.8 carambole che prendeva l'anno scorso ora ne tira giù la bellezza di 11.3 di media a partita. Inoltre, e soprattutto, dove è migliorato in maniera significativa, è nel trascinare alla vittoria il suo team; grazie all'arrivo di Stephen Jackson, Wallace è più tranquillo, meno sotto pressione e quindi in grado di esprimersi al meglio complici anche i maggiori spazi che trova in mezzo al campo ora che la pericolosità perimetrale di Charlotte è salita.
Continua benissimo la scalata di Gallinari a questo trofeo, sempre più decisivo e leader assieme a David Lee del team ed ora anche più continuo ed in grado di aiutare a portare la squadra verso alcune serie di risultati utili consecutivi.

Coach of the year:

Il trofeo del coach dell'anno, alla luce dei risultati visti fin ora sembra quanto mai ristretto ad una rosa composta da Rick Adelman, Nate McMillan, Mike Woodson e Phil Jackson. Le motivazioni appaiono quanto mai scontate ed ovvie; McMillan per quello che sta facendo dovrebbe vincere il titolo da ora ma è molto difficile che il trofeo vada a lui perchè i sorprendenti Atlanta di Woodson sono cresciuti molto e lo stesso coach è maturato insieme a loro e come già detto i risultati sono più importanti di quanto si pensi (si ricordi Sam Mitchell). Per Adelman il discorso è il medesimo appena esplicitato per l'allenatore di Portland, mentre la motivazione per Phil è quella già citata nel primo appuntamento della rubrica.

mercoledì 20 gennaio 2010

L'IDEA DI SHAQ PER LO SLAM DUNK CONTEST 2010 : LEBRON JAMES , KOBE BRYANT E VINCE CARTER

Anche se non confeziona più partite mostruose e non domina sotto i tabelloni come invece faceva fino a qualche anno fa, Shaq riesce sempre a far parlare di sè continuando ad essere il protagonista di trovate geniali o di affermazioni che suscitano riflessioni e spesso reazioni.

Dopo essere venuto a conoscenza dei nomi dei quattro giocatori che si dovranno affrontare nello Slam Dunk Contest il centro dei Cavs non è rimasto convinto dei partecipanti ed ha azzardato una proposta che ha dell'incredibile, una proposta che tenterà proprio lui di realizzare mettendosi in prima linea per dare al via all'operazione. The Big Cactus alla luce dell'avvenimento che ha sconvolto un paese, Haiti, e un pò tutto il mondo a dir la verità, ha scelto di farsi fautore di una iniziativa che darà giovamento non solo allo spettacolo della gara del sabato ma che regalerà anche un gran guadagno in termini economici da devolvere in beneficienza.


The Diesel ha infatti ufficialmente lanciato il suo prossimo progetto: contatterà personalmente in tutti modi Kobe Bryant, Lebron James e Vince Carter per tentare di convincerli ad essere tre dei concorrenti che si sfideranno per il titolo di "Re degli schiacciatori" aggiungendo che, se dovessero accettare, si troverà come quarto partecipante una stella di grandezza pari agli altri tre per completare il pacchetto.


Kobe e Vince stavolta saranno gli sfidanti anzichè i giudici?


La proposta è stata accompagnata anche da una dichiarazione diretta agli organizzatori. Secondo O'Neal per incentivare i ragazzi si dovrebbe stanziare come premio al vincente una grossa cifra che andrà ovviamente divisa tra il vincente e la beneficienza.

Una grande proposta quella di Shaquille che sarà molto difficile da realizzare, ma con The Big Aristotle di mezzo nulla è scontato...

martedì 19 gennaio 2010

ALL STAR GAME NBA 2010 : SLAM DUNK CONTEST

L'All Star Game è alle porte, quindi è doveroso fare un bilancio riassuntivo di quello che vedremo nelle notti delle stelle, e in special modo di chi vedremo impegnato nei tre giorni in cui il campionato si ferma per lasciare posto ad una manifestazione tanto mediatica tanto affascinante che porta solo i migliori in assoluto a calcare il parquet dell'unica gara dove il primo imperativo è divertire il pubblico e secondo quello di vincere.

I quintetti che si affronteranno nella partita della domenica all'All American Airlines Center di Dallas verranno annunciati ufficialmente il 21 gennaio anche se è facile prevedere i giocatori scelti dai votanti, meno semplice sarà invece pronosticare gli altri campioni selezionati dagli allenatori. Questi partiranno dalla panchina ma arricchiranno il match poichè quest'incontro non ha riserve che abbassano il livello del gioco ma anzi mantengono lo spettacolo sempre alto.

