Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA

lunedì 1 febbraio 2010

L'UOMO DA 52 PUNTI : ANDRE MILLER

Conscio delle proprie qualità, professionista anche fuori dal campo che prima di esprimere apertamente qualsivoglia discussione ne parla direttamente con il coach, sempre bravo nello scegliere le parole giuste per guidare i compagni quando calca il parquet, un regista che sa anche quando lasciare spazio all'improvvisazione che rende tutto più vario e spettacolare.

Sempre utile alla squadra ma spesso incostante, tanto da riuscire a passare da una serata da 2 punti e poco altro in venti minuti ad una da 52 punti in quaranta, suo massimo record in carriera (non proprio malaccio come career-high) per iscriversi in quella ristretta cerchia di giocatori che quest'anno sono riusciti nel colpaccio di piazzare un cinquantello.
Giocatore sempre attento a non strafare e a scegliere la soluzione adatta al momento, qualità che su tutte è la sua migliore, più del tiro da tre che in realtà è altalenante, più delle entrate in palleggio per scaricare ad un compagno libero, più del passagio smarcante scelto oculatamente dopo i bei movimenti ad uscire degli esterni o sui tagli dei lunghi.

Capace di mettere da parte i dissidi con coach Nate McMillan i cui litigi per lo scarso impiego di inizio stagione lo stavano per portare altrove, con annessa richiesta esplicita di una trade che lo trasferisse in una franchigia che lo sfruttasse a dovere; veloce ad inserirsi presto negli schemi così da rafforzare subito la squadra nel momento in cui aveva più bisogno del suo contributo per tirare avanti.

Frenato ad inizio stagione dai sopracitati problemi di ambientamento ha poi ripreso la fiducia dello staff e ha cominciato a garantire quell'affidabilità che gli si richiede. Prima gli innumerevoli infortuni accorsi a Portland lo hanno fatto rientrare nel minutaggio che conta, poi il mese di gennaio che ha ristabilito le gerarchie in campo dove di diritto si è ripreso stabilmente il suo ruolo da titolare al timone della barca. Ritorno alle ottime percentuali da dentro l'area che lo hanno da sempre contraddistinto e miglioramento generale della squadra che riesce a competere anche grazie alle sue abili scelte decisionali nella distribuzione dei possessi.

Un colpo inaspettato per Portland che prima di lui in estate aveva tentato di mettere le mani su diverse stelle ma che poi alla fine ha preso sicuramente l'uomo che gli serviva di più, quel giocatore in grado di coprire l'unico vero buco nella rosa ovvero la posizione di playmaker che il solo Steve Blake e l'ancora acerbo Jerryd Bayless non potevano sostenere.

Poi da non sottovalutare Miller è il giocatore con la striscia aperta di più partite disputate consecutivamente e quindi un antidoto contro gli infortuni.
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