Pochi giorni all'inizio della nuova stagione NBA

domenica 3 giugno 2012

La rimonta dei Thunder e l'avanzata verso il draft NBA

Sarà quell'intrinseca forza che deriva dallo giocare in casa, sarà la difficoltà a trovare un vero marcatore efficace a Durant, sarà poi che chi non ti aspetti in attacco fa la differenza (Ibaka), fatto sta che Oklahoma riequilibra subito la serie vanificando gli sforzi di chi andando in vantaggio subito 2-0 avrebbe potuto ammazzare la serie con un'altra W.

Tanti rimbalzi, tanti assist e tanti spunti di un Durant che realizza 18 punti nei soli 7 minuti finali, hanno rimesso in carreggiata lo scontro ed adesso gli Spurs devono nuovamente legittimare la loro supremazia casalinga per poi cercare di vincere la serie, dimostrando di non rientrare in quel 6% di possibilità di uscire sconfitta nonostante si abbia il fattore campo e si inizi la serie sul 2-0.


Ibaka e Sefolosha sono state due chiavi, il buon Serge ha deliziato chiudendo 11-11 dal campo, cosa che non succedeva nei playoff dal 1985 mentre Sefolosha ha incarnato perfettamente la mossa tattica principe dell'incontro. Scott Brooks lo ha impiegato per una buona parte del match in marcatura su Tony Parker ed il tatticismo ha veramente dato i suoi frutti soprattutto limitando il francese nelle sue scorribande offensive da penetrazione che aprono l'area e facilitano molto la circolazione di palla di San Antonio.


Poi di sicuro non si parla di tattiche o schemi quando giochi per metà dell'ultimo quarto per l'isolamento di Durant e lui non ne sbaglia una, nemmeno in difficoltà. Al massimo si può sottolineare di come il numero 35 possa aver trovato giovamento dal fatto che nonostante i 4 piccoli schierati da Popovich nel finale, Brooks abbia mantenuto il suo duetto di lunghi tenendo ben coperta l'area anche in attacco con i marcatori che non potevano spostarsi velocemente a recuperare su Durant quando saltava il marcatore di turno che, forse a prescindere che fosse Ginobili o meno, avrebbe dovuto tentare più una tattica di contenimento che di anticipo.


L'aspetto paritario del match ci preannuncia gare conclusive ancora più imprevedibili e focose, per una serie impronosticabile e veramente bella per l'incertezza che regala ogni sera.


In questi primi giorni di Giugno non è però solo la scia delle semifinali di Conference a prendere le attenzioni di noi fan NBA, ma anche il Draft che per le escluse ai playoff è già il primo bel pensiero.
Tra le parole di Anthony Davis già da cosciente prima scelta, dalle quali traspare la delusione familiare di non poter giocare per Jordan, ai pensieri di scelta di Washington indecisa sul da farsi, già si sta entrando in clima scelte ed i workout diventano manna dal cielo. Davis sarà sicuro la prima chiamata assoluta non è nemmeno quotabile e da lì in poi è tutto un enigma. La seconda è già difficile da pronosticare ma tra Robinson, Kidd-Gilchrist, Barnes e forse Beal e Drummond usciranno in ordine sparso i cinque nomi successivi.


Ma di questo ne riparleremo molto più accuratamente in uno dei prossimi post.

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