La sola certezza ufficiale per ora sono i quattro nomi dei partecipanti allo Slam Dunk Contest del sabato: il funambolico Nate Robinson, che avrà la possibilità di vincere per la prima volta nella storia per ben tre edizioni la competizione; Shannon Brown, "L'elicottero umano",
la ventiquatrenne riserva di proprietà dei Lakers che si è inserito molto bene in un contesto vincente come quello losangelino cominciando a guadagnarsi molta fiducia da Phil Jackson e di conseguenza un' ampia fetta di minutaggio; Gerald Wallace, forse il giocatore che maggiormente ha impressionato in questa prima parte di stagione per tutto quello che sta facendo anche e soprattutto proprio al suo atletismo e alla sua verticalità.
L'ultimo nome uscirà dallo "spareggio" tra Eric Gordon e DeMar DeRozan che per la prima volta nella storia avrà luogo durante l'intervallo del Rookie Challenge la sera prima.
Dalla lista dei nomi emergono due considerazioni interessanti: la prima è che a differenza degli anni passati, non ci sarà nessun lungo a contendersi il titolo di miglior schiacciatore (o meglio di quello più fantasioso), la seconda è la mancanza del concorrente più atteso, lo stesso che l'anno scorso aveva promesso che avrebbe partecipato, un certo Lebron James. Quest'ultimo sembra ormai fuori dalle gare della seconda serata anche se ha lasciato intendere che ci rifletterà fino a qualche ora prima della disputa conscio del fatto che se scegliesse di entrare nei quattro sfidanti sarebbe sicuramente accolto immediatamente.

lunedì 18 gennaio 2010

LE MIGLIORI E LE PEGGIORI SQUADRE NBA DELLA SETTIMANA 11

Eccoci ritrovati all' undicesimo appuntamento con la consueta rubrica settimanale.

Migliori:

3. Detroit Pistons

Molte squadre potevano essere presenti in questa piazza: Chicago, Memphis, Denver, Atlanta, ma abbiamo fatto ricadere la nostra scelta sui Pistons. La selezione non è tanto frutto dei risultati utili positivi ottenuti da Detroit nelle ultime tre gare, tra l'altro arrivate anche contro squadre non propriamete irresistibili (Washington, New Orleans e New York) ma più che altro per la capacità degli uomini della Motown di riuscire a rialzarsi dopo aver subito 13 sconfitte filate. Una sola vittoria poteva anche essere un semplice fuoco di paglia, ma Detroit ne ha infilate tre ritrovando un pò di gioco, di equilibrio e soprattutto di armonia.

2. Charlotte Bobcats

La settimana scorsa li avevamo lasciati in seconda piazza e li ritroviamo qui anche stavolta. Questo è simbolo di come la squadra stia giocando molto bene e non da poco tempo, di come Charlotte sia tranquillamente in corsa per i suoi primi playoff, di come la squadra abbia trovato un assetto ed equlibri importanti. La settimana antecedente si era sottolineato come i Bobcats avevano battutto i Cavs, ma questa volta hanno fatto anche meglio mettendo a segno ben quattro vittorie importanti e consecutivamente per giunta. Hanno sconfitto Memphis e Houston che sono tra le più in forma al momento e soprattutto squadre solide come San Antonio e Phoenix concedendogli pochissimo in attacco. La difesa è il loro punto forte e questo li sta aiutando moltissimo a crearsi del rispetto nei corridoi NBA.

1. Portland Trail Blazers

Portland per quello che sta facendo e mostrando in campo meriterebbe un encomio. Un pò di tempo addietro è già stata prima della setimana e le motivazioni che la conducono a questo bis sono le medesime della scorsa volta. Non ha vinto quattro partite filate come i Bobcats è vero, ma ha letteralmente asfaltato gli Orlando Magic pur essendo ultra decimata dagli infortuni. Oltre ai soliti Oden e compagnia hanno dovuto fare a meno anche del loro traghettatore, Brandon Roy, ma questo non li ha fermati anzi. Hanno divorato i lunghi dei Magic pur non avendo nessun centro di ruolo che potesse calcare il campo a lungo oltre a Juwan Howard (che era partito come ultima riserva dei lunghi ad inizio anno). E veramente incredibili e priva di ogni logica ciò che hanno fatto.
Foto simbolo del momento: Portland nonostante le assenze riesce a rimanere in piedi, Orlando invece sta crollando.
Peggiori:

3. Los Angeles Lakers

Seppur proveniente da due risultati posistivi i Lakers non hanno disputato complessivamente una buona settiamana. La sconfitta in un derby (contro i Clippers) era un'avvertenza a quello che sarebbe successo in avvenire e cioè la sconfitta contro Portland e quella sonora contro gli Spurs in cui la squadra di Phil Jackson ha infilato solo 85 punti ed ha perso di 20 la disputa. E' anche vero che le attenuanti sono molte, come le continue assenze di Gasol che non permettono di lavorare quasi mai al completo in allenamento e soprattutto i problemi continui di Kobe al dito ed alla schiena, però non ci si può nascondere dietro ad un dito quando San Antonio infligge una batosta così.

2. Los Angeles Clippers

Se i Pistons hanno ribaltato i favori del pronostico nel lato positivo, il percorso inverso lo hanno fatto i losangelini. Da squadra ritrovata sono scesi nuovamente nell'oblio, la speranza di sogni playoff racchiusa in Griffin sta lentamente sparendo dopo la notizia che la prima scelta assoluta di questo draft non giocherà in questa stagione. C'è da dire che il loro fenomeno, Kaman, è assente da svariate partite e questo potrebbe essere una scusante, ma comunque per una sqaudra che ambisce alla post season ci devono essere i mezzi e l'orgoglio per sopperire anche a ciò.

