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sabato 19 giugno 2010

PHILADELPHIA 76ERS E SACRAMENTO KINGS SI MUOVONO : IL PERCHE' DELLO SCAMBIO DALEMBERT PER NOCIONI E HAWES

Mentre a Los Angeles ci si prepara per una mega parata da 2 milioni di euro, autofinanziata dal club per festeggiare lo stupendo titolo appena vinto, in altre zone d'America, leggasi Sacramento e Philadelphia, ci sono già i primi colpi di assestamento per poter dare nuova linfa a due squadre che non sono arrivate ai playoff ma che hanno un progetto per migliorare.

E' da qualche giorno che si vociferava di un possibile addio di uno dei pilastri dei Sixers, ma ad andarsene non è stata la stella del team Andre Iguodala (almeno per ora), bensì Samuel Dalembert, il centro che da 8 stagioni presidiava le aree del Wachovia Center con compiti per lo più  difensivi, sua vera specialità.
Il centro originario di Haiti è partito per Sacramento andando a trasferirsi insieme al suo oneroso contratto in scadenza nel 2011, in una città che cestisticamente parlando sta rinascendo, grazie a Tyreke Evans e ai molti giovani dalle belle speranze che pullulano nel roster.

Tra questi però non ci sarà più Spencer Hawes, il giovane 7 piedi da meno di 3 milioni a stagione, che tanto è cresciuto quest'anno, perchè insieme all'argentino Andres Nocioni sono stati la controparte di Sacramento nella trattativa.

La lettura di questo scambio nel caso dei Kings è semplice, aggiungere un contratto pesante in scadenza per potersene liberare a fine stagione per avere un bel margine salariale al fine di trattare qualche free agent di livello nell'estate 2011. Certamente Sacramento si ritrova un buon lungo che aiuterà non poco alla causa della franchigia della California, soprattutto con la sua forte presenza a rimbalzo, coi tagliafuori e intimidendo gli avversari con i suoi ottimi posizionamenti difensivi.

Dall'altro lato la scelta di Philadelphia nel fare questa trade è di più difficile lettura. I 76ers sanno che con il nucleo di quest'anno non si arrivava da nessuna parte e il nuovo coach Doug Collins ha cominciato a porre le basi per il nuovo tipo di gioco da imprimere ai suoi. Infatti quello che ha sottolineato il neo allenatore è che ora, con l'arrivo di Hawes, chiunque nel quintetto è un'arma offensiva duttile, anche se ovviamente senza Dalembert si potrebbe perdere qualcosa nella metà campo senza palla. Comunque la decisione è stata ben ponderata sapendo anche che per arrivare a questo scambio ci si è dovuti accollare il contratto non proprio leggero di Nocioni per almeno un altro paio d'anni (sicuramente un ottimo giocatore ma ormai non tale da valere più di $6 milioni e mezzo a stagione).

Ora tutte le mosse e dichiarazioni lasciano presagire che Derrick Favors, l'ala grande ex Georgia Tech potrebbe scalzare Turner dalla seconda posizione, ma noi crediamo che sia uno spreco non prendere un giocatore come Evan Turner dopo la grande fortuna avuta di poter scegliere con la draft pick n°2. 
Senza nulla togliere al talento cristallino di Favors, uno che potrà tranquillamente accedere direttamente ai piani alti della Lega, Turner, almeno stando a quello fatto vedere quest'anno, è un giocatore completo che potrebbe fin da subito far fare il salto di qualità alla squadra che lo sceglierà.

Certamente Doug Collins troverà difficoltà a mettere insieme in campo Thaddeus Young (che l'allenatore vede come un tre, non un quattro), Iguodala e Turner, ma si potrebbe trovare un giusto assetto facilmente dividendo i compiti in campo, magari provando a lavorare sull'ottima dote di palleggio di Turner per renderlo il Tyreke Evans di Philadelphia.
Ovviamente però rimane apertissima la pista che porta a Favors o al massimo a DeMarcus Cousins.

Sacramento invece, forse ora potrebbe decidere di dirottare la sua scelta su un'ala piccola, possibilmente Wesley Johnson qualora Minnesota lo lasciasse scappare, altrimenti saranno Al Farouq-Aminu e Greg Monroe le altre due papabili scelte per approdare in California. 
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