1. Orlando Magic

Per intenderci, nella medesima posizione ci potevano essere tranquillamnete anche i Nets. Il terzo posto della scorsa settimana lasciava già presagire qualcosa che non andava in casa Magic, poi è arrivata la sconfitta con Portland ad aumentare i dubbi sulla solidità del team nell'ultimo periodo. I motivi più o meno sono essenzialmente quelli della settimana passata a cui si aggiunge anche una scarsa vena di volontà di ribalta ed una fragilità sotto le plance che in teoria dovrebbe essere il loro pregio.

sabato 16 gennaio 2010

ITALIAN HERITAGE NIGHT : BARGNANI CONTRO GALLINARI NELLA NOTTATA STORICA PER L'ITALIA NEL BASKET


La notte appena trascorsa ha portato con sè un evento che rimarrà nella storia del basket NBA ed in quella di noi italiani e quindi è quanto meno doveroso ed altrettanto gratificante citare l'accaduto.

In questa nottata (chiamata dall'NBA l'Italian Heritage Night) per la prima volta in assoluto tre cestisti italiani si sono ritrovati ad essere presenti nella stessa gara e non solo come semplici comparse ma da veri protagonisti. Purtroppo si è perso un pò del sapore dell'appuntamento perchè al Madison Square Garden uno dei tre protagonisti, Marco Belinelli, non è potuto scendere in campo a causa dell'influenza, evidentemente il freddo del Canada non deve avergli fatto bene di questo periodo. Quindi evento rimandato al 28 Gennaio per vedere tutti e tre i nostri calcare contemporaneamente il parquet nella stessa disputa.

Per fortuna gli altri due non hanno deluso le attese della vigilia ed hanno offerto al pubblico due prestazioni eccellenti. Bargnani ha sfoderato una prova da 24 punti e 12 rimbalzi, mentre Gallinari ha confezionato 26 punti e 4 rimbalzi.

Purtroppo la pochezza di New York almeno nella fase iniziale della gara ha condizionato molto lo spettacolo, Toronto era già avanti 24-8, riuscendo anche a chiudere la prima frazione di gioco a 39 punti e +19 sui rivali. New York si è ritrovata immediatamente ad inseguire e per tutta la gara ha cercato di rimediare al gap subito riuscendo anche a portarsi sull'89-80 verso la fine del terzo quarto grazie alle triple di Gallinari ed all'ennesima eccellente prestazione di David Lee che sfiora la tripla doppia collezionando 25 punti 14 rimbalzi e ben 9 assist.
Di per sè la prestazione di Lee è già straordinaria, ma sapere che ha fatto tutto questo il giorno dopo aver assistito al funerale di suo nonno rende il tutto ancora più sorprendente perchè l'avvenimento poteva tranquillamente essere un fattore che lo avrebbe condizionato psicologicamente.
Alla fine però Toronto ha controllato il margine ed ha anche allungato, grazie soprattutto alla precisione dal perimetro di Calderon.

Cogliamo l'occasione di questo avvenimento anche per inquadrare meglio il profilo evolutivo dei due italiani che hanno preso parte al match di ieri sera:

Il Mago in queste ultime gare è cresciuto tantissimo, soprattutto ha incrementato la sua capacità sotto i tabelloni, 14,5 rimbalzi di media nelle ultime due gare sono un'ottima vetrina per esprimere con i fatti quanto appena citato (17 poco tempo fa ed ora 12). Inoltre i suoi miglioramenti in difesa ed in post basso sono evidenti, non ancora eccellenti ma decisamente evoluti al meglio. Andrea è divenuto più calmo nel difendere, usa meglio il corpo per attutire gli attacchi frontali ed alza bene le braccia per oscurare la visibilità al suo avversario. In più ieri sera ha sfoderato pienamente tutto il suo repertorio fatto di triple ed efficaci attacchi al canestro anche nel traffico, e non è un caso che il suo nome sia tra i papabili per l'All Star Game.

Il Gallo invece sta dimostrando una maturità enorme già da questa stagione, sembra senza accusare alcun cedimento, ovviamente come ogni giovane talvolta è ancora incostante nella produzione offensiva, ma sbalordisce il fatto che in pratica non ha bisogno di imparare ad effettuare una selezione di tiro appropriata perchè in grado di segnare ovunque ed anche con le mani in faccia degli avversari. Un pò come Bargnani ai primi tempi nella NBA tende a tirare troppo speso da oltre l'arco invece che attaccare il canestro, ma dato che tanto gli entrano...

venerdì 15 gennaio 2010

NBA RUMORS : TRACY MCGRADY AI SIXERS PER ANDRE IGUODALA? SEMBRA SI POSSA FARE

E' scontato, quando una squadra che ha tutti gli uomini a disposizione, un roster completo, senza un piano forte per il futuro immediato se non quello di vincere il più possibile e si accorge che le vittorie auspicate faticano a materializzarsi mentre le sconfitte pesano sempre più, è giusto che si ponga delle domande, degli interrogativi su cui riflettere per chiedersi quanto valga la pena di perseverare su questa falsa riga continuando a puntare sempre sugli stessi uomini. In NBA sono più di una le franchigie che si ritrovano a fronteggiare questa incresciosa situazione e si sa che nel basket americano professionistico si agisce velocemente sul mercato per cambiare trend negativi e spesso e volentieri nelle trattative spiccano anche nomi importanti, nomi di giocatori che per forza di cose vengono messi sul piatto perchè se si vuole veramente mutare un roster e dargli un nuovo volto, magari vincente, bisogna saper rischiare e mettersi in gioco.

Per un buono scambio entrambe le parti devono essere soddisfatte e quindi bisogna imparare a sacrificare anche le pedine migliori della scacchiera per un progetto più ampio, che i dirigenti hanno messo a punto per il bene del team.

Questo stanno pensando a Washington (in attesa di sapere cosa succederà ad Arenas prima di muoversi con qualche trattativa), e questo hanno pensato i Philadelphia Sixers quando invece hanno scelto di incontrarsi con gli Houston Rockets per mettere su una trade che rivoluzionerebbe le due franchigie. Nel nome del salary cap e della caccia "assassina" del 2010 per accaparrarsi uno dei tanto ambiti free agents hanno scelto di mettere sulla bilancia nientemeno che il loro uomo simbolo Andre Iguodala e l'eterna promessa mai sbocciata completamente Samuel Dalembert, per arrivare ad uno dei giocatori, anzi, dei contratti, più ambiti, nientemeno che quello di Tracy McGrady.

L'Ok sembra essere già arrivato, ma sostanzialmente mancano ancora alcuni dettagli e la certezza ufficiale per dichiarare conclusa una trattativa che cambia pesantemente le strategie e il futuro tanto per Philadelphia quanto, se non di più, per Houston.

I due giocatori si incastrano perfettamente nel quintetto dei Rockets: Brooks, playmaker ormai capace di guidare un team senza eccedere, come spesso capita ai giovani che vogliono dimostrare il proprio valore, Iguodala, l'all around a rinforzare il reparto esterni nello spot di guardia affiancato da Ariza come ala piccola. Poi finalmente una coppia di lunghi, degna di essere chiamata con tale nome con Dalembert al centro e Scola ala forte dal tiretto dalla media che ti apre sempre a molte possibilità. Tutto ciò senza perdere nessun elemento della rotazione ma rinunciando solo alla partenza estiva alla ricerca dell'oro, che forse tra poche ore avranno recapitato in casa.

Quello che si evince da un'analisi primaria è la forza della difesa, con Scola, Dalembert, Iggy (Iguodala) e "il cobra" Ariza su tutti (senza dimenticare gente come Shane Battier) sono tra i migliori nella zona del campo dove non si gonfia la retina, senza perdere la velocità del gioco che ora è il nuovo comandamento da seguire.

Se il tutto si chiuderà, ci sarà un'ultima domanda a cui rispondere: ci sarà un ritorno di Yao Ming in maglia Rockets (che se torna in perfetta salute li potrebbe rendere devastanti) o si cercherà di convincere il centro cinese a testare il mercato rinunciando alla player option per mantenere intatta la nuova filosofia di gioco veloce e per firmare anche qualche buonissima aggiunta per la panchina?

giovedì 14 gennaio 2010

ANCORA INFORTUNI : MICHAEL REDD E BLAKE GRIFFIN FUORI PER TUTTA LA STAGIONE

Una stagione quella di quest'anno devastante in ottica infortuni importanti e per mole di giocatori che sono stati o che sono tutt'oggi fermi perchè non in grado di giocare per problemi fisici. L'infortunio fa parte del gioco e una grande squadra deve superare con l'organico le difficoltà che sopraggiungono, ma in alcuni casi è veramente difficile sopperire a mancanze di un certo livello che ti costringono a rivedere le tue tattiche. Ma in questa annata è incredibile come molte star di rilievo stanno osservando seduti, molti match, che si avvicendano inesorabili senza che loro possano portare il contributo fondamentale.

Kevin Martin, atteso tra pochi giorni, Danny Granger, rientrato da poco dopo che era stato lontano per circa un mese, Kevin Garnett che ultimamente stà più fuori che dentro, Pau Gasol che nella stagione in corso continua ad essere martoriato dalla sorte, Chris Paul che è stato lontano dai campi da gioco per un buon periodo. Sono solo alcuni degli infortuni che si stanno sommando in questi mesi di regular season e che si aggiungono a quelli ormai noti di Yao Ming e di Greg Oden, della cui situazione si conosce bene.

Addittura l'allenatore Nate McMillan, ricordiamo, è dovuto ricorrere a cure mediche per uno scontro di gioco in allenamento e Scott Skiles nelle ultime ore è stato ricoverato in ospedale per problemi cardiaci (aritmia), che però fortunatamente è stato solo un fuoco di paglia e nulla più..

Ma la lista negli ultimi giorni è cresciuta ulteriormente arricchendosi di altri due nomi importanti, quelli di Michael Redd e di Blake Griffin. Quest'ultimo doveva tornare a breve, ma il test fatto al suo ginocchio (l'infortunio è sempre quello rimediato in pre-campionato alla rotula sinistra) ha dato esito negativo e quindi si dovrà operare. Risultato: stagione finita prima di cominciare.


Anche per Redd la stagione si conclude in netto anticipo visto che dopo una risonanza magnetica si è riscontrata la lesione del crociato anteriore e del collaterale medio del ginocchio sinistro, un infotunio che lo sfortunatissimo giocatore dei Bucks aveva già subito lo scorso anno.

Per ora Griffin può solo guardarla la possibilità di giocare...

Debutto quindi rimandato per Griffin, che potrà almeno ancora competere per il rookie of the year del prossimo campionato, e rientro diretto all'anno venturo per la guardia titolare di Milwaukee.

martedì 12 gennaio 2010

LE MIGLIORI E LE PEGGIORI SQUADRE NBA DELLA SETTIMANA 10

Eccoci arrivati alla decima uscita della rubrica delle migliori e peggiori della settimana.
Le importanti notizie di mercato giunte negli ultimi giorni, e che con ogni probabilità continueranno a giungere a fiocchi, hanno sovrastato il sapore delle partite di campionato che si stanno svolgendo, vediamo quindi di ritornare alla stagione in corso e rifare un attimo di chiarezza sulle squadre che più si sono distinte in questi giorni sia nel bene che nel male.

Migliori:

3. Philadelphia 76ers

Tra le migliori settimanali non tanto per i risultati (che in realtà non sono neanche tanto male), ma più che altro per l'orgoglio e la volontà di Phila. I 76ers venivano da un momento veramente difficile ma lentamente con il ritorno di Williams in cabina di regia e di Iverson come ulteriore terminale offensivo che aggiunge pericolosità sul perimetro, i Sixers sono riusciti a cambiare tendenza. La vittoria contro i Nuggets è importante (avvenuta anche senza A.I.), simbolo che la squadra si sta ritrovando e può ancora cercare di agguantare i playoff perchè essendo ad Est, non sono così lontani.

2. Charlotte Bobcats

La vittoria contro i Cavs li fa balzare al secondo posto della classifica, ma non è la sola importante che è arrivata. Charlotte ha battuto anche Miami e Chicago, quest'ultima ultimamente sembra essere un ostacolo difficile da superare per chiunque e Memphis che è sicuramente tra le più in forma al momento. Jackson si è adattato a leader del gruppo in fretta, portando in dote alla squadra punti, rimbalzi e carisma ed è accompagnato splendidamente da Gerald Wallace che sta producendo un'annata eccellente, inoltre sta crescendo Felton e non è da sottovalutare questo aspetto perchè Larry Brown esprime decisamente meglio il suo gioco quando ha una valida point guard in regia; se quando rientra Chandler gioca come a New Orleans e se si allungano le rotazioni con l'inserimento magari di Gerald Henderson che ha le potenzialità per divenire un buon giocatore e poi qualche altro innesto, allora la squadra potrà aspirare anche in qualcosa di più di un turno di post-season.

1. Los Angeles Clippers

I cugini dei Lakers vengono da tre risultati positivi, ma non è tanto la mole di risultati utili a farli balzare al primo posto, ma è più il fatto che queste vittorie sono arrivate contro Portland, Miami e soprattutto contro i Lakers. Questo perchè i Clippers finalmente hanno ritrovato Baron Davis in cabina di regia, inoltre continuano costantemente a dominare sotto i tabelloni soprattutto in difesa grazie all'eccellente Kaman e all' "immortale" Camby. La squadra ha trovato una sua dimensione anche se, almeno per ora, sembra aver perso quell'aiuto importante che Al Thornton l'anno scorso portava. Ora si attende solo il ritorno di Griffin prossimo al rientro e se il giocatore è quello che si pensa essere allora i Clippers potrebbero accapparrare i playoff tranquillamente.

Peggiori:

3. Orlando Magic

La maestosa vittoria contro Atlanta è stata la benda che ha curato superficialmente le ferite dei Magic, non fosse stata per quella vittoria sarebbero su un gradino più in alto in questo podio. E' sicuramente il momento più cupo ed altalenante della stagione in materia di risultati per la squadra di coach Van Gundy. Prima della partita appena citata Orlando veniva da quattro sconfitte di fila contro franchigie che avrebbe dovuto battere senza problemi (Washington, Toronto, Indiana e Chicago). La pochezza con cui viene cercato Howard è il principale fattore che ha condotto a questo, il centrone termina la gara sempre con pochi tiri presi dal campo non sfruttando il fatto che la maggior parte delle formazioni nel pitturato potrebbero soffrirlo moltissimo e quando invece Dwight è molto servito i compagni non riescono a sfruttare i raddoppi che lui si crea.

2. Minnesota Timberwolves

5 sconfitte sulle ultime 6 partite disputate ed unica vittoria contro gli Indiana Pacers, che in quel momento era una nave che stava affondando. Nulla di nuovo a dir la verità, ma ad aggiungersi alle sconfitte c'è anche un presidente che intende scambiare la sua stella, uno dei pochi che sta veramente giocando bene (Al Jefferson), invece che impacchettare qualche giocatore di minor spessore in modo da ricavarne qualcosa migliore che possa aiutare la franchigia, come un'ala piccola veterana che possa far crescere il giovane Ellington e dare una mano immediata ai compagni. Qui poteva benissimo esserci anche New Jersey ma come al solito per evitare di inserirli ogni settimana li citiamo solo e diamo spazio anche alle altre franchigie.

1. Detroit Pistons

Si stanno pericolosamente avvicinando al record di quest'anno di New Jersey. Le sconfitte consecutive sono 13 in questo momento e se la squadra non mostra un minimo d'orgoglio continueranno a fioccare. Stuckey e Villanueva, che erano gli ultimi baluardi di una Detroit che cola a picco stanno lentamente arrendendosi anche loro lasciando spazio al solo estro creativo di Hamilton ed alle oneste prove di Jerebko, decisamente troppo poco. Erano dieci anni che i Pistons non cadevano così in basso ed ora si aggiunge anche una sconfitta di 33 (!) punti contro Chicago a completare il disastro.

lunedì 11 gennaio 2010

NBA RUMORS : AL JEFFERSON PER DANNY GRANGER? NO GRAZIE ; I CAVS E TROY MURPHY

Il mercato è in fermento in questi ultimi giorni, nei corridoi NBA sembra non si parli d'altro.
Questa volta però quello che circola non sono solo voci, ma fatti effettivamente già avvenuti ed impacchettati.

E' impossibile pensare che un lungo giovane con sublimi movimenti in post ed eccellente propensione al rimbalzo, capace di produrre 17.7 punti e 9.1 rimbalzi di media, possa essere la pedina di uno scambio, eppure ciò è avvenuto.

Al Jefferson, che è il soggetto in questione, è il nuovo giocattolo del momento di cui il presidente Kahn vorrebbe disfarsi.

Poche ore fa lo stesso presidente ha bussato alla porta di Indiana chiedendo niente meno che la loro stella, Danny Granger. Indiana ha prontamente declinato l'offerta, conscia che senza il suo leader offensivo è ben poca cosa e soprattutto perchè la dirigenza vorrebbe costruire attorno a lui e non senza di lui.

Se si scava più attentamente però, la decisione di Kahn ha le sue motivazioni e i suoi retroscena. Intanto perdere Jefferson per Granger sarebbe stato come cadere su un morbido materasso considerando che nel pitturato Minnesota non è proprio messa malissimo con i giovani Ryan Gomes e Kevin Love.
Inoltre Al e lo stesso Love non sembrano trovarsi molto e ciò influisce notevolmente sulla chimica di gioco ed infine c'è anche da considerare la motivazione emotiva. Kahn è intenzionato ad abbattere il progetto che McHale aveva iniziato e questo sarebbe un simbolo enorme di questa sua intenzione.

Jefferson comunque non è l'unico a riempire le pagine di oggi dei giornali, infatti un' altra "torre" è stata oggetto di chiacchere. Sempre riguardo al solito discorso della volontà di Cleveland di prendere un'ala grande tiratore, è balzato sui riflettori l'ipotesi Troy Murphy, l'altra stella degli Indiana Pacers. Qui però la porta non si è ancora chiusa perchè Cleveland offre il consueto contratto in scadenza di Ilgauskas che fa gola a parecchi.
Larry Bird si sta prendendo del tempo per pensare, ma pare che voglia anche J.J.Hickson che i Cavs vogliono cedere solo nel caso in cui prendessero Antawn Jamison, staremo a vedere i nuovi sviluppi...

domenica 10 gennaio 2010

NBA RUMORS : ANCORA BOSH AL CENTRO DELLE VOCI DI MERCATO ED ORA NON E' PIU' SOLO

Dopo le indescrezioni che davano gli Houston Rockets disposti a prendere Chris Bosh immediatamente senza attendere la fine del campionato, da free agent, molte squadre che non avevano pensato ad una sua prematura partenza si sono affrettate a bussare alla porta dei canadesi per trattare anche loro.

Sarà per il fatto che sembra il più gettonato a cambiare casacca l'anno prossimo, sarà che un lungo mobile con quegli straordinari movimenti in post fa gola ad un bel pò di franchigie che hanno bisogno di correre e con lui calzerebbero a pennello, fatto sta che l'ala grande dei Raptors è la più ricercata al momento.

La voce più insistente circolata, riguarda i Chicago Bulls che sono disposti a mettere sul piatto delle offerte, il giovane Tyrus Thomas, il carismatico leader anche buon difensore, Kirk Hinrich, ed una prima scelta in uno dei prossimi draft se non in questo.

Per ora le acque sono ancora basse ma non è esclusa la tempesta nel giro di poche settimane, il freno maggiore alle trattative è più che altro rappresentato dalla buona prestazione a livello di squadra che Toronto sta offrendo e che lascia presagire l'approdo ai playoff, dunque Colangelo e compagnia starebbero temporeggiando consci dell'importanza della loro stella in una eventuale post-season.

Altra stella, altra voce di mercato ed ancora Houston a rendersi protagonista.
I Texani avrebbero puntato l'occhio anche su Caron Butler e vorrebbero scambiarlo con il contratto in scadenza di Tracy McGrady, che è un succulento piatto per chiunque voglia fare la voce grossa nel prossimo mercato d'estate in una trade che coinvolgerà certamente più giocatori per far quadrare il salary cap.

Washington pare anche avere interessanti proposte da valutare per Antawn Jamison anche se ancora, attualmente, la proposta più allettante rimane lo scambio con Ilgauskas (in scadenza a fine anno) che darebbe a Cleveland l'ala perimetrale e forte anche nel pitturato che coach Brown vorrebbe. Il tutto comunque sarà meglio trattabile quando si farà maggiore chiarezza sulla punizione disciplinare inflitta ad Arenas.

Dalle parole ai fatti: è praticamente fatta per il ritorno nel Texas di Eduardo Najera, sponda Dallas Mavericks, in cambio di Kris Humpries e Shawne Williams che cercheranno di dare una variabile in più sotto le plance ai Nets.

Chiudiamo con una chicca interessante avvenuta qualche giorno addietro: il presidente dei Knicks, Donnie Walsh, ha donato a Gallinari un filmato di circa mezz'ora su Larry Bird, con la convinta sensazione che avrebbe aiutato molto il ragazzo. Danilo ha detto di averlo visto più di una decina di volte e che quel video lo ha ispirato moltissimo, sarà molto difficile che possa raggiungerlo ha detto però intanto qualche giornata fa ha messo due triple consecutive in un finale punto a punto ed ha fatto vincere i suoi, proprio come a suo tempo faceva il grande Bird.

venerdì 8 gennaio 2010

NBA RUMORS : GLI HOUSTON ROCKETS VOGLIONO CHRIS BOSH

Nelle ultime ore si sta diffondendo una notizia di mercato pazzesca, gli Houston Rockets hanno fatto sapere che sono disposti a trattare subito per Chris Bosh anche se potrebbero prenderlo quest'estate senza cedere nessuno. I Rockets sanno bene che l'idea principale di Toronto se non riesce a trattenerlo è quella di organizzare una sign and trade per non perdere il loro uomo franchigia in cambio di niente. Quindi i texani si sono scoperti avvertendo Colangelo e company di voler provare a prenderlo per averlo fin da subito. Cosa può offrire di veramente concreto Houston è di difficile lettura e vediamo di provare ad ipotizzare un paio di ipotesi interessanti: l'unico nome che potrebbe fare veramente gola ai Raptors tanto da indurli a cedere Bosh potrebbe essere quello di un certo Yao Ming che nella questione salary rientra visto che quest'anno guadagna più o meno quanto Bosh...
L'altra ipotesi più realistica, è quella di uno scambio che coinvolga più persone e che porterebbe ai Raptors una manciata di buoni giocatori che arrichirebbero il roster fin da subito e lo renderebbero forse ancora più competitivo: Shane Battier, Carl Landry, Luis Scola e il contratto in scadenza di Brent Barry, che sommando le cifre da loro percepite quest'anno raggiungono all'incirca la somma che guadagna Bosh. Ipotesi suggestive certo ma plausibili.


Dopo la fresca notizia del passaggio di Chris Quinn ai New Jersey Nets e il rilascio di Rafer Alston con una buonauscita, è arrivata immediatamente la firma del play oramai ex Nets proprio con Miami, quasi a concludere luna sorta di scambio tra le due franchigie.
Alston ora potrà aiutare Wade e compagni, completando il pacchetto di registi con due buone point guard come Chalmers e l'appena firmato con un vero contratto garantito Carlos Arroyo. Gli Heat così si sistemano in quella posizione del campo potendo contare sull'estro fantasioso di Alston, sul gioco veloce di un Chalmers sempre in crescita e sull'esperienza del buon Arroyo. Questo terzetto senza fenomeni potrà lo stesso dare soddisfazioni a Miami proprio per il suo perfetto assortimento e giusto mix di qualità che consente a coach Spoelstra di schierare il giocatore più adatto al tipo di partita affrontata.

Probabile conclusione della carriera NBA di Roko Leni Ukic che, dopo aver formulato una richiesta ufficiale di rescissione del contratto attuale che lo legava ai Milwaukee Bucks, è stato rilasciato. Il giocatore ha espresso il desiderio di voler tornare a calcare un parquet per più di quei pochi minuti a lui concessi a gara (quando gli andava bene visto che molto spesso proprio non giocava) e quindi si auspicava un ritorno al Vecchio Continente visto che in questo momento, giudicando da una prima analisi dei roster, non sembra esserci una franchigia disposta a rivedere i suoi minutaggi per dargli un pò di spazio. Infatti il giocatore pare essersi già accordato con il Fenerbahce.

E' stato annunciato ufficialmente che Derrick Rose sarà sicuramente presente al prossimo All-Star Game, almeno nella seconda serata, quella del sabato, per difendere il suo "titolo" di vincitore del playstation skills challenge che l'anno scorso lo ha visto trionfare. Anche quest'anno quindi sarà impegnato nella "gara delle guardie"(Ndr).

Danny Granger è pronto finalmente a rientrare dall'infortunio che lo ha costretto ai box da circa un mese a questa parte, per ridare una immmagine ai derelitti Indiana Pacers che senza di lui hanno evidenziato le grosse lacune che si trascinano da inizio stagione. Indiana infatti è riuscita anche nell'impresa di perdere 9 partite cosecutive (serie negativa chiusa) cosa che ovviamente in questo campionato passa inosservata viste altre strisce perdenti...

giovedì 7 gennaio 2010

IL MERCATO NBA SI MOVIMENTA IN CASA NEW JERSEY

Cosa frulli nel calderone dei Nets è difficile capirlo, è tutta una miscela di sostanze volte ad un solo prodotto finale, l'estate 2010.

Chiaramente il loro scopo, è risaputo ormai, è quello di cercare di accaparrarsi una stella nel prossimo famoso mercato dei free agents, magari un perimetrale ala piccola (dice niente James?), perchè è il ruolo meno coperto e quindi più debole.

Per far ciò New Jersey, come molte altre franchigie d'altronde, ha puntato a fare molti contratti che si diriggessero al capolinea proprio durante questa estate, così da liberare moltissimo spazio salariale.

Proprio per questo motivo è difficile pensare che i Nets abbiano pagato una buona uscita a Rafer Alston di spontanea volontà, per far in modo che il team si liberasse dal suo oneroso contratto ($4.300.000), in quanto quest'ultimo sarebbe scaduto proprio alla fine di quest'anno, quindi avrebbe avuto poco senso.

Probabilmente la scelta sarà stata maggiormente influenzata da traguardi controversi tra le parti che hanno portato alla separazione consensuale. Alston oramai erano due giorni che non si presentava al campo di allenamento e questo era già un chiaro indizio di quello che dopo è accaduto.

New Jersey perde si un esperto play in grado di insegnare molto alle giovani leve ma guadagna un regista giovane, tutto da crescere, come è Chris Quinn che è stato immediatamente preso da Miami per rimpiazzare Skip to my lou. Insieme a lui è arrivata anche una seconda scelta del 2012 e soldi in cambio della seconda scelta dei Nets in questo draft (che con tutta probabilità sarà la 31esima).

L'intento dei Nets, verosimilmente, ha una duplice chiave di lettura. Acquistare un portatore di palla come ricambio di Harris, che non richieda troppo denaro in modo da alleggerire il tetto salariale o, nel caso non si rivelasse utile all'idee della franchigia, lasciarlo andare, poichè anche il suo contratto da $1.055.000 scadrà al termine di questa stagione.

Che tutto riconduca ad un ritorno di Alston in South Florida, stavolta sponda Miami?

martedì 5 gennaio 2010

IL RIENTRO DEI "VERI" BOSTON CELTICS

Ci sono franchigie che non possono fare a meno dei loro uomini chiave, franchigie che hanno ricavato benefici inaspettati dai problemi fisici della loro stella ma anche franchigie che riescono a sopperire in modo notevole alle mancanze obbligate di elementi cardine del roster sostituendoli non con fenomeni ma con ottimi comprimari che sanno gestirsi e che conoscono bene il proprio ruolo e quindi non strafanno.

Uno di questi team, simbolo del perfetto lavoro di squadra e di un'alchimia che si fa sempre più forte, sono i Boston Celtics.


Anche se finora si è riusciti a colmare alle mancanze in maniera egregia, da domani Doc Rivers spera di rivedere parte dei "veri" Celtics in campo. Veri perchè nell' ultima gara quella con Toronto, si sono dovuti accontentare di schierare molti panchinari in quintetto (Jr Giddens, Rasheed Wallace e Tony Allen) a causa delle molte assenze, riuscendo ugualmente a battere i Raptors che erano in un gran momento di forma che tuttora persiste. Se vi aggiungiamo poi che ora anche Perkins e House non sono in grado di giocare perchè febbricitanti, la lista si allunga ulteriormente mentre la panchina si accorcia. Il coach dei Boston non è preoccupato ma spera che almeno Pierce possa riprendere a calcare il parquet per la giornata di domani in modo da poter fin da subito aiutare la squadra.

Rivers infatti ha spiegato ai microfoni che sembra probabile il fatto che Paul rientri in campo già dalla prossima trasferta ridando al ruolo di ala piccola il suo leggittimo proprietario. Parlando poi in generale ha sottolineato di non voler rischiare Rondo e che anche se lui viaggerà insieme ai compagni non c'è la sicurezza di vederlo impiegato nel prossimo match a meno che i medici non siano sicuri del suo completo recupero. House è il più probabile a rimanersene a casa a differenza di Perkins che invece se domattina starà meglio si unirà al gruppo o in caso contrario rimarrà a Boston come il suo collega.

Kevin Garnett invece, dall'alto del suo grado di leader emotivo del gruppo ed esempio per tutti, in special modo per i giovani, non solo sul campo dimostra come ci si applichi in difesa richiamando agli ordini i compagni più in difficoltà sui fondamentali difensivi e più lenti sulle rotazioni, ma anche fuori dal campo garantisce qualcosa, come il suo carisma e la sua solidità mentale, e partirà con i compagni per dargli man forte anche se fisicamente non può essere vicino a loro a lottare sotto le plance.
Intanto è in fase di guarigione il suo problema a ginocchio.